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Marzo 2026 |
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Le 69824 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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Di circoli viziosi la vita ne è piena
riuscire ad individuarli sempre più difficile
entrare in meccanismi particolari
dovrebbe essere l’ottimo almeno che
la coscienza non ponga i suoi dubbi
in quel dare un calcio a chi
permettersi non
leggi

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Come megafono avendo la televione
o altri media forti d’informazione
su fatti di cronaca recenti oppure
del passato dove ancor si brancola
nel buio sulle dinamiche dell’accadimento
ecco farsi alcuni qui violenti tribuni
giustizieri che nella verità
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Ora le ombre
siamo noi
che eravamo stanchi
di aspettare
il primo bacio
e le lune ad est
tramontate
troppo tardi.
Di notte
quando una carezza
era un trionfo
e uno sguardo
faceva tremare
le nuvole
di un cielo scuro
prima del
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Le stelle se ne stavano
lontano da noi due,
i grilli trillavano
nascosti e curiosi,
un po’ di vento
venne a trovarci,
ti accarezzava la gonna
e i capelli ballavano
sopra i miei occhi,
volevo fermare l’ora,
ma tu, con cento carezze
mi hai
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 | Benvenuta giornata amica!
La notte si è dileguata
portando con sé il carico
dei sogni di una nottata.
I pensieri rimangono,
restano e si accavallano,
scuri come la notte,
senza luna, neanche stelle.
Grande Pittore!
Ascolta il dilemma
dai
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Esserti di fronte e vedere oltre
allungando appena questa mano...
essere qualcosa da considerare,
come il vento che strappa nuvole dal cielo
e le scaraventa all’infinito
o come un foglio piccolo di carta
sul quale riversare gocce
tinte di
leggi

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Abbiamo bisogno di silenzio
trasparenze e luce della luna.
Abbiamo bisogno di esperienze
gesti senza significato
del nulla, di sguardi gentili
e occhi d’argento
per illuminare le notti di gelo a venire.
Abbiamo bisogno di istinti
vortici del
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Scrive oggi l’amico qua e là
i cigli delle strade di rosso
punteggiano i papaveri ma
a fiorire tardano quest’anno
nel giardino mio pensa e dice
forse nuovo dolore mi voglion
ritardare che un giorno su
bianco fogli posi che ancor
nel cuore mio
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Minuscole lucie all’orizzonte
come puntini neri intravedo
su uno specchio verde azzurro
ove il cielo si fonde
con i fianchi boschivi dei monti.
A risvegliare letture
sorde alle nostre menti acerbe.
Ora quell’orizzonte celeste
mi proietta in
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Regole cavilli pretesti sottigliezze contrattempi
macigni che instaurano
un rapporto con il mondo da depennare
seppure la loro esistenza
solo a volte aiuti ad andare avanti
intoppi si manifestano senza preavviso
mettendo in subbuglio
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Nel tiepido fervor fugge il pensiero,
fugge lontano e lo riprendo per porlo
al paesaggio azzurro.
Fuggono anime salienti,
scivolano lente fra il mare e coste frastagliate,
si lasciano incantar di grazia e di bellezza,
e quel pensier
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 | Divino Salvatore
tanto t’aspettavo
ti sentii vegliare
nella spalla tua mano!
T’ho udito chiamare
quasi non credevo
forte mio nome
"Seguimi davvero!".
Mi son spogliato
d’ogni inutile avere
pur se poi umiliato
stoico vivo in Cuore.
Portai
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Dentro di me
siete tutti morti
e il silenzio impera
come un trono
di cenere nera
appena spenta
dal fuoco degli anni
passati ad amare.
Fuori un velo
copre ogni cosa
e vedo solo
stelle impaurite
dal cielo ornato
con il suo vessillo
di
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 | Ave Regina
candida carezza
Madre divina
nostra salvezza.
Nel mondo ostile
salvifica certezza
perpetua adorabile
vivifica bellezza!
Fonte di grazia
"la tutta pura"
forgi letizia
cassi paura!
Faro dell’universo
come senza potrei
se sovente
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E il germoglio dei sensi
trafigge le carni
discende nel ventre accogliente
come fosse poesia e tormento
Scuote i sensi
fino a strappare quel gemito
che
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Da una musica lontana
dolci note all’orecchio.
Respiro il momento
con un brivido lungo la schiena.
E’ vero... con te il tempo si restringeva
e poi si dilatava volteggiando.
Eri tu la mia voglia d’azzurro
nel calice dei sogni che arrivavano
sino al
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A piedi stesi un sussurrar parol gioiose
e ridemmo fra un suono, un altro,
ballammo.
Ad ingoiar di tenerezza
lievezza a cantar d’amor loquace
e lanciar la vita all’infinito.
A cuore aperto parol di fato,
dolcezza e languor a far festa.
Ad anima
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Mentre la selvatica sorella
il sonno abbandonato e il terren
lenta bucando é in attesa il sole
di vedere una Zantedeschia calla
già alla luce mostra una prima
delle sue belle bianche creature
e par dire agli altri fiori del giardino
da oggi a
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Riflettere sulla vita
ed il perché ci arrabbiamo tanto
dovrebbe essere la normalità
purtroppo ce ne ricordiamo soltanto
quando qualcosa intralcia il percorso
e solo allora facciamo “due più due “
troppo tardi ormai
avendo intaccato quanto di
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Forse ero distratto
quando ti baciavo
perché ricordo poco
i tuoi occhi
così scuri
da togliere il fiato
al mare in tempesta
nel profondo inverno.
Probabilmente
ero molto malato
tanto da perdermi
sulle tue labbra
di un rosso scuro
come i
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E quanno ‘a sera vene a dì ca ‘a notte
s’è misa dint’o lietto a suspira’
’o core fa ‘o smargiasso e se ne fotte
e canta sulamente pe’ sbampa’.
E appena dint’o scuro siente ‘e lotte
’e chi ‘a paura cerca ‘e secuta’
’a smania t’accarezza l’osse
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Ti ascoltavo.
Eravamo in una strada dove il vento
si divertiva sui nostri visi di lapide.
Le cose dette avevano un peso assurdo
e la voce non si spegneva
forse in attesa di un gesto.
Invocavo una nebbia
che spazzasse il tutto,
per dimenticare e
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Qual violento nubifragio
che della casa scoperchia
il tetto e alla luce del sole
alla vista mostra in angoli
remoti del solaio oggetti
di memorie ormai dimenticate
così quando della mente fulmini
potenti forte scuotono sollevano
dell’animo il
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Non volgo lo sguardo al cielo
stavolta non m’ ammalia
l’azzurro celestiale
con occhi velati
mi scruto dentro
scopro radici
cresciute nascoste
dando vita
ad un tenace fusto
mi domando
quante primavere
di gemme e carminio abbia perduto
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Sarò lì un foglio ed un altro a
tracciar vita di un vissuto.
Sarò lì, scritta di getto ed adornata di frasi,
un pianto ed una gioia, un volo ed un atterraggio,
un amore ed un altro a trascriver il passaggio.
Sarò lì, figlia, madre e nonna, caparbia
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Oserei dire che tutto va a rotoli
non facile uscirne quando niente viene in aiuto
inutile insistere sciupi solo occasioni
cercare un’altra strada è d’uopo
perdere la pazienza non è ammesso
il tempo tutto sanerà
occasioni non mancheranno
per
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angoli di tempo
che non prendono polvere
luce che si sporge dalla vita
quando ti fermi
com’è
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Non avevo giocattoli,
non ricevevo regali,
non c’erano da leggere
fumetti o giornali.
Mancava un pallone
da prendere a
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L’appuntamento mattutino
serve brioche e cappuccino,
ma rose rosse lì accanto
e pochi passeri nel canto,
riservano felicemente
un clima assai pertinente
per l’incontro di due cuori
indisturbati da rumori
della caotica del mondo...
la
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Quando il tramonto muore nel buio della notte
e i petali dei fiori
si fan cullare dai baci della luna,
quando il profumo di surfinie
si posa sul mio cuscino
e sul viso sento le tue carezze
ti penso
amore mio ti penso
di fantasia mi
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 | Vedano i ciechi
volar le colombe
là dove scoppiano bombe
in Palestina
martoriata
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69824 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 12061 al n° 12090.
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