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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Gli ultimi 5 iscritti: annalisabacciocchi - Derosas Michele - noemist - Lucia Silvestri - Simone Michettoni1
♦ Derosas Michele | |
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Gennaio 2026 |
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#Rabbia
Le 275 poesie pubblicate con #Rabbia |
Non passa giorno che
non credo a me stessa
ovunque si ripercuotono verbi
gettati là come bagnati stracci
il tempo non lenisce
rivale prende il sopravvento
non basta quella volontà
da tempo declamata
passato presente e futuro
un bouquet
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Come sembrerebbe facile
essere alla pari con ognuno
corrode dentro il sentire
topolino rosicchia
desiderio di parole s’incarna
sfilano davanti agli occhi
enigmatici volti
soldatini pronti alla riscossa
insegnamenti d’un tempo
fanno il loro
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Ho chiuso il portafoglio
ceralacca amica mia
ha collaborato
non voglio più confrontarmi
la falsità è in agguato
male dei nostri tempi
si rincorrono stagioni
una ad una
spillano senza sosta
invano
luccicano quei dobloni
richiamando
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Di sicuro
non si lasciano prendere dal panico
quei delinquenti
senza mettere tempo in mezzo
capaci di alleggerire vite
proseguono in comportamenti
alquanto discutibili
aggrappandosi a motivi non validi
per chi succube deve convivere
si
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Nemmeno il dolce garrire delle rondini
riesce più a colorare il giorno
ovunque grattacapi dilagano
appropriandosi imperterriti
d’ogni grappolino
pallottoliere infinitesimale
un baratro nel cuore
ove il presente
non sembra avere scampo
il
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Quel potere di spezzare la pace
ritorna sovente a scandire l’attimo
clessidra di pece surriscalda
mandando in frantumi
leccornia ormai lontana
come non percepire quell’astio
frammenti di vita
da dimenticare
girandola di
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Non può tacere il cuore
quando la carne parla delle sue memorie
ed a brandelli raccoglie l’anima.
Non cancella il passo del tempo, le angosce,
che lacerano dentro mentre l’azzurro sorride ad un sole spento
ed il profumo della vita, invano ti
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 | accerchiato da giudicanti sguardi
stritolato il Cuor langue
solo e impaurito
soffocato da putride ripicche
l'Animo abbandonato urla e piange
senza speranza
dal male imperante pugnalato
l'Io arranca incredulo e stanco
soffocato e
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| Quel numero perfetto
si presenta con fare sibillino
procurando lacrime
non esistono verbi
né volontà
solo il niente è padrone
ingrediente alquanto spiritoso
solleva senza affanno
luccicano stelline
illusione di un credere
apre la porta
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| Era bianco il loro cuore
non chiedeva un taglio netto
solo vivere in quella via
ove sin da piccoli si lasciavano cingere
da chi amante della natura
trovava per loro una parola buona
tristezza rabbia vanno a braccetto
l’impensabile è
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Non c’è credo, ne etnia nell’amore.
Aleggiano senza respiro
venti di guerra
anime si bagnano d’umano pianto.
Si levano verso il cielo, grida di dolore
trascinando come nenie,
urla disperate, ad ogni battito, ad ogni passo
verso la
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Sono tanti ma non li senti
vivere è una grande prova
perché non respirare
parole adatte all’età
una volta una soltanto
onde fare il pieno
non chiedi molto
quel sentire
ogni giorno più forte
spezzerebbe catene
lucchetto birichino
non
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Quanti grilli tra i capelli
lasciano un senso di tristezza
in un mondo ove l’esteriorità
sembra pane quotidiano
.
rovistare in fondo all’anima
accertarsi di come la realtà
anche se saltuariamente
faccia lo sgambetto
porgendo su di un
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Non ti puoi permettere
di allentare la presa
avvoltoi s’inerpicano
con fare deciso
battibecchi inattesi
fruiscono dell’attimo
seminando sentenze
cavilli come grappoli d’uva
mostrano di sé
certi di non fallire
stare al passo è di
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Quasi quasi
verrebbe voglia di lasciarsi andare
smettere di nutrirsi
e chiudere gli occhi
alle bellezze della vita
onde ritrovare quel piacere
che nel tempo
sempre più si allontana
credere nel domani solo utopia
quando tutto sembra
marciare
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è un sibilo ora la tua voce
da questo mondo che muore si spande in ogni dove
come un grido di paura che mi attanaglia il cuore
penetra nella mia anima esausta come una dispersa scia
e in quel sordo fischio dell’oblio
causati da colpi ritmati
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Quel mostro ogni dì stringe a sé
non si vergogna
in preda al suo potere narcisistico
distrugge la vita
impotenza si fa in quattro
ribellarsi non serve
volontà si è accucciata
buoni propositi galleggiano
in apnea il sentire sconquassa
senza
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Ti ritrovi seduta lì su quel masso
a contare le stelle
occhi vagano in cerca di tenerezze
solitudine amica
vuole cancellare quei fasti
quando piccola
ti accorgevi della falsità del mondo
pensieri in girotondo
si appigliano al niente
solo
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Mimetizzarsi per non soccombere
in questa palude dove
come burattini ubriachi
cerchiamo un punto di appoggio
onde non perire
rifiuti mostrano di sé ogni dì
lame d’acciaio
coinvolgono in un cerchio di fuoco
come uscirne
non è un dilemma da
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Non sappiamo più cosa alimentare
in questo mondo ove l’altruismo
sembra aver preso l’ascensore
sempre più distanti quei movimenti
seppur ponderati
paiono dirigersi verso un’altra strada
bazzecole direbbe qualcuno
pensare a noi stessi
rimane un
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Cosa serve sprecare fiato
quando orecchie non vogliono sentire
un cielo bigio si scaglia
bruma inconsueta
a coprire tono di voce
amore ha le mani legate
universale cerotto sanguina
eppure quella materia palpita
lassù sulla cima
occhi
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Riflessi d’ombre al buio
di cateratte e anfratti
irradiano il timor
d’essere ormai finito.
Pensieri scoloriti
ci annebbiano e ci spengono
alimentando il tremito
della disperazione.
Or macchie di dolore
oscurano l’ordito
di vita buona
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No - non è possibile
il fato sempre in agguato
con le sue unghie
dilania la carne
di nuovo lontano il traguardo
si fa beffe di noi sogghignando
rabbia stritola le membra
soffocato urlo muore in gola
non puoi non devi esplodere
ci sarà pure un
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 | L’aposiopesi di questa notte
ha gelato persino le piume dei miei pensieri
Dubito ma
l’incertezza è la mia guida sicura
Ti vedrò, inquietudine ...
Conto le esigue ore
che mi separano dall’ ambiguo incontro
Farò
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Braccia
inchiodate all’aria,
mostri in libertà.
L’ira scende dal cielo,
come ruscelli di
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Mi riprendo attimi di vita
da tempo abbandonati
più non riconosco quel lumicino
saturo d’emozioni
amico dei miei giorni
soffre di solitudine
cigolando si spezzano catene
brividi sconquassano
non facile
rimanere di ghiaccio
ribolle il
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 | Appena potato il salice
già piange con nuovi germogli.
Fuori stagione le sue lacrime nate
presto moriranno col gelo che pure verrà
fuori stagione inatteso.
Nulla più ormai sulla terra stuprata
segue i passi segnati e i sicuri
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| Micro illusioni adornano il giorno
frequentando anfratti
ove il pensiero si rifugia imperterrito
volontà non basta a creare sicurezza
quando dintorno tutto pullula di bestialità
violenza inaccettabile da mettere al bando
forza si fa in quattro
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| Come diavolo
si inserisce nel nostro vivere
senza fare sconti
non basta quella parola gentile
che nel tempo si fa viva
situazione di emergenza
non tocca il cuore
tra quattro mura è come soccombere
punto d’arrivo per non soffrire
sperare in
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| Sembra avere perso il treno la giustizia
difficile rincorrere quei vagoni
ognuno portando con sé la vita
sfreccia senza sosta
cose buone
respirano in una sola direzione
curve ad “u” seguitano il percorso
ritornando sui loro passi
non vedo
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275 poesie pubblicate sull'argomento Rabbia.
In questa pagina dal n° 181 al n° 210.
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