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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Marzo 2026 |
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carla vercelli
Le 804 poesie di carla vercelli
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 | Allegro cantavi per salutare il giorno,
che fosse sereno il cielo o nuvoloso,
e allegra di riflesso ero anch’io d’intorno
alle tue mossette e refrain melodioso.
Fatale ti fu una ricurva unghietta
che l’impiglio ti sorprese
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Conclusa è la festa,
stonate canzoni si dissolvono,
risate degli amici sfumano sulla porta
aperta verso la frescura della notte.
Il buio ha pozze dove specchiarsi in superficie
e andare a fondo.
Da un altro stipite di relazioni tu che
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 | Delimitare il mondo
col bordo in fuga di un vassoio
dove due bicchieri accostati sono
ancora freschi di bibita, caldi di labbra.
Riesco a ritrovarmi
negli ovali inerti delle stampe floreali
dietro il vetro di sostegno,
nello spessore verde del
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 | Se fosse necessario arieggiare
le serate di un’estate che non è ancora
basterebbe pensare al ladrocinio di due fucsie
al Mercato dei fiori della bella Nizza
mentre le lobelie, blu gli occhietti
socchiudono, a simili bravate tolleranti
e senza
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Averti, devotamente inginocchiata
al tuo idolo virile
è deliziare l'olfatto ai tuoi profumi
In sottofondo il tuo odore di maschio,
legnoso cedro e caldo muschio,
con esperidati toni acuti e stimolanti,
d'arancio amaro e oceani
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 | Sospeso
il corpo modellato
scevro da chiodi e spine
il capo reclinato verso il mondo
l’ombra lunga del braccio nella
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Voglio che tu sia ilare come un giorno di giugno
quando il sole ti soffoca il volto di tinte d’amore
Sulle mani sento crescere la tua bramosia
nel soleggiato appartato angolo d’aurora
dove attendi compiersi sogni insiti nel cuore
Sei una sfumatura
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 | I cerbiatti brucano, sostano,
muovono ritmicamente le code
frangendo l’aria adombrata
si spostano, le teste ciondolano,
fissano allertati gli astanti
con lo sbigottimento di una domanda.
Potresti giurare di aver già visto
le loro corporature
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Talora si porta a spasso
una remota indicibile sofferenza,
quando all’improvviso l’invisibilità degli angeli
si para dinnanzi in un muro di gelsomini
a primavera
nella quiete lacustre della baia.
Vorrei avere la consistenza dei riflessi,
le
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 | Sai, è come catturare lucciole
-ci fossero ancora- o la libellula grande
correndo sul prato d’erba medica per i conigli
con la disperazione di mio padre, e liberarle poi
e liberare anche i conigli
strofinarsi i musetti e i palmi delle mani -a
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Il soppalco conduce direttamente al cielo aperto
e non c’è da stupirsi al passaggio di Cupido
che trascina per le briglie
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Fu uno sbalzo nascosto nel muro
o del chiodo dirittura mancata,
chissà perché e chi lo sa, fatto sta
che la tela si appese inclinata
con i fiori nel vaso di ioduro.
"Avvenente signora, come si fa?"
esternò il solerte imbianchino
con in mano
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 | Tu arrivi da altri legami,
lacci li definisci
e hai negli occhi un dolore,
meglio -una mancanza
come uno stuolo di rondini
senza un cielo terso.
Tu arrivi
e mitighi il tuo tormento
in fumose conversazioni
quasi a schivarne la morsa,
rendere me
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 | E’ una pièce teatrale
destreggiarsi tra la quotidianità
e la sublimazione.
Referenti di bellezza
cristallizzano attimi
in finzioni sceniche
tra i pasti e i diletti.
"Tu provochi", ammonisci
e la saggezza da cane da tartufo
collide con il mio
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Stupore di pigmenti
il tepore dolce dei colori
sulla pelle scoperta.
Vieni, ti porto con me
nel sogno che vivemmo
e ora la calma lungo il fiume
reitera in un percorso di malinconia.
Ho gli occhi grandi oggi
iridati e cangianti
uguali a quelli
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Fare poesia,
senza il rischio della ripetizione,
del nonsenso, della grafomania.
Ogni giorno
è a sé stante,
unico
e dalle mie finestre sul mare
posso contemplare le stelle
come respirare la polvere sabbiosa,
laggiù in fondo.
Ogni giorno è un
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Invia un messaggio privato a carla vercelli.
Indirizzo personale di carla vercelli: carlavercelli.scrivere.info
Gratuità L’Anno Santo della Misericordia (Spirituale) (Spirituale) |
Alcune notti di maggio
si susseguono temporali.
L’acqua scrosciante rabbiosa
riversa sulla fiduciosa terra
il suo sdegno scomposto,
l’irrisolvibile contrasto
tra la calda immobilità
e le dinamiche nuvole
reduci da altre stagioni,
in
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Rosa antico, sussurrava mia mamma
dal suo cuore verde salvia
e difatti rosa antico
erano le sue labbra pensierose,
la
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Le illustrazioni avevano la patina delle favole
e rosseggiavano i capelli tra le pagine, dolcemente
come quarantatré
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Rammento un tempo solo per noi
-ma ne ho smarrito i contorni-
sulle fattezze del tuo viso.
Eravamo onde sugli scogli
i ritorni
le fughe
l’amore
...
All’improvviso
e per sempre
(come cambia tutto!)
...
sei la scusa
più innocente
per
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Un semiopaco liberty affascina i miei sensi,
sogno una presentazione fuori dagli schemi.
Arriverò a te, uomo, sino a perdermi in petali rossi e bianchi
nel crocchio di capelli che mi cadono sugli occhi.
Sarai tu a regalarmi nubi e rassicurazioni.
Non
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Talvolta ti conto sulle mani
-io manco al tuo medio e tu alle mie labbra-
come se tu non fossi e fossi stato, infinito.
Ruberemo una stella, forse, per ripararci dal freddo.
Non saremo neanche noi ad inventare la notte
Tu non pensare d’avermi
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Ho vissuto con te su imbruniti sentieri
dove lentamente camminare
senza soluzione di continuità
tra le prime fronde degli olmi
Rifiorivano al nostro passaggio i lillà
ed era così bello non sapere che doveva finire.
Sto qui ad aspettarti come una
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 | Ci sei sempre tu
ad ogni mio passo deciso
ad ogni esitazione fluttuante
quando ho voglia di essere
o lasciarmi andare
-tu ci sei-
Tu stesso
hai vissuto il dolore il dubbio
fiore di loto e scudo
proteggi accarezzi
il mio desiderio lo
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Hai strappato ogni parola dal silenzio
come bulbi di muscari in sovraffollamento
dalla terra senza volto
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 | Ricordo -camminavo nel barbaglio
d’un meriggio afoso e autunnale
sulle vestigia delle antiche mura
ansimando all’odore del sale
oro bianco del Rodano e abbaglio
dove il mare e la terra si mistura.
Mi sovvenivano gesta vetuste
di prodi operai,
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Mi è congeniale
la visione sottosopra
-dal punto di vista
del mio automatismo di bambola-
vedo il mondo come realmente
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C’è ancora neve, languire
ai bordi dei vicoli erti.
Case stagionali dalle imposte
verdi e rosse
spiccano, disabitate, sui poggi.
Dei residenti, portici aperti
con attrezzi di antichi mestieri.
Echeggiano voci, solo in transito
nella piazzetta ad
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 | Esisteva un punto
immutabile e non troppo lontano
-il candore del ghiacciaio
dove specchiarci di purezza,
scaturire come acqua di sorgenti
scorrente bene comune nelle valli dell'anima.
Siamo diventati
promiscui ma non prossimi
-oscuri detriti
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S’acquieta nell’erba flessa
alta
la tensione d’osservare la preda.
Nessuna incertezza nell’agguato
polvere velocissima di morte
l’orizzonte
rosso a macchiargli la peluria
superba
degna d’un idolatra.
Nessuna elevazione al ramo.
Dilaniata la
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804 poesie trovate. In questa pagina dal n° 481 al n° 510.
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