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Le 241494 poesie pubblicate in esclusiva
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Sono scheggia di tempo
inerme osservo
la voragine del mondo
sfioro per caso gli attimi
e lo chiamo destino.
Cammino nell’incertezza
riempendo calici di silenzi
brindando al cielo
in cerca di un segno.
La luna mi guarda
senza giudizio né
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Accarezza un tremito sottile di un vento d’inverno.
brucia il sogno rosa vero fiore che odora i tuoi occhi.
Saluto l’aurora un risveglio cosmico che lava l’erba con la rugiada.
scivola il fruscio del cuore denso tremore di chitarra.
Bellissime gocce
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Impossibile cercare di mettere a posto le cose
quando tutto va a rovescio
rimandare potrebbe essere deleterio
per chi si affida al nostro operato
ordunque fare una cernita non pare indicato
per la grande mole di lavoro che rimarrebbe
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The muse is on her deathbed,
abandoned by the world.
Interests,
radical ideologies,
and internal and external
conspiracies are raping and pillaging
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Entra nel mio buio
la porta è ancora aperta
i sogni sono fuori
che attendono vergogna
le sere già sussurrano
le pelle che accalora
carezze senza tempo
e graffi sullo sguardo
che cerca di volare.
Lontano dalle lune
le finestre sono
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Ho forse ali di gabbiano,
o tal avverte il mio sentire,
che mai smetto di volare?
Forse che del ciel conquistata son,
che non smetto di sognare?
Punto i miei nudi piedi
sul suolo della Terra,
per rinsaldare
il mio peso alla natura
e ad essa la
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No, soldato Tuo,
ma Tuo aiutante,
no, lontani una dall’altro,
ma vicini, stesso passo,
una mano dà l’altra riceve,
un solo nostro pensiero
per costruire assieme
e assieme godere o soffrire
se le nostre mani stanche
sono rifiutate,
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E muto resta il cielo al disperare
mentre la terra gode e non sa fare
altro che stare ferma ad ascoltare
questi lamenti vani chiusi a chiave
nel cuore cieco e sordo al mio latrare.
E cieca e sorda la mia mente vede
la storia del dio uomo fame e
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Luna,
dove vai luna così triste stanotte?
Aloni grigi spengono il tuo fulgore
il ruscello non sa più cantare
ai fiori tristi piange il colore.
Sorridi luna,
sorridi come allora.
Ricordi?
Ci guardavi compiaciuta
abbracciati e innamorati.
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Uno, due, tre
lievi rintocchi
di campane mute
quattro, cinque, sei
passi verso la porta
di una cantina socchiusa
sette, otto, nove
gocce di pioggia
che dalle fronde cadono giù
dieci, undici, dodici
chicchi di grano
in una mano
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Quel dì nascemmo come onde al mare,
ad arrivar con garbo ed educazione,
gentil parole ed emozioni ad emozionar cuore,
ombre funeste ad adombrar mente.
Ti chiamai adolescenza,
nascemmo con quaderno e penna
lacrime a cader su mattonelle,
quei dì
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S erge un fruscio caldo come un bacio
prece d’un fiore che profuma i tuoi occhi.
Soffia la brezza che scalda i tuoi capelli neri come la notte.
amo la rosa che cresce nel silenzio delle nuvole.
Brucia la carne della tua bocca arrossata di baci.
io ti
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Non temo il passo oscuro del domani
che ignoto viene e poi si rivela
la paura ne serra i vasti piani
e l’anima nel gelo suo sigilla.
Io resto, e nel silenzio delle mani
l’attesa si fa limpida e fedele
non è rinuncia, ma vigore umano
che nella
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O madre, fragile come petalo di rosa al vento,
eppure forte come radice che affonda nella terra eterna.
Nei tuoi occhi, specchi d’un cielo sereno,
ho visto l’alba che dissolve le ombre della notte.
Ti sento ancora, sussurro lieve tra le foglie
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Essere attivi è un tutt’uno per sentirsi vivi
creando con l’aiuto dell’intelligenza insita in noi
un’autostrada dove soffermare per rifocillarci
quando il corpo chiede aiuto
uno spuntino un bicchiere d’acqua non dovrebbe mancare
onde riuscire ad
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Chi avrebbe
mai immaginato
che sarebbe
finita così
con la solitudine
delle stanze
dopo aver dipinto
mille colori
e aver visto
l’autunno disegnare
le foglie morte
nel vento
e il fiume
dividere in due
la città perduta
fra due ali
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Volgesi ad est il mio accorto sguardo
per cogliere del sole il primo raggio,
dal cielo all’alba dato in retaggio
perché il giorno raggiunga il traguardo.
E quando la stella scocca il suo dardo,
tosto il chiarore spicca il suo viaggio,
dà al ciel
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La terra tutta mi nutre
il sole caldo mi vuole
l’Altissimo Dio mi cerca
la luna silenziosa mi aiuta,
a me uomo resta solo
di pregare i miei protettori,
che per me si prestano
puntuali e sorridenti,
ed io felice sono
di dare a loro:
la
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Prima del mondo non bastò quel buio,
ma un’idea senza nome s’addensava;
non era ancora il tempo di Leonardo,
finché un pensiero ruppe quella notte
e il tempo colse il peso dell’inizio.
La Visione, improvvisa, fu una febbre,
ardore cieco, senza mai
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Lascia che cada il foglio là dove nasce l’ombra
scorre l’acqua del fiume verde come la speranza.
Sporca d’anima il filo d’erba bagnato di rugiada
languido verso che palpiti un tuono di luce.
Poesia che difende con resilienza la bellezza del futuro
lo
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Lo spirito arriva prima
in punta di piedi
e prova il mondo come una voce
prima della gola.
Disegna il corpo per tentativi
una spalla per reggere il peso dei giorni
mani per trattenere ciò che fugge
occhi perché la luce insiste.
Il corpo crede di
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Ogni gennaio apre due correnti,
ciò che scompare e ciò che nasce piano,
tra passi antichi e desideri ardenti
il tempo tende un ponte verso mano.
Il passato è una strada nella neve,
segni di passi che sanno il ritorno,
ci ha resi forma, voce che si
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Ritrovo la pura essenza del respiro
nei passi del mio cammino
e tutto diventa speranza,
mi perdo nel vento che mi smuove
verso l’orizzonte davanti a me
in quella direzione che è vita
da vivere altrove
poi, sulla mia strada mi ritrovo
col cuor
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Quando si dice essere previdenti
non significa voler farsi grandi
bensì inculcare qualcosa che nel tempo
potrà sicuramente servire
veritieri insegnamenti d’una volta
insieme alle rughe ritornano
a prova che il passato può sempre avere una marcia
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Mi chiede e richiede
aria su aria
quel vespro sepolto
e che vita più non ha.
La sera lenta mi ritorna,
non ha il suono
delle amiche campane
e scendo così anchio
nella valle, dei non rinati.
Odorano di aria sporca
le urla che danno
in abbondanza
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Ricordati di me
quando volevo
che mi adorassi
come una stella
nel cielo scuro
di qualche alba
che tremava luce
e negava sogni
già morti al buio.
Ricordati di te
quando ti adoravo
e splendevi lune
nello sguardo teso
fra desideri di
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Senza chiamarlo il mondo si avvicina .
La terra respira, il fico trattiene il sole
un rumore lontano impara la giusta nota.
Il cuore non spinge, si appoggia
diventa rassicurante
come una ciotola piena d’acqua che non trema.
Se il pensiero arriva
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Anche nei giorni più storti meriti tutta la luce che manca
ogni tua ferita diventa una storia un occasione per guardarti con gloria.
Il vento della depressione sciama nel coraggio che resta.
vivo le cadute nel silenzio di orme lassù.
Quando tutto avrà
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Accadono gli accadimenti
perché devono accadere.
Sei tu preparato
al quando devono capitare?
Sapevi del loro esistere,
ma ti illudevi
di essere esente,
o aspettavi magari solo
quelli favorevoli.
Beh, quelli sì!
Immune da quelli negativi,
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Sai come può essere invadente
sino all’ultimo istante ha preso posto
insinuando alla vista dubbi sospetti
soltanto freddo ha confermato il momento
impossibile non rimanere stupiti
suscitando ambiguità mai vissute
e non solo quello ha contribuito
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 | Potrei rapire la tua fanciullezza,
murare la tua bellezza
in uno scrigno di respiri
dove nessuno può leggerti,
tranne i miei occhi.
Vorrei rubare la tua
spensiaretezza al mondo,
prima che il mondo pretenda
di darti un nome.
Ma scivolo nella
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241494 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 61 al n° 90.
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