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♦ Pierfrancesco Roberti | |
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L’orizzonte dei sensi
riesco a valicare
se ove noi pensi
sei già mia!
Silente il mare
si colora
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Mi è bastato accarezzarti
soffice bocciolo di rosa,
-mai appassisci-
nella cripta dei ricordi,
che risplendi le mie gioie, fidata luminosa...
Per Te,
che alle leggi sfuggi
di profeti e naviganti,
mi spremo oggi
di curiosi raggi,
vividi
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Due mondi due vite
nel mezzo la notte per amare
distante come la luna
che attraversa la confusione delle stelle .
In quale amore saremo ancora nascosti
noi attimi senza nome
dimenticati per poi fingere nell’oscurità
l’altra metà della
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Donne d’amor il vanto,
e nel cuor un velo bianco,
velo da sposa e abito lungo,
mamme ed amanti dedite alle famiglie.
Donna d’amor la vita adorni,
musa maliarda di secoli e anni,
e nella società sei vanto,
lottatrice delle giuste cause,
sensibil ed
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 | Sguardo di parole nei pensieri
un giorno che accompagna la solitudine, incammina
i segni dell’andare, come un gabbiano non sa più volare, e si riposa
nel vortice di vento, appena finito.
Copre appena il sentiero, una pagina strappata al tempo
si
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| Grigi quegli occhi e freddi come il ghiaccio,
l’ unica cosa bella di quel cane...
a ricordarlo, che fastidio immane!
Fezza era un Husky ed eccolo allo staccio.
Più che baffetti, un nero gran mustaccio
ornava il muso; e spelacchiate
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Scavannu a funnu
m’arritrovu intra na rutta
sarbaggiu jè lu scuru
e vaiu avanti
cu la spiranza ca s’ammuccia.
Vulissi attruvari nu purtusu
ri unna fari trasiri aria e luci
strittu e longu nun cunta
basta ca riali cosi duci
sugnu stufu e
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E’ la nostra pietra più bella
a lei un sentiero titolato;
una via dalla quale
l’occhio vigile può osservare
i letti deserti sotto i tetti
di antichi cavatori
e, sogni di carità ancora possibili.
Rettangoli di annerita sabbia
di cui si cibarono per
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A volte basta un niente onde ritrovare l’input
per andare avanti
arenarsi non dovrebbe mai fare parte
del nostro vocabolario
guardare innanzi è il miglior modo
per adempiere ai nostri doveri
i frutti non tarderanno ad arrivare
seppure con tanta
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C’incontravamo tutte le mattine
sul pullman per andare a lavorare
e scendevamo in Svizzera, al confine,
e lì, ... ci
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Dopo la vita
c’è ancora qualcosa
lo posso sentire
nel vento che soffia
Nel buio del bosco
e sulla pietra nera
che sigilla la tomba
con le tue parole
Oltre le porte
c’è un velo d’amore
che non svanisce
con la notte fonda
Nella luce
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Come fai a toccare il vento
e a serbare il ricordo
della sua impronta
- sulla pelle -
E quella sua abitudine
- irripetibile -
di spettinarti i pensieri
come fosse vertigine
E nei piccoli inciampi
tra i giorni scuri
la sua brezza ti agita i
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Raccontami di te.
Di tutto il tempo trascorso prima di me.
Restiamo così nella penombra a raccontarci.
Strano sono sempre io a raccontare!
Ho sempre trafile di domande a cui rispondere.
Ed io mi fermo nelle minuzie, scavo, mi addentro,
soppeso le
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Col sale del senno comprato al mercato
tra maschere nude ed esperti ambulanti
può darsi che trovi il miracolo e i santi
col falso indovino gentile e appagato
sicuro non certo di essere amato
nei giorni trascorsi tra i tuoi commedianti
capaci
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Invasato pianeta
spiriti immondi
esseri spregevoli
asserviti al male.
Ma non temere
principe del mondo
- indegno - chiaror teme,
Tu infinito ne hai!
Fulgente
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Ricordare Srebrenica,
scolpiti negli occhi
i bianchi cipressi di marmo
che puntano il cielo
e le radici all’inferno.
Al cimitero di Potocari
la processione di madri e mogli
continua senza pace.
Gridano giustizia
le vite fatte a pezzi
dai
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Stratosferiche figure appaion silenziose,
in riflessioni doppie d’immagini ridotte,
danzano agli occhi ombre e luci a
crear il fascinoso bel vedere...
Son stralci di velluto lassù nel cielo,
intessuto di pregiata seta,
stampo naturale
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Fuorché i sensi mitigare
e scelerare le emozioni,
il contratto con il Cuore
declamo, senza inibizioni
e sovente, ci si pensi,
come di una serenata
solleticare tutti i sensi,
pur di carica risata...
Fuorché anatemi blaterare
e sublimar la gola
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Equilibrio e abbandono
del mare che controllo
il mezzo del mio fine -oh sì,
vertigine di nervi da quietare.
Io Palomar,
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E’ sempre più difficile mantenere il passo
quando tutto si rivolta contro
un vero tsunami al quale non è facile porre rimedio
puntualmente qualcosa di nuovo accade
essere aggiornati non è più una bazzecola
molto incide l’inesperienza
inutile
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Un portone un arco quell’androne
tu seduto in attesa nei campi
nell’assolata ora del meriggio
dell’andar il lavoro mattutino
a terminar attenta la guida giran
le ruote del trattore lì quell’angolo
del campo da sfalciare lì quell’altro
da seminare e
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Quando finisce un amore
gli alberi aspettano l’estate
per smettere di fiorire.
Quando finisce un amore
i fiori perdono il loro effluvio
per l’immenso dolore.
Quando finisce un amore
i gabbiani smettono di garrire
per paura d’infrangere
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André Bretòn, fu predecessore
e fondatore del Surrealismo,
promosse una furiosa iniziativa
per annullare il blando Dadaismo.
Il Dadaismo venne superato
in quanto poco adatto alla missione
di muovere interesse e non ottenne
un’importante
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Ci sono notti
poche
in cui torni.
Ti vedo,
ti sento.
E giorni
tanti
in
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Sei il vento scomposto
che accarezza
i fianchi della collina,
l’accenno di uno sbuffo
delle nuvole inquiete,
il brandello di stelle
che riponi nelle mani,
le schegge di luce
nel prisma ferito
dal raggio al crepuscolo.
Nella fragilità
di questo
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Dal luogo del primo incontro
sprigiona il cuor lieto, compiutamente,
occhi limpidi di speranza e sogni.
S’elettrizza il corpo, di pieno petto e
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 | Compresi:
non tutto sarebbe stato lieve,
non tutto avrebbe retto la luce.
E tuttavia,
non cadere.
Non cedere
al peso invisibile dell’infortunio.
Allora,
senza avviso,
cominciarono a piovere rose.
Sulla ferita,
sul silenzio,
su ciò che
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| Reiterando
l’assalto
a quello che
sempre
illusoriamente appare
come
l’ultimo
baluardo del Conosciuto
i millenni
sono passati.
Per affinità
elettiva
lungo
intricati sentieri
insieme
ci siamo arrampicati.
Sospinti
da una sete
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| Tutto si confonde tra nebbie e sogni
ho ancora un nome da cercare
forse il tempo cancella il ricordo
come il vento le nuvole dal cielo .
Conosco le parole
ma non trovano spazio sulle labbra
tu dimmi dove cadono i passi
lungo i viali delle
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Gli elfi oscuri
hanno già portato
fiori di diamante
sulla tua tomba
Lì dove un’ombra
ha dimenticato
carezze e respiri
nel buio del bosco
Le fate di tenebra
hanno pianto gocce
sulla terra fredda
ed è nato un seme
Scuro come i
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Sommesse parole scendono
con incedere elegante,
in sospiri bruciati
da inaspettata rabbia.
Brulica il sapore dei desideri
masticati a denti stretti
arrestati nella folle corsa.
Muto resta
l’ambizioso sogno
celato da parole,
che si rincorrono
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 | Dirò al cielo
di raggiungermi
in quell’azzurro senza nuvole.
Al mio sguardo di guardare oltre.
Dirò al silenzio
di rincorrere parole
strappandole a un mutismo
ormai sconfitto.
E in una sfera di cristallo
saprò guardare dentro.
Saprò capire
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Celato sentimento
divelto dal tempo
favola incanto
dipanato momento.
Trepidante desio
suggellerà Dio
melodia surreale
d’eterna unione.
Schiudi tuo seno
a mio oscuro viso
nutrimi l’alma
fato indiviso!
Balla con me
non ti fermare
orchestra di
leggi

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Accarezzarti le mani
baciartele e portarmele al viso,
stringermele al cuore:
una sensazione di calore,
e mi fermo alla carezza,
mentre vorrei baciarti e stringerti forte forte.
Amore pulito
anche se ci lasciassimo andare almeno un pò...
sarebbe
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Mi vesto del ricordo assai sovente,
di quell’amore ch’era vero e immenso,
ora che inalo nuvole d’incenso,
mi strappa il cuore e offusca il mio presente.
Ed era bella, bella veramente,
con gli occhi azzurri dal colore intenso
ed il sorriso
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Giorni lenti
aggrappati ad orologi senza tempo
cullano cenere e polvere
come fossero cosa che respira
E i ricordi sono un fermo immagine
intriso di dolore
su facce che sorridono stanche
Poche le parole
come pochi sono i sentimenti
ombre
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Buio e silenzio attorno
mentre il cielo fiorisce
con ricami di stelle.
Il mio sogno incantato
arriva con la luna
incomincia la scena
d’una stella che s’apre
desiderio s’avvera.
La quiete diffonde
un racconto diverso
dove il tempo mi
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I poeti sono dei mostri
che scavano solchi profondi
sulle nuvole e nella terra
nelle ferite del tempo
e cercano quello che non c’è
rimanendo intrappolati
tra le parole e l’illusione
di una luce che illumina il mistero.
I poeti sono degli zombi
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 | è un aderire naturale
a ciò che di bello o meno bello ci circonda
è un soffiare
sulla severità delle ferite
e regalare sollievo.
Restituire dignità all’inquietudine
che può venire dallo sconforto
di sentirsi anche solo per un attimo
incompresi,
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| Per te ho rubato
le più belle stelle alpine,
delicatamente le ho prese
in un giorno di luce piena,
le ho stese nel libro
fra due pagine ricche
di parole d’amore.
Ho chiesto scusa
all’amata montagna,
quella dei canti alpini,
che io cantavo,
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Apro e il cuore e la mente a un assolo,
di celestiale e trillante usignolo,
tra quel gorgheggiar è quel che emerge
laddove un ego più attento converge.
Cinta in harem strana idea va e divaga,
sentor di spezie e gelsomino propaga,
l’Oriente
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| Vivì |
12/07/2020 08:05 | 906 |
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Quel momento perfetto
quando pare che il tempo si fermi
e vivi nelle braccia d’un sogno.
Si apre come fosse una rosa,
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Come poter far comprendere di quel filo
che assolutamente non si vuole staccare
sotto sotto è qualcosa che aiuta a vivere
con quel tirare dalla sua parte
non passa giorno né notte che s’impone
vero piatto allettante non si può rifiutare
subentra
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Gli uomini son tutti traditori,
non se ne salva più neppure uno,
promettono il più dolce degli amori
e, poi, non si fa
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 | Ti sei presa il mio cuore,
e ci scivoli, ne sono veramente felice,
nutri un bambino affamato
mi tieni fra braccia che sanno d’infinito.
Mi hai dato il primo bacio, io ho imparato da te,
in un campo di grano baciavi, respiravo quel vento
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| Luna,
astro antico
chiarore amico.
Ti piace da matti
giocare a nascondino,
con gli amanti.
E ci metti la faccia.
Ma sei lunatica
e finisci per sparire
prima che il gioco finisca.
Sei abitudinaria
e riappari come un accento
nel cielo.
Le sere
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Vorrei andare
far tacere il silenzio
ma il mio passo cerbiatto già offeso
non ha tracce ne sentieri su cui nidificare.
Unirmi al gregge che in transumanza
al pascolo va?
La mia indole mi riporta a riflesso...
Tornare sui miei passi
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Gesti puri d’amor
varcano ogni anta e porta
e m’accompagnano nel ciel più eliso.
Inebriando il cuor,
del tuo sapor di
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Piange una madre le lacrime dei figli
perduti, squartati dal vicino assassino...
urla e si dispera, seppur nessuno arriverà in aiuto,
a chi interessa quel piccolo fazzoletto di terra
nemmeno all’omicida vicino di casa,
lui uccide per piacere,
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Ad incantar la mente son le parole
quelle che il cuor detta con fervore
oasi a ripeter il ciclo naturale.
Soffio d’amore ad addolcir le ore,
senso a volteggiar e
rubar malinconiche sensazioni.
La sera spunta in magiche
speranze del
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Maledico le ombre
i gesti da favola
e le parole accennate
con il male del nulla
Maledico i conflitti
l’amore senza amore
e il non vedere niente
che non sia alba
Detesto il veleno
bevuto di notte
quando la luna sembra
un nemico
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 | Cicatrice fra i venti
fu il tuo sussurro
e la bocca da baciare oltre i finestrini
dell’autobus
Appannata forma di bocche
che si salutano
per un arrivederci
che ha il sapore di addio
Cicatrice fra le gocce
che rigano i vetri sporchi
di un
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Scrivimi dell’assenza
disegnami i contorni di quel tempo
con la matita nera, come la notte
spingila sul foglio o sulla pelle
metti insieme le parole, gli istanti
stringi questo nodo triste attorno al cuore
rendilo sublime, come fanno i
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Volgi sempre lo sguardo altrove.
Altro è l’incanto.
Lascia la mano che ti tiene troppo stretta.
In un filo d’aria la libellula tiene le ali aperte e vola.
Di libellula è il tuo canto e il tuo spazio.
In un sospiro vivi.
Il resto è terra che fa gran
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Preme l’angoscia del vivere
nel respiro dei ricordi
la vita sopravvive nel perdersi delle ore .
Così come due fari nella notte
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Sembra vicina la Vivonne
con il ciarlare in nuances delle ninfee
io mi trasporto fuori
al flusso che si estingue
pure
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Il tempo delle domeniche nere
che mi portavano
al lontano e bello amore,
senza voci, solo scritti
si è fatto ora
un grande albero
ricco di verde e di boccioli.
Ogni giorno mi ristora,
mi profuma tutto
e lo vivo come un fiore
sempre nuovo a
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Ho i capelli colmi di coriandoli d’amore
e quando li spettina il vento
volano nell’aria carezze di sogni .
...
E quando l’aurora nasce
e lentamente il cielo si colora
e mille sfumature danzano i sogni della notte
eccoti,
ti sento
mio bel
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Ti ho amato tanto anima mia,
ti volevo dare tutto me stesso,
ma ero come in preda alla follia
quando uno sguardo mascolino
si soffermava sul tuo bel visino.
In quel momento sarei stato capace di qualunque gesto.
Con impeto mi saliva il sangue agli
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Una bianca bugia
brucia gli occhi
e disarma il volo
come albatro impacciato
su uno scafo troppo stretto.
Vorrei avere tra le mani
mirto odoroso
che rende lievi i pensieri
scaccia la rabbia e il rancore
o un rametto di lavanda
a mitigare le
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338247 poesie trovate. In questa pagina dal n° 21151 al n° 21210.
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