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Le 74662 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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Avremmo dovuto
restare insieme
pregare le nuvole
e ringraziare
le ombre scure
per tanta passione
e per le notti
regalate dal destino
al fuoco che arde.
Avremmo potuto
rompere il silenzio
e poi tacere
come chi si ama
da troppi
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Amami così come sono:
con i miei tormenti, le mie fragilità
le mie tribolazioni, la mia ambiguità.
Amami
perché il mio pensiero si è disperso
lontano da te in un mondo diverso.
Amami
nonostante i dubbi, la mia infedeltà,
passione e via dolorosa è
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 | Le palpebre restano socchiuse celando
lo sguardo,
al soffuso turbamento custodito
nel misterioso andare dell’anima
che al corpo dà vita.
Sino al respiro di questo sussulto
all’intimo presente raccontando nei meandri di ogni desiderio
occhi soli
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 | Perdonare quel giorno
diventa arduo.
Tu eri lì per strada
i tuoi occhi lacrimavano
per quel freddo penetrante
ma dalle tue mani gelide
emergevano note composte
per una melodia senza fine.
Tu che non hai sesso
ma indossi abiti
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Il silenzio è un amico che ci ascolta e aiuta
una forza che arricchisce dentro e ci scruta.
Silenzio
suono dell’anima pausa tra l’attimo e l’infinito
ti ascolto tra le note e accordi in uno spartito
ti seguo nei meandri del pensiero: sei armonia
tra
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Piccolo vicino ad un’antica pietra serena ma ben robusto
chissà quante ne avrà viste negli anni
fantasia corre senza limiti
rimembrando anche un vissuto non sempre gradito
avendo collaborato a far crescere in ogni direzione
attività altresì
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Al cantar di foglie
sospira l’incrinato castagno
danzanti cadono
a fossilizzar
Bellezza ove risiedi?
Nell’aria fuggita
all’inseguir del fogliame
rapito dal vento
S’adorni il tuo cuore
non di mesta terra
ma di gaio Sole
Che’l tempo fugge
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Fiori bianchi sulla tomba
e forse il mare
spera ancora
nella prossima alba
ma tutto è perduto
le promesse d’amore
e i giochi di luce
prima del tramonto
arrivato troppo presto.
Petali d’oro appassiti
e sabbia bagnata
dove una lacrima
ha
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In cerca di fortuna tentennando
a braccetto vagano toccando il cielo
con tutte le loro speranze
sguardi si scambiano leggendo quanto nel cuore palpita
rinnovando fiducia in un mondo al quale non appartengono
colpiscono quelle mani
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 | L’oltre è quel luogo che insegui sempre,
è quello sguardo che arrossisce
è quel sorriso che timido si nasconde
è quell’abbraccio che dura,
che ti avvolge con cura,
che stritola i pensieri
e alimenta i desideri.
E’ quel sentimento
che non
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Dante non sono un asino di certo
che raglia a destra e a manca in modo strano
essendo della rima poco esperto.
Amico e poi nemico mi scalmàno
su questa terra adatta al convenire
e allungo inutilmente la mia mano
cercando di afferrare con
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Di grazia rivestita
una donna vidi
di manto era d’azzurro
e’l ciel sovrastava
Di fiori adibita
raggiante l’intravidi
e come un sussurro
benefizio donava
Corsi da Lei
fervore impetuoso
nel lasso di tempo
Bel loco vedrei
nel corpo
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Credere di poterla fare franca è indice soltanto di arroganza
quel voler mettere in tutto e per tutto a disagio
onde poter eccellere senza rispetto altrui
niente di niente può essere convincente
tenendo lontano credibilità
quel qualcosa di non
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E venne la sera
cieli avvampati
colore del tramonto
di eterne presenze.
E venne la sera
dolce eco di finestre aperte
di palpiti e
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Arriva una nuova stagione
i bimbi giocano nel prato,
con un tripudio di colori
danzando vien la Primavera.
La natura si veste a festa
così la vita e la speranza
rinascono nel nostro cuore
negli occhi compare la gioia.
Il sole accarezza la
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Se apagaron las estrellas
y la luz de tus cabellos,
se cerraron tus ojos bellos
y nuestras canciones aquellas...
que
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Chi è costei che giunge
dall’inciso passo che sovvien
ch’allegra il sorriso
e il riso divien festa
E il folto corvino non disgiunge
s’anco Eolo viene
che nulla l’è d’inviso
e sol bene desta
E l’occhi suoi di lume
raggianti suonan
d’arpe e di
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S’Amor non m’accoglie
allor nefasto dì sorge
e in malaugurio di sorte
la giornata volge
Così è tal stato
che s’attesta in disgrazia
e il malanno s’adagia
e l’animo plagia
Mesto divien cammino
che ridonda di neri suoni
e l’alba non
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Soluzioni si scontrano con il desiderio
in quel voler scegliere quanto più aggrada
se non anco per risolvere quei problemi
che da tempo tengono il vivere in sospeso
trapezista per il quale tutto cerchiamo di diffondere
affinché ogni quisquilia
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La tua ombra lambisce i miei sogni
sei aria profumata di fiori di primavera
accarezzi le mie guance,
mentre dietro il monte il sole nasce.
Sei ombra di luna nella sera buia
stella lucente nel mio cielo infinito
sei il mio eterno paradiso
carezza
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Sussulta l’anima
allo scoccar dell’ora
e nuda
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Avrò ancora stelle
nel lungo tempo
che mi separa dal ricordo
o sarò ancora solo
a contare le nuvole
finché il vento non verrà
a spazzare via
ogni cosa dal cielo
e nel mio cuore morto?
Sarò mai felice
di queste povere catene
o preferirò
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E chi s’o po’ scurda’
rusella ‘e marzo
chillu perfummo
ca sperciava ‘o core?
Tu m’he ‘mparato
‘e passe ‘e chill’ammore
ca s’è
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Non ci sono più parole per ricordare
quanto in esso si divincola pur di non morire d’inedia
seppur con tatto entri a far parte di un gioco
per il quale non tutti ne sono al corrente
giustificando l’inadeguatezza del momento
dove poter esprimere
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Ancor t’adombri di cupa luce
o mondo imperfetto,
che in travaglio ci lasci
da troppo in penombra
Cos’è che costì ti riduce?
che più non hai rispetto
che sgomenti ci ambasci
e più la mente non sgombra
Che la gialla mimosa
di luce t’investa
in
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Quando la luna si fa splendente
e mille luci s’accendono nel cielo
incomincio a sognare .
Languidi abbracci
labbra dal sapore di fragola
immensi prati verdi colmi di sogni.
Festosa, nella luce dell’amore
colgo i sogni più belli,
ne faccio
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Apriti come un fiore
non negare
il respiro dei sogni
a questa pelle
che non ha più
dolori da perdere
prima che sia sera
e prima che il cielo
perdoni i suoi errori.
Cela il profumo
fino alla fine
e poi appassisci
lentamente
perché io
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Mi hai rotto il silenzio con le tue parole e con esso anche l’armonia.
L’appoggio del Nulla.
Il vagare estatica oltre i pendii dell’essere
per vie traverse e antri
boschi e nevischi indorati.
Hai rotto il mio corpo.
Frantumato.
Non sento più il
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Quanto sarebbe bello
se la primavera attecchisse anche nei cuori
ove far crescere nuove piantine colme d’amore
anziché dover gestire con evidente perplessità
quanto ogni giorno avviene sotto ai nostri occhi
che niente è capace di
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Cammino fra i dolori
e l’aria insiste
nel ricordarmi i torti
e gli sguardi perduti
fra un mattino e l’altro
quando ancora
sapevo del giorno
e della sua luce sbiadita.
Respiro sulle smorfie
e sulle stelle morte
di qualche nostalgia
già
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Era un poeta
di quelli con la carta carbonella
e decantava il cielo e qualche stella
il mare mamma nonna e la muffina
i quattro lati i sette re di Roma
la pietra nel frattempo entrata in coma
sopra la rocca antica del Parnaso
mettendo in piena luce
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74662 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 7351 al n° 7380.
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