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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Marzo 2026 |
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Le 69838 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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Questo tempo fuggito via
come acqua libera di fluire
ha stravolto il nostro tempo
ma non ha annientato cuori ed
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Volgi lo sguardo dove il sole muore
e accende il fuoco tra le nuvole
dove il mare s’arrossa d’emozione
e le bianche vele si colorano di rosa.
Guarda tra le onde
il sorriso di conchiglie,
specchia la tua anima in quella musica
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Che puzza che fieto che lota
stu munno zuzzuso è na rota
ca gira spannenno munnezza.
È overo na granne schifezza!
Che lota che puzza che fieto!
Se trova sia annante ca areto
e chesta è ‘a cchiù fresca crianza
ca enchie sta chiocca e sta
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 | Persiste un odore di morte
sulla loro sorte.
Han lasciato i loro
morti, i loro paesi
e camminando per mesi
son giunti alle frontiere a piedi.
Bloccate nel freddo
e nella neve famiglie intere,
chiuse per loro le frontiere,
dalla razzista
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Raso nero ad accarezzar lo sguardo
che sulla pelle candida color latte
indirizza le mani timide e calde.
Pizzo di seta profumato
che labbra audaci cattura
scivola via assecondando il palpito
e dal rossore strattonato
il desiderio esonda
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Ritorno nel nido dei giochi
nell’acqua dei rivoli antichi
custodi di giorni cullati
da occhi plasmati sui voli.
Il vento m’ illumina il gioco
e torna sul nido di foglie
sui campi il fiato odoroso
di ginestre d’oro e narcisi.
Respiro il
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Al sole essiccava a far fieno
l’erba novella di fresco tagliata lì
smossa da mossi bastoni da mani
sapienti la calura una tregua poneva
di bologna frittata stracchino i panini
tre sorsate foraci di vino dal fiaschetto
rimosso dalla gelida acqua
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Furon sorrisi come Paradisi
Risate a fior di pelle ad
annunciar l’estate,
estati canterine in
giocoso amore,
cicale a scoppiar cantando,
amor sovrano, d’amicizie e gloria.
Estati in giallo assolate e
mare ed incontri di parole.
Fu altra storia,
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Costretto ad abitare l’inganno,
l’oscillare del giorno
scalfisce appena il letargo dei pensieri.
Disteso accanto alla disperazione,
(sì, siamo in un ricovero di menti)
l’orgoglio è sfinito, alieno da voglie.
Depressi da mesi,
nella vita di
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Povera bambina
qui non puoi entrare
Europa latrina
falsa solidale.
Fra bombe di poter
hai perso genitori
confine puoi restar
basta che stai fuori!
Quasi nulla da mangiar
tanto noi a volontà
vestiti puoi sognar
nessun ti porterà.
Coperte per il
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Ma io ti amo ancora
e questo silenzio
che dura da secoli
fa tremare la luce
lungo le strade
e le stelle nel cielo
anche di sera
quando il sole muore.
Ma io ti penso ancora
mentre dormo
e la notte soffre
la nostalgia delle lune
e se
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Tu mi aspetti al crepuscolo
ma io non ho ali
ho solo due occhi e tre tarli
per assecondare i colori del suono.
Tu mi dici di ascoltare
la melodia delle nuvole
ed io accovacciato alla luna
sento soltanto il rimbombo di Dio.
Tu che mi colpisci
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 | Rumoreggiante fiume in piena
limita la ragione...
straripante di parole
impedisce di pensare
conoscere
ribellarsi alle visioni
che impregnano la mente.
Pesante da lassù
a monte...
scorre a coprire i miei indugi
un vecchio sogno
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| Gl’improvvisi teoremi dell’amor
che ornano anima e il petto
di tutto il mio costrutto
attraversano in rivolta
una nuova eleganza d’autore
che si dimostra porpora in ogni nuova composizione.
Or concepisco parole, di promessa lieta,
per
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| Cammino sopra
un tappeto di stelle,
veleggio nell’assoluto
sferzato dal vento,
sopra un cielo ricamato
di nuvole.
Si
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| Verso l’oscurire
due volte erta
l’imminente notte
frammenta volontà e coscienza.
Ma ho pennello e
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| Quel canto del gallo nel mattino
e l’acqua quasi gelida del catino
poi l’uovo sbattuto col marsala
un canestro una fetta di torta
e un panino il giardino delle
suore l’asilo una bella compagnia
lì d’uva americana un pergolato
e la zuppa o la
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 | Sbarrai le porte alla morte
e sbriciolai la vita.
Il baricentro si spostò
e sbagliai la via
senza nessun permesso.
Incomparabili frammenti
scorollati dal livore
e legati alle paure,
mi dissero amore e cedetti,
fu redenzione e giorno dopo
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| parole lacere
su brandelli di un tempo andato
tempeste che vestono nudo un silenzio
il cuore chiama nel vento
e nessuno che
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| L’amore è quel fiocco che mai
dovremmo avere il pensiero di sciogliere
sarebbe come rinnegarlo
seppur ci abbia fatto tremare
con quei suoi battiti
che il cuore ancora oggi ricorda
un vero tormento quando
facciamo di tutto
onde riportarlo in
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Non fu solo quel peccato
del "raccolto della mela"
in quell’albero dannato
Eva vide quel che c’era:
un serpente preparato
più potente del Signore...
ma quel dì fu castigato
ogn’umano al dolore.
Anche l’era più moderna
si propone
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In quel transiente d’uragani pregno
gioco e perdo.
Sedimenti e salnitri spazzati.
Pur colgo degli attimi
respiri e spiri.
Per torpori
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Tu mi parli ancora
dalle ombre
che scendono lente
sui miei occhi stanchi
Tu mi senti ancora
dove la terra fredda
ha lasciato un seme
nero come la notte
e niente può cambiare
niente può crescere
in questo gelo
che chiamo amore
Tu muori
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Non so che altro dire o cosa fare
con questa compromessa situazione
che rende uccello alato il dio caprone
appena lo incontriamo sull’altare
di questa storia stramba da narrare
con la voce del vento e del campione
nel calcolar la giusta
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I si che ho detto
li archivio come fantasie.
Sono un buio stellato
acceso da silenzi
un volo di rondini
fuori rotta, in cui
l’illusione d’abbondanza
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A mani tese e cuore aperto,
come reliquie andammo ad
osannar ed innalzar stemmi e valori.
Ad unir vita un percorso
di sorrisi ed anime cordiali ma,
ci perdemmo fra steppe incolte e
boscaglie divergenti,
codarde incongruenze e
petali caduti a
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Sguardo
taglio d’avorio
sentore di zagara
e bocca che mi esplode
di fichi e melagrana,
e ammaestri
il sorriso.
e liete impertinenze
di una lingua che scalda.
Potresti
cedere alle lusinghe
alla fiera protervia
di un sedere
e tenue
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Sempre più impellente quel bisogno di certezze
il vero senso della vita che sovente scappa di mano
non è un chiedere tanto
ma soltanto quel che basta onde vivere in santa pace
senza pensieri che talvolta diventano autentico dramma
cercare di
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Sorge l’antica Lupiae tra due mari
con chiese e con palazzi senza pari,
nel bel Salento orgoglio e patrimonio
tra l’adriatico mare e quello ionio.
Magnifico vestito ha il suo barocco
di fregi variopinti inghirlandato,
con merletti dal
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Una volta anch’io
ti ho regalato
delle rose rosse
scure come il cielo
di sera quando
il tramonto sa già
che la tenebra
sarà lunga e densa
come i nostri baci
dati per amore
e anche per tremare
il cuore nel buio.
Una volta anch’io
ho
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E se ti agiti
affoghi
Melma limacciosa
t’affonda
al tuo voler passare il guado
Lucido la mente
e con arguta dolcezza muovo l’ andare
Giunta oltre
mi liscio
mi strizzo mi ripulisco ciò che rimane d’un anima bucata
ma sterile ancora d’ infime
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69838 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 12781 al n° 12810.
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