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Febbraio 2026 |
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Le 37766 poesie pubblicate in licenza Creative Commons 
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 | Copertoni e fusti
la vampa
è rovente.
Sporco ed acre
è il fumo
nelle strade infuocate.
Morirò
da
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| Nelle lunghe sere
dell’inverno di guerra,
quella madre curva
non aveva più lacrime.
Un figlio, due figli, tre figli
e nessuna lettera,
nemmeno una notizia
rubati i sogni
al loro posto
le ultime lacrime
della madre abbandonata.
Là nella sperduta
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| Come l’azzurro del cielo
sono i miei sogni,
simili ad un mare calmo
che non riesco a viverlo,
ma niente c’è di più grande
nelle mia vita, di sognare
e nel mio sogno ci sei tu:
donna dai mille volti.
La montagna bianca e pulita,
mi porta il tuo
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Vive nascosto
da occhi indiscreti
in un posto
ove i suoi segreti
nessuno mai
riuscirà a svelare
giacché sol guai
potrebbe passare
stargli lontano
conviene a tutti
il tipo è strano
non scende a patti
di poche parole
e di brevi cenni
sa quel
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 | In chiesa ancora entrare, a far che cosa?
Son riti triti, miti ormai sfatati.
forme apparenze. icone sorpassate.
Sommo rispetto a nostra ed altre fedi,
ma più saper ad uomo mai s’è dato
né a deperir di vita che consegue.
Gioiosi santi celestiali
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| Non dovrebbe buttare mai niente,
lo scrittore, dei suoi vecchi appunti,
per poi essere sempre presente
al passato in cui cerca gli spunti
per rivivere qualche frangente
della sua gioventù, quando i punti
mai metteva a vicende, e da mente
i suoi
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Le pesanti palpebre socchiuse
fan passare a stento la luce,
poi il buio colma ogni cosa:
la piccola morte ove conduce?
Nella via di mezzo, confuse
son le idee tra nebbie e foschie,
i rimorsi si fan incubi, è rosa
lo sfondo incantato delle
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Sonàa le canpane
su i prè fiorìi,
’l sol el paréa
fermo là sora ‘l monte,
mi e ti soli soléti
faséimo piena la belessa
ne la festa del’april.
Le nostre parole,
donè al vento,
le bele caresse,
i éra robè dai profumi,
’nvesse i sì,
i éra par mi
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Sarà la sera
che si fa lunga,
oppure la notte
che tarda ancora,
ma i tuoi occhi
sempre più belli,
mi danno già
l’alba di domani.
E le stelle
si fan vallette,
mentre le ore
mi sono attimi,
e la luna
è una carrozza
con le finestre
bene
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Sardina
anche se non mi parli più
io ti voglio bene lo stesso
hai svegliato con la tua presenza
qualcosa che si era assopito
pensavo di non averlo più
un Eros primordiale fermo
in mezzo al mare bloccato
dalle bottiglie di plastica
tu hai
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Ti ho vista uscire
dalla siepe grande
leggera come una farfalla
che accarezzava
forse sì o forse no
le margherite e i fiori tutti.
Ridevi, sì ridevi
davanti a la fontana
e l’ascoltavi, quasi a decifrar
le lente sue boccacce.
Avevi in una
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Come canto d’allodola tu vieni
a riempire il mio cuore di dolcezza,
quando la notte tacita ritorna
col suo inesprimibile silenzio.
I miei pensieri rendi ognor sereni
col soffio lieve d’una tua carezza,
che in me s’espande e tutto poi m’adorna
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È appena nato il sole
per un giorno spero migliore
specchio della vita nei perché
se guardo ovunque vedo Te.
Scorribande distratte di persone
vicine invadono strade in fondo sole
da poco al capolinea nel sogno
prigioniero della notte d’un
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Mi sono smarrito
nelle rughe
della mia solitudine.
Ho respirato la Libertà
nella malinconia
dei miei versi d’amore.
Ho paura
che il mio respiro
sbricioli la metamorfosi
della mia inquietudine.
Aspetto che la vita
mi regali la
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C’è n’aria stamatina
ca trasi dintra o cori
è accussì frisca e fina
e ciaurusa di ciuri
ca mi riciala a vita
ca so energia infinita;
c’è n’suli spettacolari
ca l’anima cuaria assai
chistu è u veru amari
senza dumannari mai
iddu voli beni a
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Un altro giorno da inventare
osservando un sole che stamane
inane colora l’aurora ...
mentre nel profondo tremo ora.
Forse non potrai mai perdonare,
- lo so - ma spero almeno riuscirò,
se ti vedrò, a sorriderti ancora ...
immaginando il tuo viso
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Raggio riscalda
il gregge che
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Le vette dello spirito
infrangono la materia
mentre si espande nell’infinito
che confini non ha,
ed io vivo nell’azzurro
che mi fa da letto
mentre si versa lentamente
nella mia allargata mente.
Vivo con chi mi dà,
ma vivo anche con chi mi
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 | Un rombo di motori all’improvviso
cui segue un forte attrito
di gomme, in multiplo arrestare...
Poi s’allontana il mondo e tutto tace,
io mi ritrovo in pace, ma non dura,
ai padiglion feriti è ancor frastuonio.
Stridori grida e colpi alle
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| A le nove de séra
ne i mési caldi de l’istà,
al son de la canpana
che ne ricordàa l’Ave Maria,
alè, tuti noàntri bociasse
se coréa a la fontana,
a farse ‘l (bagno).
Con do scàie de saon
fraché una a l’atra
a mo’ de saoneta!
’L sugaman
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Compiamo il nostro cammino di redenzione
per glorificare il desiderio
anche quello più
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Bolle lo spirito mio
camminando
sui passi di Dio,
strada, deserto
ed io salgo da solo,
incontro Sue parole
che mi stravolgono
i tramonti, anche
se sono sempre uguali,
apro i cancelli del pensiero
e questi se ne vanno
per non tornare.
Un
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 | Il bimbo non riuscì a pigiar bottone
quando lasciato il vano andò a giocare,
né Il vecchio se ne avvide poi che giunse.
Con arti doloranti e spasmi al centro
in due piegato il frutto emerse a stento:
nero cilindro tozzo orripilante.
Piombò nel
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Pubblico questa raccolta a dicembre
il mese in cui la terrasi sente viva
e partecipe di un
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 | Del paradiso
rimane la buccia avvizzita
della mela
l’amaro del succo ingoiato
troppo in fretta
le ginocchia indolenzite dalla fuga
la vergogna del frutto rubato
e quel volgersi indietro
a cercare un ritorno negato.
Nel pugno chiuso del
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| Cammino su raggi di sole
seguo le ombre laggiù
dove lentamente
si snoda la storia,
là fra i rovi e le spine
ci sono pure io, che
disperatamente cerco Dio,
a favore mio ho solo
la fantasia, anche se...
non torno a dormire
per finire il mio sogno.
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| all’inizio nel tempo
primigenio
il primo stupore in un volo
ai piedi dell’angelo
sarà poi precipizio della luce
ma si
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| Non torni in lieto stato, e ben lo sai,
se da mane a sera mai splende il sole,
e tanta gente, pregna già di guai,
non giunge a fine mese, e se ne duole.
E tu, che sei costì, che cosa fai
per alleviar la vita di chi vuole
un po’ d’amore e un po’ di
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Non sta a me giudicare
ma cercar d’intuire
una fragile donna
nella sua afflizione.
Per leggerla dentro
e ascoltarne il
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Mi hanno fucilato all’alba
dopo avermi torturato
ma non ho denunciato
i miei compagni.
Ho chiuso gli occhi
per non sentire la sofferenza
che mi procurava il supplizio.
Sono morto all’alba
pensando al sole
che avrebbe riscaldato
la
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37766 poesie pubblicate in Creative Commons. In questa pagina dal n° 3241 al n° 3270.
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