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Le 87317 poesie dei soci sostenitori |
Io ti chiamavo Morte
ma eri il respiro del mondo
eri il tempo lontano da me
che soffriva nel buio.
Io ti chiamavo Ombra
ma il mio cuore soffiava
solo melodie stonate:
il vento non ama l’amore.
E quando odia teme la terra
il passo lento
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 | Te l’ho detto io,
te l’ho detto che t’Amo.
L’universo è in me
stretto a te, quando dici:
Io ti Amo, io ti Amo veramente.
Cerco il tuo sorriso
come un pescator di perle,
la tua dolcezza e disarmante
lo sguardo tuo d’Amor mi avvolge.
Oh mio Dio!
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Al buio confesso
sommessamente
le mie fragili idee
le racconto
al cuscino docile
impregnato
del mio giorno.
Al buio dipano
le ansie ritorte
a riempire pareti
sempre morte
e sempre vive.
Al buio rigenero
la mia inquietudine,
docile e mite
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Lettere e vase pe ‘nzavaglia’
lettere spase pe nun scurda’.
Lettere e sguiglie p’ave’ nu spunto
pe da’ muniglie pe fa’ nu cunto.
Quatto parole chiene ‘e sapore
ca a chesta vita danno calore
a quacche chiocca ronna e lapposa
quanno chi ‘a legge fa
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Da lontano rivede la fontana
la fontanella cara dell’infanzia
qui con i compagni dell’asilo
posto di ristoro di merenda boccate
per placar la sete poi con quel
zampillante getto giochi scherzi
schiamazzi tanta nasceva l’allegria
ora la fonte è
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La vita contromano
di una felicità
senza compromessi,
impedita purtroppo
da muri troppo alti
per non vedere
ciò che di bello
mi circonda.
Come vorrei essere io
il mio vero io
senza ritrovarmi
negli stessi luoghi
imparando a proteggermi
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È sempre qui
nel rifugio di una stanza il respiro
nel suo silenzio senza cieli.
Nel buio di una luce
c’è un’onda di ricordi
poi penso che la vita è un soffio di vento
e in quel vuoto che parla ancor di te
il mio mondo di silenzi.
Svegliati
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Rendersi conto della strada sempre più in salita
vuol dire prendere coscienza del momento
in cui toccheremo l’apice
quel punto d’arrivo non da tutti gradito
essere consapevoli significa avere raggiunto
quel tanto onde non abbattersi affinché
il
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Mi sono fatto il segno della croce,
nel mentre che passava il funerale,
un carro con la bara tutta in noce
che trasportava
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È tanto dolce vedervi,
ascoltarvi beatamente
in silenzio.
Contemplo i vostri colori,
la vostra grazia mi diverte,
il vostro canto delizia
il cuore e la mente.
Voglio essere un bambino
in compagnia di un canarino,
giallo, screziato di
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Amo udire il silenzio al mattino
qui dove non senti altro che l’aria.
Spalanco la finestra,
mio desiderio osservare
l’immensità del cielo.
Qui riposo tranquilla,
rivolgo il mio sguardo intorno
alla campagna,
ammiro i colori rosati
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Amami ancora
prima che sia notte
e se farò promesse
scrivimi un addio
più profondo
delle stelle spente
che disegnano
il cielo nella morte.
Lasciami sempre
prima che sia l’alba
e guarderò il sole
con un altro sguardo
che non vuole
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Tante le cose che vorrei dirti.
Quanti sogni rincorsi nell’illusa speranza
che la vita fosse fatta solo di albe e tramonti
e che tu, come un fiore delicato, ti facessi
proteggere dalle mie attenzioni.
Ti credevo l’altra metà del mio firmamento
a
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Qui un tempo il profumo della odorosa
menta selvaggia qui lo scorrere
della chiare acque di un fossato
qui su queste rive arbusti
di saponaria in fiore qui un albero
qui un nido di tortore a primavera
qui visioni sensazioni da tempo
di un tempo
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Smettere di pensare potrebbe essere rilassante
ma cancellerebbe quanto sino ad oggi è stato vissuto
scelta alla quale difficile appigliarsi
ovunque si giri
rimarremo sempre in deficit di ogni nostro avere
cosa che amplierebbe nudità
e niente
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Il grano indora su campi assolati e ombrosi,
il ciel è carico di nuvole,
pioggia a scender e bagnar la terra,
ed annaffiar rotoli di fieno.
L’estate ammanta di verde estesi campi
ed invola l’anima, lieve piuma a salir nel cielo,
riverberi ad
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Non si può più scherzare con il fuoco,
bisogna ragionare con la testa!
Non si può più restare indifferenti
se il flusso
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Se mi parlerai
la nostra notte
sembrerà breve
come le lune
di questa estate
calda del tempo
ormai dimenticato
fra le ombre.
Se mi sognerai
i corvi troveranno
le parole da dire
a me che attendo
ancora una parola
e un bacio inciso
sulla
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Chiamami ancora amore
quello che mancava
quello che hai riposto
tra i miei capelli,
quando ribelle
allontanavo il capo
timorosa delle mie fragilità.
Quello che mancava
che ha sanato
certe ferite dell’anima,
che tu pensavi
sanguinassero
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La mia mente libera
da ogni malinconia
Come aquila prende il via!
Mi vesto a festa
Mentre osservo dalla finestra.
Come d’incanto mi appari
Con un velo di sorriso;
Subito ricambio
Con un abbraccio intriso.
Un ampio movimento d’ali
respiro la tua
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 | Ricordi un po’ vaghi di anni già passati
la corteccia è scolpita con due cuori trapassati.
Bambino sei cresciuto con lei te ne sei andato
di me ti sei scordato ma ti ho già perdonato.
Hai scelto la tua strada staccandoti dall’acqua
volando verso il
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La signora parla bene e si intorcina
con la polvere che sale e non a caso
lei si mette a tolettare dentro il naso
mentre il trucco lo nasconde giù in cantina.
La signora gioca a carte e cala un asso
che si accoppia con la sorte e col fracasso
del
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E poi la luce si fa Luce
mentre l’ombra opaca raddoppia
il grigio della strada
la calura drena il ronzio d’ api
e gli alberi scagliano squittii.
Quante cattiverie si compiono
per trovarti. si taglia un albero
che ombreggia colture
Si tortura
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Silenzio cala
da un cielo nero,
plumbeo di reiterate emozioni,
stonati accordi
di uno spartito lacero e consunto.
Arranca sulla terra umida
un sole tiepido e molle
che a stento sbriciola
aghi di gelo.
Labbra bagnate
da esuli lacrime
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Un muro diroccato
e vecchie pietre una sull’altra
quasi a farsi compagnia.
Alberi spogli
e foglie marce sul terreno.
Solo un’edera
si è arrampicata su quel muro
cresciuta non so come
e non so perché.
Non altre orme
nè segni di vita
e la
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Spendeva il sole cielo sereno
degli uccelli il canto di cicale
e grilli un gran concerto triste
l’animo mio la mente affollata
da pensieri neri la bufera venne
fulmini grandine e saette al cuore
giunse la pace rasserenati presto
in quel momento
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Ricominciamo sì ad imbrattare un altro foglio
quel lenzuolo bianco che ogni dì
preserva da situazioni non sempre accettabili
un vero rifugio onde sopperire
a mancanze ormai vetuste
capace di allontanare voraci insetti
quei morsi che non si
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La caposala entrò nel mio ufficio
dicendo: “Scusi tanto professore,
stanotte hanno portato una ragazza
che s’è avvelenata
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Aspetto che mi parli e
il buio mi copra.
Sicura ti parlo
ed insicura ti guardo.
Aspetto un attimo di pace correndo lontano,
cercando quei luoghi sepolti dal tempo.
Ma il vento di Marzo, soffiando rianima,
ricordi, vi lascio all’ombra di un grosso
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È notte
nel suo silenzio
onde di mare baciano la riva.
L’amore è un sorriso dimenticato
nel vuoto cedere del tempo.
A nulla serve la solitudine
tuffarsi in una notte di stelle
quando l’amore con la sua malinconia
è un frammento di luce
nel
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87317 poesie pubblicate sull'argomento .
In questa pagina dal n° 11911 al n° 11940.
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