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Le 74661 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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Dove sono finiti
i miei versi di una volta,
pieni di una magia
che solo io capivo
ma che mi riempivano
di una emozione
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Corri corri il tempo non aspetta
.
è così che hanno insegnato sin da piccoli
senza mettere in conto
quanto poteva ledere un simile comportamento
ansia paure dubbi facevano la loro comparsa
senza chiedere il permesso
.
solo da grandi riusciremo a
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Applaudendo il sole,
il primo sorriso
al sussurro del mare.
Il vento accarezza
l’immenso cielo
sulla spiaggia d’oro.
L’ ottimismo risale
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Un vitigno di uva nera americana per anni
abbandonato e cui sol sole pioggia vento
con amore e premura cara donavano lor cura
e che in autunno a donare si offriva
generoso al passante sconosciuto solo
che lui lesto rapido lo volesse con la
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Bevo il vino
delle viti dell’infinito
e la grappa
che mi preparano le galassie
passo le mie feste
con i profeti della
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Solo i morti
hanno visto la fine della guerra
e l’inizio della primavera
ci ha visti morire
con i nostri dolori
di fine aprile
e senza di voi costruiremo una stella
dove brilleranno i sogni.
Solo i morti
ci sussurrano parole d’amore
e il
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Ho chiesto un caffè.
Tu, un semplice bicchiere d’acqua.
Sei stato sempre attento nelle tue cose.
Io, un po’ meno.
I nostri occhi si parlano.
Osservano quello che il cuore non vede:
il tuo esser più curvo,
il bianco dei miei capelli.
Siamo qui,
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L’arte del pettegolezzo pare proprio non avere confini
inutile intervenire per sedare la conversazione
il tutto verrà messo da una parte per riprenderlo poi
quando la strada apparirà vuota
giorno e sera non fanno differenza
la luce dei lampioni
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Scrivo il nome tuo, poesia d’autore
sigillo di maree, grafie
Lo scrivo con mani fameliche ridondanti
di segni che s’incurvano, alcuni
s’allineano altri
mendicanti
Scrivo il nome tuo, poesia d’autore
impronte nell’aere, meteore
Ne slego il
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I morti non parlano
e non sanno
se l’amore è finito
fra le pieghe
di qualche parola
mai detta
mentre la sera
spiegava le sue ali
su qualche perdono.
I morti non sognano
di altre notti
sussurrate a metà
fra le nuvole
e i cieli
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Guarda il vecchio al risveglio
nuovo della natura e laggiù guarda
che a rifiorire son tornati i mughetti
lì in un angolo nascosto del giardino
e nati da alcuni un tempo colti
dalle sponde dell’ amico fiume,
guarda e il pensiero suo presto corre
a
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Tutto è diverso agli occhi chiusi
di chi vede solo dentro sé,
eppure in un passato tempo
c’era chi camminava
sull’altro lato della via
senza fare caso al traffico dei passi,
spesso così pesanti
da alzare molta polvere
intrisa di giudizi e male
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t’ho lasciato andare
osservando la curva delle spalle
sparire all’orizzonte
fissando lo sguardo su quel punto
fino a non vedere più nulla.
Non potevi restare,
dovevi prenderti cura di un altra anima,
te lo dovevo quello spazio
l’unico modo per
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 | Estasiante cammino
sentiero inesplorato
inebriante sarà vino
nel castello diroccato.
Incedo lentamente
con l’Anima in pace ...
mi guida nella mente
ammaliante voce.
Pietre senza tempo
raccontano le mura
cuor poetico campo
arroccate su
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Dal cielo rosa pullulava una stella,
dov’era la luna?
Un’alba di perla
parea di vederla.
Erano poche le stelle
in mezzo alla nebbia di latte
rilucevan silenti
con zampette di gatto.
Tremava un sospiro di vento
squassando il lume
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 | Nascosta li in una stilla scorre
lungo gli argini.
Goccia dopo goccia, scivolando
ondeggia nel viaggio,
struggente desiderio
di vita.
Pare parte dell’ insieme.
Ma lei non lo sa.
Dondola scivola ricade emerge
scompare tocca pietre e semi
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| Un attimo soltanto un attimo
per rincorrere chi con fiducia
riesce a captare il vero senso della vita
cercando di inculcare in chi
non vuole neanche sentirne parlare
causa inconvenienti che ogni dì
si prodigano onde intralciare il
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| Canto per te, mia luna, una canzone
per farti compagnia nella notte,
quando solinga vaghi su nel cielo,
per rischiarar vallate, borghi e monti
con i tuoi raggi argentei e silenziosi.
E col mio canto, danzi tu col mare,
ove ami poi specchiarti per
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Lentamente
scendo verso il tramonto
e non ho voglia di tornare
verso la riva
quando il fiume ormai
è divenuto un mare
di dolore consumato
dagli anni in attesa
di una falce nera di buio.
Dolcemente
scivolo verso la fine
non ho speranze da
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Le parole del vocabolario
mi accarezzano la mente
come le ali di una libellula.
Le parole del vocabolario
non mi ispirano più
a scrivere poesie d’amore.
In un mondo
che non mi appartiene.
Le parole del vocabolario
non mi aiutano più
a
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Quante occasioni a portata di mano
che non sappiamo come gestire
ogni giorno qualcosa incide
e non poco sul da farsi
per il quale è difficile porre un freno
specialmente quando ostilità
fanno di tutto per intralciare
causando un vero e proprio
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Erano passati giorni
dall’ultimo sorriso
e navigavo ancora
in quei mari burrascosi e tenaci
che non lasciano tregua
nemmeno alla marea.
Trasportata oramai
come facile preda
di bestie feroci e affamate
di resti sanguinanti.
Chissà quale parte
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Il tempo va sempre avanti,
incombe il tramonto,
non ti spaventa e non ti fa paura.
Il sole muore
come l’ultima goccia di pioggia,
tempesta assordante
a ricordo delle notti d’estate.
Come un azzurro cielo
regali il tuo sorriso,
come neve che
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Piange un cane abbandonato
ai bordi del viale.
Piange un cuor di cane,
dolor ad addolorarle l’anima,
perduto e perso, piange il suo padrone.
Ad animo innocente piange l’amico cane,
mugola l’abbandono,
straziante solitudine ad obbligo
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Il cielo è azzurro
la Pasqua è già lontana.
Il fiore di pesco è caduto
cacciato dal frutto
che vuole posto e colore,
così lo spirito mio
che felice ha ballato
nella luce esplosiva
di una Pasqua attenta
dispensatrice di doni.
Anch’io un fiore
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Se non ti prende il cuore
se non fa sbocciare
le piogge a primavera
e se il vento non semina
ricordi di cielo
quando fuori tutto è fermo
anche il respiro dei giorni
e le stelle prima di sera.
Se non ti coglie improvviso
come una carezza
data
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Guardo le piante fiorite del giardino
e i colorati fiori e con la fantasia
dipingo il volto della mia Primavera:
roseo colorito il volto glielo dona
la corneus rubra, oro intenso quei
capelli come della forsizia il giallo,
occhi dolci delicati
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Difficile tornare a rivedere le stelle
quei tratti di vita che su carta
ancora rilasciano effluvio
scongiurando il peggio incitano
a coltivare quanto sino ad oggi
non si è mai tirato indietro
seppure con cautela
abbiano spronato a
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Coi tuoi trascorsi e con le mie avventure
madre mi sei mitica regina
in questo cielo smunta ballerina
mi giri intorno e in tondo con le cure
degli anni il tempo i giorni cari e pure
sei l’alfa e sei l’omega serpentina
di questa vita degna
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Ecco il giorno dei miei giorni
con gli occhi che non vogliono vedere,
ma il cuore sì, lui vuole sentire.
Cascate giganti di baci
mi trascinano dove tu
muovi lentamente i tuoi passi,
io accarezzo lievemente
ogni rotondità della tua vita
e vivo
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Ancor oggi come dettano della natura
i ritmi alla fine di aprile del pioppo
aleggiano nell’aria i bianchi pappi
quei frutti piumosi della viorna
cari al vate immaginifico e il ricordo
corre ad un tempo lontano quello
degli anni del ginnasio e al
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74661 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 7201 al n° 7230.
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