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♦ Mario Bugli | |
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Marzo 2026 |
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Le 69982 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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 | Quantu è bellu sintìri scurriri
jumi d’amuri nni li cori,
e l’arma ch’è du pettu
aria, focu, acqua e terra,
siminari frummentu pi arricogliri dumani
spichi gialli comu l’oru.
Spichi c’allaria fannu festa,
mentri, u suli ccu dunci
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Seguimi, avanti a te avanzerò nelle tempeste e nelle maree,
ti proteggerò e sarò calore per te nelle fredde notti
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Lascio cadere il sole,
spingo in alto la luna,
navigo con la mente
in un mare di stelle,
che mi abbracciano
nella bellezza dell’infinito,
ma sono felice solo se:
tu mi prendi per mano
e a piedi nudi mi regali
il tuo amore amore
per una
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La luce che si accende interiormente
confessa a tutto il mondo d’esser mia
e sapida follia
mi avvolge come un’onda interamente.
Eretica pupilla
in grado di giacere e penetrare
con la sua voce palpita e scintilla
nel tratto più profondo del mio
leggi

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Il fuoco che avevi
sul davanzale
non mi permetteva di sognare
i tramonti d’inverno
Perché la luce era troppo
forte per consentire
ai miei occhi
di godere delle ombre
Il calore che avevi fra le cosce
contrastava con il gelo
di quella stanza
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Era così, tante cose messe assieme
forse non era niente, solo se stessa,
un’ombra agile che scivolando a ritroso
nel suo aroma era frammento di stella.
Frammento di poesia che spesso ritrovavo
nella memoria e il ritornello allegro della
canzone
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Storia
falsa didascalia delle nostre vite
sovrapposta
ai fotogrammi
d’un Eterno Presente.
Diabolica
promessa di continuità
che
nel gorgo senza fondo degli Eoni
astutamente
ci attira
strappandoci
a forza
la Luce
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E’ ora tarda
di non lesinare sulle rughe accumulate,
di non truccarle,
ma di farle brillare,
in ogni piega,
in ogni
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Pensieri vestiti
di nuda malinconia,
infrangono le barriere del buio,
foglie sbalzate
da un vento di parole,
tremano,
piegati da lampi
di solitudine e dolore.
E non basta la mestizia
a far da pastore
al folto gregge
di cinici ciarlieri.
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Eri piccola avevi paura di parlare
chiedere quello che desideravi
il tempo è passato e tutto è rimasto uguale
solo ora ti accorgi di quanto hai perso
.
quanto ti avevano inculcato
aveva talmente attecchito
che niente elargiva più la forza
di
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 | I giorni senza mare
sono cieli d’ardesia.
Cirri con gote di gesso
vi ritraggono gli amanti.
I giorni senza mare
sono lacrime sulla falesia.
Affrettano con garbo il passo
dei romantici passanti.
I giorni senza mare
sono frasi senza
leggi

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| Salgo e scendo la scala
che mi porta nell’infinito,
entro, rovisto ed esco
dalla grandezza
e dalla nullità dell’uomo,
nell’attimo che scruto la vita
mi volto, mi piego
e vedo l’inutilità del vivere,
prego e supplico Dio,
ma sono rapito dal
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Quanto seducente è l’ultima stella
che di fine dolcezza il cuor accende;
mentre col sol la laguna s’abbella
con un chiarore che dal mar ascende.
Poi spunta fra il velo, addentro una gerla,
nell’orizzonte l’assopita perla.
E irradia ciascun stelo
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Eri lievemente
sottomessa alle nuvole
che ti prendevano
quasi d’incanto
Quando il sole sorgeva
e il giorno sognava
di vederti nuda
sotto a un velo di spine
Eri decisamente
padrona della notte
e quando le luci
si spegnevano in
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Portate amore come portaste acqua a un’assetato,
portate stima e fiducia come portaste un panino ad un’ affamato,
portate un sorriso ad irromper nella vita con ardore,
e baciatevi con affetto come fratelli...
Portate a mani giunte una preghiera
ad
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 | E ti sei mai chiesta
perché eri così bella?
Rischiarava la tua luce
la notte e le
giornate piovose
durante la stagione
della vita che illude.
Quando qualcosa mancava
la tua bellezza emanava
sospiri e arrossiva il tuo viso
ad ogni mia parola
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Ed è caduco
questo fiore sbocciato in autunno
vivo sulla carta come i versi di un poeta.
Il deserto è qui
in questa mente dove s’alza il calice
ed al mito si brinda pregando genuflessi.
Illustri illusioni hanno guadato frontiere
cercando solo
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 | Il momento perfetto è lontano
perduto.
...Tutti i tuoi flutti e le onde
Sopra di me sono passati...
ma ancora è mio il gesto
d’ accendere una lampada e il giorno
mia la carezza al cane
il tenero scavare carne e terra
e la trasparenza delle
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| Negli anni giovanili
Il nostro amore
era pieno di vigore,
si ornava di monili.
Ora nella età matura
Il nostro stare insieme
È quello che più ci preme
Ché la solitudine ci fa paura.
Ma non è solo quella la natura
Insieme abbiamo raggiunto ogni
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Non riconosco
più la mia anima.
È lacerata
dal silenzio assordante
che mi scorre nelle vene.
Ho pura
della mia stessa ombra.
Sono
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Parlami ancora di te,
mentre i rami
di questo salice
raccolgono gocce di sole e pianto.
Raccontami di sventurate ombre
che si apprestano ai cancelli
della tua pelle.
Il vento ci sorprende ancora,
a gareggiare come impazziti uccelli,
tra i
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Se pronuncerai
una sola parola
io sarò nella sera
ad attendere le ombre
Non avrò paura
perché so che la strada
divide il nostro cielo
ma non il desiderio
E fra una pelle e l’altra
c’è solo lo spazio
di una carezza
percorsa piano
Senza la
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Perché io devo vivere
tutta la mia vita
e anche oltre la morte?
Vestirmi di un credo,
lasciare la mia patria?
Passare i confini,
cambiare la parola
per sentirmi uomo?
Per far nascere
e rinascere Dio,
sentirmi anch’io
figlio dell’universo?
E la
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 | Se i cigni allungano il collo
non è per superbia,
ma per il desiderio
di farsi baciare dal sole.
Da ossa in
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 | Mò te vojo parlà de’ le differenze
ma pure de’ le somijanze
tra animali e omini
maschi e femmine
e da dove cianno origine...
ma annamo co ordine.
Certo che semo
diversi da li animali,
loro nun leggono
libri e giornali
nun cianno er computer
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Da poco adolescente
lo incontravo casualmente
di frequente dal parrucchiere.
Anche lì, taciturno ed elegante
senza eloquio testimoniava
con carismatiche parole
un’ardita coscienza
di chi offrì la vita da eroe
solo per un mondo migliore.
In
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Ali di vento
hanno gli occhi
della mia mente,
persi nel vivo dei ricordi
come incauti
viaggiatori del tempo,
sguardi che asciugano
lagrime e sorrisi
nell’impatto profondo
dei suoi sguardi.
C’era un giorno
volato via,
era plastica realtà,
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E’ fame che non dà tregua
alla mercè di un pane che non sfama
e più il mio ventre attinge
- inconsapevole vertigine –
più sento l’orribile certezza
della mia dipendenza
e la tua voce
che sussurra
s’è fatta liquida
nella mia carne
sei
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Confuso
sogno ad occhi aperti
a cui
solo
la ripetizione
una qualche ragione
conferisce.
Eppure
biascicando
parole senza senso
giureremmo
d’aver vissuto!
Totalmente
inconsapevoli
dell’inconsapevolezza
che
attimi
ore ed anni
ci ha
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Di valle in valle,
al capezzal occorsi, in fine.
Seco li volle, seppur da lungi,
e mesti giunsero, recando rivoli,
che sin’anco l’alma ebbe a
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Bramosa nostalgia a crescer rigogliosa
gramigna ad invader la terra.
Odor di uva inonda vigne ad ubriacare aria e
tonfi di castagne a tappezzar il sottosuolo,
un moscone s’aggira indisturbato su quell’uva,
ed ape a succhiare il nettare dal
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69982 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 17701 al n° 17730.
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