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Le 70092 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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Semplicemente uomo,
ed equilibrio nella vita,
la differenza insegni,
tra lo svago e la fatica.
Semplicemente uomo,
e guida per chi ha voglia,
di legger le tue storie,
come vene s’una foglia.
Semplicemente uomo,
e stimolo per crescere,
sei
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Ghermisco
questo mattino di luce
come fosse l’ultimo giorno
di sole splendente
prima del gelido inverno.
Gravida è la primavera
negli angoli bui
del pensiero in tensione
oltre la pelle
vibrano i colori
di una pace evidente
una danza di
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E tutto finisce, così senza fare rumore
nei lenti passi su di un davanzale
affacciato su ciò che resta di un amore sofferto
trascurato e smembrato dalla mancata condivisione
di un cammino nato e cresciuto fra le pagine
di un diario bambino, pieno
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Il dolor suo sul bianco foglio
l’abbandonato amante getta
con il calamo tormentando
con nero inchiostro quello
che son
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Al chiaror del crepuscolo luci
ed ombre fan contorno,
e lo sciaquio dell’acqua
dimena la sabbia sbattendola sulla riva.
Sulla sponda siedo e la mente vaga,
fra lontani giorni passati in un baleno
abbellendo la visione ad un domani...
La brezza
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La morte dei fiori di legno.
Tagliati,
decapitati,
demoliti,
spezzati dal vento,
arsi dal fuoco,
Infradiciati dalle piogge,
divorati
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Non sono stato io
a maledire il cielo
è questa falce di luna
che ha portato il buio
Oltre le colline oscure
dove i boschi piangono
dopo che il vento
ha spazzato via ogni cosa
Non è stato il mio respiro
a gelare la pelle
ma la pioggia
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 | Amica mia lontana
di quella terra americana
Quanti ricordi dolci
di piccole cose gradite,
odore di libri e colorate matite
sapore di papaia e di mango
che con nostalgia rimpiango.
Giocavamo spesso a “monopolio”
tu vincevi sempre, e con
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| Parlo ancora di te,
mentre un’altra alba volge al giorno,
parlo ancora di te
a specchi muti e invidiosi,
gelosi custodi
del nostro amore.
Parlo ancora di te
e parlo da sola,
mentre il vento scompiglia
le carte zeppe di frasi
scarabocchiate in
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Sai,
di notte, scorgo solo buio
inesorabile mi perdo
nel cielo diamanti che brillano
sulla terra fondi di bottiglia
il finto troneggia nulla brilla
c’è deserto nel cuore e nella testa di tanti.
Credimi,
non è facile contemplare la notte
una
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M’insignàru a mòriri ‘nsilenziu
assemi a cu scrivi e a cu preia
’nchianannu e scinnennu scali
c’avevanu chiù sali ri ‘na sarda sicca.
Ora riru all’aria chi mi duna forza
e m’addumannu d’unni vinni ddu pinseri
ca ‘ntò sonnu a lassa e pigghia
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Nella pioggia ho rivisto tutto
il mio passato, mentre gocce
scendevano sul corpo tu mi
stringevi forte.
Era un temporale estivo una
calda giornata di sole, stesi
erano i tuoi vestiti, mentre io
nudo passeggiavo.
E fu quell’improvviso
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 | Quanti bei ricordi, mi hai lasciato
quanti attimi intensi mi hai regalato,
tutto questo non può finire come
i raggi di un bel sole mi devono scaldare
Vivo nel ricordo dei tuoi bei sorrisi,
leggo e rileggo biglietti d’amore
ormai sgualciti, vorrei
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| Chiedo al vento di riportarmi per magia
suoni voci vision profumi del passato persi
da me dimenticati: quel fluir lento delle acque
del Giordano il rumor violento di Iguassu
quelle cascate il placido dondolar della
nave da crociera quel dì
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Col mio passato faccio marmellate
di sogni di progetti e fantasie
per imbastire strokkole e bugie
col seme delle fole
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Si avvicina il momento
per la verità
non tanto atteso
tuttavia non senti timore
seppur il dispiacere
non si possa negare
perché farsi il sangue amaro
la dolcezza del domani
aprirà a nuove spoglie
farsene una ragione è di grande aiuto
non
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 | Da sempre viaggio fra le stelle
in un sogno tatuato sulla pelle
dal chiaror di luna calante
riflessa sul mare silente.
Come potrà mai da essa svanir
se la notte sarà il tuo nome
una luminosa costellazione
e meta misteriosa da seguir?
Prima o poi
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Cerco in ogni cosa la bellezza,
nello sguardo di un bambino.
Nel silenzio stellato di una sera
nel canto delle cicale: richiamo d’amore.
Nel vento che fa volare i sogni
in un campo di grano: germogli di vita.
Cerco la bellezza in un sorriso
in una
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Dimmi tempo
hai per me ancor tempo?
È oramai novembre
di questo sogno incerto
ch’è il vivere,
pallido chiarore
che rammenta
dei soleggiati giorni,
fluttuano ancora al vento
ribelli i suoi capelli,
e quella musica
quasi un eco distante
mentre
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I’à serà l’istà
fora de la porta de là,
l’éra vecio e sensa fià,
l’è sta ‘n po’ ‘n desgrasià
i pomodori ‘l m’à scotà,
gnanca uno l’è maurà,
la conserva ‘l m’à ciavà,
l’è sta propio ‘n descreansà
setembre caro daghe na peà
e ch’él vaga ia
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Il mondo cambia
ma noi restiamo uguali
e la fine del tempo
è solo un sogno
Claudia la tua pelle
è rimasta così bianca
perché il sole
non ti ha mai baciata
Claudia i tuoi capelli
hanno il profumo
dei frutti d’inferno
colti mentre il
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Che rimane
dentro i pugni e nel cuore
da ruminare verbi
e sintassi di vita
per rigiocare
abusati aforismi.
Ora intingo il pennino
nei tramonti sul mare
o nelle fosche aurore
di vite sempre uguali
ma diversi gli accenti
varranno a
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Cerco nell’aria
la voce del tuo respiro .
Tacita
lieve
m’arriva
come carezza d’un pensiero,
come petalo di rosa
che sfogliando cade,
come volo di farfalla
che sul fior si posa
come trasparente luce di un’aurora rosa
come riflesso d’oro
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Ho attraversato valli
e deserti senza nome,
mentre le ferite
han ripreso a sanguinare.
Non ci sono ponti
tra i nostri sogni,
avvolti in volute di fumo denso
e polvere salmastra.
La notte ha valicato i confini
portando pioggia
sopra i volti
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Colonne di solitudini che viaggiano nelle scarpe rotte di fatica
storie di volti tormentati del pianto di un dolore antico
numeri e numeri di perduta umanità che affondano nella sabbia assolata della tragedia
sudario quotidiano di parole salate dal
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Son d’amor parole nel vento sussurrate
eran sappi da non corrisposti amanti
frasi un tempo scritte su fogli poi
da cuori insensibili stracciati in un cestin
a perdere gettati pur al rosso fuoco dati
ma da Venere pietosa raccolti e ravvivati
da
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Un brivido percorre il passato
quando in quel Noi
si specchiava il proprio vivere
ciuffi al vento seguivano
collaborando a farci sentire ribelli
musica d’altri tempi
ormai accucciata in un angolo
ritorna facendosi largo nel cuore
cercando quei
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Come fosse
attraverso
setacci
sempre più sottili
che
la pula
dal grano dividono
qualcosa
nei recessi della mente
instancabilmente
vaglia
il frutto del mio esperire
ma a tal punto
che
di tutto ciò che vibra
attorno a
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Rubo stelle
in una notte di luna
e vendo baci
a chi sogna l’amore
nemmeno un fiore
sulla mia strada
solo sguardi invitanti
di possibili amanti
ma l’ora mia vola
oltre le vette
che il cuore vuole
ho vissuto la pazzia
figlia di un rosso
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Un soffio lieve come l’idea dell’anima
scolla pellicole d’anni ispessite
e di loro i pulviscoli
sul riaffiorato cilindro dormiente
fra poesie di Borges,
indagini di Conan Doyle e
inquisizioni di Evangelisti.
Eccomi a scrutare ancora
granelli di
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Non sarò mai padre
e camminerò da solo
perché avevo troppo da fare
sul bordo dell’ombra
Non sarò mai amato
e guarderò i tramonti
di novembre come se fossero
la morte del sole
Vivrò nel silenzio
e scolpirò le mie parole
nella roccia
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70092 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 21121 al n° 21150.
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