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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Le 5113 poesie in esclusiva dell'argomento "Morte"
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le luci sono spente
più nessuno che riesca ad ascoltare
il passo solitario
dell'uomo che si sforza di trovare un altro passo
si perde, l'uomo
dentro le orme senza forma e direzione
nessuna traccia di perdono sotto la polvere dei
leggi
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Tutto si spegne
sotto la terra nera
di un sospiro
Noi baciamo la terra, noi abbiamo le labbra nere
come le ombre della sera quando il cielo si spegne
ed il buio copre ogni cosa, anche le pieghe del cuore.
Noi abbiamo i ricordi che non svaniscono
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Sequenze disordinate,
bellezze incorniciate.
Pochi rimorsi
in fulminei discorsi.
Tra difetto e sortilegio,
in questi anni,
a la Morte
ho fatto sfregio.
Tra deperimento e ribellione,
della sfida all'asservimento
lascio poche righe di
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 | Povera rosa
strappata alla sua terra
per colorare il giorno
che rosso all'orizzonte
vedo ancora
sino a sera.
Com'era bella
era luce di un canto
nel cielo infinito.
Ed ora che distesa
la vedo appassita
io piango la terra
tra le
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Le tante notti
che scorrono nel sogno
di un lamento
Prendimi così, con il mio miglior vestito e le mie notti
ancora lucide del loro nero incanto, prendimi ora
senza i rimorsi di una vita spesa ad inseguir falene.
Tu non hai mai baciato le lacrime
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Ci sono giorni in cui
minaccioso si capovolge l'universo
e si frantumano certezze
- piovono frammenti di cuore –
Ci sono giorni in cui
incombe oscurità su cieli piangenti
come perenne notte
che non conosce alba.
Ci sono giorni in
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Volevano uccidere un uomo
far passare per incertezze
le titubanze delle sue tenerezze
Un uomo indotto alla condanna
di dover sempre agire da soldato
incappucciato
per non specchiarsi negli occhi veggenti
della sua stessa Morte
Conosce la
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Sto dormendo o son già morto?
Sto scrivendo o tutto quanto è scritto già?
Starò solo come un fiore che vien visto ma non colto;
chiedo di esser preso
le radici son robuste,
resisterò ancora per
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Se potessi avere un'ora in più!
raccoglierei tutti i miei dolori,
fatali fanali,
ne farei campi di girasoli
verso il sole un'ultima volta mi sporgerei.
Solo un'ora...
parlerei agli uomini tutti
delle cose che mi hanno insegnato
di quelle
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Se vuoi che tutto resti uguale
prova a cambiare...
secoli fustigati contro eroi del vento
e c'è chi innalza lapidi alla memoria
di chi in cuor proprio ha già datato
mercenario...
senza conoscerne la storia... la storia vera
Soldato
leggi

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che ne sai tu
delle ore passate
nell'oblio completo
ad uno sparo dalla follia
in manciate di brulicanti domande
che dibattono pugni
spostando solo aria
di liquefatte e pressurizzate energie
spinte con veemenza
foga che scorre
nelle arterie
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| EnzoL |
24/06/2011 21:18 | 2518 |
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Devo andare
là
dove il sole accoglie e riscalda
devo andare
dove il mare
nel suo lento mormorio
culla
devo andare
dove la musica di parole
non teme il suono.
Scade il tempo
e vado via
dal sole che brucia
da sogni venduti
da passi
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Il cielo,
cosa sa il cielo,
d’un tormento senza voce
che mi muore dentro?
Sono un’impronta
che sanguina
nei silenzi di Dio!
Tra il suo respiro e la mia voce
c’è una pausa
che è movimento senza rumore.
E ancora scrivo,
dal demone
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Non Luogo... Silenzio!
Il cancello vetusto e silenzioso!
Il cancello dal sapore senza vita
conduce al luogo del Non Luogo
seguo la ghiaia del sentiero
nera pece mi circonda.
Silenzio!
La pioggia silente e discreta cade
sottili lacrime di un
leggi

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Insapore sulla lingua il giorno
lo ingoio, l'amaro prevale
le mani, tappano suoni
occhi, guardano lo svolgere
l'inizio, gioca col fine
la madre dei nascosti
ha fiori finti
su angoli e fossi
incavi del tempo
avvolgono il buio
lane non
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A festa son vestiti
i guardiani degli estinti
nel viale sorridente
in fila sull'attenti.
Il lume nelle aiuole
il profumo delle viole.
Tre rose
una margherita
il ricordo
di una vita.
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Sono l'inferno e il paradiso
la luce e l'ombra
il fuoco che brucia e distrugge.
Sono la tempesta
che spezza il pennone
il vento che lacera le vele
l'onda furibonda
che squarcia lo scafo
il fulmine che sventra
l'albero più
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Volavi libero e felice
inconsapevole del tuo destino
e la morte rapida
ha rapito il tuo volo
le ali insanguinate
sull'asfalto.
Crudele e spietata
arriva la morte
ad annientare
il nostro incerto volo
qui sulla terra.
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Tòna il cannone
pel freddo vento.
Balda legione
nutre spavento.
Squillan le diane
in nom di Francia.
Tra vite vane
urla la lancia.
«Viva l'Impero!»
s'ode gridare.
Istante altero
che s'ha da obliare.
Figli innocenti
del
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raccogli
il tuo dolore
e tramutalo
in rabbia...
e dopo,
mai più nessuno
ti fermerà...
stilla
il tuo odio;
come un nettare
puro
accudiscilo
finche sia
assoluto;
come rancore...
da musico
saprò scriverne
gli
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Volando i passeri del cielo
intrecciano tra loro percorsi di fiamma
tra i quali ogni memoria di fiori è smarrita:
davanti ad essi spine penetrano nel cuore
che come terra secca si rompe in mille frammenti
di vita di vetro colore su
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 | Sfila tra ali di folla,
dal suo ultimo teatro di vita,
un'eroina di solare essenza,
si trasforma in eternità dorata.
Cedo e scambio le mie ossa malfatte
che mi impongono un celere fato,
dove in compagnia di mille anime
mi ritrovo ora
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| Ingannami con il tuo sguardo
mio angelo nero.
Avvolgimi nel buio del tuo cuore
bruciami come candida sofferenza!
Che io possa morire nel tuo dolce inferno.
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| Muta la stanza del giaciglio della carne spenta
osserva i volti storditi da un freddo annunciato
Nessuna lacrima si ferma a far sfogare gli occhi
Solo un uomo tormentato dall'ascesa degli anni
ricorda ogni tanto la moglie e accende il pianto
Spunta
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| Nel vuoto di quell'umida strada
si perde l'eco dei tuoi passi
e l'ombra,
che s'allunga con i fari,
disegna strane forme sopra i muri.
Il vento,
che sputa addosso a te la vita,
ti bagna gli occhi
e al suo passaggio,
ruba dagli occhi tuoi una
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| Oggi,
solo oggi
resto fermo
Guardo
Ogni angolo
Tutte le strade.
Vedo uomini,
donne
piegati
ricurvi
d'amore spolverati
Vedo bambini
correre
uscire da cartoni animati
Ancora,
la solita corsa,
le mille
e poi
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E cosi venne!
Inaspettata;
pur silenziosa,
e ubbidiente,
tanto famosa
e irascibile
e dapprincipio,
nei secoli... dei
secoli...,
ci spinge al
sonno eterno.
Chi sei tu... Morte?
Ad accarezzar col tuo dolce velo
quel dì che sarà
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 | Piagato nel decubito supino
soffice letto ove sprofondi
fermo su ogni cuscino
perimetro invalicabile
di dolorosi confini.
La mente libera di volare
praterie cavalca
odalische sinuose
ballano per il fiero emiro
petali di rosa rossi
cadono sul
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| Al volgere del vespro e prima dell’aura funesta,
nel mentre d’immensa beltà gioiva l’aere,
un raggio di sole colse il tuo respiro.
Smisi d’esser figlio, che m’eri ancora mamma,
sicchè, d’ignaro stupor serena,
addio, cercami, sarò là dove mi
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 | L'assenza di qualcosa
da sempre
lasciando i segni
volle apostrofar il mio esistere.
Il cuore rammaricato
si ritrovò sovente
a prender atto della paura
a dover lottare
contro quella diabolica natura
che del dolore
quasi volendo
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 | Scriverò del nostro amore
scriverò dei pensieri che vanno
immergendosi nell'anima che geme
dei tuoi sorrisi
muore e freme.
Mentre cerco dentro me le parole
tra le lacrime di una corsa affannata
per raccogliere quello che si è
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5113 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 3871 al n° 3900.
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