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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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♦ Pierfrancesco Roberti | |
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Marzo 2026 |
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Le 69982 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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Bramosa nostalgia a crescer rigogliosa
gramigna ad invader la terra.
Odor di uva inonda vigne ad ubriacare aria e
tonfi di castagne a tappezzar il sottosuolo,
un moscone s’aggira indisturbato su quell’uva,
ed ape a succhiare il nettare dal
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Scintille lucenti di sole
s’accendono si spengono,
lampi di luce
nascono
vivono
attimi
giorni,
sulla via della vita.
Meteore passeggere
amicizie,
fiori nati per caso
non potranno mai fiorire,
eppur son impressi nella mente.
Lampi
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Sto alla finestra
Osservo Il nostro giardino
Il lauro sempreverde
L’ingiallirsi delle foglie del susino:
L’autunno entra lento.
Sono belli i suoi colori:
il giallo delle foglie
misto al verde del prato
il rosso dell’acacia
il gelsomino
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Quarantatré ferite a cuore aperto
in questo cielo grigio arcobaleno
col ponte maledetto e il suo veleno
che dai monconi grida nel deserto.
Quarantatré frustate di concerto
lasciate nel profondo del duodeno
rimesse dalla sorte a un pianto
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Ora si vendemmia addio d’estate
a grappoli sotto un pergolato
scorrono simpatiche le serate
lo sguardo della luna ha ornato
il garbato stile del sole stima
essenza spirituale ha causato
un candido alfabeto d’anima
spande raggi su chicchi
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Sento il vuoto sotto di me
è giunto il momento del salto,
in alto il sole mi brucia gli occhi
e la fresca brezza mi
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Fu urlo dirompente sguaiato di dolore,
cuore ad annaspar fra urlo e asfissia...
Fosti urlo ad urlar un senso d’impotenza,
a scindere l’anima e prender volo.
Urlo ad oltrepassar la barriera del suono,
a passo lungo ed agghiacciante sfogo...
Urlasti
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Perché ora voglio di più
dovrai spogliarti con le nuvole
appena il sole sorge
e tenerti appesa ai sogni
Perché la sera arriverà
e ti troverà già nuda
con le ombre accarezzate
da un’inesorabile parola
Pronunciata a mezza riva
sulle corde
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Un guscio corporeo
matura e sfiorisce, anzitempo,
quando, il dolore corrode l’anima
e la solitudine, toglie la vita,
in un lampo,
come
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Nuvole
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come spuma
appena ieri
dal
finestrino dell’aereo
ho contemplato.
Dal bagnasciuga
verso il mare
sembravano
rotolare.
Ma ora
che sulla spiaggia
tra questi bianchi fiocchi
cammino
nuvole
sospinte dal vento
vedo
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Semplicemente
non ero abbastanza forte
per sentire i tuoi respiri
quando tornavo
Dai miei viaggi senza meta
e nelle carezze
cercavo solo le ombre
per oscurare il cielo
Curiosamente
non ti ho mai dimenticata
e se tornerai
fra i miei pensieri
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La notte
ha sentieri solitari
e là grida il cuore
stanco nell’attesa,
in miniere d’argento.
la luna
ha le bave alla bocca,
e non mi spaventa,
io ho te
e questa l’attesa
sta diventando gioia,
appena gli astri
sui sono piazzati
diamo vita al
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 | No es suficiente
suplicar a una luna
que oculta estrellas
cuando estoy tan
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| Ho visto case senza tetto
avevano linee d’usura
senza chiodi e senza fessure,
due mani scacciare mosche,
occhi senza lacrime
piangere a dirotto.
L’isola era lì
giorno dopo giorno
smottamenti e vuoto
di pietre e sogni,
tutto diventato inutile
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| L’incoscienza di un istante si arrampica sugli specchi
quando all’improvviso s’illumina la mente
quello scrigno sempre presente
pronto a suddividere ogni porzione dell’attimo
quel briciolo da stritolare tra le mani
affinché riprenda
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| Oggi, in un anno ormai lontano,
trovavo il tuo cuore nel mio cuore,
univamo le nostre anime e i nostri destini.
Una lunghissima parentesi
fatta di sogni, progetti, promesse,
felicità e tanto tanto amore.
Qualcosa ha distrutto con crudele
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| Se guardo nei tuoi occhi io vedo il sole
che illumina mia vita e la riscalda
d’un fuoco inestinguibile e leggero
che a me fa dire notte e dì: io ti amo.
Se guardo nei tuoi occhi io vedo il mare
che allieta l’alma mia e la ristora
con quell’aura
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Ti sei mai chiesto
dove vanno a riposare i tuoi pensieri?
Hai forse capito dove?
E sei certo di poterli asservire al tuo
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Stelle luminose della notte
cullatemela voi questa piccina.
Trasportatela con le celesti flotte,
nel viaggio dal vespro
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La liturgia della luce
comprendeva i riti del gesto
la corda stretta
attorno ai polsi sfregiati
E l’attesa del vespro
che avrebbe condotto
al tuo sacrificio
di sangue e di pelle viva
La liturgia del buio
sarebbe partita dal silenzio
con
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Songo n’asso so’ campione
miezo a vuie so’ nu lione...
So’ campione songo n’asso
e si perde rompo e scasso...
Songo forte so’ fetente
e ve magno ‘o core gente!
So’ fetente songo forte
e si abbusco è meglio ‘a morte.
Bigliardino
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Leggeri zoccoli nella mente
tagliano il buio del cielo,
mi aprono sentieri di luci
ed io impazzisco di gioia.
Silenziose albe passano
sui ruvidi miei repressi,
schiacciati e macinati
si fanno libera strada.
Come fiocchi di neve
la luce mi fa
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 | Siamo un palpito di cuore
- ognuno il suo -
fra le altre pulsazioni
individuate
perché danno eufonia
alla canzone
della nostra esistenza.
Ma quando
si stacca un palpito
di consonanza, simmetria e concordia
che sia antico o presente
- mai
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Oh, Suvvia, Suvvia,
nel reparto ostetricia
la vita apre alla vita e
sbocciano fiori nelle aiuole
dal profumo di mamme.
Occhi nuovi a nascere ed
aprir ad un futuro giovanile,
qui, fiori seminati nei giardini ad
attendere al maturar dei
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(Se non ci sarai più)
Me lo dirà il vento
appena le nubi faranno spazio
e la luce del tramonto
sfiorerà la terra
Con una sinfonia dorata
resa tetra
dalle ombre della sera
in un coro di stella
Me lo sussurrerà la pietra
levigata sulle
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Fra i funghi del bosco sei il nobile signore
vestito di bianco,
porti il cappello marroncino
come una corona,
questo ti dona.
Ti porgi agli altri funghi con eleganza
odi l’arroganza.
Tra le foglie ti celi
non vuoi farti cogliere,
il profumo tuo
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I miei occhi sono li, sulla linea dell’infinito, dove cielo e mare si uniscono.
osservo i colori, strisce rosa, rosse e celesti, uno spettacolo per l’anima.
Il giorno è quasi finito, lascia tante invisibili storie,
lascia tormenti e dolori, lascia
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Mi chiedo ancora
se esiste un luogo
dove i bagliori della luna
mi lascino vedere la tua anima;
dove un lieve soffio di vento
possa attraversare
il minuto spazio
tra la tua pelle e la mia.
Mi chiedo ancora
se esiste un luogo,
oltre la vita,
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I sogni son tanti
Il bagliore della luna,
specchio del sole, ristora l’anima
mentre, si ninna dolcemente
il cuore.
La notte tacita e sorella,
accompagna il lento passar dell’ore,
tempra la mente, il corpo riposa,
ricamano in cielo le stelle,
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Risparmiare sul piccolo per avere il grande
non è da gettare nel cassonetto
basta saper suddividere ogni desiderio
ed il risultato avrà sicuramente il suo culmine
il sorriso si aprirà a quel mondo
ambito ad oltranza
come non essere
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La Biéta l’éra me nona
siora o paorétra mi no’l so?
Ma la gavéa du cansiréi
che iéra de na sioréta.
Col bolin i gh’éa su disegnà:
uno ‘l sol che léa su
e l’altro ‘n sol ch’él va zo.
Coalche nebiola l’éra nel cel.
Uno ‘l ghéa ben bolinà na vigna
e
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69982 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 17731 al n° 17760.
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