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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 365’183Autori attivi: 7’451
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Le 70163 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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Questo voler frenare,
provare oscurare barbaglio
che timido osa saggiare,
senza peraltro voler scompaginare,
o rivaleggiare
battaglia alcuna.
I reggenti
vestono bretelle consunte,
paventano usurpazione;
agilità di chi sfugge al
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Lungo il fiume
respira l’acqua fonda
non so parlare con lei
anche se lei mi invita
dietro ai miei passi
la notte mi segue
anche lei sussurra
vuole sentir la mia voce
ma io incantato
mi perdo e mi ritrovo
nei meandri della storia
e non so
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 | Tripudio di colori sono occhi
di Madre,
specchio riflesso nel lago
di Maggio,
rosa dipinta sulla tela della vita
donata a Te ...
oggi ch’è la tua festa.
Profumo d’amor spandi nell’aere,
musa del tempo che sguardo
incanta,
edera di strette mani,
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| Cercare di trovare la strada giusta
in questo ginepraio non è da poco
quisquilie si trasformano in mostri volanti
capaci di coinvolgere in un girotondo
dove se non usiamo tattica
il peggio non sarà mai abbastanza
lasciare al fato ogni
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 | Sfinge,
che scruti i millenni
col tuo impassibile sorriso,
tu vedi i nostri miraggi
per quel che sono:
luce che nuoce.
Faraoni dell’aria
alla conquista di dune
disfatte e sgranate
per ricomporsi altrove
immemori...
Uomini di sabbia
senza
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Ave dolce Madre,
suprema dimora dell’infinito amore,
diffondi la pace del tuo immenso cuore
e libera la speranza dallo scrigno dell’attesa.
Donaci il calore del tuo abbraccio,
sradica le malefiche radici dell’odio
e converti i nostri cuori alla
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Retrogusto
di raro vino
al palato
di due sommelier segreti.
Antinomia sublime
del sentirsi
quando la psiche incatena
lasciando libere
le mani.
Veste la malinconia
i segni del mio incanto
convincendomi
che tu sei
quel passo
che non
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Bussi ad una porta aperta
fiamma spenta...
costante compagna di viaggio,
un’ombra giornaliera
Reggi la fiaccola del distacco.
Poche righe per te
e già si fa giorno,
domani, ammutolita!
Feroce, bestia meschina,
già sveglia per divorare
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Le notizie che arrivano mi colgono
sempre di sorpresa,
sempre più tristi.
Ogni volta lo stupore mi prende
al dolore per quanto accade
il mio cuore incredulo cede
ma non si arrende.
Ho voglia di uscire
di scendere
da questa giostra
che
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Cresceranno ancora
in altri giorni di pioggia
e non li sentirai più
cadere fra le nuvole
Saranno lunghi e folti
il segno del mattino
scioglierà l’ombra nera
tra lunghe ali di speranza
Si intrecceranno ai sogni
e la casa si riempirà
di nuovi
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E ci sorridi giusto per piatire
dall’alto del tuo essere indecente
ripiena di un percorso inesistente
targato “fatti miei” a voler dire
che il tempo non si adatta a proseguire
questa avventura magica apparente
tra il nord e il sud del mondo
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Dentro un abbraccio
ci sta un sorriso o un pianto.
E’donarsi non solo con il corpo
ma è cercare un’anima
per alla fine trovarsi,
per divenire assolutamente
una cosa sola.
Ora guardami negli occhi
e riscaldami con il tuo
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Poesia
specchio dell’anima
dolce
tenera emozione del cuore ...
Come nasci tu
romantica poesia?
T’insinui leggera
silenziosa
nel cuore e nella mente
e come una farfalla
spieghi le tue ali
voli nei ricordi
nelle emozioni
risvegli
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Assente la luna
in vento dormiva
le stelle non c’erano
ieri sera sul prato
non ho sognato
neppure ho
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Spazia nell’aia la mente e nessuno
s’accorge di niente, neppure un
lamento uno schiocco, è dormiente
come chi non pensa a niente.
Potessi parlare direi parole care
ecco cosa direi, stella lontana tu
che conosci il bisogno dai vieni qui,
dammi la
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Tu non c’eri nella mia casa
di guerre e perdoni sul letto di morte
La tua voce riecheggia ancora
tra le stanze della casa
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Ricchizzi a nun finiri
prufumi e culuri
c’è u mari e c’è u suli
pì tutti
carizzi d’amuri
puisia e meludia
cu lu ventu ca curri.
Ma ci sunu bavagghi
ca nun fannu parrari
fami e spiranza
ca jocanu intucciuniati
cristiani beddi e
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E così senza ragione
ti hanno cucito le labbra
senza possibilità
di parlare,
del gioire,
del piacere,
di amare.
Un taglio netto,
meno piacere,
più dolore,
meno femmina
pur sempre donna.
Lacrime di dolore,
di sale,
di sangue
per una ragione
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Non ho più tempo
il tempo di morirmi dentro
solo al battito
di un tuo no
potrà trovar lo spazio
di recidere la vena
che
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Con l’odoroso Maggio
è Zefiro tornato,
che irrora con amore
il candido bel fior,
che cresce nel giardino
col canto dei fringuelli
e col tremulo sussurro
dei battiti del cor.
Amico suo è il sole
che con il suo calore
dà vita e dà speranza
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Tanto ci saranno
altre lacrime
per cui chiedere perdono
ed altre notti malate
Troppe lune notturne
per cui bere
una nuvola al whisky
carica di dolore
Tanto ci sarà
sempre qualcuno
che ci chiederà
dei nostri errori rossi
Troppe
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Se
le profondità dell’Illusione
potessi scandagliare
cosa resterebbe
di questi giorni
sulla Terra?
E se inutile
fosse lottare
ingenuo
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Dipingo malinconia al calar del sole,
l’amore che sussurrava al cuore
un melodioso canto al vento, d’anima dolce tormento,
fatto di silenzi e poche parole.
Dipingo un sentimento che si cullava,
tra e melodiose onde,
tra sussultanti flutti dei
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Ogni tanto cade un pianto
nel silenzio di parole convulse
d’immagini in bianco e nero
Sono io quella bambina che non camminava
nei sogni spensierati
con la fantasia nei prati correvo
Sempre zitta inerme timida
a osservare il mondo che si
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La durezza che scioglie il mio petto
è la certezza del dolore
Pugno di rose
l’anima gemma d’amore
e invade il cielo
E
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Cantano i disegni di lotta negli scantinati di Daraya
o respiro di libertà ucciso dalle bombe senza fine
senza più cibo mangiamo i teschi nudi di massacri
oscena parola che c’ha svuotato di speranza
senza più cielo avveleniamo le nostre voci di
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Gira e rigira in senso orario
l’antico souvenir che giace sul piano.
Triste melodia che mescola i pensieri,
la piccola orchestra in quiete tempesta.
Vittima di un destino che guida il gioco
con lubrici ingranaggi di ottone antico.
Note
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Zitto zitto me ne sto
chiuso in una scatola impolverata
sulla mensola ad angolo fra l’ingresso e il soggiorno
in silenzio, badando bene di non respirare.
Tanta è la voglia di non far rumore
nel buio di questo momento
che tarda a finire, come se la
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Infuria il vento
e l’orizzonte si fa bruno
tra lampi e tuoni
il mare cambia colori
e l’onde si risveglian tumultuose.
Nel gran fragore
l’imperversar della tempesta
s’avvicina
tra sbuffi bianco argento
che nel muggir paion più
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Albeggia memoria gli occhi vegliano
in colori leggeri tinti di rosa,
in mille sfumature di cielo
Lo sguardo immortala scatti d’istanti
persi nel nulla, poi ritrovati infanti
e rinnovati in un’alba senza fine
Stanze chiuse buie senza
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Tornare sui propri passi e
poi fare marcia indietro
è qualcosa che realizza
niente di stucchevole
soltanto un voler precisare
quello che nello scrigno pulsa
parole uniche
lasciano tracce indelebili
succhiando quel latte senza scadenza
in
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70163 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 23281 al n° 23310.
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