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Alma Gjini
Le 236 poesie di Alma Gjini
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Ho lasciato Tirana
dopo ventiquattro anni,
tra vicoli e sole,
quando il lago tratteneva sogni
e il vento portava pane e spezie
tra mercati vibranti e voci sospese.
I bunker silenziosi raccontavano storie
che volevo tenere vive,
Piazza Skanderbeg
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 | Forse è perché i fiori
si spengono
come candele
fragili
e il vento li porta via
prima che il cielo
li ricordi
Forse è perché il mio cuore
è una lanterna
incrinata
che trema tra ombre
e luci
troppo lontane
Chiedo alle notti
di
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Non è un dovere amarti,
né un merito da custodire:
sei respiro che ritorna,
ostinato,
come il sussurro salmastro del mare
che cerca la riva
anche quando nessuno lo sente o lo guarda.
È sempre amore, questo amore,
silenzioso come l’orma
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Ritorna il canto
in mezzo agli
sguardi taciturni
tra il vento
di mezz’ottobre
che riempie il tempo
e trascina i suoi rami,
e la camicia ricca
di pizzo e merletti
indossato dalla luna
che non ha memoria
ma copre il cielo
alla fine del
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Sospiro alla luna d’autunno
che nascosta trema
mentre si toglie l’abito bianco
sporcato di nuvole grigie
e la prego di far sparire
i tuoi segni all’alba...
...le foglie danzanti nel vento
-mentre mute sono le parole-
canticchiano la mia
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Giunge la quiete
tra i grappoli
di pensieri sparsi
che trascinano via l’assenza
insieme al grigio del inverno
che profuma d’amaro
con occhi sfuggevoli
dentro la scura notte
che scende sopra le cime
delle montagne
in lontananza
e
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Da poco ha iniziato l’imbrunir
tu adesso dormi
ma mi cadi sulle palpebre
dove stanco s’adagia il giorno
con il grigio copri luce
che tristemente muore
a guardare l’ignoto
si risveglia
tristezza del tramonto
dove spesso piove
con la luna
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Mi sveglio ancora
nella tua voce amor mio
nel richiamo di memoria
dove s’è fermato il ricordo
come su un davanzale
respiro il silenzio di quella luce
- a filo appeso –
tra i rami e le foglie
e tu torni, al sol del tramonto
m’accarezzi
leggi

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pascolano i pensieri
tra respiri del mio tempo
impastati d’incanti,
di oniriche illusioni,
abbagli persi nei giorni
deliri sparsi a caso
al di là delle nebbie
in parole fragili e trasparenti
come campane di vetro.
si squarciano i
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Ora che é quasi scesa la notte
e s ’arrendono al tempo
le spighe di sole...
mormora la nostalgia
e la luna muta
che guarda dalla vetta
alza il capo
e si rispecchia
-quasi a voler
scoprire la sera-
nel fiore che gemma
e inizia la
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Dormi o anche tu
t’arrendi all’insonnia
e a piedi scalzi
mentre il tempo inesorabilmente
spiega le ali
tra l’odore del muschio
delle foglie cadute
che tappezzano i viali
come pelle dell’attesa
e segui la scia dei bocci d’autunno
cercando
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Sento come il vento
il sussurro
d'ogni foglia raggrinzita
e dei ramoscelli caduti
che schioccano
sotto i piedi
piangendo
le cieche voglie del tempo
che si districa e s'attracca
nelle ore
tra l'ombra è l'anima
di
leggi

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Dell’alba senza rumore
la chioma sciolta s’incastra
in mille aghi, nemmeno una cruna
per una volta, non ha ragione
non ha colpa il tempo
rovescia la vita
che salta le righe
con un singhiozzo
tra i resti della memoria
allo sfacelo e al
leggi

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Adesso che t'affacci
attraverso il pensiero
e t'adagi
ai bordi del letto
con la luna che posa
lo sguardo triste
in quell'abbraccio
rimasto sul cuscino
mi chiedo
nulla fu reale?
Il tempo un tempo
fu nostro
senza saperlo
e
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C’è solo il silenzio
tra i ricordi da riordinare
che scorro con il dito
e graffiano con le unghie
fragile come una foglia
la pelle pallida e bianca
che avverte quel nodo nel petto
e quella strana nostalgia
che coglie il mattino
tra
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Sono già oltre
oltre i desideri
sparsi tra lancette
di orologi da tempo fermi
oltre le mentite spoglie
di questa luna cianotica
che invano indossa la sua dolce veste
oltre anche alla notte
che ormai si sperde
in filigrane di
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Leggi la biografia di questo autore!
Invia un messaggio privato a Alma Gjini.
Parlami voce del silenzio
prima che ti spenga
come il cader del giorno
in minuscola luce al tramonto
caldo il tuo respiro un tempo
ai bordi della strada
sui rami di maggio
ora il cuore dietro alle sbarre
come rivolo inerme
fissa le
leggi

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Nell’aspettare
l'attesa dell’attimo
come ramo disteso
in muta nostalgia
dispersa tra silenzi,
sospiri e respiri
e stringermi a te
tra suolo e aria
che toglie il velo
e mi copre d'un fiato
Si fa inverno
E sorvolo tra i
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Resta solo la pioggia
a rincorrere il vento
ed annaffiare il respiro piano.
Dentro le sere spente
dopo il rosso del tramonto
con luce lasciato al buio
dentro le infinite ore.
E restano solo le ombre
a scuotere
ed accarezzare la
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Come albero
che stende i suoi rami
dentro il volo interrotto
del vento della sera
s'affanna il pensiero
dentro il frastuono del giorno
si copre di polvere
s'inerpica il tempo
mentre giace affamato
tra squarci di memoria
e si
leggi

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S’inchina il ramo
in un batter d’ali
tra le pieghe del vento
e si riflette sul vetro
quando si fa sera
flebile luce
tra tralci di grano
che si dissolve
tra le nebbie
e del tempo
ricama le parole
di silenzio che m’abbraccia
come i
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Mi strinsi in silenzio
come una luna assonnata e stanca
stretta nella morsa del tempo
assente passante di strade
che brulicano di superficialità
-stretto, troppo stretto il sentiero –
E così che ti ho dismesso
sorgente della
leggi

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Del ricordo nessuna traccia
si rifugia nel silenzio
nel vagar lungo la strada
nelle emozioni inciampa cauto
Rompe gli schemi scivola via
come un tronco alla deriva
s' affida alla notte
scompigliando cuor e mente
Respiro sospeso al cuor
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Sono foglia staccata dal ramo
ancora verde, ancora sognante
sospinta nel vento
tra facciate variopinte
amate e criticate di Tirana
e scorgo con lo sguardo
la voglia di rinascita
di piazza Skanderbeg,
volo con le aquile
sopra la porta della
leggi

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E se mi intristisco, mi perdo
e non trovo le parole
da chiedere perdono
e addosso mi porto il silenzio
che ferma il tempo, come un fotogramma
senz’anima, senza tenerezza
quando il giorno si dissolve
nel precipizio delle albe
lasciando in
leggi

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Come un sorcio senza coda
svolazzo dentro l’autunno inaridito
di foglie rosse- gialle
tutto si scioglie
sbirciando oltre la coltre
di rivoli d’anima
Prima che cali il silenzio
e il buio s’addensi
sbaragliando il richiamo notturno
sigillo
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Cadono foglie
tappezzano le strade
e il gabbiano in volo ascolta
il vento che parla al silenzio
e sulle sue bianche ali
spicca il volo
verso il mondo racchiuso
in occhi di giada
con l'anima acquieta
-tra ore sfrangiate-
in attesa
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Si stropiccia il mondo
mentre la notte
oscura il cuore
grida e mormorii
imbrattano i sogni.
Spento lo sguardo
come un livido lentamente
si posa, passeggia
e sfiora l’anima
con i l suo
violastro sulle labbra
agita la pelle
come
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Oltre la siepe
un soffio dell’anima
sfida il silenzio
con dita incrociate
tutto sembra svanire
sparpagliandosi
in ogni stanza del cielo
e nel plasmare delle stelle
difficile trovare l’equilibrio
tra le pagine sfogliate
di una
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Sì fa male
e di gelo si tinge l’alba
con il fare imbronciato
muore tra le rughe del tramonto
e precipita cupa cercando il nido
tra rami spogli e sepolcri di luce
altrove oramai suona un piano
altrove oramai s’ode il canto
-qui solo
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236 poesie trovate. In questa pagina dal n° 31 al n° 60.
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