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Le 70098 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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Giulia, Ilaria Raffaella Maria Teresa.
nomi di sogni spezzati nel sangue.
Voi volevate essere libere ma l’uomo no a costo di uccidere.
nei vostri occhi la paura delle minacce.
Le lacrime della disperazione l’avete ingoiate nel silenzio
nelle vostre
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All’ombra del giorno
da solo, seduto in opposizione
mi faccio accarezzare
da un pensiero di pace
pur restando in silenzioso ozio
a percorrere le vie dell’opposto
mentre c’è chi diversamente da me
già pregustava l’atavica voglia
d’apparire
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Donna per gioco donna per un poco
donna che col fuoco spegni un croco
donna perdente donna solamente
donna ben cotta al dente e previdente.
Donna vetrina donna in copertina
donna bandiera donna brutta cera
donna di ghiaccio donna canovaccio
donna
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 | C’è un nudo splendore in questa goccia,
un vetro dell’anima che non si spezza
ma riflette l’eterno.
Io mi sono seduto sull’orlo
di questa lacrima, appesa
a un filo di seta che è
il confine tra il mio delirio e la grazia.
Non è pianto,è
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Ali di rondini
sul mio cielo d’inverno,
fra nuvole a solcare il
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Nel punto esatto dove il nulla si sfiora
l’essere indugia, tremula candela,
fiamma che arde senza consumarsi ancora
e incendia il tempo con luce parallela.
La luce obliqua sfiora il confine muto,
dove l’io si specchia in ciò che non è
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In piedi siamo
perché la nostra base ci sorregge,
in posizione eretta pur se transitoria,
affinché verso l’immenso
elevare ci possiamo.
Ci impugna uniti alla terra
la nostra architettonica struttura,
nostra base contingente,
perché ci
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Al crepuscolo un Sol calante
perduto in iridescenza
fra tenui nubi
disfiora di luce
Non d’Apollo è perdente,
che’l futuro dì già veemente appressa
e’l sordo nube sconquassa
al lieto pensier del divenire
Or terra s’acquieta
su d’un canto
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Si tende l’arco della vita.
scoccano le frecce del silenzio
Suona il ritmo della ballata medioevale
rosseggia il tramonto sul far della sera.
Primavera intensa che sollevi la tua bellezza.
miracolosa briciola di un cielo ondulato.
O musa dai capelli
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La bellezza mi ha visitata
come una santa febbre
nel cuore della notte
quando le anime sono nude
e Dio passa scalzo nei pensieri.
Aveva occhi di tempesta
e labbra di vino nero.
Mi ha chiamata per nome
come fanno gli abissi
quando riconoscono il
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Amor dal verde manto a tratteggiar viale,
smeraldo a dipinger aiuole,
amor a brillar come diamante.
ed estender raggio primordiale,
ad anime vissute e viventi.
Amor ieri e oggi, amor smagliante e sincero,
a sostentar vite, smorzar guerre e
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S’apre il ricordo in polvere di gesso,
dove la mano scrive e poi cancella,
come un’onda che batte sullo scoglio.
Era un rigore d’inchiostro e di silenzio,
con le cartelle gravide di sogni
e un maestro che pareva un vecchio saggio.
Oggi
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Avevo in mano un pugno di stagioni,
sei lune appena, e il gelo nella voce,
mentre il destino alzava le prigioni
e mi inchiodava il tempo sulla croce.
Trentasette rintocchi, e poi il silenzio,
un foglio bianco senza più domani,
ho bevuto il veleno
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Mulán cammina sull’argilla antica;
la terra pulsa sotto il suo passo.
Non è polvere: è tempo che respira
con voce oscura e alito d’origine.
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Sotto i suoi piedi si destano i sentieri
un tempo attraversati nel silenzio;
la guerra ancora mormora
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Nel gran disordine di ogni giornata,
cerco il mio centro, la rotta smarrita.
Ogni battaglia, per quanto spietata,
regala un riflesso di senso alla vita.
Respiro piano nel caos che avanza,
navigo fiera tra onde di vetro.
C’è nel mio passo una
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Superior stabat lupus,
intorno niuno.
Predone rio cuore
sbranò mitezza.
Feroce belva oggi
insegue preda.
La Terra sua sente,
muove le zampe!
Mammona santo loda,
viltà nei campi.
Compenso marcio vale,
di carne stracci.
Per chi, fermo
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Ti ho cercato nel punto esatto in cui il cielo
si inclina e scioglie l’oro dentro al mare,
dove la luce si spoglia d’ogni velo
e il tempo impara finalmente a respirare.
Ti ho trovato nel battito profondo
che rompe il guscio chiuso del
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Chi non ebbe virtù di memoria e intelligenza
venne bistrattato e mal pagato.
E, quando andò peggio, finì sul marciapiede,
sconosciuto a me, passante e indaffarato:
macchia indistinta, nera, chiusa in tela bagnata.
Prese la vita giorno per
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Di mille speranze
è rimasto solo
il soffio nel vento
e dei nostri magici sogni
che dei raggi del sole
si nutrivano,
è rimasto il respiro ansimante.
Di tanto profondo amore
resta ormai
il gemito dell’incanto
e anch’esso via scorrerà
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Chiudi ogni spazio verso l’altro
nella stanza del disagio,
non è più tempo di argomentare
quel che giustifica l’andare
verso il punto fermo di una penna
nel suo scorrere a fatica
nel commento fra muro e porta
che testé ora resta chiusa...
Ti
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La notte mi sveglia,
mi frusta, mi spinge
là sotto le stelle,
che sono nere
in questa notte,
fglia di una guerra,
tremenda.
Cerco Dio, non voglio
guardare quelle stelle
da solo, infinitamente solo.
Sento una fresca brezza
che fra i rami
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Se cambio il verbo, il cielo muta .
Non è solo suono
che scivola tra i denti
è una porta che ruota
sui cardini invisibili del senso.
Quando dico ho valore
cerco tra le tasche
temo d’averlo smarrito tra le chiavi
e gli scontrini del
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Abbraccio nel silenzio che palpita anime.
splendore di un amicizia bruma come il vento.
Nel calore dei vostri occhi si riscaldano i miei freddi pensieri d’inverno.
voi stretti come nodi del mare.
Uomini d’una maturità di autunno
mi sento protetto
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Sul bordo del fiume, dove le ninfee sussurrano
la luna si scioglie nel riverbero dell’acqua.
Nel sogno ti vedevo: fiore che si schiude
mentre le stelle accorrevano in fiamme.
I tuoi occhi dicevano più di ogni voce;
nel loro chiarore sentii un
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La donna siede al centro della stanza
come un continente che ha perso i suoi nomi.
Gli occhi, ancora belli,
non riconoscono le rotte.
Davanti a lei i figli,
inermi, adulti, spezzati,
stranieri con il suo stesso sangue.
Li guarda come si guarda
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Là dove si restringe l’orizzonte
tra l’uno e l’altro monte
si erge l’arco nei sette colori
e dell’umano sentire allieta i cuori.
Elargito da Dio all’umanità in dono,
forte sigillo di alleanza e perdono,
dopo la tempesta segue il
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Marzo pe’ me sì tu
int’a stu mare blu
ca spercia cielo e munno
jucanno c’ ‘o sprufunno
e comme a nu criaturo
te piscia ‘nfaccia ‘o muro.
Marzo è na signurina
ca splenne int’ ‘a vetrina
sicura ‘e te piace’
pazzianno pe’ vede’
si ‘o tempo
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Sospinto da tenue brezza,
mi ritrovai su umida roccia,
che d’intorno tutto di mare tacea
con l’onde ormai sopite
Sferzante ancor di nubi inquiete
il ciel era rappreso
al calar del lucido tramonto,
soggiogo finito d’un maremoto
Lungi da me, o
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Tu
nel mio cuore
nei miei pensieri
splendido sole nella mia anima.
Tu
che mi vesti ogni giorno
con i colori dell’aurora
mi baci con roride gocce di rugiada.
Tu
che m’arricci i capelli
nei meriggi di pioggia,
li profumi di viole.
E
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 | Cielo sempre m’incanti
al chiaro di luna
mentre approdano canti
dove ogni nota accomuna.
Pur se smarrita la via
da quando non v’è più ...
svanita l’armonia
per lei a miglior vita lassù!
Prigioniero senza catene
d’un amore immane
espierò le
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| Spira il destino rallentato nell’istante dei tuoi occhi.
respira un tuono di baci sordi al riscatto del tuo cuore.
Riuscirò ad aprire la tua mano nella perseveranza di un fiore che stagna nell’acqua.
soffia la pietà di una bruma che anela al profumo
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70098 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 211 al n° 240.
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