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♦ Luca Ventura | |
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Le 87341 poesie dei soci sostenitori |
Cento frustate graffiano il mio cuore
piagato dagli affanni di quel Dio
che per la vita lotta al posto mio
per debellare il male col dolore.
E il mio Gesù sorride e il suo favore
illumina la mente ed il desio
prepara un’altra casa e sono io
a
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Quando la solitudine per chi è solo
e la sola compagnia spesso a cercar
si va nelle cose vissute nel tempo
del passato a cercar un poco d’amicizia.
Così oggi dove ancor aleggia lo spettro
nero della pandenia in questi giorni
di settimana santa che
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Nel mentre transitavo in autostrada
ho visto una vettura incidentata
addosso alla barriera e una ragazza
che s’aggirava
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Non sempre è facile ricordare
quanto nel tempo
ha attanagliato nelle sue grinfie
un vero salasso che mai vorremmo riprovare
persino neuroni cercano di evadere quei fatti
non vogliono non devono soffrire ancora
passato da depennare
manciata di
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Stamo a Pasqua e a Pasquetta
tutti drento a la casetta:
ce sta er virus maledetto
che ce fa tanto dispetto.
Niente gita fori porta
né da soli o co’ la scorta
niente mare cor pattino
né sur prato cor cestino.
Sotto casa quarche passo
ma cor
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Qualche goccia
è morta da sola
in un posto segreto
nel nostro cuore
e le nuvole scure
portate dal mare
non hanno ricordo
del nostro amore.
Tutto è lontano
anche le stelle
dei mattini spenti
da un sole pallido
che non scaldava
la pelle
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Cielo bruno d’intorno,
piange il sole dietro nerastre nubi.
Si scorgono sul suolo ombre fuggenti
di miseri gementi.
Freddo sudore dalla Croce scende,
la vita abbandona la Vita,
il Sonno prenderà il sopravvento
sul dolente corpo
del dolce mio
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 | Signore vieni c’è una piccola parte del mio
cuore che è pronta ad accoglierti con
amore
Una piccola parte dove non esiste
colpa e peccato dove l’amore che ti
porto è grande e smisurato
Signore vieni a portare luce, dirada il
buio che mi
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| Il piccolo ibiscus nel tempo era cresciuto
nel giardino e ogni anno alla vista un roseo
fiore offriva nell’avanzata tarda primavera
or in questi giorni della settimana santa
secche son le radici e ruvida é del tronco
la corteggia poveri moncherini i
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| Cosa resta di un momento di sconforto
lo sa soltanto chi ne è appena sfiorato
inutile cercare parole buone
onde risollevare il morale
solamente il tempo potrà in tal senso
sempre che non sia troppo tardi
forse solo un sorriso
proveniente dal
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| i
Tanti secoli passati
tra lotte di religioni
Pasque trascorse
d’atti cristiani
Un rammarico pandemico
genera e trasforma
la radicalità del vangelo.
Culti a distanza
chiese spogli di fedeli,
propulsori del vangelo
allontanano i bambini
e
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| “Non mi mettere più le mani addosso!
Ti vado a denunciare, hai capito?
Ricordatelo bene, m’hai percosso!
Non ti conosco
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E sei sempre lì
con i tuoi tormenti,
il cuore a pezzi...
lo sguardo spento
di chi non spera più
E sei sempre
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Non s’ode vento
nel cuor or notte
anelito canto
speme la sorte?
Muti albori
rievocano ancestrale,
stanotte nuovi amori
sapranno raccontare?
Rugiada sui fiori
melodiosa pace
oscuri chiarori
pianeta tace.
Note d’usignolo
insolito
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Sento una piccola goccia
scorrere sulla pelle
e non ho che il tuo sguardo
da perdere ancora
fra le poche cose
che ho disegnato nella polvere
di questa stanza vuota
dove i ricordi muoiono
di nostalgia
senza emettere un suono
né
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Falò acceso, tu.
Io, arbusto sempre verde.
Fiamma incandescente
dentro l’abbraccio circolare.
Corpi che ardono
nel braciere dell’amore.
Smettila,
di pensare fuori dal letto.
Amami ora.
La pasqua è alle porte
con i suoi orgasmi
di pace e di
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Quello che sei
è più di lunghi istanti
fatti di onde,
dove s’adagiano i ricordi
maestosi pensieri negli abissi del mare
compenetrar nel cuor sentimenti
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Rotola tra gli anfratti cupi
il dubbio di un tempo esteso
tra lasciti di uno spirito ribelle
e inganni perpetrati
da una memoria labile e sconnessa.
Ritorna tra le spire rosso fuoco
il barlume di un sapere antico,
il profumo mai dimenticato
di
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Sopra i miei sogni fiumi di stelle
nei viali del cielo il blu dei tuoi occhi
tu sei mare e orizzonti del mio sguardo .
Parlami di te quale magia c’è
quando il tuo corpo
è oro nel cielo dei tramonti
e il silenzio scende nel cuore
cercando di te
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 | Cari bambini di tutto il mondo,
siate felici,
Gesù era morto
ma poi qualcuno
ha detto che è risorto.
Morite contenti,
senza lamenti,
chi di fame (uno
ogni cinque secondi),
chi di guerre scatenate
dai potenti, chi di abusi,
chi di odiosi
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| Aprile
lo ricordo sempre piovoso
con il sole che faceva capolino
dietro le nuvole.
Ma questo Aprile
lo ricorderò per la pioggia di lacrime
per i caduti di questa guerra invisibile
per i tanti anziani
che ci hanno insegnato a camminare
a
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A dir si voglia, quel giorno amorfo e misterioso,
va ad inciampar la vita per divenir un numero,
numero di letto e di cartella,
ed attender la fatal sorte,
ove echeggiano preoccupazioni
davanti al tribunale del Signore.
Minuti ed ore, un dormir
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In risposta ad un mio libricin di nugae
a te mandato ed alla sua lettura qui persone
luoghi visioni del mio tempo antico vi narravo
così tu mi racconti in bello stile ricordi
e momenti alcuni cari della giovinezza tua
caro compagno del liceo nostro
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La legge non protegge mai le donne
che vengon vilipese e maltrattate
per mano di mariti o fidanzati
e troppo spesso pure
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Sarà mai possibile essere sempre in allerta
onde non farsi prendere in flagranza
il minimo sbaglio non è più ammesso
pena dover lasciare il piatto di portata
sono tutti saccenti e pieni di sé
non ammettono errori
si va proprio in un mondo
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Patrimonio dell’universo
se ne avrà da decantare
d’un poeta verso
inchiostro astrale!
E stelle anche soffuse
nella platea del cielo
ammalieranno Muse
per esso scevre velo.
Pur (eterno) momento
t’invito a sognare ...
non credi sarà incanto
con
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Quando passa
la Nera Signora
resta solo il silenzio
e il dolore
si ferma nell’aria
per lunghi istanti
come in un tramonto
privo del sole.
Quando ogni cosa
sembra finire
solo i ricordi
rimangono vivi
e niente importa
più di una
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 | Guardi alla vita
Più non c’è gioia né aspettativa
di futuro sereno.
Il presente veste scarpe infangate
gli stessi errori,
noi che graffiamo come una puntina
sopra un disco rotto.
Poco lontano un asino raglia.
Due note di sconcerto
verso un
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| Passo dopo passo sento i grilli cantare
cammino nel ventre di un bosco incantato
scivolo piano fra i rami di un faggio
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Ove assorto spesso
non me ne volere
son solo connesso
universo astrale!
Vieppiù perso
fra onde del mare
ma pur sempre terso
t’ascolterò chiamare!
Forse predestinato
con mere parole
a render svelato
celato sognare?
Tra silenzi decanterò
-
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In questa pagina dal n° 13201 al n° 13230.
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