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Le 70061 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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Fonemi ed ancora fonemi
lame sulle labbra.
Il pegno è la grande verità
la fragilità di una moneta fuori corso
ed ancora il dubbio
che giorno dopo giorno m’assale,
dibattendosi
tra i pesi dell’anima e la ragione.
Starò alla finestra per
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Cerchi sull’acqua:
un pescatore stanco
e la sua lenza.
Scuri cipressi
guardiani solitari
lungo la strada.
Arco di luce
è il sole al tramonto,
il tempo scorre.
Opache le nuvole.
mentre tutt’intorno
vince il silenzio.
Rimango solo
col mio
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I sentieri di luce
nascono nelle città
che vanno a morire
salgono verso il cielo
si fanno strada sicura
nei rumorosi
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 | La tua semplicità mi commuove
sei limpida come l’acqua di sorgente,
impossibile trovare altrove
un’anima sì pura e innocente
Quando la notte rabbuia la mia mente
penso al tuo candido sorriso
nascondo i miei pensieri fermamente
evocando la
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 | Ieri ombre della notte
erano i tuoi capelli
ieri sorridevano
i tuoi occhi belli,
piccola bambola
nella tua Africa.
Poi fuggivi ancora
bambina dalla
fame e dalla guerra,
con tuo fratello
verso un mondo che
immaginavi più bello.
In un lager
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 | Si fosse nu mago cu frac ‘e cilindro
te facesse sta magia:
Te vestesse cu luce do limone,
nu cappiello ‘a falde grosse
fatta ‘e fragole ‘e giardino
ncopp’ ‘a capo te mettesse;
nu mbrellini fatte ‘e
scorze ‘e mandarini sotto ‘o braccio,
doje
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| Tienimi le mani
quando scende l’inverno nella bocca
e le parole sono foglia
che rotola
Tienimi le mani
quando l’autunno accende i pensieri fragili
e lo sguardo è la domanda
che impaura
Tienimi le mani
quando l’estate canta la scogliera
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| Capita ai vecchi mentre sono appisolati
che nel dormiveglia ecco sentano soffiare,
è un vento sconosciuto che
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Rivoluzione, rivoluzione,
ogge ‘o popolo è scurzone!
Rivoluzione, rivoluzione,
nun vulimmo cchiù patrone!
Rivoluzione, rivoluzione,
chisto è ‘o juorno d’o fucone
ca t’appiccia mare e terra,
ca te joca ‘o serra- serra
pecché è stanco ‘e
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Un voltafaccia
È sempre
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Come quando scrosti la ruggine
da una ferraglia
e la vedi bella ma inutile
ti specchi nel luccichio
l’occhio si fa metallico mentre
agghiaccia il tocco
I carri corrono
cambiano diapositive di paesaggi
la campagna segue e anticipa
scarpe
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Sento il peso
della terra che chiama
sono un corvo
dalle ali ripiegate
Ho il nero sul mio viso
il volo del buio
mi avvolge alla notte
sono il velo del giorno
Sento il sogno
del sonno che scorre
l’oblio è vicino
non avrò il rimpianto
Non
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Vorrei cullare la mia solitudine
nel sorriso del tuo sguardo
ed ascoltare nel vento
le parole del tuo cuore.
Vorrei che i miei pensieri
fossero i tuoi
e insieme
mano nella mano
in un caldo brivido
sentire nel cuore
un tremolio di
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 | Intreccio di città
vicoli, piazze,
colori di siepi e fiori
nel mio pensiero
a vegliare
quelle fughe del tempo
di lato al bacio
d’un improvvido addio;
tracciati di famiglie
vasi e balconi
e violette che abbracciano
istanti
di gioia, casuali
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Il cuore. Tu mi fai segno restando immobile, pieno di luce
Tu così stabile, fatto di marmo, curve e pazienza.
Indichi il cuore.
Anche il vecchio storto che ho incontrato in Via Emilia, ce l’ha.
E il suo, batte tra odori d’urina e scarpe
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 | O’ mar è acqua ‘e stelle,
è na cuperta azzurra ca copre ‘a terra.
E’ chine grazie, profondo è vasto,
nun tene funne.
Quanne parla fa ‘a schiumme mòcche,
si sbatte commè ‘e ché dinte ‘o sale,
‘e parole soje so l’onne,
arrivano ‘a luntano,
co
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La noia non danneggia qual si voglia
elabor e ponderar nuove situazioni e
con fierezza elergir allegramente ad esultanza d’abbandono.
La noia non è noia se ammantata di energia vitale.
Annoiar è imprimer apataci e morenti sentimenti.
La noia è
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Ti aspetto tranquilla in una nuvola di cenere
in quel vedi e non vedi
timorosa d’intralciare il traffico
là dove il silenzio regna
rispetto delicatezza
sono un piatto da non congelare
fiamma invadente
si mette sugli attenti
pronta a
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Discosto
quel velo di trine nero
che oscurava gli specchi
nel rispetto antico d’un caro dipartito
D’allora cos’è
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Dimentichi
di ciò
che oltre il visibile
si nasconde
più
non riusciamo a sognare
lasciando
che altri
lo facciano per noi!
Ma
introiettare
sogni
e stati d’animo preconfezionati
dalla nostra umanità
inesorabilmente
ci allontana.
A
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A stento
ho trovato posto
per questa matita qui
nel grigio delle mie giornate
Poteva stare sul cuscino
ma non avrei avuto pace
di notte quando
le ombre mi avvolgono
Avrebbe potuto danzare
sul mio comodino
dove i fogli di carta
trionfano
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Ricami di rami
intessuti di vivide emozioni
in ciascuno capto il cammino
gemme fiori frutti d’amore
formando una tela d’autore
la mia storia.
Corteccia di giorni vissuti con palpito
sostanza di sogni incandescenti
l’argenteo nei capelli mi
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 | Sogno notte illune
candore naturale ove
l’anima in movenze regali
induce a pensare
Effluvi
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 | Le giornate sono scure
piene di tristezza,
gli alberi sono spogli,
senza allegria,
tutto è freddo
nel rifiuto del
sofferto inverno.
Pieno di pena e
malsicuro riparo
all’intenso gelo
è il ripensare
agli assolati giorni.
Non c’è cuore
nei
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Ti sento sussurrare il mio nome
con voce lieve, che pare una carezza al cuore
in questo silenzio rimasto in ascolto
come
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Quando avevano imparato a misconoscerlo?
Appena nato scuro e inquietante
o quando si era azzoppato?
Forme di vita semplici provano ribellione
o solo paura?
Era arrivato al portico un giorno di maggio
salendo una fredda scala di ferro.
Aveva
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Il fiume si dimena a mormorar limpide emozioni,
e variopinte sensazioni ove il cuor giace e di buon umor ristora...
La veste veleggia e schizzi d’acqua a far arricciare il naso,
qui la vita è protezione al cuore e nell’anima senso di sereno .
Qui la
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Oggi nel mezzo di febbraio
la natura di risvegliarsi
attende e di riprendere i colori,
io lungo un sentiero i passi
muovo su un sentier racchiuso
tra una piccola boscaglia che
alle sponde qui vicine del Ticinello
del Ticino figlio si
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Ogni dì aspetti quel segno
non demordi
sempre pronto a lasciare la sua impronta
surriscalda l’istante
capace persino di rispettare la data
d’un evento ormai appartenente al passato
incredibilità ed emozione
tolgono il respiro
cercare di capire
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Settecento in movimento
con il tuo coinvolgimento
con le sue rivoluzioni
lotte e sfide da campioni
un incontro che avventura
cento anni d’aratura.
Settecento col vapore
gran risveglio dal torpore
con il suo cartesianismo
ben quotato
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Non lascia più ombra
questo sole stanco
si lascia trasbordare dal silenzio.
Virtù e costrizione
come un sogno senza il suo sonno.
Affonda l’anima
per un peccato di cui ti chiedi.
Tace anche la notte
non sapendo cosa dirti.
Dopo il tuo
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70061 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 19861 al n° 19890.
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