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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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♦ rita damonte | |
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Aprile 2026 |
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Giorgio Lavino
Le 886 poesie di Giorgio Lavino
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Tu
Con gli occhi
cerchi il volto
che ti fa battere il cuore
Con le mani
stupisci le guance
dei figli
E asciughi la pelle
stanca e bagnata
del tuo uomo
Con le viscere
lanci l’arcobaleno
delle cose giuste
Con le lacrime
allontani la
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Sogni
Abbandonati
sulla prateria
della libertà
Non sanno camminare
Immobili sperano
in mano amica
che li trascini
per l’immenso
spazio in cui
sono immersi
Ma questo
non è
il loro tempo
Sentiero
sperduto
nelle
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Spuma di sole lucente
della tua carne
Desidero
Per appagare
la mia gola
asciutta di passione
Scatena con il calore
delle tue labbra
tempesta di baci e carezze
sulla mia pelle
Scivola via
dai gesti monotoni
e corri veloce
con il tuo fiato
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Levati da lì
Parlami
E guardami negli occhi
Creiamo un contatto
color pelle
Dai
Dammi la tua voce
Me la conservo
Per un bel po’ di tempo
E se vuoi anch’io ti do
la mia voce
Ne potrai fare quello che vuoi
Levati da
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Larghe vie dietro di me
Accessi negati davanti a me
Denti stretti sempre
Ma ahimè non so dove approdare
Cerco sempre ma non trovo più
la fantasia delle giovani membra
Però non voglio accarezzare
le impronte rimaste
Ho voglia
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Non ho niente
Solo gli anni
che urlano
per scappare via
stanchi di ascoltare
le mie bestiemme su di loro
Non ho niente
Solo qualche effluvio
scampato alla tempesta
degli orridi pensieri
Non ho niente
Solo i rumori
di una mente
che ha
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Ci sono le nuvole rosse
E il sole danza con esse
Le stelle poi si spengono
e s’accendono a loro piacimento
La luna? Ride a squarciagola
e pensa ai tempi passati
quando si godeva lo spettacolo
del mondo che se la spassava
Certo è che in
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Era bello un tempo
Aspettare l’alba
L’ansia era viatico
d’attesa per gli orizzonti sperati
Si, la speranza
viaggiava dentro le viscere
Nostre
La cercavamo sempre
Bello invece non è questo tempo
Di rosari degli affanni
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Sollevami da questo insensato
ritmo quotidiano
e trascinami nell’ozio
che si cura solo
della nostra passione.
Portami da te
in punta di cuore
e cancellami
tutti gli sguardi
che non raggiungono
la tua anima d’incanto.
Con la magìa
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Che mi sta succedendo
Non guardo più avanti
Non attendo più niente
Mi giro sempre indietro
a rivedere le mie strade bagnate
che non ho saputo asciugare
Che mi sta succedendo
Il cuore non ha più fame
di nuovi soli
la mia
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Miagolio di dolore
s’alza dal cortile
per sbattere
contro le porte sbarrate
alle angosce altrui
Passi del sabato della spesa
si perdono nella fretta
per ritrovarsi a sbuffare
nelle code delle grandi superfici
La sera non è più
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Tu che non credi a niente
Non credi a quello in cui credo io
Ma io e te stiamo qua
Nei giorni stampati
e quelli non ancora spuntati
Nelle cadute senza sangue
ma lo stesso lancinanti
Nei sorrisi risarciti dal sudore
di gesta ben fatte
Nei passi
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Ciao
Stavamo bene sulle panchine della nostra età
Stiamo non bene sui divani di quest’età
Ciao
Eravamo tuoni che scatenavano nubifragi
Siamo ora silenzi che rincorrono rumori
Ciao
Correvamo dietro i giorni senza stancarci mai
Ora
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Poco a poco
Questo fuoco
che arde
ma non incenerisce
la monotonìa
sta arretrando
come il sole
quando decide
di andarsene
Poco a poco
questo gesto
che non lascia segno
si sta seppellendo
dentro il talamo
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La palla rossa per la vergogna
si nasconde dietro giganti di pietra
Si chiude così la prima parte
della performance di un giorno
annegato nell’andirivieni di passi
e frastornato da voci usate
La cupa seconda parte
è gonfia di facce
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Con la complicità della solitudine
rivedo la tua saziante compagnìa
Non cerco niente di speciale
nelle finestre delle immagini dialoganti
Solo un goccio di respiro
rimesso a nuovo
Un battito di luce antica
rimasta intensa
Un
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Leggi la biografia di questo autore!
Invia un messaggio privato a Giorgio Lavino.
Salutami dentro
un goccio di speranza
Proteggimi in un baule
di tolleranza
Asciugami gli occhi della morte
dei miei fratelli
Abbracciami con il colore
del mio dolore
Con il sudore
della lotta per la libertà
Con la collera
per la mia
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Si sono rotti milioni di soli
Si sono accesi milioni di lune
e tu ancora non hai detto
se hai un cuore tutto per me
Portami tra le tue braccia
capirai che la mia anima
conserva il tuo alito d’attesa
Si sono svegliati
tutti i giorni
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Impavidi sorrisi galoppano
nelle corsie delle ore
massacrate da scorie contagiose
di idee da buttare
Sanno che vanno incontro
alla morte
Ma sanno anche che i soli
s’infilano pure nei budelli
di sorsi di buona volontà
Le notti aiutano
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Cala il tempo che eterno pareva
e le rose piangono
il profumo perduto
La nonna dai vetri rincorre
sperduta i suoi giorni scappati
senza far rumore
Le fanciulle danzano la voglia
di tuffarsi nelle notti che non conoscono il sonno
Le strade hanno
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Ci saranno giorni veri
e l’amore ci stanerà
Dentro queste mura di sonno
non c’è un colore di sazietà
Ci saranno campi verdi
e l’amore ci seguirà
Non caliamo le forze del cammino sperato
Ci saranno ali senza
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Mancandomi il fiato,
m’appoggerò al mio sogno
per cercarti in ogni solco del
tuo cammino.
Supplicando il gesto
di procurarmi ancora un goccio
di vigore, scaverò
dentro l’anima tua
per scovare
l’alito giusto
che ti porti
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Monotonìe vecchie e nuove passeggiano
nelle strade affaticate della periferia
S’affannano nella calura gli occhi
orfani di luce
Abbandonati dai sorrisi e dal pianto
Nei cortili i bimbi giocano
aspettando il mare promesso
che non
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Casualmente m’accorgo di perderti
Caro me stesso
Caro solo a me stesso
Dentro nuvole di pensieri
Distrattamente t’afferro
ogni tanto
Caro me stesso
Caro solo a me stesso
Per non farti cadere
nel vuoto della mia solitudine
Ogni mattina
Ti
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Non voglio perderti
nell’androne del far niente
Senza poter agitare
la mia voglia mille volte
Senza nemmeno una volta
pensarti
Non voglio perderti
nell’ascensore dei miei pensieri
Senza poter più immaginare
La tua bellezza che
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M’imbarazzo sul tuo corpo
incamminandomi sul sentiero
dell’immaginazione
Tenterò con gusto
di immergermi
nella profondità
del tuo il mio istinto
affamato
anche se ora
può scivolare tranquillo
sulla sua
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Eri solo
Avvolto in un mantello
di disperazione
Ora sei solo
protetto da un guscio
di rassegnazione
Desti la ragione
alla confusione
E quando pensavi
ti tremavano le mani
Ora hai i piedi inchiodati
e le mani legate dalla chimica
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Dammi qualcosa di tenero
La porterò con me
Fino alla cessazione dei nostri fiati
di passione
Dammi qualcosa di candido
La custodirò nei gesti
Buoni dell’anima leggera
Degli amanti
Dammi qualcosa che luccica
La pianterò
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Goccio d’alito corteggiato
dal travaglio di nuove idee
si fa adulto e sgomitando
regge l’esordio.
Rischia la morte l’audace sussurro
di belle figure
dell’anima che pensa,
per arricchirsi con pensieri
che salvano.
Un vuoto in mezzo
ai
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Tu lo sai
I sorrisi è da tempo
che mi hanno voltato le spalle
Tu lo sai
A me piacciono solo i fuochi d’artificio
Tu lo sai
Le notti mi hanno preso di mira
e mi stancano con i ritornelli del tormento
Tu lo sai
Non so uscire dal
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886 poesie trovate. In questa pagina dal n° 241 al n° 270.
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