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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 365’179Autori attivi: 7’451
Gli ultimi 5 iscritti: Donato Caione - Benedetto - Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 |
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Le 70161 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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Se queste povere ombre
avessero smesso
di dare i loro frutti neri
io non mi sentirei così morto
Così debole
anche per pensare
una sola carezza evaporata
fra le braccia di qualche strega
Se queste antiche nuvole
fossero state spazzate
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Ad inseguire la bellezza
nel giardino dell’amore
e vedere spegnere le luci
in un cuore d’airone.
A che serve tutto questo?
Ad inseguire l’onda
nel mare di passione
e ritrovarsi negli occhi il sale
di un’anima
che brillava come il sole.
Qual è
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L’éra ‘l marcante
’l pì belo che ghéra,
senpre lu ‘l diséa:
"Done è rivà coel,
da le braghe onte
e le palanche pronte."
Ben vestìo mai no’ l’éra,
ìl paréa proprio ‘n trato là,
sensa zèo e manco classe.
L’u ‘n sercàa i animai
che ciràa par la
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 | Oggi tocca a me
difendere lo scrigno delle emozioni tue
dirti solo ‘Va tutto bene’
per cacciare le spine dalle tue
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| Per questo canta maggio
l’avvento delle foglie
il verde che raccoglie
speranza e coraggio
tra rami morbidi fiori
cedono ai frutti posto
nascono così colori
per l’ombra di un agosto
tu che in quel prato ascolti
il sole e il temporale
cambia
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| Chiamami col nome
che solo tu conosci,
che sussurri tra i capelli,
che urli nella notte
mentre osservi
il tuo demone svestirsi.
Chiamami col nome
che sale su per la gola,
che ti colma
e ti accarezza,
che spoglia la tua anima.
Chiamami col
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| Come non addentrarsi nella bolgia
che ogni giorno semina il carburante
quel nettare non sempre idoneo
per chi ancora non ha centrato il percorso di vita
quel traguardo tanto desiderato
capace soltanto di fare lo sgambetto
quel dispetto
non
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Ti chiedo solo
di starmi accanto
e così riaprire
quei cassetti mai nascosti
perché sei l’angelo
che mai è sceso
oltre la coltre del mio io
perché sei l’angolo
mai appiattito
per il volere del quieto stare.
Ti chiedo solo
di
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 | È primavera
anche a Milano, nessuno mi può
convincere di coltri artificiali.
Sogno quest’odore ch’è glicine
tra stelle
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Il tempio d’amore
Mamma vita amore
generosità e perdono
Costola che vive
nei secoli tra le sabbie del deserto
disseta e acudisce
protegge la profondità dell’anima.
Batte il cuore al pensiero sereno
complice delle marachelle dei
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In silenzio si attende
come sul filo d’un respiro,
dalla collina solo un soffio
il brusio di memorie
che tornano nelle notti della merla
quando il freddo entra
ed il vecchio Sicano nell’antro
di Scodonì si rifugia.
Una crepa nasconde l’orma
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Ho sempre sognato
di mandare via il cielo
restare solo
e non avere più nulla
Ho sempre pensato
che un giorno
sarei stato bandito
in un silenzio di dolore
Nessuna parola
da dire e nessuna fortuna
da cercare
fra le pieghe del deserto
Ho
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Come
carne da macello
per i baccanali dell’Orrore
in file serrate
andavamo a morire.
Piegati
sino a sentire nella gola
il fetore malevolo
di quella terra oscura
bersaglio
delle nefandezze
di chi mai ha conosciuto il sorriso
o nella
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 | Cinque righe di foglio
note in si bemolle
quanto rumore si sfoglia sotto questo sole.
Sole di terre lontane, di approdi effimeri
accasati dal tempo in porto di colori.
La casa lontana dei pescatori.
Vela dei giorni andati per sempre lungo la rotta.
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Ho scritto alla notte,
lunghe lettere d’amore
lasciandomi avvolgere dal fato
che incarna
e riflette
tutti i miei
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 | Fiuto la pioggia
che imbeve di sé
il manto d’asfalto,
e torno a flirtare
coi fiori di pitòsforo,
a rimirare incanti,
come ape operaia.
Sfioro a mani in tasca
memorie di tristezza,
mentre respiro il passato,
seduto nel parco;
i ricordi
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Si diceva frutto acerbo ma del marcio aveva dentro
nella mistica paura di mostrarsi e di parere
vecchio e glabro e nascondeva quella faccia giusto al centro
e negava al suo destino d’esser ladro e faccendiere.
Si tacciava per pompiere ma affrontava
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Vorrei scrivere di te,
del nostro vivere quotidiano,
ma la mente vola verso altri lidi
che mi distolgono.
Non trova riposo
il mio pensare
e il desiderio di fare.
Non è mai sazio il mio spirito.
Ora dell’Eterno
vuole dissertare,
ora
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mi ingannano coi loro silenzi
i tuoi occhi hanno le parole
quelle che la tua bocca non riesce a dire
i tuoi occhi hanno le parole
chiuse in un diario segreto
così segreto
che l’unico custode è il cielo
i tuoi occhi hanno le parole
chiamano con un
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Nelle mani del tempo
ho affidato
il mio guarire
come ninfea galleggiante
dalle radici nascoste
ho lasciato al sole
il mio respiro
la speranza
di non affondare.
Nelle mani del tempo
ho superato le apnee
di acide piogge
dallo sguardo
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Il poeta
è come quel fiore notturno
che germoglia al buio.
I suoi versi sbocciano
nell’oscurità
della sua solitudine.
Il vate è fragrante
come un ciclamino in fiore.
La sua forza dirompente
è custodita nella sensibilità
dei suoi
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Frammenti di vita nel tuo esser Donna
cresciuta troppo in fretta
nel diventare Mamma.
Poche bambole ben pettinate
nei sogni interroti dell’infanzia,
mille carezze mai ricevute
nella corsa frenetica dell’esistenza.
Fiumi di parole nei tuoi
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Trent’anni e poco più
e noi lontani, sempre più
allora perché io, perché tu, perché noi
tutto questo, perché proprio a noi...
Domanda senza risposta in un cuore
che mai, ha smesso d’amarti
e che mai ti manca nel ricordo
anzi lo vive come se fosse
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Scarpe,
ne vedo passare tutti i giorni,
ombrelli colorati,
aperti,
chiusi,
neri,
come la vita.
Un angolo di strada,
un cartone caldo,
finché la pioggia non lo porta via.
E la fame...
quella di un profumo di pane caldo,
di dolci,
di
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Esente d’un valore dentro al cuore
che desta a se e negli altri ripugnanza...
che vaglia la persona come errore
senza dare alla vita un’importanza...
vivendo con un fare qualunquista
portando sprezzo verso l’esistenza...
odiando sè e una vita che
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Quando ti giungerà
l’eco del mare
tu sarai lontana
e il suo profumo svanito
Non potrai fare altro
che ricordare
il vuoto del silenzio
e spolverare
Qualche soprammobile
lasciato a ricordo
sopra i vasi rubati
dalle vecchie vetrine
Quando
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Cancellai dal cuor mio, il tuo sorriso
usai una spugna intrisa di vita
trovata adagiata sul fondo del mare
laddove tutto era più buio,
come quell’enigmatico ghigno
stampato sul tuo viso.
Non ricordo di una tua preoccupazione
nel capire il perché
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Sfinge scalfisce
coscienza umana
d’un mondo lontano
ove popoli e regni hanno
visto lo splendore del tempo.
Dal seducente sudore
inciso ad ogni pietra
da secoli
fioriscono le rose.
Al calar della sera
una soave musica
carezza la
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Questo voler frenare,
provare oscurare barbaglio
che timido osa saggiare,
senza peraltro voler scompaginare,
o rivaleggiare
battaglia alcuna.
I reggenti
vestono bretelle consunte,
paventano usurpazione;
agilità di chi sfugge al
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Lungo il fiume
respira l’acqua fonda
non so parlare con lei
anche se lei mi invita
dietro ai miei passi
la notte mi segue
anche lei sussurra
vuole sentir la mia voce
ma io incantato
mi perdo e mi ritrovo
nei meandri della storia
e non so
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 | Tripudio di colori sono occhi
di Madre,
specchio riflesso nel lago
di Maggio,
rosa dipinta sulla tela della vita
donata a Te ...
oggi ch’è la tua festa.
Profumo d’amor spandi nell’aere,
musa del tempo che sguardo
incanta,
edera di strette mani,
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70161 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 23251 al n° 23280.
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