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Le 37769 poesie pubblicate in licenza Creative Commons 
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 | È difficile vedersi a Milano
è grande la piazza
eppure so che ci sei.
È vero c’è tanta gente
è giorno di mercato
passano i campagnoli
con i loro cesti di verdura
le uova delle padovane
le verze lombarde.
Non hai sui capelli
il fazzoletto
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 | Risento il ruscello
scorrere timido
e a sfogliare il mio ieri
mi perdo.
Sembra sporgersi al cielo
il suo
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| il viso tuo in penombra è come un prato
dove ha attecchito a cumuli dispersi
la luce della neve che ha spogliato
il
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| Dei vini di Sardegna sei l’emblema
tu, Cannonau, vincente, troneggiante
su tanti altri vitigni, nel sistema
vinicolo italiano ben trionfante.
Risolve un tuo bicchiere anche un problema
che il bevitor credeva assai angustiante,
sono le rosse gocce
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| non è che fumo
il tuo riflettere se
al tuo (d) io t’ inchini
l’interpellarti cade nel vuoto
come un assordare di
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O Roma che d’aureo scettro
fosti fregiata
infrangono il silenzio le tue gesta
che nella leggenda scolpirono
superba grandezza.
Tu che dalla lupa capitolina
sui sette colli con possenti braccia distese
ergesti il tuo nome,
calpesto le tue amate
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Intrisa di latte e zucchero
è la sua cintura, forte come pietra
calcarea e morbida come alghe
del mar. Nei viottoli
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Magari è solo un’ancora di pace
insonne protensione al circolare
gravida notte spesa nel vivace
lenito àmbito, mai
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 | Cavallo d’acciaio ed uccello di fuoco
nei film che vedevo degli indiani
con l’uomo al galoppo, nel ventre
o in volo tra le nub nel cielo distante
cocuzzoli e marosi valicando.
Ma un fischio od un rombo assordante
è il suono nel muover
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 | Sta in aria di miceli
settica lontananza
di entelechia sgranata
-e non sgomento-
per occhi penzolanti
dov’è la noia che
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| anse d’ ombre
notte bevuta sudata notte
un grumo di sangue la parola
nel bailamme l’anima dissolta
sogno
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| Lui aveva la testa tra le nuvole
però non credeva più alle favole
così un giorno prese la sua chitarra
e partì per combattere la "sua" guerra
Cantava le storie smarrite nel vento
"per chi non le capisce sono un lamento"
e non denigrava nessuna
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| Passi spensierati
e poco costanti
io e te stendiamo
sul tappeto morbido
di colorate foglie.
E’ autunno pieno.
Sembra che tutto muoia
mentre in noi nasce già
una nuova voglia di vivere.
Una meravigliosa primavera.
Si accende il
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| Mi è amico il ramarro, fedele
nell’ozio di sole
sul greppo, che inquieto si torce
a bugna di calce
in cumulo a nervi
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 | Ho una mia idea
su corpi strani risorti dagli armadi
sui miei sotterranei silenzi
sulle correzioni cosmetiche della nostalgia.
Vanno e vengono con un sospiro
bruciano con un fumo diverso
l’erba, il legno e i miei ricordi.
Uccido in un quieto
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| angelo icona della volta
che mi vedevi da lassù
la testa all’ indietro
a contemplare i lineamenti perfetti
nei tuoi occhi vedevo palpitare
il cuore della Bellezza e
m’ incantavo
poi per paura
del male del mondo
la sera mi rifugiavo nel
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| Parlami di Lui vecchio Rovere
che dai il tuo nome al paese,
che vivi la tua vita da secoli
davanti alla sua casa
e accarezzi il campanile
appena si sveglia il vento.
Raccontami dei momenti lieti,
dei battesimi, dei matrimoni
e quelli tristi
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 | E ora, due ore e piove
è soglia
scompone e quanto premono
le cose che si fermano,
fogli e appunti di giardini
diari di
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 | Con freddo e vento cadono le foglie
e un bacio è il sol che più non arroventa
assidua pioggia fine infastidisce
e insidia pur se al chiaro par tendenza.
Pomezia non è più come agli albori
langue indistinta astratta, approssimata,
chi guida non ha
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Solenne sinfonia fioca sgorga
incanta il suo fiorir immortalando
parole marcate con devota semplicità
nella luce di fievole tramonto... le verità.
Labbra sussurrano una nenia, il fraseggio
in pellegrinaggio all’edificato santuario
per Lei,
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Con mani sporche, la miseria in volto
compongo divino orizzonte
miraggio incandescente
ultimo baluardo di salvezza.
Eppure sfiorando nella memoria
di un’inquietudine profonda,
un dubbio m’acceca ...
no, migrar nell’oltre non
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 | Capirò il tuo amore infine
dolce come miele di robinia.
Eri mirto
selvatico come l’aspra montagna
delle tue origini
anche amara mi piacevi
nei luoghi dell’ascetismo
tra il Morrone e il mare
profumi di rosmarino
di salmastro
di acqua
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| Vita mia cercati un padre:
uno spirito che mi illumini,
una pioggia di certezze
con una brezza di pace
nelle mie albe tempestose
mi sentirò guerriero,
nei venti duri della storia
sarò al suo riparo
avrò un consiglio
ogni volta che lo
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| Immagina
bello è l’angelo
benedetto dal creato
canta e balla
allora sogna
il Paradiso
non mente mai
ma sincero crea
un brindisi
evviva la vita è bella
giocattoli bellissimi
musica da sogno
una palma nel deserto
porta acqua agli
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| sostanza
sei di luce e di sangue
le cellule cambiano di continuo e
non sei più lo stesso di prima
-com’ è ogni ciclo in natura
ma eco
insopprimibile in te
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Le acque serene
del lago velato
da bruma sottile
celano l’ignoto
aleggia un senso
di cupo mistero
che la tenue luce
in paura traduce
si ha il sentore
d’oscure energie
che vibrano lievi
tra stille sospese
la zattera liscia
avanza silente
si
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Vivo gli ultimi giorni
della mia esistenza
all’ombra
di una sofferta umanità.
Guardo la gente
con indicibile angoscia.
Penso continuamente
alla
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Oggi raccontami un’emozione
o una fantasiosa sensazione
di quelle che tolgono il respiro
quando sogni che ti sono vicino.
La tua essenza respirerò pur senza
poterti ora accarezzare i capelli ...
quando li sciogli, son così belli!
E riuscirò a
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Di stracci e di pece vestita più
non siedi Sovrana, sul trono
dei Padri più non t’ergi, o Regina.
Chi t’ha ridotta in tal
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Son diventato terra ove sprofondano
le radici che alimentano la vita,
la pioggia mi bagna dal di dentro
con lacrime d’immensa solitudine,
mentre il vento accarezza le mie fronde
sussurrandomi storie già vissute,
prima che la fiamma che rigenera
mi
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37769 poesie pubblicate in Creative Commons. In questa pagina dal n° 4621 al n° 4650.
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