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Le 87290 poesie dei soci sostenitori |
Anco se percorso
par a tratti disparire,
cerco in verso il conforto,
ché’l cammin m’è un po’ avverso
Cerco un poco di far
per la gente che mi sta intorno,
ma mal mi piglio in pensiero,
ché in dilemmi mi contorco
Cerco in Dio un po’ conforto
e
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Perché la luna
perché le stelle
ed io cosi’ piccolo
non so far ombra agli alberi
nè cercare l’acqua quando ho sete (di sapere)
i giorni in fila come soldatini
un soffio di vento dietro l’angolo
e la voglia di volare via
un mare che non ha onde
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Passeggio lungo la riva
fra ciottoli e salici bianchi,
e mentre i giunchi si arrendono
al mio passaggio
guardando all’altra sponda
mi chiedo cosa ci sarà
al di là del fiume.
Silente scruto l’altra Rica,
ma è troppo distante da qui
sono nel
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Scivolo in delicati e frusciati pensieri,
in mille parole, tra spirali rimaste in delicati
e soffusi respiri, rimasti nell’arco della vita
ormai andata.
Ribelle m’insinuo nel frastuono del fischio
costante e poderoso del vento, mi lascio
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Ti cerco, padre, nel chiarore quieto
che filtra tra le foglie come un canto
lontano, quando l’alba ancora preme
sul petto della terra addormentata.
Sei l’albero che regge il cielo intero
con rami che non tremano al temporale
e il frutto maturo
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La paura è un’ombra scabra
lichene aggrappato al muro del mattino.
Non grida:
rode.
Sta nella fessura della voce
nell’esitazione che incrina il gesto
nel passo che misura la polvere
prima di osare il varco.
Volti d’argilla,
inermi nel loro
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Non è semplice trovare l’argomento giusto
per accontentare tutti
non basta la fantasia per dare una svolta al giorno
anche se chiunque vorrebbe poter prendere parte
in base al suo livello destreggiandosi uniformemente
diventando pane per i suoi
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Non controllo mai
le mie nuvole assassine
non ritorno mai
dove il cielo mi ha tradito
con un tramonto
o con le stelle illuminate
che sembravano promettere
amori e carezze
per questo morirò da solo.
Non ascolto mai
i battiti del cuore
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Se mal mi ravvedo,
cerco di fuggir in pensiero
e su altro provo tana,
anco se tutto par frana
E gozzoviglio qua e là,
per pene allontanar,
ché disagio non voglio sentire
e poco in cura mi presto
In viver sempre mi dirigo
e non m’abbatto
per
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Svetta la dorata Roccia imponente
della favolosa Cima Ra Gusela
sotto il chiarore del sole brillante.
Maestosa verso l’alto si staglia
a conversar col limpido cielo
dell’incanto di quel sito stupendo,
dove neve soffice e candida
magicamente
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Nel punto cieco dove ti cerco
la luce si piega
e diventa respiro.
Non è il tuo volto
a tremare nelle mie mani
ma l’eco che lasci
tra le pieghe dell’aria
quel vuoto caldo
che mi chiama per nome.
Ti sfioro come si sfiora
una soglia
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Sento come una malinconia in fondo al cuore,
una mancanza d’aria
un desiderio di volare
in cerca di respiro,
quel respiro che profumava la mia vita
e mi faceva sentire viva, felice,
splendida farfalla tra le tue dita.
Ma il tempo passa e tutto
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Non ti porto con me.
Ti lascio
dove sei accaduto.
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Ora cammino
con le mani libere
e il cuore desto.
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DE LA DESPEDIDA
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No te llevo conmigo.
Te
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Tante le occasioni che ogni giorno
si mettono sul nostro cammino
se solo potessimo bloccarle
estirpando quanto più di buono
forse troveremo il modo per condividere
con chi nel bisogno naviga
senza far apparire il nostro sacrificio
nel tempo
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Sulla landa deserta il sole si ferma,
ombre lunghe come attese senza fine,
manichini di legno guardano il nulla
con occhi ciechi di gesso e di silenzio.
Arcate rosse incorniciano il vuoto,
un treno lontano resta sospeso
all’orizzonte, fischio muto
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La mamma è colei che ti custodisce per nove mesi,
che si prende cura prima di sapere,
di vedere,
di conoscere;
che ti custodisce,
che ti protegge.
La mamma è colei che ti racconta storie,
che ti regala il primo sorriso,
che ti stringe tra le
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Al fiorire delle camelie
Sei andata
in silenzio perfetto
lasciando soltanto
il tuo corpo sul letto
ora son solo qui
e mi guarda milu’
quella gatta
che ti piaceva di più
e’ stata una camminata
di quarantotto anni
tra gioie e dolori
ma felici
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Ripeto tutto
come in un ritornello:
nacqui ch’ero povero
e crebbi in povertà
divenni poi ricco
ma non di denaro,
in me era più importante
l’essere un anima buona,
poi, come in refrain
tutto riiniziò da capo...
e quindi rinacqui
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Se la fine
è solo uno sguardo
non guardarmi
e posa le ombre
fino alla sera
accarezza le stelle
finché non tremerò
con l’ultimo respiro.
Se la fine
è solo un silenzio
parlami ancora
e culla le lune
che ci guardavano
di notte
mentre il
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Se un perde bellezza,
tutto divien freddezza
e’l campare vien muto
e non s’è più arguto
Resta un gentil pensier in testa
per evitare via mesta,
anco se fugace,
che piglia nell’animo rapace
Ancor il cor preme,
ma sentir non converrebbe,
ché
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In piazze d’ombra e geometrie di gesso,
si ferma il tempo sopra un orizzonte,
un manichino siede nel riflesso
di un’architettura immota e senza impronte.
Sulla muraglia che il meriggio abbaglia,
tra cocci aguzzi e l’arsura del pruno,
il varco tace
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Essere nodo di stelle
e vento antico tra le costellazioni.
Portare spine come reliquie
e luce come preghiera nascosta.
Restare quando il cuore è tempio aperto
discostarsi quando diventa corridoio d’ombra
senza candele.
Avere ambizione che
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Filippi... il grande incontro con la morte
con Bruto Cassio e gli altri congiurati
per Cesare nei giorni vendicati
uniti dalla vita e dalla sorte.
Roma che apre al tempo cento porte
alle idi di marzo e ai giorni amati
per cancellare i passi
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Vista e cuore si adeguano al momento
senza scombussolare chi dintorno
vorrebbe poter sindacare in maniera non sempre consona
aria frizzante anticipa il momento
aprendo il tragitto a chi lassù già si è messo in volo
coprendo chilometri e
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Perché ti adombri mare profondo?
Immenso ti miro fino al finir
dell’orizzonte, promessa eterna
di vita che dà gioia ai pensieri.
Ora è mantello azzurro il cielo,
cupezza scompare, torna certezza
di un placido scivolar dell’onde
battito continuo
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Vieni, candida neve,
scendi leggiadra su monti,
su colli e su valli,
discendi soffice e lieve
su case, viali e giardini
donaci i fiocchi più chiari
e lucenti
rendi gioiosi grandi e piccini.
Or che si tacitano i venti
forma bianche ghirlande
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Smuovo l’ironia
perché a piccoli passi va.
Una boccata d’aria gli fa bene ai polmoni.
Chissà quanta fatica per farli respirare.
Si sente da lontano
che ha bisogno d’aria.
Si presta un po di bene
oppure lo disegna sulla finestra
anche se si
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Nei momenti bui di me
quando il brivido
percorre con lenti passi
lungo la mia schiena
e ogni cosa perde i suoi contorni
ho paura di perderti ancora...
Non so più cosa meritarmi
so di non esser pronto al peggio
e dentro me rifuggo quel
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Nel buio azzurro degli schermi accesi
crescono voci come lame sottili,
inermi dita scagliano tempeste
senza guardare il volto che sanguina.
La rete è un mare giovane e crudele,
specchio che ride mentre affonda i cuori,
dove l’insulto, come un
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In questa pagina dal n° 151 al n° 180.
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