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Febbraio 2026 |
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Le 74643 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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sudicio suicidio d’angeli perduti
boccone di vita ucciso nell’incubo di una notte che vive
risata rauca di una camminata
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Scialatielle sciuliarielle
belle frische maniarielle
se ne scennono ‘mparanza
‘nchietta ‘o mare: che crianza!
Me ne magno a sazietà
pecché voglio suppunta’
chesta vita cu futezza...
Scialiatielle... che durcezza!
Scialatielle robba ‘e
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Bambola
dei giorni andati
memorie e balli
mai dimenticati.
Seduta
tra libri e poesie
scivoli nel tempo
accendi fantasie.
Occhi aperti
obliati tra i pensieri
rimasti chiusi
nel diario di ieri.
Tra le mie braccia
ti stringo...
...eppure
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Un abbraccio lieve come una carezza
per riempire il cuore di allegrezza.
Un abbraccio forte come un leone
per riscaldare l’anima
e ritrovare il calore del sole
in un semplice gesto d’amore.
Un abbraccio immenso come il mare
accarezza le corde del
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 | Andare in frantumi.
Tanti piccoli pezzi di te
sparsi nell’universo.
Inevitabile caos del disgregare.
E poi l’attesa ...
L’attesa di specchiarti
dentro
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| Di gloria in gloria
vive la mia notte,
leggeri i miei passi
attorno alla cattedrale,
balla il mio pensiero
sui canti della storia
che dove pesto io
si è scritta una volta
per mai morire.
Balbetto una preghiera
disturbata dalla musica
che vive
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Il regno delle ombre
è già qui
e tu sai
che non avrò paura
del buio intorno
a questo cielo
che merita l’amore
di un altro mondo.
Il tempio delle nuvole
è già con noi
e so che ritornerai
con le tue carezze
qui
dove tutto è iniziato
e
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La prima sembra al bacio
diretta frontalmente al vecchio cuore
poi arriva la seconda
che gioca a rimpiattino col dolore
mentre la terza vegeta
e canta delle spine la corona
all’altra che si affanna e si tormenta
e fattasi polenta
la lancia con la
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È diventato rosso l’orizzonte
con nubi minacciose in ogni dove,
e par che il mondo ha perso la ragione
dopo che al cuor s’è ritrovato ghiaccio.
Calmatevi, signori della guerra,
svegliatevi, o amanti della pace,
per questa terra datevi la
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Non sentire più nulla
dopo il tacito addio
il cuore è una culla
vuota di un figlio
Non ci sono più parole
per dipingere il dolore
la voce è una corda
spezzata da un colpo
Non vedere più niente
dopo il tuo sorriso
gli occhi sono fonti
aride
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Oppresso da una possa che mi spossa
sorreggo il peso che mi porto addosso
premuto e mosso come fossi oppresso...
mi ammacca nel torchiare le mie ossa...
fronteggio e contrappongo fin che posso
possanza che mi muta in un compresso
da pressa che
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Vestiti di buio
e le ombre
ti riconosceranno
al tramonto
quando la luce
muore di nostalgia
e respira
le ultime nuvole.
Avvolgiti nel velo
nero del lamento
domani qualcuno
lascerà il respiro
e questo mondo
avrà timore
del giorno
e
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Il giorno apre boccioli
scaldandoli li fa vedere
le bellezze della campagna.
La notte apre le menti
per donarle allo Spirito
creatore e Signore della terra.
Io uomo, incantato vedo e credo,
nel domani, nuovo
e che si rinnova
per la festa che
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Vicolo
ad insinuar tra ciottoli.
Frammenti di pietra
un dì
teatro di acclamate gesta.
I lampioni
ad accompagnar passi stanchi.
Occhi lucidi
si bagnano di ricordi.
Scivola
dalle tasche un fazzoletto
lume riflette ricamato segno.
Il
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Orrore di un seminare morte
occhi innocenti guardano il vuoto,
sogni spezzati, giochi finiti.
Paura.
Niente risate nell’aria salubre
e né allegrie nei saloni distrutti,
solo voci di aiuto e pianti innocenti,
ed in quei cuori acerbi
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Ora io sono il viaggio
col sentimento sbieco del binario
nel vortice agonizza il fuoco- luce
– il quasi grido – che
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Esseri umani o essere umani.
Sono tornato da quelle terre
mondi che sembrano lontani
dove incombono eterne guerre.
Urlano tra il silenzio delle bombe
piccoli occhi: l’umanità soccombe.
Quanti colori e stelle nelle bandiere
ma è autunno e foglie
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Fioriscono di notte
abbeverarti dalle stelle
sentinelle dei loro
arditi passi.
Vivono di celesti rugiade
regalate da albe azzurre
e di boccioli di vita
donati dai futuri Uomini.
Ogni notte li cerco,
li trovo, mi nutrono,
mentre io coltivo
la
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Non pentirti mai
di non avere parlato
e di non aver preso
il cuore degli angeli
nelle sere d’autunno
di qualche anno fa
mentre le notti volevano
restare per sempre.
Non piangere mai
lacrime rubate alle stelle
nel primo mattino
quando l’ora
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Ricordi preziosi
come petali odorosi invadono il mio cuore
che, come scrigno sigillato,
gelosamente li conserva.
Odore di nostalgia riempie anche la via
viottoli di allegrezza
si riempiono di spensieratezza.
Sopra la mia testa timido sole si
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Potrei portarti a spasso per il cielo
con l’ali preparate alla bisogna
donarti un nuovo passo del vangelo
che parla di coraggio e non di fogna
potendo spernacchaire la vergogna
che dorme sul cuscino della fede
e dato che più in alto non si
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Respiri blu cobalto
carezze azzurro intenso
baci di salsedine.
Brioso il vento spettina i capelli
profumo di mare e d’incanto,
caldo e appassionato il sole sulla pelle.
S’ammutolisce il cuore d’emozione,
s’azzurra lo sguardo, s’empie
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Nuova
la primavera della storia
mi dà lo Spirito che cerca
la mia giovane mente.
Leggero come un’ala di colomba,
mi vesto di un canto alla vita
che per la sua bellezza
sogni non ha.
I miei passi sanno già
dove andare, da chi fermarsi,
le attese
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Spengo la luce
chiudo silenzi dietro musiche inventate
gioco con il lenzuolo
danzando a ritmo del battito del cuore
copro il mio corpo che nasconde difetti nel buio invadente
che mi perseguita.
Stanotte ho il vuoto che mi racconta di noi
mentre
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Spicchi silenziosi di vita già vissuta e mai dimenticata.
Istanti in notti silenti nascosti in sogni scomposti, in
di dolci note, in melodie delicate, nascenti.
Come vele solcano il mare dei pensieri rimasti
intrappolati tra realtà desiderate,
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Blocco sociale
intelligenza sensoriale
tutto intorno a me non è normale.
A minacciar s’attinge
il caos nella mia vita
perso ho la via
non trovo l’uscita.
Sopravvivenza decadente
silenzio le voci
nella mia mente.
Bramo un rifugio sicuro
sogno
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Sul viale le foglie cadenti
nei brividi batter di denti
l’ombrello sconvolto dal vento
ondeggiavi con passo lento
mi regalasti un sorriso
mentre agguantavo l’ombrello
la pioggia batteva sul viso
quando t’aprivo il cancello
lo sguardo era
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Porgimi la corda
e perché la corda
si spezzi presto
aprimi il cielo scuro
e pronuncia parole
solo per trovare
la mia nostalgia
illusa dalle promesse
di molti anni fa.
Rivelami segreti
che non immaginavo
i tradimenti delle stelle
che
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Al visitare alcuni luoghi,
della mia amata terra,
si spalancò il mio cuore,
e nel partir poi fece guerra.
Da Leuca sino ad Otranto,
ci adagiammo quell’estate,
sulle coste salentine,
dalle baie frastagliate.
Delle calette più
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Sentire lo scrosciare della pioggia,
ascoltare il profumo della terra umida,
sentirlo sui capelli fradici.
Sentire il sapore del mare,
il suo dolce rumore,
il suo odore.
Sentire emozioni ascoltando il tuo cuore,
sentire i suoi battiti,
il tuo
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Si spengono gli ultimi raggi di sole all’orizzonte
come il canto malinconico del "paraulata"
e il tamburellio del picchio che ogni tramonto
si posa sul tronco secco di un albero.
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Le ombre della notte iniziano a danzare
tra gli angoli della casa.
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74643 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 6181 al n° 6210.
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