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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Giorgia Spurio
Le 666 poesie di Giorgia Spurio
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E vagare in questo ottobre
che ha ancora il richiamo di settembre,
e sentirti dove l’uva diventa mosto,
e dove il suo succo, scuro e violaceo,
non diviene che vino.
E vagare su queste vie,
ed ero piccola,
quanto ero bimba,
e correvo da te,
la
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E gli uccelli del silenzio
battono ali e chiodi muti
al cielo, e fanno cadere
dell’immobilità le piume
e dall’est l’aria si fissa
al prato.
Urla muta la collina
e la sua ombra,
la Sibilla che si dispera
come madre il pianto
e dei suoi
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- E ti ho amato
un solo attimo
per il peccato dell’eterno. –
Sulla schiena ho le cicatrici,
le fruste del mio ruggire,
e i capelli che legavo alle frecce
e al vento e al suo odore di caccia,
alla velocità delle foglie
cadute in
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E se lo specchio
mi prendesse in giro.
Sottane invisibili del buio
che mi trascinano giù,
per i burroni, avvinghiate
alle cosce, pallide
come seni che la luna
nasconde ai lampioni.
E se l’ombra
mi strappasse tutti gli abiti,
alla
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Perché la neve
si trucca il viso di rosso,
come luna in eclissi
si bacia lo specchio
al cielo la pioggia.
E le stelle cadono in frammenti
bianche e di vetro,
come i brillanti sulle gote
infiammate tra i boschi
- le tue foreste –
tra
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E il cane dorme.
E il leone nel parcheggio
ruggisce al silenzio le sue stelle
acute.
E l’uomo aprirà le finestre.
E il gatto si lecca dove le ferite
tra il pelo bianco si dipinge
l’odore che hanno le scarpe
sul marciapiede.
E il leone
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Come saracinesche, coprono, smantellano,
pezzi di braccia e nuvole,
ultimo – come un wi- fi, filo di un telegrafo
invisibile, rotto come l’osso
il respiro –
guardo l’ultimo verde delle foglie.
Cielo di settembre,
padre – che bacia le figlie
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E hai tra le mani
le mie spine,
i capelli che lascia
la fanciulla delle sere
di settembre.
E hai tra le dita
tutti gli ululati, i denti
che l’estate ha lasciato
sulla riva, tutti gli incubi
repressi tra le memorie
e le adorazioni, le
leggi

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Luci, capelli di cielo,
fari, piedi, auto, ruote,
silenzi, canzoni,
radio e volume...
- Prenditi dalle unghie
le mie labbra...-
Stride la civetta, sul dosso
delle convenzioni, frena
il furgone delle perplessità,
escort del terzo
leggi

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E hai dei capelli le streghe,
e delle voci dei lupi gli occhi,
e il sorriso di chi non regala nulla al fato.
E mi stringo alla neve delle montagne,
come pizzo il merletto sul capo,
e un abito di saio per svestirmi del sole
e annullarmi dove la
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 | Come benda la mano, la rete.
Come bocca il bacio, il respiro.
Come il pianto l’eco, il canto.
Come il mare la madre, la figlia.
Come dannato il cielo, l’inferno.
Come benedetto il veleno, il paradiso.
Come l’argento che ricopre la
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E mi avvolgi di cicatrici
e di walzer con gli abiti di neri tulle,
e mi accarezzi e mi dilati le pupille.
E mi conti gli occhi,
e raccogli i suoni
che dalla bocca la voce
incanta e ammalia,
ammanta e quasi diventa sacra.
E mi bracchi tra le
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E non avere risposte.
Come un cane che graffia alla porta.
Come vento che soffia non più d’inverno.
Come il sentiero che il bosco
ricopre e nasconde.
E quel giorno il suo padrone non aveva risposte.
Chiuse la porta come ogni giorno.
E
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Ed il mare sussurra degli angeli
alla spiaggia, e lì ricama
ghirigori di sale
e sculture tra la sabbia,
il sogno che il mondo
accoglie nel grembo,
si trasforma e di stelle
nascono nuovi cieli,
nuovi profumi.
Lenti corpi alle luci
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Tu che mi ascolti Autori Vari
Le poesie che hanno partecipato al Premio di Poesia Scrivere 2010, con tutte le opere partecipanti ed i vincitori
Pagine: 240 - € 12 Anno: 2012 - ISBN: 9781471686108
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Anime in versi Autori Vari
Antologia degli autori del sito Scrivere
Pagine: 132 - € 10,00 Anno: 2012 - ISBN: 9781471686061
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Foto di gruppo con poesia Autori Vari
Un ritratto degli autori del sito attraverso le loro poesie
Pagine: 200 - € 14,00 Anno: 2009 - ISBN: 978-88-6096-494-6
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San Valentino 2010 Autori Vari
Poesie d'amore per San Valentino
Pagine: 110 - Anno: 2010
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Halloween 2009 Autori Vari
Poesie per Halloween
Pagine: 32 - Anno: 2009
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Addio Alda Autori Vari
Poesie per Alda Merini
Pagine: 92 - Anno: 2010
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Invia un messaggio privato a Giorgia Spurio.
Indirizzo personale di Giorgia Spurio: giorgiaspurio.scrivere.info
Come il vento che manca d’aria,
e la polvere che ama i nascondigli,
e i merletti da bianchi a grigi,
come cornici,
dimenticati ricami di mani
e silenzi troppo amici.
Come l’uva al sole, un settembre
amaro e magro,
il titubante miagolio degli
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E raccoglievo le stelle dal fuoco,
e spazzolavo la chioma alle figlie del cielo,
amante custodivo tutti i loro baci.
E scrivevo delle loro passioni,
dei loro giovani amori,
e regalavo loro un verso
- uno solo – ben stretto tra sussurri
e rumori
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Come i fiori dell’oleandro
inconsapevoli del veleno delle proprie foglie,
il rosa delle incombenze
che non cercano e mi pensano,
e mi penetrano lo spasmo del cielo
negli occhi chiusi delle nuvole.
Come la velocità, la fuga,
della lucertola
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 | Mancano le parole.
Muoiono le sembianze e le ombre.
Appassiscono i raggi e i soli.
Mancano i canti e i cantanti.
Muoiono gli abiti bianchi, sporchi di vino.
Appassiscono le bici, sulla collina, tra il grano.
Mancano le mani.
Muoiono le lacrime
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E la cenere cade con le ali
delle tortore e del sole.
E il cielo si sostiene
con le sole forze
di una voce
che tanto noi...
Noi non ascoltiamo.
E i fiori sbattono gli steli
sulla caviglia e la pelle,
alla corsa dell’infanzia,
dei giochi
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Come l’aria e come il freddo
all’improvviso, come il fiore
nel gelo e nella sola acqua
affoga il tremolio delle aspettative.
Un urlo che non sale
e si arrende, tra gli scheletri
della voce, e della gola,
della mano e delle
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Come i rami
che vorrebbero tra i fili di nebbia
catturare della luna
la lucida fronte
e le bianche labbra
e le pallide gote ombrate.
E mi spezzo
e mi maledico,
e mi piango addosso
- all’angolo del fosso –
E attendo.
Se solo partorisse il
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E l’ago, lo spillo
la scarpa senza tacco,
la rottura, rotula e attacco,
farina e talco,
il triste guaito dei giaguari
nascosti tra i cespugli, luci
e disegni di auto e fari,
di giovani coppie e garage...
- E non mi trattare come una bambina –
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 | Il vento portava foglie
alle ruote delle biciclette,
il nonno contava ogni chicco d'uva
raccolto al svenuto vento sulla terra,
il gatto miagolava le sue pigre prospettive,
morbido nel calpestare breccia
con cui scrivevo il mio nome.
-amava
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Ciglia bianche di bambina,
- bianca muta di crisalide -
la farfalla che cresce,
l’invidia delle incredibili ansie.
Ti guardo, bambina,
paura della donna
che allo specchio si nasconde
e si maschera, paura
dei raggi che spezzano
il vetro in
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Luna che di cenere
guarda le luci sullo specchio
di terra, il mare non è che cielo
ribaltato al silenzio.
I bambini a mosca cieca
si bendano di lino e di sciarpa,
e ai polsi ci legano le primavere
delle adolescenze disossate.
Un
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E tra le fiamme
e la neve,
tra i capelli della luna
tra le parole che cancelli
tra l’edera e le ragnatele della sabbia,
della terra e del vento,
oltre il flagello dei gufi
sul collo, sul giogo,
ai tramonti dei visi.
All’aurora degli
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Come sulla sabbia e tra l’acqua,
il sale... il rosso dei gelsomini,
petali fradici e portati via,
via dalla corrente come il sangue,
- l’azione che noi non vediamo -.
Il deserto dei piedi e delle preghiere,
di dita incrociate alle parole,
di
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666 poesie trovate. In questa pagina dal n° 181 al n° 210.
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