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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 364’915Autori attivi: 7’451
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Le 69899 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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Mi hai portato nelle ombre
col rimorso del ricordo
e mi hai rubato il respiro
sulle ali di un corvo
Mi hai maledetto mille volte
ogni giorno prima del mattino
e con l’alba mi hai dato
il dolore del tuo corpo
Mi hai tolto tutta la pelle
ed il
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Ripenso al mio cielo
al di là di questi tetti
e case ammucchiate
che or
ogni beltà m’esclude
di quell’aurora
colma di colori.
E immaginando
fingo di rivedermi
quando gioventù era ancor domani
in quell’azzurro terso
quasi splendente
che
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E da tempo che non ho tempo.
Nel portafoglio poche spicciole di ore,
compro poco con queste,
quasi nulla.
I minuti corrono come cavalli all’ippodromo,
passano veloci i giorni e le sere si susseguono
per compiere veloce le settimane;
ieri era lunedì
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Stendo i passi
sul colle mio caro,
ad ogni alito di vento
un ricordo mi prende
e cammino nel mio passato.
Ho cento cancelli
che non ho aperto
e corso su mille strade
sconnesse e mi hanno...
riempito di niente.
Su questo mio colle
avevo
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Stipati in letti a castello di duro legno
occhi vuoti, menti che pensano,
si chiedono il perché di tanta cattiveria,
pregni di sgomento di miseria
Bimbi strappati dalle braccia di madri,
senza pietà, per pura volontà, si
stringono tra loro per
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La mia poesia è senza regole
è anarchia
inutili parole
tinte di nero
con sprazzi di colore.
E’ follia
eco
tarlo che corrode
è droga senza rimedio
frusta nella schiena
martello
che picchia nel cervello
ombra
che non vedo.
E’ treno
sibilo d’
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All’alba di bianche luci
s’aprono a fiocchi nuvole
di neve,
tripudio lieve, risveglia la mente
d’ammuffite foglie.
Candor sommerso d’invisibili passi,
lentamente si scioglie al nascente
sole,
non sfuma respiro
invaso d’inverno pensiero.
Ogni
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Il mondo non cade
a terra per un volo di farfalle.
Non vi sono pensieri
che tracciano
solcato d’illusioni.
Spunta l’aurora
all’orizzonte cerchio infocato
adacqua creato,
circondato dai sogni.
Libera Voce
soffocata
da un forza ignuda
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Nella brezza della notte che non consola
tutto tace nella quiete del silenzio.
Mi circonda il desiderio di riaverti,
mi consola il pensiero di sognarti.
Quanta nostalgia per parole non dette,
quanta tristezza per carezze non fatte...
Nel tormento
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Il vento non ha pace
e soffia in questo inverno maledetto
stracciando la tua immagine nel cielo
ed io mi scopro avaro
unito con i lampi e gli uragani
a tempestare valli e cuori offesi
con le vampate tipiche del giorno
che passa e non si cheta
su
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Sulu ‘ccu i me pinseri
...e fora c’era
un mari ca pareva appena pitturatu
...e m’avevanu lassatu sulu
’ntà dda chiana c’un finiva mai.
Chiuveva leggiu leggiu
ma finu ‘ntàll’ossa trapanava.
Mi vardavanu cull’occhi vasci
e di travestru,
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Tienimi per mano
la luna è sorta ancora
e dietro la collina
la luce non riposa
È il buio che ora regna
nel mio cielo nero
la pelle è morta ancora
in quest’eterna danza
Stringimi per gioco
non è il nostro momento
saranno i lunghi anni
a
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 | Anche la notte
somiglia alla tua bellezza...
intrigante
nelle sue ombre di luna
dentro il tuo nome.
Il nome...
una crepa nel mio
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| Chiudo gli occhi
nel tuo respiro,
e scendo lentamente
nel tuo pensiero
mi nasce un desiderio
che prendi come mio dono,
mi alzo nell’azzurro
e vivo là l’alito del cielo
tienimi stretto
non lasciarmi fuggire
è troppo grande
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| Si accende il giorno
tace l’istante
nevica sui miei passi
rosso torpore il desiderio di te.
Ti conosco
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| Forse moriremo insieme
abbracciati
all’ombra di un bacillo
o forse lontani
a testa in giù
impiccati
sul viale dell’amore
magari
sono deboli supposizioni
paure trafugate
nelle sfere
di falsi maghi
ma adesso vieni qui
baciami le mani
il
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Prendo a pugni il cielo nero
sfido nuvole grigie
che il mio sentire non rispettano
sfogo la rabbia che mi vive dentro
odio le bugie
e preferisco il silenzio...
Scende la pioggia
e il mio viso la ignora
mi avvolge la nebbia
e invento una
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Si veste luna col velo da sposa
tuoni e tempeste si scagliano in cielo
parto e lontano osservo ogni cosa,
mi tocco le mani mi mordo la lingua.
Prima che faccio ritorno la paura mi
entra nel cuore, tu mi dai tristi presagi,
tremi e le gambe sono
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Inverosimilmente
come una fantasia
che verso il sonno ti accompagna
o dal sogno trae sostanza
di pura luce
mi nutrivo.
Immensità
senza misura e conseguenza
che in un punto
di fulgida coscienza
mirabilmente confluiva:
questo io
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Veleno d’amore
le ultime more sono state colte
e il trono del bosco
appartiene al cielo nero
Il Re è morto
dentro alla sua terra e intorno
piangono ombre
nel loro deserto di vergogne
Linfa d’oro
nell’orizzonte dell’inverno
il tramonto ha
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Dormi mia piccola Elena
sorridi solo un momento
al piccolo lume spento.
Lì fuori con forza mena
la pioggia e sibila il
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Ho cercato in tutti i modi di salvarti
di salvarmi
e ti ho afferrato anche dai capelli
per non farti sprofondare
nell’assurdo teorema del tempo
degli anni e degli inganni.
Con forza volevo trascinarti
al di là del fiume
dove muoiono gli amanti
i
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Passo dopo passo hai scalato
il promontorio dei sentimenti
quando il sole raggiungeva l’alba
mentre l’orizzonte Ti impollinava l’anima
e nei fondali della mente i pensieri
levigavano versi in limpide immagini
delicate sillabe sgorgano dal Tuo
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Cerco l’istante perso
quello che vorrei riacchiappare
fermatosi sui capelli
sui bordi di un cancello chiuso
Freme
Sobbalza
Chiede
Istanti ibridi maturati negli anni
Avvezzi ad essere lasciati da parte
senza palpito
ma che corrono curiosi
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Si spezzano i pensieri in sogni
e nostalgia piange.
In questo silenzio verde
muta voce ascolto
e lacrima piove tra steli d’erba
che danzano allo spirar del vento
Ed allo sguardo
fra onde di seta e velluto
il colore s’accende
ed il silenzio
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Mi accorsi di amarla sul serio
su quella spiaggia all’imbrunir
priva di sole e sale,
udii un campanello d’allarme
in un attimo di bieca introspezione
nel mio cuor solitario
che amor non vuole.
Con un senso di inquietudine,
guardavo oltre
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Ad un palmo dal mio cuore,
ponesti le tue ali,
per concedermi di volare tra i dedali indecifrabili,
ove sostano le infinite frangibilità
di chi ama.
Un grammo di piume porpora,
aggrappate al ricamo occulto della mia anima,
che si confina tra
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Vaco ‘e pressa vaco ‘e pressa
ogge sì ddimane ‘o stesso.
Vaco ‘e pressa vaco ‘e pressa
mo’ v’o spieco e v’o cunfesso.
Ie so’ nato settimino
e me sento nu cerino
ca s’appiccia nu mumento
e se stuta ‘nchietta ‘o viento.
Ie so’ nato già
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 | Cos’è una spiegazione? è un elemento
abusivo, astratto, un intercalare, parole
vane, suono inconcludente tra miriadi
di stelle.
Si perde chi si mette nell’’ascolto, come
chi va per vicoli e stradine, in anfratti
bui e scuri dove volano i
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La Strega di Endor
respirava le ombre oscure
e sfiorava il buio
vicino alla terra dei morti
Per un anno dopo la notte
nei pressi della tomba
che aveva chiuso il respiro
al regno dell’Ade
Pronunciava trame nere
e fili di perla
tessuti dalla
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chiaraluce
cornice a memorie
ne trae e ritrae
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69899 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 24331 al n° 24360.
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