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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 364’971Autori attivi: 7’453
Gli ultimi 5 iscritti: Benedetto - Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 - albero95 |
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Marzo 2026 |
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Le 87309 poesie dei soci sostenitori |
Cade verso il basso
tracimando in quel dolore
che si porta con sé
nel lento scivolare verso il mento,
va la mano col palmo delicato
a detergere quel querulo viso
come fosse il gesto
di un cuore innamorato,
c’è sapidità in essa
e nel sapore
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“ Vieni ” mi dice il mare,
con i piedi e con le mani
lo voglio accarezzare.
Nella fresca acqua
i miei nudi piedi
scivolan briosi e leggeri.
Volano lontano
i miei cupi pensieri.
Giocosi schizzi
e acqua di mare negli occhi,
lacrime
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Per chi è invisibile
e non sa
se il buio accenderà il cuore
o se sarà
solo un’altra sera di tenebra
con le stelle inattese
a contare i sogni
quasi fossero sacrifici
da tremare in silenzio
come preghiere inascoltate.
Per chi è
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Il sole, nel suo lento tramontare
fa scendere la sera nel paese,
qualcuno sulla porta delle case
attende chi deve ritornare.
I bimbi giocano vicino alla fontana
intorno al parco opache luci,
lungo il viale discussioni e voci
otto i rintocchi
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Tra le pieghe del cielo scivola un brivido,
ogni respiro accende un sentiero vivido.
Foglie tremano come mani di vetro,
disegnano ombre in un gioco segreto.
Il desiderio corre tra radici e sassi,
come un fiume che scava i suoi spazi.
Ogni passo
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Fu il dì di San Francesco,
te ne andasti,
come sibilo al vento,
d’improvviso, senza tormento
Da te passai
e l’azzurri tuoi occhi
ti chiusi, lancinato dal dolore
e sconforto del tuo consorte
Non riuscì il pianto mio,
che tal parea tutto
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 | Tace la via.
Tacciono i gatti
nell’ annusare il piacere
dell’aria notturna.
Il vento rimuove le nubi.
Regala frammenti di cielo
e una porzione di luna
che si fa strada nel deserto
immobile di case.
Annusare la notte
senza la soporifera
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| Cristalli di luce riflessi
negli occhi innamorati - come allora -
nel silenzio della sera che torna.
Corse di stelle sulle onde leggere -
e le mani incrociate - come allora -,
la dolcezza d’averti avuto accanto.
Raccontano i solchi sul
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| Avanza la Hipocresía, fiel retrato del Vicio,
con la tez pulcra, de jabón y agua santa lavada.
Reptil que se desliza, mísero y servil artificio,
de afectación teatral y la palabra profanada.
.
Simula dolor grave cuando el juicio la
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| Ha donato Se stesso
ai miseri
oggi e’ il giorno
della Sua festa
Patrono d’Italia
e dei poveri
rinunciando
a beni facoltosi
avvolto in umile
semplice saio
confortava aiutava
bisognosi
e’ nel Suo meraviglioso Cantico
Lode al buon Dio
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Leggimi dentro
come una pagina abbandonata
troppo presto
per raccogliere ortiche
e soffrimi ancora
quando toglierò la polvere
dalle mie ciglia
distolte dallo sguardo inutile
rivolto al buio in attesa.
Conquistami ancora
con le tue
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Qui si narra di uno scienziato antico,
che apriva i corpi per svelare
mappe segrete, e seguiva i nervi
come sentieri di luce.
Che nel silenzio dell’epoca incise
le leggi invisibili della vita.
Quando giunse la morte,
la terra non lo accolse
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E alla maniera d’Aretino,
caddi in disgrazia di sesso,
che sol poetar potevo, meschino,
in guisa di fesso
Marchiato ero
d’infimo destino,
o sì davvero!
In tal moto infino
Ria via mi trasse
in tenebra d’inganno,
che fuggir non potea senza
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Dove l’ultimo orizzonte lo sguardo esclude
e solo il mio immaginario la vastità include,
dell’infinito spazio ne colgo la conoscenza
e d’intelletto scorgo la poca mia esperienza.
Dell’infinito le mie nozioni mi facevano dubitare
e a tal carenza di
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 | Punti di partenza senza una destinazione
corsi ricorsi strani percorsi
col tempo nel tempo
tra alberi fitti si è smarrito
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| Un calmo ticchettio
sovrasta la siesta
danza di uno spazio libero
nella sfilata
d’ore pomeridiane
sul perpetuo sciacquio
che bacia lo scoglio
pentagrammi
di musica naturale
espandono i sentimenti
nella tavolozza
colorita dal tempo
mi
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Ti chiamo nel silenzio che mi schianta,
col cuore in frantumi e labbra mute,
tu che sei cenere e luce santa,
carezza d’aria che più non giunge.
Vorrei la mano che non stringo più,
quel caldo nido ormai dissolto,
ora soltanto al vuoto mi affido,
e
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Lieto giorno che a me vien sereno
nuvole e sole ti porti in seno,
il meteo dice mi posso fidar
senza ombrello mi vo’ a passeggiar.
E se il ciel triste s’imbruna
per soggiunte nubi ad una ad una,
tosto volgo a casa tornar,
per vincer la nube che
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Voglio essere felice
libero come una foglia nel vento
o una colorata farfalla,
felice di librarmi oltre il vuoto
e senza guardare giù
ambire a toccare le nuvole
che bianche, mi ricordano la luce...
Si voglio essere infine felice
e manifestare
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Ti porto in me come la luna nel mare,
riflesso tremante che mai può svanire,
sei vento leggero che sa accarezzare,
sei piaga segreta che non vuole guarire.
Nei giorni lontani la tua voce era fiore,
sbocciava nel cuore con petali chiari,
ora resta
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Ci sarà pure un sistema
per far tornare il cervello a posto
sembra che ognuno abbia dimenticato
il vero senso della vita
ovunque dilaga incomprensione
desiderio di colpire
oppure farla franca come si suole dire
tutto va al contrario
godere di
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 | Io sono la folle
che vede il rovescio
del vostro sipario di seta.
Vedo il coltello che luccica d’argento
dietro la schiena che finge l’abbraccio.
E non posso urlare, non più.
Perché il mio grido è muto
come la stoffa
di cui sono fatte
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 | Nello specchio dei tuoi occhi
ho visto il riflesso di tristezze
ormai passate,
tra le dolci lacrime che hai versato,
custodite come segreti mai svelati.
E nelle tue labbra socchiuse,
nel silenzio che tutto avvolge,
ho letto quell’amaro senza
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| C’era un prato in fiore
ora coperto di neve
d ‘un silenzioso amore
tenero intenso breve
li è celato il bacio
primavera infinita
tuo sorriso alla vita
passi del nostro incrocio
labbra rosse di fragola
donavano sogni vento
un’arpa
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Torneremo ad amarci
dolcemente
come se il tempo
non fosse mai passato
e questo fiume
che scorre senza sosta
sarà solo un ricordo
da mettere nel cassetto
con tutti i dolori.
Torneremo a baciarci
come una volta
e sussurrerò parole
fatte
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Apollo in vanto
d’aver vinto su Pitone,
di frecce sue trafitto,
pose in questio Cupido
"I tuoi dardi valgono poco!"
Allorché Apollo così contrappose
il Cupido in dileggio,
l’infido putto tuonò scosse
in tal ferito oltraggio
e vendetta
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Ottombre è nu pumpiere furtunato
T’appiccia ‘o ffuoco e face ‘o scrapicciato
Tammorre e ammore bella cumpagnia
Orchesta ca fa grande ‘a vita mia
Musica e musicante... tutt’ ‘o bbene
Babbianno ciento core e mille vene
Regne stu tiempo e propio a te
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Bentornato ottobre
ho aperto la porta
al tuo clima salubre
si restringe la luce
che colora le foglie
con calma di pace
di zolla un respiro
si riposa il seme
in attesa futuro
sbadigliano i rami
ormai pronti al sonno
attendendo
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Cussì inbriagh son,
o Provvidenza Divina!
Cussì inbriagh...
E me fidi, coeur mè...
Me fidi e te voeuri ben...
Te voeuri ben come la rosa in del so roset,
che fidusiosa la se leva,
nasend de nòo sota al sul.
Cussì inbriagh son,
Provvidenza
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Rilassante musica che rapisce
facendo sognare la pace
quando per caso ti bloccasti
onde assaporare quel suono
che in mezzo alla gente risaltava
in un periodo che di umano
non aveva proprio niente
se non il sentire quei gridolini
vagiti che
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87309 poesie pubblicate sull'argomento .
In questa pagina dal n° 1321 al n° 1350.
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