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Le 74691 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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Sono come quelle piante
che crescono all’ombra.
Sono come quei boccioli
che aspettano il tramonto
per fiorire
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Vieni aprile e abbonda:
di luce, di fiori e di amori
i colli che dall’alto
mi guardano e pare
che mi amino.
Ma la voce calda di lei
mi dice e mi dona
le mille certezze
che tu hai vive in te.
Oggi, con lei vivrò
un giorno meraviglioso
e non
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Lentamente scorron le mie dita
sui tasti d’antico pianoforte,
e un dolce suono nell’aria s’espande,
il suono d’un notturno di Chopin.
È notte... il brillio delle stelle
si mescola al canto soave
delle note,
e, trasognato, io m’immergo
in
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Apri le vene
come fossero un fiume
rosso di nostalgia
per le foglie morte
di qualche autunno
dimenticato dal cielo
e dai nostri ricordi
nel cuore delle ombre.
Chiudi le labbra
e non accettare nulla
che non sia calore
inciso sulla
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Accadde la felicità
Precipitato nella freschezza di una nuova primavera,
bisbiglio orizzonti tenuti segreti...
La nostalgia disegna sopra muri di speranza,
spighe di sogni di un tempo passato.
Scuotono le ali, volano le parole,
gridano carezze
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Librati, o anima
furtiva nel tempo
d’irrisorio languore
Librati, o anima
fra ariosi cespugli
fioriti di gelso
Librati, o anima
d’azzurro
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I corvi hanno già capito
che la primavera
avrà un colore strano
nero come le ombre
che uccidono le albe
fra un presagio e l’altro
nell’attesa di un ritorno
che non avviene mai.
Loro hanno già saputo
che la morte non è la fine
ma l’inizio
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In valle oscura percorsi via
adombrata da nube funeste
correva l’imperfetto tempo
di lume ormai spento
Cos’è che or fuggiva?
fra il tetro insonoro agreste?
Brillavano fulgidi al contempo
pensieri senza scampo di senso
O Vita menomata
dal
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 | Nata a oriente
dea lunare
nottetempo in mente
ciò dissi al mare.
Fragranza celestiale
che vieppiù anelo ...
desio vitale
sussurrato al cielo!
Ti cerco dappertutto
or nei versi tal poesia ...
scrissi "mio tutto!"
sarai dì mia?
Ma dove sei
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L’inverno è passato,
l’oscurità si fa presto luce,
alba mattiniera,
dolce atmosfera.
Cinta di gioia,
il verde è sorridente,
campi fioriti
dai raggi colpiti
anche nelle Dolomiti.
Nell’aria si sente
la primavera
vestita di margherite
accarezzate
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Osservare la felicità negli occhi altrui
potrebbe diventare qualcosa di tremendo
quando la notte si fa sempre più buia
in quel circolo vizioso che mai
vorresti prendesse piede
seppure un tantino di gioia nel cuore plani
riuscire a bilanciare il
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sulle ali del sogno
mi vesto di cielo,
mi specchio nell’azzurro del mare.
Mille emozioni tuffo
nel respiro di dolci ricordi,
rubo sospiri nascosti in conchiglie d’amore.
Un lontano soave canto di sirena,
sembra far serenata alla luna
che
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Pronuncio sottovoce
le preghiere dei morti
e ritorno ai giorni
dimenticati dal cielo
quando le albe
vedevano il tuo nome
e la pelle pallida
brillare di luce alla luna.
Sussurro nel silenzio
le parole dei vespri
e la sera si dischiude
come
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Il mio pensiero volge a te
anima perduta nella notte
che smarrito hai la via,
tormento del tempo
Languida fuggi da me
ahimè, che malasorte
che vita stantia
negata nel tempo
Soccorso, o gran Dio
in prece d’aiuto divino
un consiglio ti
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Scherzi di aprile si riconfermano imperterriti
quasi a voler far comprendere chi comanda in questo dì
menzioni inammissibili vorrebbero poter creare un ponte
affinché il tutto rimanga tra due fuochi
da poter un domani riproporre
con tutta la
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Quanno er core se annamora de n’artro core
saltano e cantano li grilli un inno all’amore
La primavera sboccia pe’ rivestisse de colori
pe’ prepara na’ sfilata de moda co tutti li fiori
E quer vento frizzante che arriva da ponente
c’è porta n’aria
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Su, via, imbarchiamoci!
in sconfinate terre
coronate d’allori, non di fauci
ridondanti di sgherri
Su, ancora, alloggiamoci
in stanze d’ariose serre
profumate ed audaci
al suon di Vittoria
Sì, avviamoci indefessi
ancora non è tardi
prima
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In questo primo vagito di primavera
ridono al sole i tulipani e gli iris giaggiolo,
festa di colori, e alla vision ridono gli occhi,
e all’aria poi danno profumo lieve delicato
quando dal vento accarezzati gli iris giaggiolo
e i compagni tulipani:
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 | Suprema odierna stagione
ancor più nei giorni di sole
ove pur ora sboccia un fiore
vitale tripudio splendore!
Tutto rinasce in bellezza
divin dono d’immensità
cui madre natura è carezza
d’un sogno color eternità.
Incedi sui prati lentamente
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| Sa di sale il mio corpo,
pietra di roccia ruvida sono fatte le braccia.
con i peli sembrano boschi inesplorati.
Miele.
I piedi, ballerine che si muovono
sul palco del S. Carlo
di Napoli.
Le mani, due ragni che filano temi,
che bussano su quadrati
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| si nasconde, si trasforma sta in silenzio ma non parla
mimetizza la pochezza tra parole a cianfrusaglia
Spesso lo chiamano leone non di zoo o da angoliera
ma con patetica tristezza riferito alla tastiera
Ha le braccia corte corte spesso ha serpenti
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| Irti pensieri s’affossano
nella malferma mente
svaganti di molle d’acciaio
e l’affanno prende
Quantunque in fuga
l’umor si rapprende
nel canto d’un cigno
si stende
Or lampi di genio
si paventano
ad ombreggiare la luce
Mesto
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| A volte ci si chiede
quale scopo possa avere l’accaparramento
e perché diventa così indispensabile
voler eccellere lo sappiamo piace a tutti
ma un pochino di ritegno non farebbe certo male
basterebbe prevedere le mosse ibernando il
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Ora non parlare
la sera è dolce
e il vento porterà
via i dolori
con un soffio lieve
che sfiorerà
la pelle e il viso
nel silenzio.
Ora non pregare
Dio sa già
tutto ciò che è stato
e non devi
aggiungere nulla
a queste ombre
che il cielo
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Dormivo
in un sogno senza senso
sentivo
su di me voci
erano
angeli o demoni non lo so
sia gli uni che gli altri
mi
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Dolore rimpianto è la fine di un’epoca
come non mettersi le mani nei capelli
torneranno mai quei momenti
quando vivacità inebriava i cuori
saltimbanchi si esibivano
equilibristi in giochi sempre nuovi
elargivano grandi piccolezze
lasciando ognuno
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Era l’aurora di un giorno di primavera a Roma,
là lungo la via imperiale la gente passeggiava,
il sole lentamente s’insinuava sotto la chioma
dell’albero della vita, la fantasia ci trasportava.
Un giorno come un altro, forse e d’improvviso
un
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Non so se dicevi
la verità
quando giuravi
di amarmi
più della vita
ma io ci credevo
e speravo
che la notte
non finisse più
nel giorno
ma continuasse
per sempre
fra le stelle scure.
Non so se
le tue lacrime
fossero un segno
di
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Umilmente
se ne va la luna,
assettata
dona sguardi
di speranza.
Sul colle mio caro
si ferma un po‘,
ascolta i venti di guerra,
riprende il passo
e va a cercare semi
di una nuova speranza
per regalarli ai poeti,
con due dita in bocca
faccio un
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 | Ritornano alla carica
i tuoi denigratori
han pronta una discarica
di motti dagli odori
davvero nauseabondi
per essere parole
ma tu non ti nascondi
e alla luce del sole
ti mostri come sei
formosa e sorridente
e dei tuoi farisei
non te ne frega
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| Credevo di appartenerti.
Credevo.
Mi liberavo di mani e sogni all’improvviso
di te
ero terra bagnata di pianto
di te
terra increspata di sogni.
Non c’eri nei miei occhi.
Non riconoscevo più i tuoi battiti.
Credevo di appartenerti.
Quante cose
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74691 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 6481 al n° 6510.
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