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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Le 37765 poesie pubblicate in licenza Creative Commons 
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Solo là se ne sta
il carpine sul colle,
baluardo contro i venti
non chiede aiuto, lotta
e, intanto lui vive!
Non è vecchio,
aveva un compagno,
se ne è andato col vento,
lui, adesso guarda il sole
nelle sue lenti stagioni,
sembra un povero,
ma
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Ti sento in un lontano silenzio,
nel grigio imbastire
di nuvole e pioggia,
in un arcobaleno disegnare il coraggio.
In quel chissà dove sei
ritorni a riflettermi lo sguardo.
Un flash in bianco e nero alla memoria.
E come ferite
cucite a voci
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Cercano vento
le colorate altalene,
assenti i bambini
con le loro grida.
Tristi sono le viole,
da sotto le siepi,
guardano un povero sole.
Qualche sperduta farfalla
se ne sta nella noia
fra pochi fiori gialli.
Nascosto l’uccellino,
si fa
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Indosso una mascherina
che mi confonde la mente.
Ho paura dell’aria
che mi accarezza le narici.
Sono in preda
alla disperazione.
Guardo il cielo
alla ricerca di una stella
che mi conduca fuori
da questa angoscia.
Trattengo il
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Una sveglia sirena
in allarme nella sfera
d’un pianeta in collisione
con (dis-) umana involuzione!
Non si può sfidare
Madre Natura senza male
ritornarci contro,
nessuno sconto.
Lei sempre sperimenta
nottetempo si ritempra
ere glaciali
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 | “Guida dei miei stivali
ma che t’impicci a fare,
tu non sai proprio niente! ...
In contenuti sobrio e mal fornito,
inesattezze, abbagli,
e scarse indicazioni fuorvianti
su tutto hai dati obsoleti e stantii.
Con quel tuo far gentile e
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| Mi parlava la sera,
ed io ero muto
guardavo il tramonto,
ingrandivo le parole,
mi sentivo maestro:
cancellavo, aggiungevo,
coloravo, poi mi alzai.
In piedi mi sentivo, grande.
Dietro di me, saliva la luna,
mi frustava, non voleva
che io mi
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Ho intravisto un punto
allontanarsi al sole.
L’ho seguito con lo sguardo
fino a raggiungerlo.
- Esplodeva la sua potenza -
E mi raccontava dell’impotenza
fra gli artigli rugginosi
d’un criptico fiato.
Così a tornare
su questo fermo
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Triste è la sera che a me s’avvicina
quando l’aria buia l’anima invade,
mentre la luna, da tempo in sordina,
non splende più su paesi e contrade.
Ormai da giorni non odo più il mare,
non odo più la risacca dell’onda,
ascolto il lugubre solo
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Crea forma la penna
anelante meraviglia
sulle note melodia
solfeggianti poesia.
Mentre inizia a danzare
Ella essere speciale
anima con artisti
d’ogni ove musicisti.
È un gioco di riflessi
fra capelli suoi e amplessi
sul corpo vibrazione
armonia
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 | La primavera brucia
il silenzio della notte,
cerca luce nei fiocchi di neve.
Aspetta che il vento plachi
la processione di spasmi
nell’aria gelida.
Crespato afrore di fiori
muore sul parapetto
delle umane paure.
Urlo di madre terra
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| Correvi veloce, inconsapevole, distratto,
perdendo pezzi di te lungo il tragitto...
Per andare dove?
La benda che portavi a coprire i tuoi occhi
ora l’hai abbassata
sulla tua bocca
a proteggerti dall’invasore che ti spezza il respiro...
ma non è
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| Riposo fra le onde
di un temporale che passa,
i lampi e i tuoni
non spaventano neppure
le bellissime farfalle.
L’anima mia gioca
su alberi velati di bianco,
simili a lenzuola
profumate dal bucato.
Non desidero il sole,
aspetto una pioggia
che
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| Delle formiche
attratte dal calore
nere come la terra
di notti apolidi
monadi di certezze
vedo senza paure,
mentre la febbre
dalla ferita gioia
esonda. La natura
non fugge privazioni
intanto crea
e ripara, obbedisce
alla linfa che
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Il sole stenta a tramontare
tra pensieri fatte nuvole
nel cielo di marzo
per
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Amo andar per viole
nei sentieri dell’amore,
quelle piccole stradelle
dove passavano le contessine,
avevano in mano libri di poesie,
le poesie dell’amore.
Cantavano, ridevano e mimavano,
balli, bacci e morbidi abbracci,
io le guardavo dal di là
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 | Incerto fumo, e ammassi opachi e neri
forme cangianti con movenze lievi
s’ammucchiano e discostan muti in cielo
rimescolio confuso fitto e raro.
E poi di nuove masse oscuro approdo
con ombre in sé maligne a far tremare,
di bestie nere han forme
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Nota di pensiero
mie odierne parole
non potendole trattenere
se sgorgano dal Cuore.
La vita è divenire
ove nulla muore
ma piano si trasforma
morto seme nasce fiore!
Non tutti mali fanno solo male
pur se enigmatico capire
preservandoci
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 | E pianse anche il vento
lasciandosi alle spalle
gomitoli di ricordi,
straziati,
da lacrime incolori.
Non sorseggiarono
il nettare del domani.
Non ricucirono
strappi inattesi.
Rimasero a terra
avvolti nella nebbia
soli,
srotolati,
finiti
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| Da solo salgo sul sentiero
che mi portava in quel tempo
ai vespri tanto attesi,
era il giorno del Signore.
Con il vestito bello
e la voglia di cantare
una lode più alta della preghiera
e sentirla viva in cuor mio.
L’antica campana mi dava:
la
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Egoistica invidia è consapevolezza
vostra squallida piccolezza
cinici Stati del G7 occidentale
noi siamo Italia con valore.
Arte cultura economia navigazione
nottetempo siam riusciti a offrire
e voi or tutta sprezzante risposta
nel bisogno alle
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Silenziosa questa notte
è arrivata la primavera,
si è stesa nel mio giardino,
l’astettava da tanto tempo
si era lavato tutto
dalla testa ai piendi,
un tappetto verde e soffice
ha appoggiato sul terreno
ogni sua forma di vita
bramava per una
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Amo le note del mio pentagramma
ove l’infinito ognora s’asconde,
e come bimbo che abbraccia sua mamma
l’alma mia con lui tutta si fonde.
E quando nel cor s’accende la fiamma
e parole sagge la mente infonde,
per l’emozione il mio spirto
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Ci sembra di trovare chissà quale
verità del pensiero o della vita,
a volte, componendo una poesia.
Ma ci si accorge poi che la malia
dal testo esercitata assai sbiadita
è: poco ci soddisfa, poco vale.
Non ha certo valore
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Ancor prima che nascessi
hai disegnato l’esistenza
colorando mio destino
con pastelli tua essenza.
Non hai chiesto niente
pur oltremodo offrendomi
terra mare in comunione
cielo e stelle per sognare!
Amore d’una famiglia
l’abbraccio angelico di
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Amo la notte:
di paure colma.
di sogni calpestati,
di speranze al lumicino.
Mi aggrappo ad un sogno:
dove vestito da angelo,
semino speranze,
apro cancelli chiusi.
Mi sento un guerriero:
non ho né fucile, né spada,
ho un fascio di fiori.
Il
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Al sorgere del sole
salivo con te sul colle,
zappa e badile sulla spalla,
a lavorare nel campo lassù.
Il sole era il nostro padrone,
le nuvole, la pioggia
e le belle stagioni,
davano il frumento per noi,
trifoglio per i buoi e la mucca.
D’estate
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Affiori nella mente sorridente
mentre il cielo è comunione
col sole che lambisce l’orizzonte
in attesa m’accarezzi la fronte.
Sarà ancora luce su noi
calore degli abbracci tuoi
di quando bimbo t’aspettavo
dal lavoro pur se m’addormentavo.
Fiamma
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Si siede accanto a me la sera,
nella sua bellezza povera è,
mi parla nei colori, io l’ascolto,
mi stendo sui tettti del cielo
e sogno una notte fra le stelle.
Senza chiedermi, chi sono io?
Spadrono per il cielo, con la mente.
Mi assale la paura,
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Passeggiando su e giù nel mio giardino,
un silenzio m’assale d’infinito,
grave è questo cielo e pesante l’aere
ove nessun canto s’ode d’augelli.
Benefica pioggia non scende ancora
a liberare i muri tutti neri
d’una silente ragnatela e
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37765 poesie pubblicate in Creative Commons. In questa pagina dal n° 2971 al n° 3000.
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