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Le 87373 poesie dei soci sostenitori |
A volte par incerto il navigare
ché meta non s’intravede
e par sol a vuoto di remare
Ma v’è placido litorale
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Il tempo non ha tempo e l’orologio
si attarda a fustigare il tuo passato
e scrive sulla sabbia il necrologio
dell’oggi che domani avrai scordato.
Futuro e non futuro il mai afferrato
si piega alle tagliole del tiranno
e non sapendo come e cosa hai
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 | Raccoje co’ fatica
li grani pe’ l’inverno
e l’ammucchia ‘a formica
ner suo lavoro eterno.
A tutta gola canta
e stride ‘a cicala
oziando su ‘a pianta
finché er giorno esala.
Ma quanno poi ‘a fame
‘a stuzzica e ‘a preme,
nun ha né ‘n po’ de
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Evanescenti fantasmi
tremolano nell’aria rarefatta,
i tuoi occhi color della notte
catturano scintille di sogni.
Nel gioco furfante della nostalgia
recupero pezzi di cuore,
scorrono silenzi, si ferma il tempo,
petali di vita mi
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Immagini che vedi ma non tocchi
sensazione quando chiudi gli occhi
scrivere nel tempo che ci consuma
assistiti dal sole dalla luna
Artigiani della sola parola
laboratorio di un doposcuola
pensiero mente in navigazione
per una astratta
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Il lento gocciolare
di queste fonde,
intinge gli steli
in acque torrenziali
che profumano di cieli limpidi
e sorrisi carichi
dei colori di primavera.
Giunge il tempo
di gravosi carichi
e risposte,
in risonanze di tempi andati.
E non mostri
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E ci risiamo con questo numero
ogni volta capace di rivoltare le zolle
onde non rimanere indietro in quel volere
in tutti i modi essere di compagnia
e non si sbaglia visto l’accettazione
che sempre riesce a tenere ben in vista
persino
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Sotto le luci soffuse di questa stanza
affondo bacio dopo bacio
nel mar mosso d’un adorno furor spaziale.
Non ha alcun dubbio l’apnea d’arcobaleno,
tra il pieno e il vuoto delle curve animali,
che esplode come stella cadente qui nelle
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Riposa sui sogni
io da questa casa
chiuderò la finestra
per non sentire
nulla che non sia
silenzio o almeno
la sua ombra
flebile nel dolore.
Ritorna di sera
per dare alla terra
qualche goccia
di cuore malato
o anche il profumo
di
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Il sogno è il tuo boccale di esistenza.
T’invita a bere, anche quando non hai sete.
Acqua alle rose, profumata di essenze.
Gorgoglia di sospiri di luna.
Si adagia ai piedi di rive scoscese e goccia goccia si riempie fino a traboccare di Niente, di
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Passano brumosi i giorni,
nuvole pallide
lacrimano sui petali di rosa
rugiada sfavillante d’argento.
Il pianto della pioggia
è la risposta
tutte le volte che ho sperato
che dal silenzio mi giungesse un canto.
Il sole dissolve la nebbia nel
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È tardi ma non importa
sarebbe un peccato spezzare la catena
non risolverebbe certo i problemi
mettiamoci dunque al lavoro
affinché tutto sia finito al più presto
c’è chi attende non facciamolo aspettare inutilmente
sarebbe buona cosa mettere da
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Tornerei a quel giorno, regina del tempo,
quando l’amor allineò tutti i satelliti più reconditi
contro i buchi neri della malinconia battente.
Terrei stretta la polvere lunare, di quella notte,
per benedir di miracolo ed energia
il miele celeste
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Ci ripareremo all’ombra
di un albero di una via
d’una casa d’una galleria
ove più fresco tutto sembra
Beviamo l’acqua a più sorsi
veloce disidratazione
così non ci sentiamo persi
cambio di alimentazione
Brucia come fuoco il sole
su pelli
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Seduto su questa sedia
ascolto il risciacquio
dell’onda,
è gioia per me
che non si confonde
con la felicità
che mi porto dentro...
C’è pace attorno a me
e nel momento in cui
or penso a te
tutto si rasserena,
in quella parte di me
che
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Ascolta!
Cade soffice la pioggia
su queste foglie brillanti,
i vetri a stento ovattano
il tamburellare ritmico
e il vento
che a raffiche veloci e sibilanti,
investe il giardino in penombra.
Ascolto.
Attendo il rumore amico
del tuo
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Non ho voglia di giocare
per scoprire fino in fondo al punto giusto
le parole che intrecciate fanno festa
mentre il tordo mi zampetta nella testa
col suo grido di maniera “Presto fallo!”
Non mi sento di tentare
coi tuoi versi assatanati del
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Ci sarà pure un modo per diagnosticare
quanto ogni dì ci sorprende nel preparare
quel talamo dove il riposo diventa superfluo
considerando quello che dopo la nostra distesa
di vocali e consonanti sotto quel gettito
l’arruffamento diventerà di
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Sai che ti penso
ancora e qualche volta
sogno di noi
fra le ombre d’inverno.
Sai che di te
conservo il profumo
e le lacrime
in uno scrigno di vetro
lucidato a veleno
per non rovinare la vita
lasciata sola
da un vento nemico.
Sai che ti
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s’arresta il dolore
sull’ultimo abbraccio mancato
si spalma sul cuore
in attesa del colpo finale
l’abbraccia con fare
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L’istante che nasce e muore
in germogli di pensieri stanchi
che a ritroso muovono maree e sogni,
si fonde nei tuoi occhi stanchi.
Silente attendi
con mani giunte e ginocchia tese
il sopraggiungere
della prossima tempesta,
il fragore dei
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Un incedere elegante
e’ il tuo passo intrigante
dondolante come i fiori
nella veste i tuoi colori
Sei un sogno all’improvviso
sorprendente affascinante
in un angolo della mente
che si espande nel sorriso
Il tuo collo è delicato
di un candore
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Io sono un frantumo di atomo inconsistente
che trova corpo nell’esistere.
È fiato, mani, mente.
Organizzazione di un Tutto scomposto
tenuto con fili di vento.
Può sfaldarsi al primo uragano.
Ma ora che so, mi tengo stretta.
Cerco di proteggere
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Non basta credere di poter arrivare dappertutto
quando il tempo si mette di mezzo con i suoi sgambetti
riuscendo persino a farti sentire impotente
difronte a quanto seppure con timore
spetterebbe al contrario elaborare con fiducia
in tutta fretta
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 | Il futuro dentro gli occhi mano nella mano
l’umile pianterreno era un ricco sesto piano
fra il volere e il potere la distanza è l’abisso
il lavoro certamente non era il posto fisso.
Al vecchio motorino mancava non solo la vela
ma due litri su tre
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| Là,
nel buio
tra stelle mute,
la notte, infinita,
come un abisso
mi avvolge, senza tregua,
e mi perdo.
Tu, lontano,
come stella cadente
che mai toccherà terra,
resti sogno,
eco di un desiderio
che non conoscerà
la luce del
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Qui sono sola
non c’è più ombra
e il silenzio
copre ogni cosa
come la pioggia
quando le nuvole
piangono cielo
sulla sera scura.
Qui non si sogna
nemmeno all’alba
mentre la luce
sembra un ricamo
che batte il tempo
come fosse
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Questo niente che sa di tutto trabocca in me in sapori sconosciuti.
Potrei restare ferma a lievitare incanti.
Mi serve la mano dei tuoi sogni.
Non occorre tanto trambusto per essere felice!
Poco, appena un ago d’amore da ricamarsi attorno.
E nel
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La neve si scioglie
Il torrente in secca
la sua acqua accoglie
ché la strada cerca
Si sveglia la marmotta
Zampetta lo scoiattolo
La tartaruga anzianotta
sembra quasi un mostriciattolo
La pernice ancora
di bianco vestita
Non ha cambiato
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 | Briciole e frammenti
di polvere sopra al cuore
pezzettini di momenti
oramai finiti chissà dove.
Sul pavimento di casa
tra le lenzuola ed il tappeto
accampati con una scusa
dentro ad un annoso segreto.
In vecchie foto ingiallite
di stagioni
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In questa pagina dal n° 4171 al n° 4200.
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