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Le 69900 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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Fugaci al vento dei cuori,
s’odono i respiri e l’affanni,
giammai complici.
Rubiamo l’ore i minuti e l’attimi,
perché nulla È, senza d’amor patire.
Estua
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Quella volta
ti eri rifiutata di uccidere le ombre
e la sera era arrivata
all’improvviso come un vento
Che non sa più trovare il mare
e si volge verso la terra
per sussurrare il suo dolore
ad altre ali
Quella notte
avevi risposato in
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Ho camminato tanto
in riva al mare,
scegliendo con cura
le pietre da portare.
Ho conservato quelle
levigate dal sale,
vetri arrotondati
dove riflette il sole.
Ho scelto quelle strane,
quelle che nessuno vuol portare,
quelle che pesano
come
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Soto ‘l pòrtego de me nono,
gh’è ‘l canton: del tuto fa,
là su l’asse fata a banco
tré trièle ‘n fila e bele
le ‘spèta solo de far ‘n buso.
Pena pi’n là postà, du musaroi
i è ‘n pastrocè de paie e de fen.
na bruscaèla de ciàpe vèce,
i è lì pronte
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Sei qui in attesa di un segno
quella luce che ad oltranza
vorrà indicarti il porto sicuro
dove attendere quanto nel cuore batte
non interessano agiatezze
ma solo vicinanza a quel fiore mai appassito
il cui profumo sempre sprizza da quel
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Dove vanno i sorrisi
della parola luce? quando
più oltre il muschio
ombre alitate posano
mazzi di fiori alla memoria.
Ti tiene in vita un nugolo
di occhi nudi
la coltre di calore
a cui hai
dato un nome di stella rossa
col refuso del
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La noia uccide il tempo
che frettoloso va ovunque è frenesia
mentre vive in poesia
mostrando di sé il lato spigoloso
dell’arricchito vanto
ch’è della malinconia, vita d’incanto...
La noia vive nell’arricchito tempo
e deposita ogni suo avere
non
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 | Alma intangible
entre mis
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| Sutta un celu ca pari di petra
supra nu scogghiu nuru
s’appoiunu i pinseri
di unu c’assittatu aspetta.
’cchiù pi ‘ddà
un picciriddu ioca
taliannu ‘na luna ca crisci
e chi ‘ntàll’acqua si spicchiulia.
Quantu luci ‘ntàdd’acqua
chi currunu e
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Alberi secchi
vicino alle ragnatele
e una luna di fiele
velata dalla nebbia
Fili di seta
che avvolgono il cuore
è la notte che attende
il fiato del male
Qualche ombra
è rimasta ad aspettare
gli ultimi passi
di una stella cadente
Sogni di
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L’anima mia ha ali
che si aprono ogni domenica,
della storia si caricano
e mi portano sulle rive
del vecchio fiume: Giordano
io, apro la mia mente,
mi vesto delle parole
che mi portano nell’uomo
che in questa valle
ha steso amiche orme
e
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E mi raccontavi
nel tuo "fare cattleya"
del rosso dei ritrovamenti, dei tremiti l’impertinenza
del pulsare esclamativi, le tempie:
- ah, che colori, che suoni hanno nei brividi, i gesti! -
era sfondo il mio udito d’altre voglie.
Sì come al
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Lia |
14/01/2018 20:11| 2409 |
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Onestamente ladro in ogni senso
rubacchio i tuoi sospiri a uno a uno
e dato che non credo mai a nessuno
ti curo e ti incorono con l’incenso.
Artatamente baro del consenso
attendo accorto il tempo inopportuno
e appena che mi trovo un po’
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Son chiare le sfumature
del Tuo essere presente
Madre,
pennellate d’amor ricamano
il cuore,
luce sfavillante del sereno infinito,
cibo d’ogni pensiero nell’ora
della sera.
Meraviglia pendente nella cascata
di stelle,
armonia del tempo che non
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Si vestono le finestre
nel tardo meriggio d’agosto
di sguardi accaldati e indolenti
di mani stanche sulle fronti inquiete.
Piccoli voli nel cielo di piombo,
graffiano l’orizzonte uguale e fisso.
Tra le case serrate
e i vicoli deserti
s’agitano
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Fuoriesce il silenzio dalla nebbia del tempo.
Quante ore ad aspettare, perse.
Quante ore a rimuginare.
Suona l’addio odioso.
Rimbomba la distanza.
Alla fine pensi che tutto perfetto non è perfetto.
L’imperfezione grida momenti che cerchi
e cercando
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Con la tua testardaggine
sicuramente troverai la strada giusta dove approdare
quel lembo di terra capace di neutralizzare ogni pensiero
cattiverie amorevoli
avranno il loro punto di ritrovo ove apprendere quisquilie
talmente potenti da far
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La Domenica è sempre così,
a pensar che domani è già Lunedì,
è un ciclo continuo,
la stessa routine ogni dì.
Purtroppo è così,
la sera quando vado a dormì
imposto la famosa sveglia
che fa "chicchirichì".
La mattina quando mi alzo per
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Ho chiuso gli occhi,
e nel buio il tuo cuore
ho sfiorato .
Mi avevi detto
che fosse un posto
freddo e vuoto,
abitato da un demone
arrogante e bizzarro,
che fosse inutile
bussare alla sua porta,
non avrebbe mai aperto
a chi non porta
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Oggi mi sono dimenticato
di pensare
alle perle che avevo riposto
nel cassetto dei vespri
E non ho giudicato male
le mie carezze passate
date al buio
mentre il tramonto passava
Ad altre notti
più discrete del mare
e di altre terre
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 | Poi
tu solcherai le strade
io a ridosso il cielo
il nord sospinge il nord
come ombre e rumori
torrenti d’occhi
dove
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| Ripudiando il vano oziare
assaporo la vigilia
di ciò che tanto strabilia
con continuo gareggiare...
senza stare ad indugiare
che sia
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| Son belli quei grandi occhi azzurri
sotto un caschetto di capelli
che vorrebbero esser ribelli
Dalle labbra tenui
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Bisogna conoscerli
i sogni
per poterne raccontare,
ed io conosco te
che sei già il mio sentire
battito di cuore
senza
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Vibrar di corde al mormorar di stelle
tinge d’arcobaleno nuvola d’amore.
Esala respiro al deflagar dei sensi
e l’anima che ode battiti dei silenzi
libra nello spazio d’infite emozioni.
Ma... nella notte di luna piena,
ladro di sogni
denuda cuor
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In questo orizzonte che si chiude
per dilaniarmi m’hai detto addio
io ancora a rimpiangere il tuo fascino
e torno così a farmi male da sola.
Tu nel gestire questo amaro gioco
dal suono amaro di parole spezzate,
ceneri vaganti nel tremulo
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 | Era apparso così senza rumore,
nessuno dei due lo aspettava,
finché un lampo non arrivò al cuore
e di colpo nell’anima abbagliava
Quel lampo rimase nel silenzio,
non esplose come il tuono il suo fragore,
negandosi a vicenda quell’amore
che dava
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| Finirò di guardare il mondo
da questo balcone a strapiombo
sarà forse lontano giorno
o tra meno di un secondo
Avvolto da una vita
che sempre più m’attorciglia
osservo con blasfemi occhi
incastonati in rami di ciglia
Dove siamo finiti amici
in
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Ci abbracciava il tramonto ...
Nel bagliore rosato
tra le onde dei tuoi capelli
moriva il mio sguardo.
Avevi il profumo
di spighe calde di sole
di selvatici fiordalisi
di girasoli dorati
ed io
di gigli, mughetti e viole
mi vestivo
per
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Dolori antichi che albeggiano
memoria, che tornano a farsi sentire
come volessero rivivere e morire, tornare,
cuori di pietra che non sanno più soffrire
Lo sguardo spento che si perde negli istanti
lontani veglia quegli attimi antichi che
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 | Aldilà del mare luce insinuante
divora la notte
precede l’aurora del mondo
e dei sogni vestiti di festa
incipit di vera poesia.
Trasparenze soavi
rosso passione per grandi distese
anima e cuore in gabbia
in un mondo senza confini.
Onde
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69900 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 24391 al n° 24420.
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