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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 364’985Autori attivi: 7’453
Gli ultimi 5 iscritti: Benedetto - Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 - albero95 |
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Marzo 2026 |
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Le 69972 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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E’ inverno,
s’apre allo sguardo quel vecchio giardino
tra rovi sfioriti, e siepi rossastre,
tra le mura offese dal tempo,
s’affaccia nel pallido sole,
una quercia
da pietre sconnesse e graffiate,
recinta.
Cantano piano i ricordi nel
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I miei giorni in negligenza
trascurati e negligenti
con fiacchezza ed indolenza
fan si ristagnare intenti
noncuranti d’interessi
nell’impegno di un nonnulla,
tornaconti in me repressi
d’un sapere che trastulla
riflessioni in sè
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"Piccolina mia" ti sussurravo
mentre ti abbracciavo, ti carezzavo...
Ebbro della tua essenza
il mio corpo e la mente smarrivano i sensi.
Sì, perdevo i sensi e la misura del tempo,
perdevo le forze, sognavo.
Forte e fragile nello stesso
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Un padre d’eccelso meraviglio
guida il battito d’un figlio
e il vigor d’ogni suo domani.
Per la famiglia assorto
si graffia le mani
per le pietre d’ogni traguardo
e il matton di oggi,
posato sulla strada della vita,
pesa il giusto passo di
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Neve sui colli
caldo il tuo corpo,
si fa dolce il pensiero
ed il cuore si fa sentire,
luminoso lo sguardo,
acceso il desiderio,
spersa un fatta di luna
taglia le parole inutili,
solo i corpi adesso parlano,
fuori dal tempo delle ore,
l’amore più
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Cammino,
allungo il passo.
Cerco di allontanarti da me,
ma il mio continuo voltarmi indietro
a cercare volti familiari,
amati,
amicali,
conosciuti,
incrociati,
alcuni dimenticati,
frenano il mio andare.
Mi raggiungi,
mi affianchi.
Non mi vuoi
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La nostalgia ti afferra il giorno dopo
appena che il passato si fa storia.
Lei gioca a fare il ladro di memoria
(tu non comprendi il fine né lo scopo)
e striscia lungo i muri pari a un topo
appena metti in atto l’istruttoria
del tempo andato e con
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 | Si baciano le farfalle
sulla danza dei petali
mentre guardo con la coscienza.
Campanelli tintinnano
dietro i fischi di
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In principio
erano solo parole
gettate per strada
dove la luce creava
Disagi ed attese
fatte per restare qui
e poi andare via
all’improvviso
Alla fine
le poche carezze
conquistarono spazio
fra uno sguardo
E una catena tesa
proprio dove
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Cantava la cantante nella festa,
era straniera come le sue canzoni
e nasceva l’amore negli occhi
delle coppiette che ballavano,
e mi chiedeva la canzone,
quella italiana, della fontana.
Era bella là alta sulla folla.
Mi affrettai a scrivere i
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Vago per le stanze
In cerca dell’indefinito.
Pensieri confusi,
balbetto nel mio cogitare,
sfuggono al comun recepire
spengono ogni mio ardire.
Il desiderio di te
rinvigorisce il mio spirito.
Non dimentico degli accadimenti,
inumani al mio
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Un mondo
d’alberi nani
s’aggirano in
una corsa
frenetica ma?
il momento
semina zizzania.
Eretto sopra
una sfinge
passaggio delinea,
s’accosta al traguardo
stanco e impaurito.
Rimane la scia
del dilemma maestoso
di due alberi,
uno nano e
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Ricordo ancora il giorno
e lo sguardo al cielo
quante esitazioni lungo il cammino
eppure la mia mente non aveva mai smesso di pensare.
Un canto lontano
nella piana narrava di solitudine
davanti al sole ed al suo sorgere.
S’intrecciavano le
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Quante volte
avrei voluto dirti
che adoravo guardarti
quando camminavi
E che amavo sfiorarti
mentre serravi le ciglia
quasi la luce
ti offendesse il viso
Con i suoi raggi
senza pietà per la sera
e per le ombre
che il cielo spargeva
Poco
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Balla da solo
un nodo duro alla gola,
non scende, non sale
della mia vita
sembra essere un re
alla grande conquista.
Non dormo, non sogno
vado a ramingo nel dolore,
mi fermo, ingrosso un pensiero,
un ricordo di quando
mangiavo solo per tenermi
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Attraverso
i tuoi occhi
che
mai
hanno smesso di sognare
il sogno
che insieme sognavate
non sperare
di cogliere
ancora
della Vita
la Bellezza e il Mistero.
Perché
ad ogni istante
senza accorgertene
in nome
di quell’attaccamento
che
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Tocchi delicati di mani esperte
sul corpo disteso che tutto freme,
parole delicate che chiedono
dell’intimo tuo che si apre in risposta.
Lo sguardo ti avvolge come indagando,
riemergono i dolori del passato,
ma il duro presente a lei di più
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Tornerò al mio passato, benché non quel quotidiano
che da tempo non mi soddisfa
e dove non rinnovo rispetto...
Tornerò a quell’aspetto che pareva astruso ai tanti
e allo stesso tempo disperso in quel vento
dove nulla è cambiato sul finire del
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Sono sicuro
che sarai felice senza di me
senza le mie parole
troppe per una sola sera
Sono certo
che non ti mancheranno
i miei silenzi
fatti per la cenere del mattino
E troverai
qualcuno che amerà viaggiare
non solo con la mente
ma con il
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Tuccaie ‘o cielo ‘a terra chella sera
e tremmuliava ‘o core e pure ‘a vita
e dint’a stanza comme a margarita
jucavo c’ ‘o turmiento ‘e na bannera.
‘E case se so’ aperte... sciorta nera
e ‘a notte ca pareva sapurita
s’è miso a cunta’ ‘e muorte...
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Sento passare la luna
dalla mia camera chiusa,
si ferma, aspetta il mio sogno,
arriva ed io volo in cielo,
sul mare e oltre,
ho con me l’amore di mezzo mondo,
l’altra metà è nell’odio.
Mio Dio, ma dove sono io?
Sento che lei, la luna,
per mano
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Tra i laghi azzurri del cielo,
plumbeo color sovrasta
l’ifinito,
dilagano chiare sfumature
nell’orizzonte senza luce.
ma... natura
madre fatata, lancia nell’aere
polvere di sole,
trasparente magia
trasborda nuvole
d’amaranto,
nuvole
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 | Sono qui con te, ti guardo
per ascoltar la tua parola
che con saggezza ammirevole
sembra dal ciel piovuta
La tua figura consumata
dal tempo inafferrabile
i tuoi capelli bianchi
e la camminata lenta
Andiamo fuori a respirare
e prendere un po’
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| In rosario camminano
i figli del mio vicino,
hanno visto morire il padre
in famelica agonia,
mentre in gemito prostrato
vegliavano la madre.
.
Rassegnato avvento
dentro un paese oltraggiato
dove pullulano fanatici
imbevuti di odio
e minacciose
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Mi cade addosso
questo cielo d’autunno
che sa ancora raccontare
un dramma di colori appesi
precari sopra i miei pensieri.
Mi annienta
questa nebbia fitta
dove bisogna andare a tastoni
per ritrovare sé stessi
dentro grida di finte
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Ad ogni ora la vita il cuor consola
ed ogni emozione che perdura è
magnificente sentore che
dall’orizzonte serenità propaga.
Innalzano pensieri fra il sorger della vita ad
estender lo spirito in sublimi Angeli del cielo,
cantico ad elevare senso
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Me ne vado giorno, non ci sarò più
tra le righe dei tuoi minuti.
Non scriverò più affannosi, stanchi momenti, che mi tirano in basso, in ondate di silenzi.
Non ondeggeró più libellula tra le spire svuotate d’ansia dei tuoi desideri.
Volteggeró in alto,
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Ricordi quante volte
ti ho detto di non sfiorare
la fine delle cose
ma il loro inizio
Perché il mattino
è più puro della notte
ed ha la curiosità
del vento in cerca di luce
Ricordi tutte le volte
che ti ho raccontato
di quante stelle ho
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Ti sei aggrappato ad una linea
s’è spezzata come un fuscello
è rimasto solo un segno.
Ti sei aggrappato ad un sogno
un lungo viale
da percorrere con la tua anima.
Hai voluto credere in qualcosa
che ti desse forza e tenacia
ti è rimasto solo un
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Vitruvio Pollione
giovane liceale
soleva architettare
di notte sul portale.
Alunno di frontiera
ad Itri lui nasceva
ma senza documenti
non c’era chi sapeva.
Capace di sognare
cantò l’architettura
col fritto misto in campo
e la sua testa
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ogni notte voli
nel mio eden di sogni
sull’altalena del vento
con ali di farfalla
dipingi cuori
col profumo di rosa
con bagliori di stelle
e sospiri d’amore
intrecci ghirlande di baci
poi
in un alone di luna
ti posi furtivo
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69972 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 17251 al n° 17280.
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