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Una canzone per te,
per te
che in un giorno di sole
te ne sei andata
lasciandoci nel buio e nel dolore.
Bambini sperduti
ora siamo noi
senza più radici.
Più non vedrò i tuoi occhi
e quel sorriso che mi accompagna
da quando sono venuta al
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E cala presto l’ombra della sera
in quest’autunno grigio che propina
un inverno latente,
con freddo, pioggia e brina!
Ancora trova voce tra le piante
un soffio più pungente
che sradica la foglia già morente:
ultimo strazio, trema nel
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I morti senza nome
non hanno un luogo
dove riposare
e rimangono in attesa
di un fiore a primavera
un petalo rubato
dalla tomba di qualcuno
che giace nella luce
I cuori mai nati
non hanno poesie
sulla lapide di marmo
ma solo gesti
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Nel vuoto che non sento
un po’ come se fosse di altri,
la stanza è così ampia che
di te ne ho trattenuti tanti
e intorno
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Idea che arricchisce il cuore
l’emozione trova il pensiero
il mondo diventa migliore
nessuno si sente straniero.
Se si crea un’onda d’amore
verrà svelato ogni mistero
sarà la fine del dolore
lo sguardo diverrà sincero.
Con la saggezza della
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Oltre le siepi
della mente imperfetta,
al di là dei sogni impossibili,
lego alle creste
di una roccia eterna
una pace sconosciuta
che ancora non ho
e non fermo il passo.
Regali dal vento non ho,
nemmeno mi sento arrivato,
mi sdraio distratto
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Ti proponi con pensieri fra le righe
parole e numeri scandiscono le pagine
abbozzi e schizzi, eventuali correzioni
ospiti
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Vive nel silenzio il mio amore
ha un cuscino di morbide nuvole
e una coperta di calde stelle
con mille sogni nascosti
tra le ombre della luna .
A volte si perde nei canti misteriosi
di universi lontani
poi ritorna nel silenzio del giorno
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Di giorno in giorno rincorro il mio destino
nel segreto incontro tra presente e passato.
I pensieri si stringono sopra affetti sbiaditi
strati compressi di tempo tra svaghi senili,
ciò che oggi è inutile ieri era un’arte.
Ora uno spiraglio
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 | Eppur rimane
qualcosa nel vento
e non so cosa
viene da lontano
o è sempre stato qui, accanto
eppur rimane, nel gorgo
nella voce
il limite
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 | Scende repentina la sera,
ti scrivo da questa mia
solitudine buia e mesta,
che sconsola il gemito
del vento di tempesta.
E’ quasi Natale
perché non torni mamma
stanotte che il vento
corrode le cime, si lamenta,
nelle gole dei monti?
Si
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Cantami il Cuore
delle messi raccolte
nel profondo di pace,
con le mani congiunte
cantami il Cuore!
Il Cuor vespertino
delle note nascoste
nel tramonto vivace,
di una nota fragrante
cantami il Cuore!
Come fossi un bambino
di proporzioni
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Perché cancellarlo dal calendario
motivo non sussiste
senza di lui niente avrebbe avuto senso
bene e male non avrebbero reagito
in quel combattimento
quando tutto sembrava avere fine
oggi più che mai
seppur nel freddo più intenso
ad oltranza
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La guardia carceraria aprì la cella
e disse: “Vladimiro Serpellone,
su, prendi la tue cose personali
e séguimi, ti porto in direzione! ”
Appena entrato, proprio il direttore,
sorrise in modo ironico dicendo:
“Sei libero! Qualcuno ha
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È nel primo disegno d’un bambino.
La nuvoletta,
la faccetta
con la casina il ruscelletto
ed il fiorellino.
Tutto ha un sapore fresco candido genuino
È il bambino con la mamma ed il papà
e poi anche il fratellino
Testa grande
gambe e braccia a
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Ricordati di sorridere, quando la vedrai...
ricordati che a niente servono le preghiere
già tutto era stato deciso,
e soprattutto rammentati il perché
ti trovi lì, dove il passo tuo è ora lieve
come sono leggere le nuvole sul monte...
e non sarà la
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Solo due rintocchi
il legno nella tomba
il buio che risuona
dal fondo della terra
Solo una promessa
la luna che si oscura
e poche stelle spente
nel tempo della strada
Non ho mai pregato
con le mie parole
ma ora temo il segno
le nuvole del
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 | La piccola sta sognando
- chimera dolce del mattino-
sotto una coperta di stelle
nel lettone suo adornato
da petali di lillá in fiore
Fammi entrare nel tuo cuore
le disse l ‘amore
bussando alla sua porta
di rosso perlato fammi udire la tua
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| Sono qui
su un prato smeraldo
il vento tra i capelli
il cielo zaffiro su di me
mentre la brezza mi accarezza
mi invita a seguirla
e mi prende per mano
guidandomi su orizzonti a me sconosciuti
mentre i fiori danzano
si inchinano
al cospetto dei
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| Vibra l’anima pungente,
in cerca d’una stella,
che svuoterà l’oscurità.
Inganni di luce,
ricoprono i monti,
con rovi travestiti da rose.
Quanti abbagli e pacchi,
d’un finto Natale,
addobbano i focolari,
sui lunghi sentieri,
ormai lastricati,
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E’ nasce int’a sti core
‘o canto ca ’mparanza
se ‘ntrocchia chianu chiano
pe’ fraveca’ ‘a dimane
‘a voglia ‘e semmena’
‘a forza ‘e accumincia’.
E nasce int’a sti vene
‘o canto ‘e na mancanza
ca nun s’arrenne maie
ca scorre po’ addò vaie
pecché
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Scorrendo le mie pagine
All’indietro ...
Giorno dopo giorno
Nel mio diario ...
M’ accorgo di ...
sentire nell’aria il richiamo dei miei compleanni
di danze sotto le Stelle e la Luna
di fare l’amore nei fiori di campagna
dove volano farfalle in
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 | Trasparenze sottili di
muti fantasmi nella stagnante
quiete delle tombe.
Passi solitari lasciano
dietro un rumore felpato,
un’ombra s’avvicina, s’ode
del defunto una voce
con tono alterato:
“Dimmi ragazzo perché
mi hai
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| Mentre la macchina corre io osservo e penso
verde è lì quel prato un poco acquitrinoso
di bianche piccole figure puntinato, di garzette
bianche è una colonia qui ferme in attesa
forse di migrare e che tuffan ripetutamente
nel limo il nero becco in
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Non riusciremo mai
a dimenticare il tuo sorriso festoso,
la tua straordinaria voglia di vivere
e la tua gentilezza.
La notizia della tua scomparsa
ci ha sconvolto.
Ti ricorderemo per sempre raggiante
anche se la tua esistenza
non è sempre
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 | Era la luce del camino a ricordare la stanza
l’abete del tempo a illuminare la distanza
il vento dei pensieri, la neve giù
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| Mi han detto che l’inverno
è il nido dei ricordi.
Beh devo riconoscere ch’è vero,
tra questi una ciabatta rivedo.
Strumento pedagogico,
da mia nonna usato,
per il mio fare
talvolta esagerato.
Il suo metodo vedevo volare
e talvolta i vetri
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| Con una pietra rossa su una nera
la scrittura dei miei pensieri
che non possono essere compresi.
Parlo con il silenzio. Già.
La solitudine, la follia,
non sono narrativa,
sicuramente poesia.
Mi cimento con l’invisibile
quando l’immoralità mi
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ti ho cercato tante volte
tra le onde del mare
nella nuvola più lontana
e rincorrere il tempo
per avvicinarmi a te
ti ho cercato tante volte
tra le pagine di un giorno
inchiostro le emozioni
i tuoi occhi scrivevano nitide parole
ti ho cercato
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Il sole del mattino era splendente
l’amore dava gioia ai nostri cuori
ma ora il mondo è pieno di timori
non esiste più un’intesa accogliente.
Oggi di lacrime si riempie il cielo
non riscaldano più il cuore i pensieri
se non si trovano vecchi
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Fuori,
attenta al primo bocciolare di nuovi fiori
l’incanto e
silenziosamente piango
Che della vita al giorno che passa
cerco
cerco sui rami della vita del mondo
ma povero di pure gemme
è l’ombra del suo domani
E piango
Ma
se al principio
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Lesta corre nella notte
sulla neve una rossa slitta
trainata da miti renne
e stracarica di strenne.
S’alza snella anche in volo
lascia scia di stelle in cielo
perché occorre fare in fretta,
in quella casa un bimbo aspetta.
Tanti i riccioli
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| Vivì |
16/12/2020 07:36 | 815 |
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Quanto manca quel poter rifugiarsi nei tuoi consigli
il poter spartire momenti sì e momenti no
vuoto e freddo intorno unici veri amici
surreale la danza con cui si muovono
sembrano divertirsi
in un suggestivo valzer
senza fare i conti con
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L’ascensore s’è bloccato
proprio in cima, al nono piano,
non mi sono spaventato,
ho cercato con la mano
di chiamare dei
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Nulla di male
mai potrà accadere
pensavi tu, illuso,
certo dell’immortalità
del tuo sentire.
Ed ecco che la casa
è prigione ora
e come carcerato
sulla porta
il cibo ti trova.
Attraverso il dolore
si desta
la consapevolezza
d’una realtà
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Arretra la luce
nello scudo della notte;
i monti l’ingoiano
aggrappati
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Con l’anima e il pensiero,
avvolto nella quiete stellare
di spazi siderali, ascolto il silenzio
di notti
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Ogni tanto vengo attraversata da una gentilezza,
quel raggio di sole che trapassa il vetro dell’auto
o una melodia lontana che trasmette sicurezza,
rilassando ogni mio pensiero incauto.
Ogni tanto vengo attraversata da un ricordo
che somiglia a una
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Odori, colori, umori,
gocce di rugiada
nel bosco mattutino.
Ricordi vivi di un tempo che fu.
La pancia avvizzita della terra
oggi, partorisce rovi e foglie secche.
Nei campi inospitali il grano marcisce,
i frutti di plastica prendono il suo
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Lei incontravo
ermetico universo
mentre la bramavo
in
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È tempo di alzarsi in piedi
di far misurare la statuaria mole
in tutta l’imponenza della postura...
È arrivato il momento
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Queste parole sono per te
che amavi i miei occhi
e sorridevi quando la neve
cadeva sul buio del mondo
Questo fiore appassito
è il mio ricordo del profumo
che sfiorava la tua pelle
mentre le labbra morivano
Di un dolore leggero
appena più
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Sotto stelle giganti
trema la mia piccola notte,
vorrebbe esplodere
il bene che io porto.
ma i sentieri sono stravolti
perché mirano il cielo
mentre io ho gli occhi
nella nera terra
e non basta una preghiera
perché si appiani il pensiero.
Ho
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si dissolvono le scogliere
alla vista degli aironi fluttuanti
tra le scie luminose
di corpi celesti
incontaminati ricordi
s’ annebbiano velate
tra le grida di giubilo
di vedove innamorate dell’apocalisse
mentre assorto nei pensieri
giaccio
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Suona chitarra,
chitarra mia,
dal primo istamte
che ti ho presa in mano
non ti ho mai
abbandonata,
perché tu sei il mio
più gran tormento.
Tu mi accompagni
in mille e più serate
per risvegliare cuori
tristi e soli
che senza te
io non
leggi

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Vattene,
va via
da questo buco di cuore
allontanati
dalla mia carne malata
scappa
dai miei sguardi stanchi
porta via le tue braccia
dalle mie braccia ossute
non lasciarmi niente
né gioia
né pelle
né sangue
Lasciami il vuoto
e il silenzio
in
leggi

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Non so se piange o ride,
se un sorriso la illumina
o una nuvola cupa
le copre il cuore.
Non so dove sia
perché è solamente
un’immagine.
Ma sento il tepore
della sua figura
ne sento la vita.
So che esiste e che ama,
che ogni mattina
si sveglia
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 | Eri tutto per me
tutto il mio mondo
eri per me l’amore
più profondo.
Eri tu che i miei sogni
facevi avverare
eri il mio porto sicuro nel mare,
ora non s’asciuga il pianto
io volevo solo restarti accanto.
Ma tutto passa,
in un attimo è
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Albero dalla folta chioma ad espander il
suo potere e vigorose foglie ai rami salde,
vento ad accarezzar la chioma
ed ondeggiar in libero canto.
Foglie nuove a rinnovar vita
e foglie a morir in pegno alla terra.
Vita in giro di prosa,
anno a
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.
Voglio arrivare a te, nel modo dove nessuno ha mai tentato.
Voglio spargermi nel tuo sangue, come una infezione, un grammo di ossigeno, un veleno.
Voglio spendere i miei confini, darli al vento per conquistarti, per unirmi a te di dentro,
in
leggi

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Ora, ricominci a cantare
la tua storia di nuovo a narrare
cantastorie solitario
non ti curi di essere ascoltato
e le
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Poche le bacche nel giardino
nessun insetto sulle gelate
foglie coltre di brina dure
son le zolle a vermi e lombrichi
a pace e quiete da predatori dare
passeri merli pettirossi delusi
spauriti introvabil la pastura
or della tua mano il gesto in
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Ma lo sai che non bisognerebbe mai
essere sicuri di noi stessi
vorrebbe dire adagiarsi sugli allori
e non fare niente per migliorare
soluzione che non convince
nemmeno agli albori della vita
quando il desiderio di essere indipendenti è più
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Il bambinello, il giorno di Natale,
quest’anno nascerà alle ventidue,
Giuseppe con Maria son distrutti,
non vedon
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Leggo non leggo
Guardo non vedo
Ascolto non sento
Sorrido non si vede
facce inutili
prive del poco che sapevano esprimere
occhi spenti, che non sanno parlare
Movimenti costruiti
per essere uguali
tutti automi,
per pascolarci come
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Bastava una parola
e le stelle del cielo
bastava un attimo
le labbra ed il tuo seno
Tremava il canto
delle nuvole del bosco
e il buio della valle
il fiume già nascosto
Bastava una carezza
lo sguardo senza luce
le corde ed una foglia
caduta
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Risuonano le vecchie mura e i bastioni
di calpestii fugaci
mentre il pungente odore salmastro
schiaffeggia e scuote
quel che resta di antiche pietre
e finestre chiuse.
Fiore aggrappato a scogli e zolle
tra terra e mare,
scrigno di sogni e
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Natale del 2020
E’ di notte che inebrianti profumi
confodono la realà.
I sogni svaniscono alle prime luci dell’alba.
C’era una volta...
In un tempo non molto lontano...
emozioni incantavano il cuore,
si aspettava con fervido amore, il mese più
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Li amo tutti questi vecchi
che hanno già negli occhi
grande parte del cielo
e nelle mani ancora
la paziente attesa
come un bimbo attento
che con una nuova conchiglia
ha scoperto il mare.
Abbandonati su questa panca
illuminata dal sole.
Vorrei
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Posso scorgervi
guardando in basso
voi non tremate al vento
non temete il calpestìo
orme fatali
non vi danno
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338209 poesie trovate. In questa pagina dal n° 18511 al n° 18570.
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