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Le 69803 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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’U diciva me’ nannu...
Cià stari luntanu, ma luntanu luntanu
ri tutti chiddi chi nti’ l’occhi nun ti talianu
e quannu i viri nun canciari strata
nun mucciariti, passia tranquillu
nun darici ‘mpurtanza...
testa auta e manu nti
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Per molti anni
ho abbaiato alla luna,
nessuno mi ha ascoltato,
vani i miei ululati.
Ho amato la pace,
altri la guerra:
è più spettacolare
con morti da piangere,
eroi da raccontare.
Ho amato l’amore,
senza dare spazio
all’odio nel mio
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Carezza vento
bacerà sole
estasi incanto
saranno parole?
Pur se tutto va
fermi l’istante ...
vibro d’infinità
ad esserti amante.
Schiude cielo
femminile sorriso ...
nell’Anima l’anelo
non per inciso.
Dagli occhi traspare
etereo universo
per
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Mutevole volo
impercettibile
di fragile fantasma.
E poi tace l’anima
come in timorosa
attesa.
Tu sei
in qualche luogo
filigrana di neve.
Il mio
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Quel dolce desinar lieto s’adagia,
primule a sbocciar ed intenso profumo di viole,
pensier solerte ad indugiar e
rovistar fra interrotte lune
modi esigenti ove
l’amor nutre speranze.
Dolce ed incapiente l’estasi del giorno,
ove luci ed ombre
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Poeta io non sono poetastro
soltanto figlio e padre del viavai
in giro e non per caso a far dei guai
simillimo per celia ad un impiastro
di quelli con il cielo fratellastro.
Poeta non di certo e forse mai
votato al vecchio sogno di Adonai
con
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Scambi di sorrisi bianco avorio
risplendon negl’occhi riconquisi e buoni
sotto il ciel medesmo in loco.
Cantiere di nuove seduzioni
raggiungon l’apice dei tessuti cuori
con l’amore e la fiducia allo stesso eguale.
Caldi visi spinti in
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Quelle sensazioni che ogni tanto prendono forma
s’instaurano come se automaticamente
tutto dovesse materializzarsi
a scapito di emozioni
facendo vibrare quanto il cuore
più non riesce a contenere
immagini illusioni si accavallano
cercando un
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Ora che il mio passo è più stanco
sempre più spesso mi guardo dentro
non voglio che mi sfugga l’anima
graffiata dall’ortica degli errori.
E la coscienza mi parla serena
come ad uno smarrito viaggiatore
fatto d’intelligenza e
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Vento agguerrito e battagliero,
turbinio a sbaragliar la vita
immenso palpito di parole ad
evocar dolore.
Ombra d’un ombra ad aggirar sul cuore
in silenzioso andare,
il buio avanza e la penombra danza,
occhi distanti e voragini di pianti
a
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Ci illumini di ombra ti scopri con pudore
fai eccitare pure il Tuo amico Sole
Beffardo è il sorriso con dispettoso effetto
al mare e all’oceano e’ un continuo dispetto
Spargi sorrisi per l’anima gemella
ma altrettante lacrime per una futura
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Come l’ape ronzando attorno al fiore
impaziente in attesa che la rosa
al sole del mattino si chiudesse
per odorarla e poi suggervi lì
il nettare così io fremente girando
attorno al letto che tu dal sonno
aspettavo ti svegliassi e vedere
aprirsi il
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La mia generazione
ha imparato tutto dalla strada
ha imparato il pericolo
ha imparato a cadere
e con ginocchia doloranti e sanguinanti
continuare a correre
fregandosene del dolore
ha imparato ad arrampicarsi sugli alberi
a tirare con la
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Una volta buona bisognerà pure cominciare
inutile tirare per le lunghe
quanto oggigiorno è soltanto
una scusa per arrivare oltre
guai a ledere le aspettative altrui
vorrebbe dire rubare in casa d’altri
ovviare a ciò è essenziale
rispetto in prima
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Se chiudi gli occhi
saremo ancora
nella stessa nuvola
a respirare fiori
spirati di nostalgia
prima che venisse
l’autunno a reclamare
le nostre carezze.
Se socchiudi le ciglia
sentirai di nuovo
le labbra unirsi
in un bacio oscuro
appena
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Di lei rubo movenze
ancora credo di potere
alito al suo fianco
io che raggelo
per primavere d’occhi
di fiori assenti
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Occhi nel vento,
asciugati
da un velo di rugiada,
si sciolgono in
morbide poesie,
meteore dell’universo,
da stringere
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Fragili confini tra i tanti segreti
nel mare immenso del passato.
Punti interrogativi, inefficaci forse,
sensazione di acqua che scorre tra le dita
senza poterla trattenere, senza un perchè.
Parole a ritroso, inutilmente sprecate
nella recita di
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Oltre i cancelli della notte
eterna vedremo luce
ove Alma s’unirà alla
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Dove oggi tu sei non so né se ricordi:
Mezzoldo alta Val Brembana rapido
il torrente scendeva tra i grigi
massi figli di un remoto tempo dell’alta
lì montagna tu le bianche mani nelle
gelate acque ridendo vi muovevi qual
guizzanti trote che io nel
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Quel compleanno che ogni anno ritorna
riesce a far sentire giovane chi oggi capelli bianchi ha
ricordi si affacciano alla bambina ribelle
quella bimba che sempre ha tirato dritto per la sua strada
senza porre limiti a chi seppur con amore cercava
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Ancora
sono qui a rimpiangere
le nuvole
che ci hanno visti
amare lo stesso cielo
e le ombre
che coprivano
una luna addormentata.
Sempre
piangerò le stelle
e il tuo cuore
malato di molti sogni
che nascevano di notte
e finivano
nei
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Tremano i miei sogni
nel vento dei tuoi capelli
e la spiaggia è,
troppo piccola per il nostro
grande, grande amore.
Rimani spettinata così,
tieni vivo il tuo sorriso,
abbandonati
a cercare mie parole
che stanno nascendo e fioriranno
appena oltre
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E ‘ncoppa ‘e spalle ‘e nu gigante nano
ie ce saglievo senza ave’ paure
e ‘o cielo se tuccava cu na mano
e ‘a strata nun mmustava nervature.
E dint’e bracce ‘e chesta chianta rara
ie so’ crisciuto senza nu turmiento
e ‘a notte se cuccava fresca e
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Penso indosso a questa crisi
e al movente del dissapore ostile
per poter riparare tutti i pezzi distanti in quest’epilogo.
Cerco addosso a questa lisi
il rimedio più amabile che posso
per poter ricordare le parole mancanti in questo dialogo.
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Emozioni annientate da parole
che si dileguano come fumo
di focolai accesi nelle notti
evanescenti o forse improbabili.
Seppure amore è appartenenza
anime disunite trasformano
la dolcezza del sentire in argini
storditi e incapaci di barriere.
E
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Seduta in questa vita
io e la mia ombra
traspare il passato
piange amica di ardente forma
ti allunghi e ti accorci
figlia dei colori belli e brutti
seduta qui
tu e io parliamo
di questo e di quello
di tutto e di niente
seduta qui
facemmo
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Sugnu chiddu chi sugnu
e nuddu, ma propriu nuddu
mi po’ canciari...
quannu viru ‘na cosa nun dritta
o quannu sentu sparrari
m’acchiana lu sangu a lu ciriveddu
acchiana viloci e mi scumpigghia
puru a vuluntà nun resta addritta
e tratteneri i
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Resta sospeso questo tempo,
mentre stillano gocce
di ricordi opachi
tra le fusa di un gatto
e la primavera
che triste saluta
dai vetri appannati.
Rifulge il pensiero
prossimo ad un crescendo
di passione e di orgoglio ferito.
Non dorme più la
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Stanotte in un sogno ostile a metà
mi son trovato una parte chiusa
in un labirinto stretto l’altra
nell’immensità di un deserto vasto
per me difficile formulare pensieri
interi udire distintamente i suoni
indistinte le cose perché loro
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T’assomiglio giorno, ugual occhi e
sguardo a rubar l’azzurro cielo,
disincanto, folgore ad unir pensieri...
T’assomiglio giorno, di te vivo,
caparbio e lascivo ad ombre sfumate di nero
soffici batuffoli a volteggiar nel cielo,
miscugli di speranza
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69803 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 11311 al n° 11340.
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