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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Marzo 2026 |
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Le 69865 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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Perché quest’incertezza non ti riconosco
eppure tutto è invitante come mai
non lasciarti accalappiare
da problemi che non ti riguardano
sii te stessa
sino ad oggi niente ha mai contribuito
a far dubitare potenzialità
basta poco
una giravolta
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La tua corona di spine
era il dolore
che hai provato
quel mattino d’inverno
quando i sogni
sono morti all’improvviso
ed ogni cosa sembrava
la fine del giorno.
La tua lancia nel costato
erano le lacrime
versate sulla terra
ed il fiore che è
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L’ho sempre immaginato
"nei tuoi occhi celi eterno"
per uomo innammorato
immerso or nel gelido inverno.
"Stamane piange cielo"
malinconico pensavo
"spogliavo ogni velo
mentre dentro ti volavo"!
Ciclone è desiderio
di riaverti ancora
ma dimmi
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Ancora Natale
a scuotere i cuori
a perdersi dentro la misera quiete
nel freddo odoroso
fra vecchi abeti ornati ed accesi.
Ancora Natale...
a donare l’amore
a gente confusa da mille pensieri,
ai freddi camini di povera gente
al
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Ma perché devi sempre aver paura di non arrivare
mettendo a rischio quanto fai in quel precipitarti
che ogni volta diventa un vero dramma
quanto sarebbe più soddisfacente
riuscire a livellare il sentire
di sicuro la salute ne
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Picciotti, niscemu!
Cu la testa e cu la saggizza
e nun sulu cu li peri
n’amma fari sentiri
sutta scaccu n’hannu misu...
puri nuatri putimmu parrari
avemu lu dirittu
ma nun pì diri minchiati
unn’amma fari comu chiddi
ca si sentunu ranni
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Le nuvole disegna
con la tua fantasia,
colorale di bianco
qual segno di candor.
E poi disegna il mare
con l’onda spumeggiante,
coloralo d’azzurro
come l’azzurro ciel.
Disegna pure il prato
coi monti e le vallate,
coloralo di verde
con
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Colori rubati ad un cielo notturno,
mentre spighe di grano
si piegano al vento.
Tra sterpaglie e rovi ancora cerco
il profumo di un passato
che sa di pane e fiori
appena colti.
Tra i ciottoli sconnessi cammino
mentre la punta
delle mie scarpe
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Quando l’Angelo delle tenebre
ti è venuta a prendere
ti ha dato una carezza
perché ti sentivi sola
e il sole del mattino
era troppo freddo per scaldare
la pelle già morta
di nostalgia per le albe
di un’estate lontana
dai giorni tristi
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C’è ancora quella luce
piccola e lieve
tra i vicoli di un passato
mai dimenticato.
Domande sospese sui fili
tra panni stesi
ad asciugare al vento.
Preghiere sussurrate
tra le mani giunte,
riportano ricordi e lacrime.
E di solitudine si veste
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Ritorna oggi da vecchio al suo paese
più non conosce i luoghi della giovinezza
e s’affida ai ricordi qui per ricordare
e rivedere che inutil domandare che chi sa
è lontano o dorme da tempo al cimitero
che ne è stato si domanda del mulino di quella
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Chi se non tua luce
darà color pace
ovunque mio momento
se tormentato dal vento?
E mai serberò sentimento
pur edotto che mi farà patir
l’infattibile accarezzare
or tuoi capelli per sognar!
Anche se qui non sei
essenza ciascun giorno sarai
e nel
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Di nuovo il tempo si prende gioco del momento
birbante fa di tutto per non farsi apprezzare
ovunque lascia quel suo zampino
non da tutti gradito
sgambetti sono all’ordine del giorno
influenzando chiunque si accinga
a sollevare il morale
in
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Non devi temere
la fine di questo tempo
le ombre che piangono
la pioggia gelata
e i respiri che tremano
un cielo che sa
di una preghiera
sussurrata su una tomba
dove una mano pietosa
ha posato un fiore
già appassito
nell’ora del
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È Natale! Che piacere!
Pe sta festa ‘a tradizione
te po’ da’ chell’occasione
p’a fa’ grande e assaie cianciosa.
E pe chesto... che penziero:
mo’ prenoto ‘o pasticciere!
“ Pronto, Affò, ie songo ‘a Sbreggia...
Sì, Carmela ‘a
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Ancor piange cielo
ennesimo donnicidio
sempre sembra invero ...
finirà brutale eccidio?
"Uomo" violento
verso Donna
ha scelto fallimento
nell’eterna vergogna.
Pur se poi si toglie vita
che non era affatto sua
dal ben divin affidata
ma lui
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Al cader della neve tutto s’imbianca
e un velo sottile protettivo il tutto
ammanta ed ecco qui giunge il forestiero
e si ferma guarda e curioso si domanda
cosa qui e là sotto sì nasconda: lì certo
di una chiesa un campanile e là sicuro
un camin che
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gocce di pioggia
una finestra chiusa
come una foglia abbandonata al vento
un sorriso si alza
da un cielo spezzato
tra le mani
fresche la parole
svegliano il cuore
come erba umida di rugiada
ascolto gli occhi
riempirsi di pensieri
un volto
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E’ sempre più difficoltoso
stare dietro a tutte le richieste
che accompagnano la giornata
prendere le cose con calma dicono
ma non è semplice per chi ha un carattere
che vorrebbe ogni volta la perfezione
tremito s’impadronisce
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Polvere grigia vola su ogni cosa
copre come mantello
vecchi mobili tarlati dal tempo.
Grigio squallore
odor denso di fiori secchi sento,
questa casa ieri odorava di vita
or sol polvere opaca imbianca queste mura,
poggio la mano su tavolo
polvere
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Dovevi avere
già pronunciato quelle parole
ma io non mi ricordavo
di altro che non fosse amore
e ti accompagnavo
verso la notte lentamente
come si fa con un vento
soffiato via con le nuvole
Avresti dovuto
salutarmi con una carezza
o con lo
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Sarò pur degenerato
ma tuo Figlio mi ha donato
a Te Madre
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Ho per te pronti
riflessi di rosso,
mentre osservo
la nostra casa sull’arenile,
divenire cenere bianca.
Accolgo la musa
che di onestà ti vestì,
ritirando dal baratro
il tempo rubato alla vita.
Appunti dimenticati nelle tasche,
incidente
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L’ombra di mio padre
l’ho attraversata quando era troppo tardi
quando la luna mi ha perforato gli occhi
con la sua luce cupa.
Il sorriso di mia madre mi ha trafitto il cuore
quando cercavo tra le sterpaglie
il senso della morte.
Il mondo di mio
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Tonino,
attraversa la valle
dell’ombra della morte
senza voltarti
perché sto aspettando
invano
che tu venga a trovarmi
nei sogni.
Tonino,
attraversa la valle
dell’ombra della morte
senza voltarti
perché il mio dolore
è ancora troppo
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Sorgi Natale sorgi
come un fiore
da una terra infetta.
Dà luce alla mia piazza
che impazza di solitudine.
Nelle lunghe sere
pure il vento è buio
e la preghiera è stanca.
La luna si nasconde,
il sole è assente,
la campagna è morta,
il rumore dei
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Sprazzi di ricordi,
ad apparir soventi e cari al cuore
vecchi Natali, in vision d’amore,
giochi e fati, a donar allegria.
Natale nascita del Signore,
piccoli gnomi di facili risate,
spazio a crear atmosfera
serenità ad unir genti e
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Cadono le foglie,
gialle in autunno,
verdi in altre stagioni,
ma cadono.
Agli angoli,
sotto i marciapiedi,
il vento le ammucchia.
Poi scompaiono ai nostri occhi,
il tempo le porta via,
confuse nella polvere.
È un procedere che si ripete.
E
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Sei sempre Te lo so
in ogni dove ovunque guardo
la Tua immagine appare
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lassù tra monti e valli
in quel giardino ove canti al cielo salivano
in compagnia di chi vita ha donato
e quel quadretto ove nel retro- dedica appare
riesce ad emanare un
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Tentami ma non ferirmi
che in queste notti
la luna non ha pianto
lacrime per noi.
Parlami ma non amarmi
perché ho il cuore
malato di troppi sogni
morti senza un’alba
in cui credere ancora
prima della fine
di un tempo troppo breve
per
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E c’è soltanto un letto nudo e sfatto
lenzuola spoglie ed un cuscino vecchio
a fare da cornice al triste quadro
appeso al muro giallo un po’ sudato
passioni e grida volti da imbiancare
con la promessa antica ormai venduta
con le parole: “Non mi
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69865 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 13471 al n° 13500.
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