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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 364’924Autori attivi: 7’451
Gli ultimi 5 iscritti: Donato Caione - Benedetto - Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 |
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Le 69905 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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Stringe la gola
un brivido di morte...
Mi adagio su rovi di pensieri
dove il corpo si separa
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Preghiera sussurrata
di fronte al cancello
di Auschwitz.
Indicibile
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Sfavillar di luce
incanta il blu di stelle
Notte di magia
accende speranza
quando
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Scappa,
quando il respiro manca,
quando la notte è troppo lunga,
per arginare le copiose lacrime.
Il tempo trattiene,
il dovere rapisce e imprigiona.
Scappa,
quando il respiro manca,
quando la gola si stringe
in una morsa serrata.
E il tempo
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Anni che passano, inesorabilmente, passano
anni che si inseguono nonostante le apparenti distanze
che sembrano modificarsi secondo l’umore delle stagioni
di una vita che va sull’altalena del tempo.
Anni che furono, anni che sono e che saranno
anno
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 | È un lusso
lasciar che penda
frugale e chiara
una stilla, una nuova
dal fondo.
Si sporge un viso
malgrado non
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E’ mezzanotte,
muore un anno.
un altro nasce.
Per un attimo il mondo
sembra fermarsi
a riprendere fiato,
vuole
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Non sento più il tuo profumo
il tempo ha cancellato
quell’esile traccia sul cuscino ...
Nell’abbraccio della nostalgia
risento le tue parole
“Quando il cielo
mi vestirà col suo colore
e aria sarà il mio corpo
non piangere
ne soffrirei
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Lasciatemi narrare
delle ombre nella terra
di quella tomba dimenticata
nel bosco vecchio a tarda sera
Lasciatemi ricordare
il dolore delle fate antiche
e il sangue che scorreva
sul marmo prima della luna
Il buio ha giurato di coprire
per
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’N fondo la piassa i brusa stasséra
la vècia cotolona e sgonfona: la Strìa.
La ga do balaustre de rara belessa
’nvesse tuto ‘l resto: l’è na schiféssa.
Apena ‘l stroo ‘l colma nostra la val
davanti a tuti i bociasse del paese,
col capucio fracà su
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Fra nuvole diradanti
ecco apparir un arco celeste,
nel ciel vien avanti
di lucentezza in veste
Di bei colori sprizzanti
l’etere tutto riveste,
sventra i nembi davanti
e ricopre il paese agreste
Ognun l’osserva in bellezza
che trae l’occhio in
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Sembra allegro quell’uomo
che invia delle stampe
per l’anno nuovo, l’arte
di amare l’arte, una poesia
che col pretesto
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Un palazzo patrizio bifore
una finestra illuminata
lì ride gioiosa una bimba
bionda quell’albero i regali
dirimpetto per la demolizione
pronto un vecchio caseggiato
una finesra un vetro rotto
rischiara la stanza una candela
e da lì a guardar
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Occhi complici e accattivanti,
labbra carnose e seducenti;
nuda t’immergi nei miei pensieri
con sguardo famelico colmo di desideri.
Luce vermiglia nei tuoi occhi
come lampi di fuoco in piena notte.
Bocca stregata, rossa e voluttuosa
con
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Quando bello era d’intorno ancor di più
lo scroscio d’acqua che insisteva tra due sassi,
dolce e cara che scendeva e il canto dei piumati
si espandeva nel mattino.
Ecco che all’imbrunire ogni suono si elargiva
e le orecchie già in ascolto che bel
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Non ha soluzione
questo teorema interiore
gioco di carne, anima e stupore
sulle scalinate degli inferi
dove io non ho nome.
Non ha risposta
questo oscillare del cuore
che si frastaglia come una rosa
in un campo da arare
nell’unica pietra
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 | Scorgi nel muto parlare
stelle di un cielo rarefatto e candido.
Odoroso di essenza di olii preziosi
sui suoi campanelli elfi d’Irlanda
fra foglie di edera
là ove il muschio germina a sud
il mite silenzio dell’anima
che cosa non ha visto prima
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| Io vivo ascoltando il vento,
mentre nuvole ostacolano i pensieri,
la mia anima mi racconta solo del presente
e di niente altro.
Io vivo, seguendo i profumi del cuore,
quelli che sanno di amore,
quelli che ti riscaldano con parole,
che ti avvolgono
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Nasce e muore un’emozione
vissuta senza apparente ragione
fra la sabbia e le macerie
tra il dolore e il dovere.
Nasce e muore all’orizzonte
di un fronte creduto perso
fra un attimo lasciato cadere
e un momento creduto vano
poi ritrovato in un
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Auguri a chistu tiempo
ca corre appriesso ‘o niente
cercanno int’e strumiente
’a forza ‘e squaquiglia’.
Auguri a
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Quando noi alla sera
aspettavamo la luna
per non ritornare mai
a casa prima di notte
E giocavamo col vento
con il suo alito scuro
che accarezzava il cielo
fino al gelo del mattino
Quando poi all’alba
sentivamo poche stelle
sussurrare
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Era una farsa?
Catastrofe o silenzio senza forma
che volti muti nel melodramma
interpretavano in corteo?
Erano fantasmi
quei nomi su volti di pietà?
No!
Era la vita
che dirigeva un’orchestra
di pianti e nenie tristi.
Era la vita
che
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Si fa lunga l’ora
nella sera mia scura
e solo scendo e mi siedo
vicino alla porta
sogno il tuo ritorno
lo vivo e conto le parole
che tu aspetti da me
e le addolcisco
e si fa tardi e ancora
conto, canto e riconto
e mi cigola nella mente
e
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Un po’ guardingo si è affacciato
l’anno nuovo,
ed ha preteso di diritto
come re nel trono,
il suo posto
poi di colpo a quello vecchio
ha dato un calcio a tradimento
e l’ha fatto ruzzolare dal pendio
l’anno vecchio mogio mogio
ha messo in
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t’ accorgerai un giorno...
appena dopo il Natale
che cene e cenoni
sono inutili trovate
sono sprechi di regali
ipocrite sceneggiate
amor verso i parenti
che vedestre impiccati
Patetica sfilata
di collane e monili
di una falsa
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Guardo nei miei pensieri,
mentre in questo primo giorno dell’anno
il sole sta nascendo,
un silenzio l’alba
che risveglia in me ricordi.
Ho passato giorni ad amare,
a vivere,
a gioire,
a soffrire per chi ha lasciato questa terra,
donandomi
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Frasi fatte parole già sentite
allo scoccar di un nuovo anno
pace serenità prosperità fortuna
gioia salute e speranze tante
è un ritornello che immutato
si presenta quei balli in piazza
stelle filanti ardenti botti spari
ma ai cenoni nei resort
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Non sapeva l’usignolo
dove il tempo sostava
mentre su densi e fitti cirri
agitava le ali
Di spine all’ombra
solitario il roseto
arditi profumi
nel vento del sud
lievi spandeva
...e sorreggendo i suoi petali
sopra le verdi foglie
gli dava
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Lentamente si svuota clessidra
del tempo,
granelli di sabbia tra le mille bollicine...
specchio di progetti nel biondo
spumante.
Desideri e sogni ruotano
nella sfera dell’incerto futuro,
mentre l’Anno Vecchio lontano
scompare.
Oltrepassa la
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Se’l cor d’Amor è contratto
e in tal stato siffatto
allor meglio abbandonar
e alla prece vita donar
Ma’l desio è sì forte
e le vie son contorte
nel lasciar l’animo in religio
senz’incorrer in disagio
Amor infausto che chiami
e mai ti lasci
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O infermieri dottori pazienti genitori voi che dividete la comunità del buio
Dio ci avvolga come un fiore che profuma di
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69905 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 24511 al n° 24540.
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