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Le 26 poesie pubblicate il giorno 27/10/2018
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L’amore eterno che cercavi
è rimasto nella pioggia
o Nera Signora del tempo
che scorre senza una ragione
E le tue parole sono scolpite
nella nebbia di questa stagione
che scende dalla pianura
ad avvolgere ogni cosa
Forse vincerai i miei
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Sei Tu
che con un sorriso
una ragione
mi dai
per vivere molteplici vite
e
in una lacrima racchiudi
tutte
le mie speranze
tradite.
Era
solo ieri
che
prigioniero
di una rabbia cieca
quelle
stesse lacrime
che misericordia
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tu germinale
pergola di braccia
tu dell’ombra a
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Rosseggiano le viti
all’erto pendìo aggrappate,
dei preziosi frutti ormai sgravate,
il vento attendono miti
per farsi spogliare
prima di riposare.
Odor di mosto
si sente aleggiare
là presso il casolare.
Grandi aspettative ha riposto
il
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Siamo anime unite scagliate dall’arco nell’infinito,
stelle lucenti nel cielo,
camminiamo tenendoci la mano,
nel viale alberato fra le rose in fiore.
Battono i nostri cuori il ritmo frenetico dell’amore.
La tua amicizia è per me linfa vitale,
tu il
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 | D’aria un po’ fredda
e di foglie
lieve il fruscio
e sul viso
come un sorriso,
la carezza del sogno.
Rotolano i colori.
Si aggrappano
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| Allerta figli
all’alba della vita,
che su smartphone
notte e dì chattate,
non accettate mai
richieste al buio
che sono spesso
trappole assodate!
Dànno agli occhi
il sole nel pozzo
esser deviati
e senza un futuro,
nati per star lontani
e
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| Malvagitá continue
ricordano al cuore chi ci fa torti
invidie gelosie falsitá
che rendono i giorni
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| Giungo in un luogo dove sembra Natale
sorrisi, abbracci, zucchero e miele
mi guardi e mi dici di volermi insegnare
ti
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| Germogli di un giovanile amore,
fanno spasimare cuore e anima,
che vorrebbero anzi star sereni
nelle pieghe del magico
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La terra riposa. La memoria annovera
campi d’oro e papaveri frugali raccolti
sementi tra i solchi nella bruna terra
e lo schiamazzo delle oche nello specchio
d’acqua e sullo spiazzo delle galline
Di fieno e latte odorava la stalla in passato
tra
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 | Milano
non è un cinema
nemmeno a Natale,
è una luna
argentata sul colle,
Milano non si fida di sognare,
testa alta
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| Lavo la luna
ne la possa granda,
la méto a sugar
là sul Carega
me lustro i oci
par védarla mejo,
me sfregolo le mane
da la contentéssa
la so belessa
pari no’ la ga,
se sbassa le stéle
par amiràrla ben
grosso ‘l me cor
fermo no’l
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Velo bianco di sposa
piegato da parte in silenzio
corre un bambino sotto i rami
calpesta l’autunno e nulla insorge
poi nei cimiteri brindano i morti
e le lucine sono occhi timidi del buio
e c’era un fiume sottoterra, un lento fiume
scorreva di
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Rimuginare lento e calmo
ricordi e clamori lontani
di antichi e lividi screzi,
baluginii appena accennati
nel cielo coperto di stelle
in questa limpida notte
adombrata da cirri
tra le fulgide maree.
Riannodare piano piano
tutto il mio
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La piova scende e freme. Grida... E tace.
Il suo guardo incantato non rivolge
al mio occhio infreddolito. Non è Gioia
di questo Temporale di novembre.
Non è acqua che rinvigorisce l’Anima.
La piova scende; ma qui non si appoggia
alle mie braccia.
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Mentre i balordi allevatori di polli
palpeggiano contesse in reggicalze
e lo spread si mangia il futuro dei figli
io non riesco a parlare d’amore.
In questo universo dove sono caduto
dove uomini ridicoli osteggiano la cultura
dove si parla di
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 | Leggimi
attraverso un filo di pensiero
spezzami di tempo
come un’ora al suo giorno
e coprimi di senso
se di me conosci l’anima.
Non guardarmi, per poi lasciare
i venti del cuore
e sentirmi tempesta agitata
se di me non vedi ieri
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 | Monastero in pietra
aggrappato alla roccia svetta imponente
sopra paesi e il mare distante.
Non segna più gli anni il suo campanile
non più litanie, disperse per sempre,
solo ricordi e memorie
portate da vento immortale.
Ogni volta ammiro la
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| Non sa scriver la pioggia
d’amor parole che vadan
dritte al cuore ma può
d’amor compor canzoni,
una nota per ogni
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Nel tuo sguardo
è rimasto impresso il sapore del sale,
l’odore del mattino sotto i ginepri...
e i dolori degli anni.
Eri pelle e acqua del mare
che riempiva il vuoto negli antri desolati dell’anima,
una coperta che vestiva d’azzurro
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Sarebbe bello se ogni popolo comprendesse
di quanto bene può beneficiare
ovunque sprizza la storia
basta allungare lo sguardo sino là
a quella capitale che riesce a far ubriacare gli occhi
quando si soffermano su quella lupa
che imperterrita
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(parole in libertà)
Cielo e nuvole,
occhi per guardare,
mani che stringono
cuori e lacrime,
sussurro di vento,
labbra spezzate
da forti emozioni...
Così ti vedo,
così sei
nelle ore,
negli istanti,
nelle mie abitudini quotidiane,
nei
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La mia donna non si piega
è più forte dell’acciaio,
però spesso non rinnega
di coprire qualche guaio.
Ha un carattere testardo
e un orgoglio sconfinato,
se qualcuno è infingardo,
il rifiuto è già scontato!
Inflessibile su tutto,
ma con
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La brina al mattino
imperla le rose
quando il sole s’innalza
La notte la nebbia
s’inoltra nei sogni
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