 | Vita,
si esalta quando nasce,
in un itinerario si perde,
e si vive in anni verdi,
un amore
cura le stagioni,
ritornano come visioni,
e rinascono i giorni.
Cos'è la vita...
dubbia paura,
la parola dura,
un verso muto
ne fa
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Non soffocare il mio desiderio
non soffocare il tuo
lascialo respirare
mentre s'illumina il cuore
ed i riflessi di quest'amore
toccano le stelle.
Non soffocare il desiderio
mentre si sciolglie
tra le tue mani
lascialo andare
mentre bacia la
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Petali di cuore
che splendono
nell’ovazione del cielo.
Il campo in germoglio.
Petali di cuore,
giochi di parole,
giochi dei sentimenti
in mezzo
alle rive
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 | Intarsiata
in un ramo intrecciato
dai colori sbiaditi,
nel frammento invecchiato,
sei la rosa
della radice intatta,
indimenticata e amata.
Incredibile
lo stelo,
lasci incredula,
i tempi passati
dietro un amore,
i ricordi,
un vivere
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 | Nelle vie dell'anima,
cuore ansima,
il tempo fischia,
cammina nella foschia,
e rimane me,
di te il vento
freddo avvento
in un mare, sento.
Viaggio
attraverso sogni
e in un pensiero,
appoggio, la vita.
Come un tratteggio
inserito
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| Ho provato
a ballare su petali di vita
ma appassivano
uno a uno.
Ho provato a cantare
sulla luna fusa
ma dormiva di notte,
pizzico del cielo.
Ho provato
a cambiar la vita
ma non si può vivere
senza peccato,
guida miei
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Cerchi nel vento...
dov'è la tua identità?
Orfano dei sogni,
plagiato da un'arcana volontà
vegeti senza gloria
nel pantano dei sensi.
Attraversi l'aria per superare
lo steccato della solitudine.
Strani pensieri
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 | Il posto sicuro di una sedia
è tra pareti chiuse
è acqua sversata sul pavimento.
Lì si giocava a scacchi
e ha vinto la regina...
Una traccia lieve sulla sabbia
filo di un gomitolo disfatto
guerreggia con danze di parole
e
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 | Conosco
il sentiero per eliminare
la sete di desiderio,
inonda e sonda
la vetrata della vita,
e so di memorie,
luoghi di immaginato volere.
Uomo,
infinita razionalità,
avvolge l'estro,
e ne fa certezza,
così,
del cuore
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 | Venticello
della sera,
sconvolgi la mente
tracci il presente
con tremolio furente,
e ridoni la leggerezza
padrone di una carezza
l'abbandono avvezza.
Quanta follia
in una lacrima sospesa,
rapprende il tempo
si fa intesa
l'ardore
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Il poeta, in fondo, è un poco ladro,
uno che va rubando una parola,
una frase, un verso, un ritornello
che qualcuno lascia in giro senza peso,
e ne fa spunto per le sue illusioni.
È sempre lesto a carpire un sorriso,
una lacrima,
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Rinchiuso come un ricordo in disuso
sto qua, nel cassetto della mia anima...
non dimenticarmi proprio ora
visto che di noi ho deciso il domani
e non lasciare il dolore offuscar la tua mente
tutto è cambiato da allora...
fosse solo il mio
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 | Notte che abbraccia il sonno
e aurora che sveglia il sogno,
brezza leggera
che dà sollievo
in una giornata afosa,
e lava incandescente
marea impetuosa
che naviga le tue vene,
e quel sfiorarsi con lo sguardo
senza toccarsi
spettinandoti
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Non posso nascondermi all'infinito
non è il buio la mia casa
io sono colore e luce
ed è là che voglio vivere
nel fulgore del mio sole
dove ancora mi sento libero
eppure c'è chi mi deride
per la mia anima che veste di
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Come non ricordare quell’attimo
dolcezza accompagnava
musica nelle vene
ancora freme
cingevano le braccia
in una morsa
instancabile
pulsava il
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Mi rubi il tempo
Come quel nodo alla gola
Dentro un gelo da radura
Ai piedi d’un'ombra su pelle scorticata
Scivoli silenzioso, come onda setosa che
Scorre i tasti sulle note alate del vento
Resta fermo il cuor oscuro telo
Che copre l’ultimo dei
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Ti scrivo e gocce di brina colmano il cuore
Anche se le parole non arrivano a destinazione
Eppure diramano e guizzano traboccano respiro
E l’anima mia, morbosa gorge su intensi viali
Cadono così le lettere su mani nude scorticate
Dal dolore
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Cala or la notte
nella notte di me,
là dove il cuor mio
non trova pace
c’è sentor di buio, in me
quell’acre sapor del nulla
che mi rattrista l’anima
eppure, sei con me...
non mi basta la tua effimera presenza
vorrei di
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S'incendia nel riverbero il mare
che tutto d'oro spicca,
e improvvisa mi coglie la sera
con te, sul lungomare al Solaris,
nella distrazione d'un abbraccio
Venere presenta una raggiante luna
che con riflessi il nero tinge
d'una acqua lucida e
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 | Raggiungimi anche
lungo i viali del tramonto
dove il vento
rapito
si ferma ancora
sulle foglie,
e l'acqua trabocca
ai margini,
raggiungimi sulla riva
dove la schiuma
confonde i pensieri
e le nuvole
hanno un'anima.
Non tardare
il
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| Ti desidero
come i flussi di pace
in suoni,
supplicando il cielo
a spogliarti
del tuo vestito d’oro
per celare
la tua riva di sole,
il cuore mi attira.
Ti accarezzo
nei passi leggeri della pioggia
che dondola il destino.
Toccarti mi
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| Nel cammino
sulla tua pelle
già il sole sorride,
tra tuoi seni
gocce di miele,
rimango
stupito
dal folgore che abbaglia.
E' una
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E' vuota la vecchia panchina
silenziosa vuota sempre attende
li
sul viale dei ciliegi
all'albeggiar del nuovo sole allo scoccar della primavera
piovevano
milioni di profumati petali
al preparar del nido a nuova sposa
e
quando al
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Sulla corolla del tuo fiore,
ricca di pioggia,
bagnerò
le labbra
nella mia gloria,
toccando
in armonia
i tuoi seni
per merito della creazione
e nel bisogno di viaggiare.
Il tuo universo di sole
si apre
nel sapore
di nuove
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Sarò il tuo rifugio
anche quando te ne andrai
incavolata con le valige in mano
e quando tornerai
sconfitta dalla potenza di un sogno
e il tuo passo sarà lento pesante
e sottovoce nell'oscura
immensità della notte
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Il giardino
che riflette l’essenza
accolta
in un palmo di gioia.
Il giardino,
palmo di sole,
palmo d’armonia
in mezzo
al
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 | Osservo un sorriso
fermato a giorno
velato sul viso
in istanti d'intorno,
parole di un tempo.
Dimmi,
se domani, vorrai
far cadere lo sguardo,
nei silenzi degli occhi,
e guarire, distratto,
una lieve lacrima
lasciata bagnata
in un
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Il destino crudele inganna la realtà
Affronto
ombre inquietanti riflesse sul futuro
al seguito di un sogno ricorrente.
Come una catena che comprime
il mondo delle passioni passate,
allontano i fantasmi inerti
oltre la siepe dei ricordi
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In questo silenzio
una carezza
sui fianchi
risveglia
i sensi.
Sei la mia chitarra
tra le mani
che solfeggia
in ritmo della tempesta,
mentre
incastrata
nella follia del tempo
di nuovo
sarai felice
assaporando
tutto quel miele
che in punta
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 | Mi ritrovai a recitare consunti mantra
era autistico l'automatico salmodiare,
non osavo sondare i pericoli del mare
né m'azzardavo scavare con la vanga il profano,
cieco era l'ardore!
S'affievolì come flutti di marea il folle
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