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Febbraio 2026 |
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Le 74626 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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Ogni dì che vede la luce
si potrebbe con stupore
ricreare quanto un tempo vissuto
grandi piccolezze si fanno avanti con il loro battito
musica per le orecchie si fa in quattro
per aggiornare piccolo notes che nel cuore freme
affinché niente
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Ah, potessi volare tra le nuvole
con ali d’aquila o di farfalla
splendere di luci
posarmi sulla bianca luna.
Cercarti tra le stelle,
le più belle.
Ed aspettar
che tu da me venga
e nel profumo di neve e vento io ancor bruci
in appassionati
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Mi nasce un pianto
nelle notti del vento salato,
la rossa sabbia sul davanzale
dell’amico mare lontano,
lui si spoglia e strappato
dalla tormenta, sanguina.
Non si fa tranquillo
il mio sudato sonno.
Sporca è l’alba
quando torno nella corte
ad
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Terra ca tene tanto
ca ‘e notte mette ‘o manto
ca schioppa dint’ ‘e vene
ca ‘e mmane te fa chiene...
Terra de l’abbunnanza
ca tratta cu crianza
ca regne ‘o core ‘e pace
ca nzerra e fa capace...
Terra ca è casa nosta
ca niente assaie te
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Tra nubi di perla
si nasconde tutta l’anima del cielo.
Nelle vetrate pallide
il barlume del crepuscolo
è un brillio di stelle.
Come in uno specchio
si svegliano i ricordi
nella sera che scivola verso il tramonto,
al ritmo del cuore
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Non t’arrendere al non desiato evento,
ch’insistente a quel viaggio, incline.
Lascia che sia io,
ad aprire quella porta
e solcare l’attimo.
Ch’ivano all’ultimo abbraccio,
avulsa, cercherai di ritrarre la mano.
Ma portami con te,
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 | Con la forza di un fiore
vedrai bucherò l’asfalto
e i miei occhi da una crepa
lì volgerò verso l’alto,
con la fede di un chicco
scagliato lontano
guarderò un campo ricco di grano.
Con l’eterna costanza
di un giallo girasole
in qualsiasi
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| E’ tardi stasera per modellare la vita
non sono ore piccine al contrario
in compenso la fatica si fa sentire
quando con difficoltà cerchi di porre rimedio
facile a dirsi bisogna provarlo
cercando di superare simile momento
un’idea si fa avanti con
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| Il buio della notte ormai dilegua
ed alba nuova appare all’orizzonte,
con i prati di perle rugiadosi
ove il raggio di sole già s’infrange.
Ed io ti vedo allegro scorrazzare
tra i voli di farfalle d’ali bianche
e il cinguettio festante degli
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Passa il tempo
e lo sento sulla pelle del viso
nei movimenti più lenti, ma resto
nel silenzio delle mie notti
a pensare a te.
Ricordo l’istante
in cui ho navigato i tuoi occhi
che dentro i miei,
hanno rubato fantasie
e quella candela
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Nel cielo sereno
una fugace finestra,
compare una nube.
S’attarda nel riquadro ceruleo,
adocchia dimore sbigottite,
avvista uccelli smarriti
scivolare nell’aria
mentre il fiume
s’insinua con le sue acque cristalline
come il respiro del
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Non avrai altro cielo
all’infuori di me
che piangevo carezze
al primo vento
di primavera sognata
e mai promessa
ai semi delle fate
prigioniere del mondo.
Non avrai altra nuvola
che non dia pioggia
e buio profondo
negato da anni
agli
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Sereni fiumi di luce
mi nascono dalle rocce
della mia verde valle
e, lenti mi seguono,
mi illuminano nuove strade,
salgono e scendono
dai colli che ombreggiano
qua e là i ridenti prati.
In cuor mio prego
che non scenda la notte,
è bello
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 | Con gli astri brillando sta cheta
la luna in un cielo di perla
e fra le stelle va verso la meta.
Nel nido già dorme la merla
attende che lesto il mattino
arrivi ed illumini il cielo
ma già va fumando il camino
perché pur col sole là fuori sarà
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 | La bella Palermo
si affaccia sul Tirreno
anelando invano
un futuro sereno.
Omicidi eccellenti
di sangue han sporcato
il suo bellissimo suolo,
il futuro hanno negato.
La mafia spara agli altri
ma l’isola colpisce,
la gente è confusa,
non
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| Quanto può fare un numero nessuno se lo immagina
seppure la fantasia possa far volare
in particolare quando attimi di solitudine
diventano amici fedeli
non importa prendere in mano un calendario
il cuore sebbene abituato com’è a ricordare
fibrilla
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Corse per sfidare il vento
grappoli di raggi di sole dentro un cesto
nell’aria di un respiro il sale
la sabbia di una clessidra
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Tutto è finito
anche questa luce
con le lune morte
d’amore rubato
ai sogni svaniti
una notte d’inverno
fra i lembi neri
di un velo divelto.
Tutto ora tace
e il silenzio rimane
come un sudario
che il fuoco
brucerà nel buio
portando la
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Silenzio infinito,
la testa confusa
di cupi pensieri,
scorre il tempo
e scorrono le ore nel frattempo
con un lento gocciare
che non posso accettare.
Tutto il cielo è color rosa
dal borgo la campana rintocca festosa,
vento che accartocci i
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La coscienza dell’altro
io non la vedo, né la sento,
ma non mi va di investigare
come se fossi un teste,
e cammino spedito
su strade che già conosco,
quasi ignaro del tramonto,
del temporale o del vento.
Sento un leggero benessere
in una adorata
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E dimmi se sei tu il mio verso incolto
per cementare il giorno e le bugie
nascosto tra le pagine e riavvolto
slegato dalle pallide manie
di chi si attarda a dare vita al nulla
giurando che col niente si trastulla.
E dimmi che lo insemini e
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Qualora tutto venisse meno
sarebbe come dover lasciare le briglie
guai ad avere dei rimpianti
la sofferenza sarebbe insopportabile
mai attaccarsi troppo alle cose
un rendersi conto che
niente e nulla potremo accaparrare
prima di raggiungere la
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Dietro l’ombra
c’è sempre la luce
e se le stelle
piangessero buio
ci sarebbe un cielo
su cui morire
con le ferite
di una vita intera.
Sopra le labbra
c’è sempre un bacio
sperato da anni
e negato dal respiro
che soffia via
la nebbia e
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La mia festa è solo mia,
non è la luce che gli manca,
ma mille immagini, quelle sì.
La campana suona ancora
e il mio cuore di gioia si riempie,
leggera è la mente
nei ricordi che accarezza,
ma il volo della certezza
più non sento intorno a
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Non si vive di terre aride
una goccia di pioggia raccolta dal cielo
insieme un seme
nel buio della terra nasce
perso tra fili d’erba
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Essere in attesa
non sempre riesce a far abbozzare un sorriso
in particolare quando guardando le lancette
il tempo sembra non passare mai
Essere in attesa
è quel dono della vita
che mai e poi mai dovremmo rinnegarlo
modo di comportarsi
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mucchi di cadaveri ammonticchiati sul nero sudario d’inverno
mediocri comignoli fumano sfinito veleno di una strage
cadeva la neve ed i brividi nudi ammorbavano l’inverno del 1944
io non vi perdono perché avete massacrato la dignità dell’altro
quanti
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Quel ragazzo pieno di sogni e fantasie
che scriveva poesie,
il professore mutilato,
quelle giovani teste rasate
con il destino segnato,
quelle madri che
cercavano il loro bambino,
lo studente geniale che amava
la matematica e suonava il
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Mi sorride il tempo
che saltavo il fosso
per vederti tornare
nei colori della sera.
Eri bella e leggera
più della brezza
che alla sera scendeva
per accompagnarti.
Io ero come un fiore
e vestito di vento
ti accarezzavo tutta
ma non
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Andammo ad incontrar il buio,
la ripida salita e negli occhi l’inferno umano.
Andammo silenziosi ed annientati dalla paura
ed un cuor agghiacciato di terrore,
fu il tempo dei morti viventi.
In quel treno non crebbero rose e ciclamini,
non fu
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Sicurezza
quel cavillo che non sempre viene rispettato
mettendo nei guai chi
all’insaputa viene deviato altrove
rischiando persino la vita
Sicurezza
un piatto di portata
sul quale dovremmo ogni volta rifugiare
affinché situazioni ambigue
non
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74626 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 5641 al n° 5670.
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