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Le 70050 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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Tengo in soffitta un bauletto
lì dove negli anni nel tempo messo
vi ho alcuni sia tra quei più belli
che anche meno belli miei ricordi
e ogni tanto quando la nostalgia
forte mi prende oppure allegro
sono lì salgo e con lenta man
tremante e
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Mentre ero via
tutto è cambiato.
I tuoi occhi
hanno smesso di guardarmi
come se io fossi il sole.
Mentre ero via
tutto è cambiato.
Non scruti più il cielo
che si cela nel mio sguardo
di eterno sognatore
Ti sei persa
negli occhi
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Avverto un’ indolenza inoperosa
che con lentezza accenna malavoglia
la quale disinteressata passa
oziosa, sonnolenta e
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Nasce l’alba
vestendo di rosa
il suono di un’arpa lontana...
Come corde di un cuore in lamento
come pianto nel vento
sospira la notte addormentata
tra ricordi che vagano come nuvole
tra i sogni della luna.
Celate nei cirri
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Di fiori adorna arriva Primavera
e Zefiro l’ultima brina scioglie,
più dolce pur divien l’aura di sera
e gli alberi si veston di lor foglie.
La rondine ritorna mattiniera
lasciando in altro loco le sue spoglie,
è stanca ma felice, e poi
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 | Occhi mare d’inverno,
brillanti da lacrimeswarovsky,
si nascondono
dietro ciglia mascara
e palpebre ammiccanti.
Puoi incontrarla
tra un brunch e un aperitivo,
nel viale del dubbio cartesiano
o nel circolo
della virtuosa
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Non chiamarmi amore
finché il tramonto non avrà esalato
il suo ultimo respiro
e la notte non sarà che cenere
Sparsa sulle radici di stella
incanto reso polvere
per un attimo vissuto
e poi dimenticato nell’addio
Non chiamarmi amore
mentre
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Tempo che cammina tra mille emozioni.
Si pensa a ieri, ad oggi,
a come la vita sia cambiata.
Gli anni parlano sul volto,
nelle rughe che lo segnano,
si legge il passato.
Un quadro colorato,
di suoni e toni variegati.
Acerbi momenti
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Quiete è la notte
nutrimento che sazia i silenzi
luce per i pensieri
dorata culla per anima e sentimenti.
Vive la
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La sonnolenta luce di un lampione
getta dorate ombre
ai tuoi capelli biondi,
alla tua testa poggiata al vetro freddo.
Il vento passa e porta via con sé
pensieri che,
come dardi velenosi crollano,
dopo aver deposto
il letale bagaglio.
Accenti gravi
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 | Pensieri che ricorrono frequenti
liberi dal dominio della mente,
ricordi di noi in subliminali
sensazioni tra le pieghe del cuore
Odori inalati nella mente
affogano in un desiderio grande,
assaporati sino all’ultimo
istante
Ricordi sfocati
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| Com’eri bella, nuda
a graffiarmi il cuore
quel dì che io socchiusi
le labbra sul cuscino.
Com’eri fresca
una rosa bianca
quella notte che scaldasti
la mia pelle acerba.
Eri fiume in piena
a riempir le secche
mentre fuggivo
nella mia
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Avvolta e disinvolta la mattina
rinasce con profumi nuovi,
ed anima solitaria non muore,
incanto ad incantar se stessa,
unica sostanza ad indossar scarpe e camminare...
Pietre e sassi ad incidere dossi e tanti fiori da raccogliere,
vita di vita ad
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Come un dì cantò Lucrezio
il poeta latin sulla Natura
in primavera in questo tempo
suo ecco un dolce lieto
del creato
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 | Pare un trapezio,
lo schizzo di dipinto,
un sole trasformato
argine arginato.
Onde flebili del mare.
Vesti appese al camminare.
Come ostriche aperte
alla sera delle tempeste.
Come fili di lana
storia
senso sospeso.
Pare un trapezio,
lo
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| Donna immensa come il mare in tempesta
tra mille riflessi ti sei specchiata
hanno preso la tua collana di perle
e fatto poltiglia.
Hanno preso la tua carne e lacerata
con vetro di bottiglia
quella verde spessa trucidato il cuore
povera donna
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Perché mi sento
come se la notte
mi fosse caduta addosso
con tutte le sue ombre
E nessuna luna
brilla dietro alle nuvole
con il suo fiato di vento
portato dalla polvere
Perché mi stanco
prima che si levi il sole
è cenere antica
questa
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 | Tu eri il girasole ed io le ruote
che strana coppia
e ricolmavi le giornate vuote
illuminando il giorno il prima e il dopo
e sembravamo l’elefante e il topo
su quella strada immensa al divenire
felici di nuotare e scomparire
insieme tra le onde e
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Ho sognato un mondo d’amore
senza più i ricordi della
rabbia e del rancore,
senza i pregiudizi del colore
né il gioco crudele del potere
né il perpetuo rincorrere
del dio denaro il valore.
Non più oro,
non più città oscure
di nubi tossiche e
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Seduta lì di fronte al mare,
invano cerco di arginare
impazzite schegge di solitudini,
rincorse dalle onde di un passato,
a stento trattenuto
da scure e malconce paratie.
Brillante e lieve il presente
dagli anfratti sporge
precorrendo le attese del
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Mi sono trovato
in questa tiepida notte
sulle calde ginocchia
della bella primavera
e lì c’eri tu, fresca
come
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Non pagherò la giurisdizione
il cappio della corda
il mio padrone.
Non pagherò la sanità
un cerotto sulla bocca
la mia dolce metà.
Non pagherò l’istruzione
il viaggio a Roma
un calcio ad un pallone.
Non pagherò la sopravvivenza
il canone TV
e
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Giorni ad attender sogni
chiusi nel bozzolo,
avvolti in carta pecorina,
in una bottiglia, il mare suo padrone
dovrei togliere il tappo e farli fuoruscire.
Giorni dai colori sbiaditi,
apatica luce nelle fessure,
a caricar il peso della
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Chi fosse non l’ho mai saputo
un nome incerto pure alla pronuncia
ricordo dormiva da anni sotto i ponti
di Lambrate e qui tanto sognava sogni
diceva di draghi fate gnomi dame uccelli
dalle piume strane cavalieri fiori cielo
e ancor farfalle alte
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 | Dicono di averle viste
timide avanzare,
i piccioli carnosi eretti.
Avevano così tanta voglia
di vivere
le viole del
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Ti ho vista piangere
mentre attendevi una parola
scolpita fra le foglie
di un mattino senza pace
Ti ho vista vestita di bianco
prima della sera
quando la nebbia riempiva
l’aria di dolore
Vedevo i gesti sfumati
dal vento freddo
quando
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Odore di cielo
dentro eterne zolle
greti spumeggianti
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La mia corona è fatta di spine.
Spine che lacerano le mie labbra.
Labbra bianche,
bocca che s’agita nel tremore
e la mia tazza di terracotta
è colma.
Io cesserò
ma le mie spine resteranno
a sollevare l’arma dei sedimenti.
Saranno i tamburi a
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Sarà la primavera
sarà che inseguo sempre le mie ombre
e le farfalle variopinte della mia chimera.
Sarà che credo ancora nelle favole
e mi lego ai soprammobili e alla sua polvere
alle nostalgie di ieri e alle mie lacrime.
Sarà che sorrido ancora con
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 | La notte è meraviglia per gli occhi,
è acceleratore di pensieri,
è balsamo per il cuore.
Sempre porto con me la luce di stella,
la rubo al buio del cielo nella notte
quando il respiro dell’uomo si attenua
nel sonno, quando la luna bucata dal
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Tu dici
e un treno corre
disteso e tiepido
-è una città su un’ala,
rispondo. Non c’è il limite
il limite è solo il
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70050 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 19501 al n° 19530.
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