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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Gli ultimi 5 iscritti: Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 - albero95 - annalisabacciocchi |
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E la candida neve già si scioglie
nei campi, nei vicoli e sopra i tetti,
dove si respira ancora il silenzio.
Sornione, il sole s’attarda ad uscire,
ma qualche fiore ha rubato un suo raggio
per l’imminente e gaia primavera.
Tra di loro si
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È tutto molto strano
il passare del tempo
le gambe che esitano
il passare della sera
e le gocce sussurrate
dal mattino senza pace
che trema un momento
di luce nel perdono.
È tutto molto vago
la forza poi il deserto
non so più cosa amare
le
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Gentile, un afflato
dentro il cuor mi vive,
un affetto che mai mi lascia.
Cortesi parole
e un bacio sulla fronte
ho da donare
ai miei fratelli innocenti
che qui sul Carso
furon molto offesi.
Un abbraccio mi prende
e che ho da offrire
a
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Il sentiero dell’amore
cerchia la tua casa
e là davanti al cancello
ci aspetta, sempre,
in non tardo mai,
i fiori mi hanno profumato,
la brezza fresca
mi ha pettinato
ed appena ti vedo
ti abbraccio, come
un venticello birbante
e mentre tu
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La sensibilità è una pelle sottile,
trasparente come vetro al mattino,
ogni sguardo diventa una crepa
dove il mondo entra senza bussare.
Sento il tempo passarmi addosso
come pioggia che non sa fermarsi,
mi bagna i pensieri, li rende pesanti
e
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Sono scheggia di tempo
inerme osservo
la voragine del mondo
sfioro per caso gli attimi
e lo chiamo destino.
Cammino nell’incertezza
riempendo calici di silenzi
brindando al cielo
in cerca di un segno.
La luna mi guarda
senza giudizio né
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Accarezza un tremito sottile di un vento d’inverno.
brucia il sogno rosa vero fiore che odora i tuoi occhi.
Saluto l’aurora un risveglio cosmico che lava l’erba con la rugiada.
scivola il fruscio del cuore denso tremore di chitarra.
Bellissime gocce
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Impossibile cercare di mettere a posto le cose
quando tutto va a rovescio
rimandare potrebbe essere deleterio
per chi si affida al nostro operato
ordunque fare una cernita non pare indicato
per la grande mole di lavoro che rimarrebbe
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The muse is on her deathbed,
abandoned by the world.
Interests,
radical ideologies,
and internal and external
conspiracies are raping and pillaging
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Entra nel mio buio
la porta è ancora aperta
i sogni sono fuori
che attendono vergogna
le sere già sussurrano
le pelle che accalora
carezze senza tempo
e graffi sullo sguardo
che cerca di volare.
Lontano dalle lune
le finestre sono
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Ho forse ali di gabbiano,
o tal avverte il mio sentire,
che mai smetto di volare?
Forse che del ciel conquistata son,
che non smetto di sognare?
Punto i miei nudi piedi
sul suolo della Terra,
per rinsaldare
il mio peso alla natura
e ad essa la
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No, soldato Tuo,
ma Tuo aiutante,
no, lontani una dall’altro,
ma vicini, stesso passo,
una mano dà l’altra riceve,
un solo nostro pensiero
per costruire assieme
e assieme godere o soffrire
se le nostre mani stanche
sono rifiutate,
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E muto resta il cielo al disperare
mentre la terra gode e non sa fare
altro che stare ferma ad ascoltare
questi lamenti vani chiusi a chiave
nel cuore cieco e sordo al mio latrare.
E cieca e sorda la mia mente vede
la storia del dio uomo fame e
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Luna,
dove vai luna così triste stanotte?
Aloni grigi spengono il tuo fulgore
il ruscello non sa più cantare
ai fiori tristi piange il colore.
Sorridi luna,
sorridi come allora.
Ricordi?
Ci guardavi compiaciuta
abbracciati e innamorati.
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Uno, due, tre
lievi rintocchi
di campane mute
quattro, cinque, sei
passi verso la porta
di una cantina socchiusa
sette, otto, nove
gocce di pioggia
che dalle fronde cadono giù
dieci, undici, dodici
chicchi di grano
in una mano
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Quel dì nascemmo come onde al mare,
ad arrivar con garbo ed educazione,
gentil parole ed emozioni ad emozionar cuore,
ombre funeste ad adombrar mente.
Ti chiamai adolescenza,
nascemmo con quaderno e penna
lacrime a cader su mattonelle,
quei dì
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S erge un fruscio caldo come un bacio
prece d’un fiore che profuma i tuoi occhi.
Soffia la brezza che scalda i tuoi capelli neri come la notte.
amo la rosa che cresce nel silenzio delle nuvole.
Brucia la carne della tua bocca arrossata di baci.
io ti
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Non temo il passo oscuro del domani
che ignoto viene e poi si rivela
la paura ne serra i vasti piani
e l’anima nel gelo suo sigilla.
Io resto, e nel silenzio delle mani
l’attesa si fa limpida e fedele
non è rinuncia, ma vigore umano
che nella
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O madre, fragile come petalo di rosa al vento,
eppure forte come radice che affonda nella terra eterna.
Nei tuoi occhi, specchi d’un cielo sereno,
ho visto l’alba che dissolve le ombre della notte.
Ti sento ancora, sussurro lieve tra le foglie
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Essere attivi è un tutt’uno per sentirsi vivi
creando con l’aiuto dell’intelligenza insita in noi
un’autostrada dove soffermare per rifocillarci
quando il corpo chiede aiuto
uno spuntino un bicchiere d’acqua non dovrebbe mancare
onde riuscire ad
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Chi avrebbe
mai immaginato
che sarebbe
finita così
con la solitudine
delle stanze
dopo aver dipinto
mille colori
e aver visto
l’autunno disegnare
le foglie morte
nel vento
e il fiume
dividere in due
la città perduta
fra due ali
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Volgesi ad est il mio accorto sguardo
per cogliere del sole il primo raggio,
dal cielo all’alba dato in retaggio
perché il giorno raggiunga il traguardo.
E quando la stella scocca il suo dardo,
tosto il chiarore spicca il suo viaggio,
dà al ciel
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La terra tutta mi nutre
il sole caldo mi vuole
l’Altissimo Dio mi cerca
la luna silenziosa mi aiuta,
a me uomo resta solo
di pregare i miei protettori,
che per me si prestano
puntuali e sorridenti,
ed io felice sono
di dare a loro:
la
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Prima del mondo non bastò quel buio,
ma un’idea senza nome s’addensava;
non era ancora il tempo di Leonardo,
finché un pensiero ruppe quella notte
e il tempo colse il peso dell’inizio.
La Visione, improvvisa, fu una febbre,
ardore cieco, senza mai
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Lascia che cada il foglio là dove nasce l’ombra
scorre l’acqua del fiume verde come la speranza.
Sporca d’anima il filo d’erba bagnato di rugiada
languido verso che palpiti un tuono di luce.
Poesia che difende con resilienza la bellezza del futuro
lo
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Lo spirito arriva prima
in punta di piedi
e prova il mondo come una voce
prima della gola.
Disegna il corpo per tentativi
una spalla per reggere il peso dei giorni
mani per trattenere ciò che fugge
occhi perché la luce insiste.
Il corpo crede di
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Ogni gennaio apre due correnti,
ciò che scompare e ciò che nasce piano,
tra passi antichi e desideri ardenti
il tempo tende un ponte verso mano.
Il passato è una strada nella neve,
segni di passi che sanno il ritorno,
ci ha resi forma, voce che si
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Ritrovo la pura essenza del respiro
nei passi del mio cammino
e tutto diventa speranza,
mi perdo nel vento che mi smuove
verso l’orizzonte davanti a me
in quella direzione che è vita
da vivere altrove
poi, sulla mia strada mi ritrovo
col cuor
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Quando si dice essere previdenti
non significa voler farsi grandi
bensì inculcare qualcosa che nel tempo
potrà sicuramente servire
veritieri insegnamenti d’una volta
insieme alle rughe ritornano
a prova che il passato può sempre avere una marcia
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Mi chiede e richiede
aria su aria
quel vespro sepolto
e che vita più non ha.
La sera lenta mi ritorna,
non ha il suono
delle amiche campane
e scendo così anchio
nella valle, dei non rinati.
Odorano di aria sporca
le urla che danno
in abbondanza
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Ricordati di me
quando volevo
che mi adorassi
come una stella
nel cielo scuro
di qualche alba
che tremava luce
e negava sogni
già morti al buio.
Ricordati di te
quando ti adoravo
e splendevi lune
nello sguardo teso
fra desideri di
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Senza chiamarlo il mondo si avvicina .
La terra respira, il fico trattiene il sole
un rumore lontano impara la giusta nota.
Il cuore non spinge, si appoggia
diventa rassicurante
come una ciotola piena d’acqua che non trema.
Se il pensiero arriva
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Anche nei giorni più storti meriti tutta la luce che manca
ogni tua ferita diventa una storia un occasione per guardarti con gloria.
Il vento della depressione sciama nel coraggio che resta.
vivo le cadute nel silenzio di orme lassù.
Quando tutto avrà
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Accadono gli accadimenti
perché devono accadere.
Sei tu preparato
al quando devono capitare?
Sapevi del loro esistere,
ma ti illudevi
di essere esente,
o aspettavi magari solo
quelli favorevoli.
Beh, quelli sì!
Immune da quelli negativi,
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Sai come può essere invadente
sino all’ultimo istante ha preso posto
insinuando alla vista dubbi sospetti
soltanto freddo ha confermato il momento
impossibile non rimanere stupiti
suscitando ambiguità mai vissute
e non solo quello ha contribuito
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 | Potrei rapire la tua fanciullezza,
murare la tua bellezza
in uno scrigno di respiri
dove nessuno può leggerti,
tranne i miei occhi.
Vorrei rubare la tua
spensiaretezza al mondo,
prima che il mondo pretenda
di darti un nome.
Ma scivolo nella
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Nel primo chiarore che scioglie la notte
il mondo è ancora un foglio senza inchiostro,
solo un respiro di luce che sfiora
l’erba umida e la lascia tremare.
Camminiamo portando il peso lieve
di ciò che ieri ha inciso sulla pelle,
una cicatrice di
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Spargo lacrime
ovunque e sulle ciglia
ho solo polvere
che cadrà lentamente
coi dolori che trattengo
per non sembrare
già morto agli occhi
di un mondo che sussurra
parole che non sento.
Soffio semi di buio
sperando che germoglino
un’ombra
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Un attimo un momento
tu parli ed io ti sento
coi baci tuoi infiammati
innalzo un monumento
mentre le mani avide
continuano a sfiorare
le valli i colli e l’anima
su questo vivo altare.
Un attimo un momento
mi cerchi e ti tormento
col piglio
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 | Avvolto tra nubi d’argento
vidi un angelo passare,
celeste e lieve
da contemplare.
Stava lì,
le ali a far vibrare;
ed io, nel cuore,
silenzio custodivo
per non turbare
col fremito
il suo spirito.
“Quanto vorrei,” pensavo,
sfiorare
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| Poche passi nella neve
e lo spirito mio
si eleva e par
di vedere l’ombra
di una nuvola
farsi bianca e stanca
scende dove io
poso i miei freddi piedi.
La solitudine di un pensiero
mi stacca dall’incanto
di una pace invadente
che mi fa sedere
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| Quand’un vede n’altro in lietezza
e stato di sé mal apprezza,
divien cammino complicato
e pur anco intricato
Imperocché animo si ridesta,
quando il mal d’altri si contempla
e si gioisce di quel che s’ha
E ci si domanda se troppo si chiede,
ché
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| Nascesti fra il volo di bianche api
sulla tua culla
tu che al perdono donasti la vita
e del dolore familiare ne provati pena.
T’immaginai rosa
come in fronte portasti la sua spina
frutto della tua eterna devozione
ai patimenti del Cristo.
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| vivo il magma della luce.
estasi di un verso sfrontato di stelle
bellissima virgola di un freddo cuore di cielo
silenzio il dolore acre delle voci
urge la poesia che asciuga la guarigione del buio
trema la ferita cesellata nella mia anima.
respira
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| L’amore porta con sé un linguaggio doppio
una sillaba di luce, una di congedo.
È una porta che si apre
e subito impara a chiudersi piano
per non spaventare il futuro.
Resta il lavoro invisibile
abitare ciò che non risponde
nutrire l’eco come fosse
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| Quando dintorno tutto tace
vorremmo poter bloccare l’istante
per ritrovare quel senso di pace
che tanto ci era stato amico
confondendo le idee
per quel modo d’essere tanto agognato
in supporto d’inesperienza alla quale ancor oggi
vorresti poter
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Sul sentiero dell’anno che si spegne
resta un’orma di luce e di polvere,
passi incerti, promesse che si tengono
tra le dita come piume che sfiorano l’erba.
Il tempo lascia impronte di silenzio,
ombre di riso, graffi di dolore,
eppure il suolo
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L’Amore non muore,
ed è eterno.
Esperienza di vita
sulla pelle e nell’anima;
sfuggita,
ai colpi di una morte
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Nel terremoto d’un ambiente immondo
scelgo la strada dell’onor
come il fulcro vero del sentimento
e non la scorciatoia d’una relazione qualsiasi.
L’amor si segue nelle vie più tortuose,
tra bisticci e giochi senza frontiere,
custodendo dentro una
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Brucerò in paradiso
nel silenzio
senza labbra da baciare
e senza melodie
da far fermare il cuore
sarò solo il guscio
vuoto della mia anima
ma in pace
senza peccati da scontare.
Cadrò dal cielo
come un rifiuto della terra
e non avrò
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D’ogni foglio ne feci due
uno per me, l’altro per lui
tanto per risparmiargli la copia.
D’altronde è un bene assai prezioso
meglio non sfruttarlo,
è stirpe di qualcosa ora in disuso,
e se tu fossi sincero per davvero
lo riempiresti con parole
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L’abbraccio è un porto senza catene,
una tregua data al cuore stanco e nudo,
è casa accesa quando il mondo è buio,
riparo lieve che dissolve il male.
È come un’alba stretta fra le mani,
che scioglie il gelo antico della pelle,
due respiri che
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C’erano fiori in cerca di mattino
petali chiari nati per fiorire
ma un gelo oscuro, senza destino
ne ha fatto un sogno del loro rifiorire.
C’erano fiumi liberi nel cuore
pronti a cantare in ogni direzione
ma una lama fredda travestita d’amore
ha
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 | Giungere ad una certa età
ed avere sotto controllo ancora tutto non è cosa da poco
se non un grande senso di rispetto
per chi ha collaborato a tanto
quando sfogliando piccoli album
la vita d’un tempo prende forma e con lei
un senso di rimpianto
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| Ma io ti aspetterò fosse anche per cent’anni ti aspetterò
sei tu lontana più lontana del mio braccio teso nel vento.
Eri bella con i tuoi occhi verdi come i laghi ghiacciati di montagna
tu corpo di una donna che ammaliava i poveri marinai
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Sai già
che finirà così
sei già mia e il respiro
sarà un solco
da seguire con la falce
che taglia i fili
del tuo destino
e la pelle ti ringrazierà
per avere taciuto
quando le labbra
hanno incontrato le mie
sognando le lune
di un cielo
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‘A vita scorre e splenne int’a chist’uocchie
ca vonno dì parole senza ’a vocca
sotto a stu cielo ‘mbrillantato a festa
‘mbracci’a sta vita ca mo’ cagna vesta.
‘Mbriacato ‘a sta ventata ca refonne
‘o core sbatte forte e se confonne
ma s’arrecrea
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 | Piove negli occhi del tempo,
una pioggia sottile di nomi persi,
di giorni che si sono tolti le scarpe
e entrati nella memoria.
Ogni goccia è un istante
non ha chiesto di restare,
un volto riflesso in una vetrina
mentre il mondo va avanti,
il
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| Cosa hai imparato dal tempo
in cui l’amore ci ha unito,
ora che ne vivi il tormento
e il suo profumo è svanito?
Quand’eravamo il centro del mondo
aspettarti era meraviglia;
ora attorno soltanto macerie,
i nostri baci mutati in
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337811 poesie trovate. In questa pagina dal n° 1 al n° 60.
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