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carla vercelli
Le 804 poesie di carla vercelli
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 | Io non ti ho mai amato
ma eri l’affanno e il respiro.
Non ti ho mai amato, no
ma eri la voglia e il cielo.
Eri un giorno
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Nel mélange vernale d’astri e fiocchi
svettano le Odle dalle grigie cime,
celano dei sentieri ardui gli sbocchi
mentre
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 | Estate, che t'appropinqui
lungo l'orizzonte
con striature di grandi ali
vola il chiarore
da qualche albero inquieto
illanguidiscono petali d'azalee
nella luce orientale
s'inazzurra il mare
dai versatili pesci, pingui
e molli tintinnano erbe
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Tutto fra di noi ha un senso
gli arrivi le partenze
in questa stazione che abbiamo preso in affitto
treni arrivano altri se ne vanno
fischiettando, li abbiamo rincorsi
attesi invano.
In uno squarcio di luce
treni se ne vanno.
Noi restiamo: tutto
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 | Rossori di ciclamini infuocati
navigano il lago.
Defraudata,
la temerarietà delle barche
riposa su rigurgiti incanalati.
Si detergano pure piume
germani reali
indecisi al tuffo
indifferenti alla gente
se: nugoli benigni di persone
fra
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Due fiori: l’una sensuale orchidea messicana,
l’altra aristocratica violetta del Friuli.
L’una pittrice, l’altra fotografa.
Più che le parole usarono immagini
l’immagine è potente come un pugno
soffice come una carezza
il loro dolore, la
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Bello è dipingere, bello scrivere
ma anche no. Rivedo il ruscello
in un giorno di maggio. Sassi levigati
nella canzone precipitosa dell’acqua
tersa e argentina. Sono al tuo fianco
seduti sull’erba, le mani che cingono
ginocchia ripiegate. Ignari
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Non so cosa fare, dichiari sconsolato
qui e altrove muore la speranza. Replico:
anche tu hai la proprietà delle lacrime
esse misurano il mondo, lo riverberano
terso in salino toccasana. Lo cambiano.
Scendono copiose di fronte alla
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Ripeti il mio nome
quando sulla banchina
il libeccio ti percorrerà
con un brivido gelido
Ripetilo
quando non saprai partire
attraccato a funi di dubbi
incagliato nelle pastoie delle abitudini
Urlalo
dispiega una vela d’emozione
per salpare
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 | Degli ombrelli ti ricordi a malapena.
L’ultimo -comprato a Madrid
quando l’acquazzone da Aranjuez
ci rese poi notturni e umidi
l’ombrello, ti dicevo
-per me una reliquia-
scomparso negli effluvi
-neanche torrenziali-
di questo novembre
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Mia mamma diceva
che le maniche fanno il vestito.
Io l’ascoltavo
pensando a maniche intercambiabili,
piuttosto.
Quelle delle nobildonne rinascimentali
talmente belle da lasciare in eredità
ai derelitti,
così preziose da macchiarsi
per averle, di
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 | Chissà cosa ti passa per la mente
coi tuoi bianchi calzini
una transitoria paura dipinta sul musetto
in tutto questo affannarsi di gambe.
Sì, cagnetto
guardaci con fondato sospetto
noi umani,
che il tuo timore
dovremmo trasformare in
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Ti vorrei rincontrare
in posti dove non sono
ancora stata. Ho troppe remore
briglie dal trascorso, ricordi
che affogano di menta il mio seno di latte.
Magari a Sintra: porte che si aprono
e indirizzano su corridoi in pieno sole
principesco, otri
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 | Alba, toni contadini e raffinati
dagli arbusti di rose all'apice
degli spartitraffico nei corsi,
all'eleganza nei modi
e del vivere autentico e felice
in un'industria di cioccolato internazionale
o in una minuta serra,
dai tartufi,
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 | Separato l’avere dall’essere
-qualche ente di passaggio-
è tutta un divenire:
la cagliata nel formaggio
del vino
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Arrivare in Provenza fu cedere alla bellezza
t’osservavo guidare con calma in autostrada
i tuoi occhi verdi riflettevano il tramonto
dai saliscendi delle colline su di me
ampie sensazioni di respiri trattenuti.
Serbavo in grembo colombaie e
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Invia un messaggio privato a carla vercelli.
Indirizzo personale di carla vercelli: carlavercelli.scrivere.info
Gratuità L’Anno Santo della Misericordia (Spirituale) (Spirituale) |
Le mie numerose scarpe
hanno la medesima mia dualità,
seducono morbide e accoglienti
nei luccichii delle vetrine,
tradiscono a insoddisfazioni incipienti
lasciando fastidiosi verruche e calletti
sulla mia stessa carne.
A volte però cammino
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Non ho mai inteso del tutto
nei métro l’esagerata riservatezza
da Parigi a Napoli a Milano
quella che assumono certi
impettiti personaggi
uomini donne persino ragazzini
chiusi in una triste solitudine
con lo sguardo incernierato lontano
teso solo
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 | -Dalla vergogna al protagonismo-
mormorava un sindaco
di terre inaffidabili e scordate
laddove la bellezza gioca a
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 | Due cupolette limitanti il mare
che rifiorisce da un pino e poi un fiore,
è di Ravello, se ti porta seco,
questa la
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Fantastico il cielo
Offre asilo al vento
Rubacuori e libertino
Solletica le foglie
E le lascia poi al destino
Io sto fra il cielo e il vento
Nicchio una pace turbinosa
Una tempesta calma
Nitida d’azzurro
Girovago saldamente
In angoli
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perdono d’originale peccato
silenzio vellutato di promessa
un bimbo che dorme
trattiene nel suo sonno di ciniglia
tutto ciò che sarà e che è stato
ancora
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La tolsi poi quella sottoveste
sicura di sedurti. E così fu.
Baci appassionati e carezze di satin
sulla mia pelle nuda -Ti amo-
dicesti, e si fermarono lancette
per un attimo zittirono tordi e rondini
il nembo non si sciolse in pioggia.
-Ti amo-
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 | Ho spalancato la portafinestra
ritirando fiori e ricordi
e tu sei entrato
svolazzando di gioia e di paura
attirato da
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Avvicinati al mio seno tiepido
-sei il corpo che freme e m'innamora i fianchi-
la bocca sulla pelle candida e protesa
sfiorami l'anima con sapide carezze
e un respiro caldo t'invada
ove la mano percorre sentiero di lussuria.
Ora la tua
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 | Guizzi di pantera
movenze di passione su te
disteso nudo
che vuoi più vera la notte-
mi lasci fare
il tuo pugnale
bello, caldo
di sangue irrorato
vibra nell'aria
in cerca di me
le dita arpeggiano
le labbra impazziscono
le cosce
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Già dalla primavera una frana
colpito avea l’ermo colle del Poeta;
ora tremenda faglia ha aperto crepe
laddove la famosissima siepe
"dall’ultimo orizzonte il guardo esclude",
e la valle non è più tacita e quieta.
Il terremoto certo a un
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 | Vi penso sempre
non solo in questo giorno
di mesto raccoglimento
che vi commemora come defunti.
No! Voi siete vivi al
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 | Intabarrata in questa nebbia nera
agli sgoccioli di amori lunari
ho il pallore d’attese sfibranti
e la viva sensualità femminea
che non cede alle imposizioni.
Approdo da un mondo risommerso
dove mi penso libera e straniera
e il gesto d’amore che
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La ridda dei secoli l’ha appena sfiorato,
guerre, saccheggi, dominazioni,
l’andirivieni di gente d’ogni sorta,
i regressi, le invocate evoluzioni,
il confuso compiacimento di una falsa fede,
l’acume del tramonto e dell’alba il brio,
l’ilarità del
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804 poesie trovate. In questa pagina dal n° 331 al n° 360.
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