C’era una volta un bruco,
carino nell’aspetto
e pieno di rispetto,
che amava assai sognare.
E avvenne che un bel giorno,
guardando un alto monte
che stava a lui di fronte,
s’addormentò di botto.
Nel guscio rintanato,
incominciò a sognare
e
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Com’un sole
che la notte s’è perso
in giro tra le vie
dell’infinito Universo,
cos’io fievole
me ne vado disperso
tra i vicoli di fobie
dimoranti in me stesso.
L’alba aspetto
con cauta speranza
che la nebbia diradi
e possa in lontananza
la
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Mi piace cercarti
quando il sole è alto
e le ombre tutte
mi sembrano braccia aperte
su noi due stravolti nell’amore.
Nulla in quel che ci circonda
si fa freno o disturba.
Nascosti gli uccelli cinguettano
e una musica che si fa canto
la danno le
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 | Io, ancora silenziosa
ormai distante
come tutte le madri
che fanno volare liberi i figli
io che non so se fui
grande
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| Natali che non tornano,
profumi di abeti che nessun albero artificiale può sostituire;
il caldo di un camino
che spegne le ultime braci
nella notte più gelida.
Si ritorna nella casa dei nonni,
scalzi e giocosi,
bambini festanti incontro
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| Nella luce dei tuoi passi,
passavo sul sentiero
che mi portava, solo soletto
nella corte della tua casa
e lì, nelle simpatiche parole
dell’acqua che cadeva
nell’amica fontana,
davo vita, vera, ai miei sogni,
L’albero delle rose, cresceva,
ed era
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| In un angolo esposto al segreto
si nasconde la proferita parola.
Ingiuria.
La lontananza dalla vita
alimenta l’incredulità
che affiora nella testa.
E’ una bufera di sabbia desertica
che nasconde e, mai si accontenta
di quel che è,
o di quello
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| La pace, non vince
la guerra, non perde
la mia vita, è nel buio,
albe e tramonti, sono uguali
la mia preghiera, si inceppa
al dolore, non ci penso
strade nuove, non ne conosco
la terra mi è madre, ma è confusa
una croce brilla, nella mia notte
un
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 | Corri al fuoco, smuovi attizza!
Ci vuol legna, un po’ di frasche!
Dai, si spegne, soffia, presto!
Troppo fumo ah, non riesco,
brucian gli occhi e non s’accende! ...
Di giornale un po’ di carta
mai si trova quando serve.
Ma che freddo, c’è
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| Gronda la luse su le strade,
fiorisse rosàre de lanpadine,
se ilumina i oci, se piega i zenoci,
rumando nel cor par catar l’orassion
e coesta coa’n la ven, l’è confusa,
no’ l’è ciàra o picolo Gesù,
che te ne goardi, che te ne ‘scolti.
Fin a ieri,
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 | Vi è nominato sempre un sostituto
e a volte un altro aggiunto,
ma il primo che sta a far se tutto è fermo?
Processo, qui ci vuol, vero processo
che faccia funzionar giustizia vera!...
”Fesso chi legge!” è scritto su di un muro,
ma legge è
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| Il tempo che passa
crea ombre e tenebre,
la mente mia vive nell’oscuro
che il sole non ha bruciato.
Con le mie forze
cercando la luce,
evito i troni cadenti,
mi siedo e aspetto
che passi la storia
e che questa approvi
tutte le mie
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| Natale,
festa del denaro
nel giorno che il Re
è nato povero,
in una capanna.
Sento la mia vita
che mi condanna,
ma io grido, tutto l’amore
che ho per l’uomo,
anche se ho le mani colme:
di dolci, di giochi.
Una cappa di luce
vedo e sento
che
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| Sminuzzate nelle trepidazioni delle suppliche
fatalità e urgenze schizzano velocemente.
Pagine
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| Seguo il tuo respiro
amo il profumo che hai
misuro i tuoi passi
sono nella tua ombra.
Ti voglio, aspetto solo
che ti volti e ti fermi,
ho con me le luci
tutte quelle della città
e la notte è sparita,
siamo già nell’alba,
l’alba di un nuovo
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 | Una voce, a volte in punto di domanda
o un motto o suono a tutti ben distinto
mia snaturata chiocciola confonde
lasciandomi nel vago a tale inciampo.
Spesso succede e duro il chiarimento
con sforzo chiedo: “prego?” a chi mi arringa
ma in far
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| Sovente, andando avanti con l’età,
d’esercitar potere di attrazione
sentiamo un poco più necessità,
per rimanere ancora nell’agone
della vita, che presto se ne andrà
verso qualche mortifera regione,
che ormai tanti regali non ci fa,
che sembra
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| Natale. Quanta dolcezza
quand’ero io bambino,
con Giuseppe e con Maria
ed il biondo Bambinello.
C’era pure il mite bue
con il povero asinello
a riscaldar la grotta
per il troppo freddo e gelo.
Dall’alto poi scendeva
una radiosa
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| Vedo la luna
e più forte mi batte il cuore,
conto le stelle,
si accende la mia mente,
ascolto la campana,
mi passa Dio nel pensiero,
vedo una madre,
mi trovo figlio
di una terra che mi accoglie,
suono una musica,
le stagioni la cantano,
cambia
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| Da solo sul colle ti aspetto,
non cerco la luna,
né conto le stelle,
voglio le tue parole,
calde e sussurrate
come la fiamma dell’amore.
Ieri non ti ho vista
e domani chissà?
Se torni su questa
nostra bellissima strada.
Accendo un
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| Ti aspettavo e tu non c’eri,
il tramonto era fuoco,
il mio cuore per poco
non bruciava ed io morivo,
ma ora vivo e volo
verso te che sali
tutta rossa e profumata,
non perdiamo un solo attimo
che il tramonto vuol donarci.
Poi le stelle lo sanno
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 | Il Paese
lacero e morente
questa sorte
non comprende.
L’umana viltà
irrompe
mischiando
il passato efferato
all’odierno esecrato.
Riformista o conformista
ignari serventi incapaci
annotati in un’unica lista.
Dietro le quinte
è il Potere.
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| De note me piàse goardar,
la luna ciàra del fredo genar,
éla la gode lassù tuta bela,
de vardàme le mane ‘n scasèla,
i’è frede ‘ngiassè coi diaoléti,
solita rògna de i poaréti!
E, no’ l’è fenìa, ghè le bugànse,
le ga ‘l colore de le marànse,
come
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| A vent’anni
avevano già due figli,
a trenta
erano vecchie madri,
di famiglie numerose,
a quaranta
mamme nuove e nonne
nella stessa stagione.
I primi figli, con onore
appartenevano al re:
soldati, minatori, marinai,
ignorando le paure
delle
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Bimba riposa serena
tra bianche lenzuola
il capo posa appena
s’un cuscino viola...
...nuvole candide vanno
nell’azzurro del cielo
cambiano forma e stanno
appese ad uno stelo...
...petali rossi cadon giù
su monti di glassa e panna
su laghetti
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Rubo il profumo
alle rose di maggio,
assaggio il cibo
delle amiche fate,
mi stendo sul prato,
falciato è il fieno,
bianche le nuvole
si rincorrono lassù,
quaggiù io le vedo,
le amo, ma spariscono.
I fringuelli giocano
sui salici
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In silenzio tutto s’ascolta
tutto s’ode in gran segreto
basta restar zitto e muto
e le parole di volta in volta
t’entrano dentro silenziose
senza
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Alta è la notte
lassù nella neve
aspetta la luna
carica di sogni per me
io sono qui
e vedo lei
che sale da laggiù
veloce la sua luce
mi cerca e l’aspetto
ai piedi di un sogno
mi sembra essere
in una culla
fatta per noi
dall’infinito
un
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 | Quando il ricordo
s’imbatte nella nostalgia
sembra spegnersi
ma torna sempre
al punto
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| Guarda al mattino l’aurora
quando rischiara già il cielo,
poi che è caduto ogni velo
del buiore della notte.
Osserva il sole che avanza
nel suo cielo indisturbato,
ma non restare turbato
dal bianco suo splendore.
Mira il vermiglio tramonto
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