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♦ Pierfrancesco Roberti | |
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Le 241818 poesie pubblicate in esclusiva
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Scrivo perché qualcosa mi attraversa
non chiede il nome ma prende voce
è un’onda scura che mi rompe e storce
una ferita chiara, aperta.
Non nasce piano esplode, e poi riversa
sillabe vive in una luce dura
che brucia il senso e intanto lo
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È la festa di noi padri
che i figli ci ricordano
e che al cuore fa bene.
Ne sono degno è quanto mi chiedo,
dubbioso di non aver dato
tutto quanto mi era possibile.
Di ogni mestiere
si può apprendere l’arte,
ma di cosa dire ad un figlio
non ci
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Si è nascosta la luna,
la notte ruzzola cautamente
sui sentieri del tempo,
mi fa inciampare
nei macigni pungenti degli anni.
Trascorrono le stagioni,
se ne vanno
silenziosamente lontano
senza nulla chiedere
lasciando rughe in
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Respirare il parto della bellezza.
soffia il silenzio della rossa lava del mondo.
Trema il viso raggrinzito del vivere.
lievita il pane soffice delle carezze
schiude la nuvola grembo di pioggia.
Vivere d’un sogno
apro la porta dei simboli
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Quando è troppo è troppo
la vita diventa incandescente
impossibile starle dietro
ovunque qualcuno mette il suo zampino
e non puoi nemmeno reclamare
proverbi assalgono nella vivacità del giorno
lunga la lista dove aggrapparsi
anche se niente si
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 | Vorrei il coraggio del salto,
ma indugio, perché a guardar bene
non è soltanto mio il nome lì in basso.
Ci sono mani intrecciate al mio passo,
respiri che seguono il mio ritmo.
Ogni scelta è come un sasso nell’acqua:
si vede il punto in cui
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Era una sola lacrima
nera di mascara
e solcava il viso
come un dolore solitario
che non chiedeva pietà
né alcuna compassione
per le parole dette
e non dette alla notte
che si apriva nelle tenebre.
Era una sola goccia
che già finiva il suo
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Priva,
anche di un fragile sorriso
se ne andava
col Vangelo in mano
la donna dei sicuri sì
che a tutti donava.
Nella camera alta,
come si spensero i suoi occhi
la luce si fece assente,
anche un ciao non si sentì.
Il figlo da lei generato,
e
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Un bivio in campagna, senza suoni,
qualche passo diviso, a chetar nostri furori.
Sfrecciarono a demolir amore frecce feroci,
eppur suo volto volse a me lo sguardo.
Tremante mi fermai e pur lei lo fece,
desiderio di ritrovar la nostra via.
Giardino,
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Non chiedo al tuo sangue promesse di seta,
né il volo distratto di un’ora di sole,
l’amore è l’attrito della mia moneta
sul palmo del tempo che ignora parole.
Ti cerco nel modo in cui l’unghia s’aggrappa,
nel crepito secco di un ramo spezzato,
non
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Mia candida madre, così prematura,
te ne sei andata lasciando la cura
di un mondo che adesso non riconosci più,
mentre io resto qui, e dentro ci sei tu.
Eri leggera, un passo di piuma,
un’ombra silente che il tempo consuma,
ma dentro il mio petto,
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Estremamente intento al rigore
nell’ardente riflessione,
si privò generare un altro sé,
che gli encomi esponesse un dì
di un tal virtuoso genitore.
Valutò l’esser padre
un tale timoroso paradosso,
una sì tal imprevista stravaganza,
da
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Sola, indurita e sicura
sono un cancello chiuso.
Stordita da bisticci di ricordi
afferro una forbice, una lettera
e divido ieri, elevato panico
dall’oggi nuova bozza di noia.
Li incollo su un muro di diffidenza
poi disarmata piango
sulle tracce d’
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Le storie non arrivano
affiorano
come acqua da una fenditura
che il muro non considera.
Non chiedono.
Insistono nel punto esatto
in cui il dolore prende fiato
e non torna indietro.
Ogni testimonianza è una bocca di brace
pronuncia senza voce
ciò
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Anime belle svegliatevi dalle vostre solitudini piangenti
amate il limo del verso che nutre le parole interrate nei salici.
Il mondo lo dobbiamo scuotere nel vento del mattino
è brutto vedere la morte degli innocenti diventare un io d’oggi.
Uniamoci
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 | C’è un emozione che mi scava dentro,
un segreto di spirito che oggi si fa volo.
Lascio che il vento diventi
il mio solo respiro, mentre
nutro ogni mia scheggia
di speranza per vedere,
finalmente, l’amore,
camminare scalzo nella sua
divina e
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| E’ proprio vero quando si dice vivere nell’incertezza
ovunque effluvio di particolare sensibilità
non preannuncia nulla di buono
inutile fare finta di niente
il momento catturerà come non mai
senza elargire garanzia
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girati di qua girati di
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 | Laggiù dove mi hai spinto tu
non c’è pace,
ed in questo mio inverno che cerca la primavera,
s’apre un lembo di sole
nell’incertezza dei giorni che son fermi
a questa tua foto
che mi invade lo sguardo,
ma dove il tuo profumo svanisce.
Eri
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 | Una lama di luce squarcia la sera,
sembra promessa, sembra preghiera,
un bimbo la segue col fiato sospeso,
occhi brillanti d’interesse acceso.
“È una stella”, sussurra piano,
“o qualcuno che viene da lontano,
forse un segno che salva la
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Una goccia lenta apre confini di crepuscolo,
un mare di specchi dove il tempo inventa
l’eco di voci che il cuore tiene vicine.
Non è solo sale, non è solo pianto,
è la porta socchiusa di un giardino segreto,
dove il gelsomino profuma d’incanto
e
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No, non ti ho dimenticata
e questo cielo di ebano
è solo un ricamo scuro
che inganna i nostri ricordi
con il suo vento calmo
troppo dolce per cullare
o per uccidere le albe
quando il sole ha ancora
le nuvole al suo orizzonte.
No, non ho
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Nel nome di un Cristo che non vedeva
differenze fra uomini di diverso colore
crescesti tuo figlio all’amore per l’altro
seppure ne conoscevi il capestro umano...
Della non violenza seminasti il tuo Credo
e alla vita di preghiera donasti due
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Basta narrar di candidi fiocchi di neve,
di rigidi geli d’inverno,
di bigie nubi nel cupo cielo,
or che è alle porte Primavera.
Con i sedati venti del Nord
e sospensione di pioggia battente,
canta limpido il cielo
sotto il raggiar del sole
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E dint’a chesti bracce ‘a vita nova
c‘ ‘o sango corre ampressa a se ‘nzamma’
e ‘a vocca ca nun dice na parola
te guarda comme fusse sua maestà.
E ‘a mano ca se fa piccerenella
me tremma mente vene a te cerca’
e ‘a chiocca ca se sente na
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Ali di vetro si frantumano
tra le pieghe dell’alba
ogni battito un ricordo
che il vento non osa portare.
Chi ti insegnò, figlio
a chiudere la luna in pugni di ferro?
A contare le stelle
come se fossero tue proprietà?
Il dominio
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Mustafa pietà scalza di un dolore atroce di omicidio.
soldati assassini che avete stroncato i sogni di una famiglia.
L’avete lasciato solo senza più lacrime da cadere solo domande
guardatelo assassini lui l’effige dell’innocenza.
Voi che considerate
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Già l’alba sparge il suo pallido oro
sulle palpebre chiuse della terra,
finisce della notte il triste coro
mentre il chiarore l’ombra ne disserra.
S’apre l’etere terso al primo raggio
che bacia il monte e la valle assopita,
il mondo intraprende il
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Sarebbe così semplice vivere con il sorriso sulle labbra
lasciando indietro pensieri problemi che assillano
facendo in modo che tutto possa acquietarsi
essendo inutile rimembrare quello che
seppure involontariamente si faccia artefice
di quanto
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Il vento mi ha sussurrato un poema di fuoco,
mentre la pioggia cercava parole tra le mie mani
C’è un patto d’argilla che dura da poco,
o forse da antiche e segrete ere lontane.
La Terra risponde con colpi profondi,
scrive la sua storia tra radici e
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 | C’è una voce che graffia nel buio,
un sussurro che tramuta in tempesta
parole come lame sottili
che affondano sotto la pelle.
Comandan paura,
da lor dovrei scappare,
ma io, ribelle, resto
fermo, come roccia contro il vento,
come notte che non
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| Adesso ho questa paura che mi tiene
eretta e ferma, quasi fossi un busto,
la paura di chiudermi in una scatola
con tutto il fiato e il sangue e la memoria,
e farne un pacco chiuso, ben sigillato,
che non riceve visite né dà disturbo.
Mi spaventa
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241818 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 301 al n° 330.
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