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♦ Pierfrancesco Roberti | |
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Le 70104 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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 | E ora, due ore e piove
è soglia
scompone e quanto premono
le cose che si fermano,
fogli e appunti di giardini
diari di
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| poesia di vite sgocciolate in un silenzio muto di applausi
resistenza di popolo inchiodata sui legni di un umano dolore
voi che avete scelto di sporcarvi con le lacrime di mille deserti
in direzione ostinata e contraria respirate il sorriso
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| Capo nord, il sol s’aspetta a mezzanotte,
a frotta giungono i turisti come per magia
dalla roulotte esce un lappone in
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| Su
di un lungo
scrostato
muro di calce
la luce fioca dei lampioni
ombre incerte
proietta.
Lontano
dal frastuono del traffico
nella penombra
di quella dimensione intermedia
senza meta
m’aggiro.
E
per brevi
sconfortanti attimi
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Dicono che piangevi
le ali di un perdono mancato
e che non eri mai stata lontana
dal centro del petto
Mentre le foglie ingiallivano
tu provavi l’amore
fra i sassi rubati del cielo
in livido cerchio sul prato
Dicono che sei morta
pensando alle
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 | solleva foglie al vento l’aria maldestra di quel barbone
cammina scarpe aperte, cuore infranto - chissà!
non accenna a cambiare questo tempo
sbadato per tutti
cattivo presagio di un lungo inverno
la giacca che avevo raccolta non regge più
ieri
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| Vita mia cercati un padre:
uno spirito che mi illumini,
una pioggia di certezze
con una brezza di pace
nelle mie albe tempestose
mi sentirò guerriero,
nei venti duri della storia
sarò al suo riparo
avrò un consiglio
ogni volta che lo
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| Nella semplicità degli ultimi vive il credo di una vergine
storie di malati inginocchiati nel cuore di una donna
nel rumore del mondo abita la preghiera di una madre
refolo di un vento feroce tra le braccia dei semplici
credo di un’umanità che geme
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| Oggi te vojo immagginà com’eri
come che drento a un quadro de Pinelli.
Quann’era la festa der moccoletto
le ciumachelle doppo la mascherata
tra canti zompi e balli
s’annavano a scammià un bacetto
coll’innammorato a còre a còre,
er fiume je
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| Si leva il vento cadon le foglie
a terra come corpi morti poi più
forte di nuovo s’alza il vento
e quelle morte qual vive
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Vivo gli ultimi giorni
della mia esistenza
all’ombra
di una sofferta umanità.
Guardo la gente
con indicibile angoscia.
Penso continuamente
alla
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Passo falso di un abbaglio...
sconvolge ogni ordinamento
risultante di uno sbaglio...
delirante ingannamento
di bizzarra sua visione,
di
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Oggi raccontami un’emozione
o una fantasiosa sensazione
di quelle che tolgono il respiro
quando sogni che ti sono vicino.
La tua essenza respirerò pur senza
poterti ora accarezzare i capelli ...
quando li sciogli, son così belli!
E riuscirò a
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Chissà dove sono
le cose che ho lasciato
nella casa sulla collina
e le mie paure di latta
Chissà se qualcuno
ha trovato i miei ricordi
abbandonati sulla spiaggia
e i tramonti di cera
Nel cielo di maggio
quando il sole era stanco
per aver
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 | La mia vita è sottesa
ad armoniche tracce
a una forza di scorza
in un cuore che paga
il volersi incorrotto
a ogni landa che vaga
ma pagarne lo scotto
fattualmente incrementa il
consapevole ego
ch’a amor proprio collego.
.
Cotal vita in
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| Rotolare parole
e inseguirne
sonorità che ovattano
le sere di silenzio
altalenare battiti e scansioni
dal ruscello alla piena
dal barlume all’abbaglio
tra paura e viltà.
E mai riuscisse
il verso
a far brillare un viso
asciugarlo dal
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| Amuri e binidizioni duna a matri
a so criatura,
cu li vrazza di carizza
l’assetta ‘ncapu li unocchia,
l’attacca o pettu pi ascuntari
u cantu du nicu cori.
Scurri lu tempu
e lu donu du Signuri
crisci comu juri e diventa omu,
nu’ lassa pa via u
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A volte c’è un odore di immenso che sfiora le onde.
Tra il sole e la luna ho sfiorato l’immenso,
quel tuo universo fatto di sogni, vasto è
l’amore sono stato paziente ho cercato
ristoro tra le tue braccia.
La paura è un vuoto profondo un abisso
di
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Curioso il perpetuo vital ciclo
dell’Arum italicum, il bianco gighero,
che al mito di Proserpina fa memoria:
di Pluton
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Cosa mi aspetta al di là dell’orizzonte
dove finanche la luce si disperde
al sol pensiero di un eterno istante?
Cosa mi aspetto io da questo lungo viaggio
se le mie stanche ali seminano piume
sul letto asciutto di un’antico fiume?
Quanto
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E stasera va cosi,
oramai non ci si crede,
piangi solo per amore
e per esso hai pura fede.
Ti soffermi s’una lacrima,
senti il peso dei suoi passi,
scende per toccar gli zigomi,
evitando i fori sparsi.
Prendi in mano le tue idee,
quelle bozze
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Loro sono arrivati
e voi non avete pianto una lacrima
per i giorni perduti
o anche per i granelli di polvere
Che il vento portava dal mare
fino alla terra imbrunita
dai dolori
venuti da altre dimensioni
Loro sono volati via
e voi non vi siete
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Roma capoccia “pennica e pischella”
bocca che colmi d’oro il mondo intero
tra un volo inesistente e quello vero
passione eterna mia “friccicarella”.
Roma d’Ottaviano “brillarella”
risplendi sullo storico sentiero
nodato al taumaturgico
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 | Ora lo spazio chiede incantagione
per un tuo bacio come foglia d’acero
che d’autunno divampa e il seno penetra
ch’è plasma
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Dove sei dio di ogni religione?
Siamo tutti delle anime perse
abbandonate al mondo e a noi stesse
in attesa all’ultima
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Ogni tanto attendo i fiori
del tuo giardino solitario,
raccogliendo erbe e sassi,
mentre il sole punge.
Una notte senza stelle si propaga
tra la terra e il cielo,
lacrime solitarie
innaffiano i teneri germogli.
Nessun fiore è sbocciato
da
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Per fare un uomo di giusta statura
abbi rispetto per ogni creatura
e volontà di sapere imparare
ch’è libertà di riuscire a volare.
La nobiltà di linguaggio e d’azione
sia il tuo retaggio, il tuo alto casato;
sia la tua forza la grande
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Ti offro un rametto di mimosa Donna
e del suo profumo ti inebrierò l’aria
e acerbe parole per te nasceranno spontanee,
innalzerò il tuo cuore ed ivi regnerà la pace.
Ogni chicco di grano t’assomiglia,
ogni briciola di pane è tua figlia
ed ogni
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Non sentirsi all’altezza
a volte diventa un vero incubo
le mani si attorcigliano alla ricerca di spazio
lo sguardo imperterrito scava
in situazioni che mai vorremmo vivere
il cuore una vera spugna
che prende e lascia
lascia e prende
ma cosa
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Volge il ricordo oggi ad un tempo
assai lontano grosse balle di fieno
lassù in cascina un nuovo nato nella
stalla colmi i
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Sposa guerriera
la Luna di Marte
nel cielo d’Ottobre
più scuro dell’Ade
Le nuvole inseguono
un vento già nero
nascondono ombre
di un gelo infinito
E qualche pensiero
vola dal cuore
s’innalza la vela
segnata di morte
Respiri che
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70104 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 21421 al n° 21450.
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