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♦ Pierfrancesco Roberti | |
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 | Qui lontano
polvere
di un tempo
confuso
tra forme di forme
tra atri di spazi
e cunicoli complici
ti perdi e ti
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Tu sai bimbo il tempo cos’è?
Una cosa astratta che c’è e non c’è!
Ti pare strano e strabuzzi gli occhi?
Astratto è quel che è seppur non lo tocchi.
Per tutti il tempo pare proprio un mistero,
lo misuri sì, ma non lo tocchi davvero
per questo
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| Vivì |
17/05/2020 20:15 | 1241 |
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Vortice celebrale
morde lo stomaco
nulla è più doloroso
del male che prova chi ami
Il rumore del io solo
tuona come il temporale
tra le crepe del corpo
cicatrizzato di ricordi
Evaporato dal proprio corpo
non puoi camminare
perso nella
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E se questo
maledetto virus viene
da inquinamento
elettromagnetico
che dà spinta
all’alte e oscure scosse
e fa spingere al rovescio
il mondo elettrico?!
E se al contrario
il virus vien dai volatili,
che più del vento,
tra nuvole, si
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E naufragar vorrei nel dolce mare
dell’inebriante essenza del profumo
di donna, amor, che emani dalla pelle
e dolcemente avvolge ogni mio senso!
Annego i miei pensieri in quell’intenso
momento di piacer che pene espelle
ed i ricordi amari
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In fiori di magnolie,
oltre il mondo delle fiabe.
Buon giorno del sole
in petali della felicità.
Soave amore
sulla radice della
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La fine è la nostra previsione...
L’infinito? Ovvia contraddizione!
Così, ogni mossa sembra letale,
nel costruire la vita sociale.
L’ilarità ci paga nel percorso,
ma spesso interviene in soccorso,
ci assiste come un infermiere
è un nostro
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S’alza il cuor con te vicino
e la felicità regna dentro
la luce degl’occhi color rubino.
Ogn’opera come un bacio
travolge la mente di diamante
nello scorcio d’ogni attimo assoluto.
L’ora non fugge il tempo
e l’eterno vive assonante
ogni
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Guerriero galoppo audace
su bianco cavallo veloce
fra ondeggianti colline tenebrose
accogliendo tua richiesta pace.
Ne sento più la voce
invocar sgomentata mio nome
provenir dimensione afflizione
croce verso vessante maledizione!
Non temere demone
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Sordo il silenzio
implora parole che,
chiuse in un pugno di carta,
si nascondono
nell’oscurità della stanza e,
giocano tra loro.
La violenta pioggia estiva,
scarica il suo urlo,
ha tolto la luce al buio e,
non perdona quel divieto,
si
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Lasciami i capelli così
Lunghi, sulle spalle, tra le dita
Abita questa piccola follia.
Ho poca propensione
al dialogo sordo delle paure
allora in silenzio attendo
gesti che sfumano nelle speranze.
Lasciami i capelli così
Mi guardo allo
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Cattive notizie arrivano
ogni giorno arrivano con voce decisa
come se la vita non fosse cosa sua
e svegliano gli animi in
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Improvvisa, inaspettata
irrompe una melodia...
i miei occhi rapiti cedono
la fantasia vola, mi illumina
e come fulmine a ciel sereno
ad ogni nota, immagine dopo immagine
prende forma una storia.
Con una penna in mano
mi trasformo in un
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Memorie disperse le mute parole
quando nel brulicare della notte
il buio ti assale incessante
nel tuo sguardo sospeso nel nulla .
E chiedi più tempo per
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Un po Montale e un po Neruda
e solo chi sa può capirne il senso
quando gli aquiloni si allontanano
nel cielo, e silenziosamente implorano
di lasciarli andare
quando la loro sagoma si piega al vento
e sono solo un puntino nel cielo
tu
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Amo il tuo pensiero ed adoro
calarmi nel tuo mondo,
ti amo perché non sei cinica o buona,
tu sei giusta.
Adoro quando ridai ad ognuno ciò che merita,
deludendo chi si aspettava
un lieto fine del tutto fuori luogo,
lo adoro anche quando ad
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Il sole mi entra
dalla finestra e tace,
una grande pace
silenzisamente porta
in questo giorno
che ho tanto sognato.
Domani andrò lassù
dai miei amati colli,
verdegginti e ancora fioriti.
Sarà maggio in piena vita
che mi accompagnerà,
lui,
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Amico ora che del tempo
conosco il suo trascorrere
un po’ con te lo voglio passare
la tua voce voglio sentire
perché ci aiuta a gustare
quello che è stato il nostro fare
non è rimpianto ma gioire
ti voglio ringraziare
per i momenti di
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la venticinquesima ora è un’alba piena di luce che non sorgerà mai
dove l’aria dei sogni svanisce incontra a muso duro le mezze verità
la venticinquesima ora s’insinua tra i colori spenti della notte
mentre come nebbia all’orizzonte il lume della
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Tanti problemi quest’oggi
ma forse questo è il più importante
come non riconoscere tale privilegio
una parola di qua ed una di là
riesce ad elaborare situazioni
che portano a considerare problemi
per i quali non dobbiamo mai arrenderci
la
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L’alto pioppo che dondolando
al vento i miei pensier cullava
più da oggi verso il cielo s’alza,
la burrasca nera pioggia
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“Da giovane ho più volte trasognato
l’incontro con l’affetto e il sentimento,
invece, nella vita ho, poi, trovato
un tipo
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 | L’inverno si sveste di sogni
un vortice di foglie
son cadute morenti
ma i rami che
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| Il sol dell’amor non più s’asconde
dietro timide parole
e impacciate movenze spente.
La tonalità d’ogni raggio
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| Fragili cristalli
gli occhi tuoi
mi chiedevano luce,
imploravano verità
mai conosciute
mai esplorate
mai rivelate.
Le
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| In su la vetta,
che dalla profonda valle
lascia sentieri, lascia rivi gelidi d ‘acqua di monte,
giunge l ‘eco d’un unica preghiera
Miro da lunghi
piccole folle di fiori di smaglianti colori,
posti a rallegrare cuori che sanno amare
Li nel
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| scompare la nebbia
lasciando a nudo il pensiero
la verità acceca
rendendo spoglia la mente
mescola dolore e rabbia
e come fango sporca ogni cosa.
In bilico tra il ridere o il piangere
fisso l’orizzonte bruciare il giorno
non so cosa ci sarà
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La felicità fugge
dalla fredda notte
e si ristora nella luce
di un sorriso abbagliante.
L’alba è vicina,
appena visibile,
nel frammento del sogno
ancora presente.
Ricomincia la vita
o forse non era mai finita,
resta da vedere
la vera luce
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C’è un punto, una virgola
tanti punti... di sospensione
che sospendono
un sospiro lento, stanco.
Parentesi di una sintassi
con troppe licenze poetiche
dove di poetico
ci sono solo secchi di vernice
gettati su muri abbandonati.
Parole,
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Mi aspettavo di più
da un tramonto di Maggio
le nuvole rosse, un amore
il cuore sfinito dal cielo
E non un respiro di pioggia
attesa sui sogni del vespro
che profuma l’aria di morte
e regala i giorni al silenzio
Mi sarei abbandonato
alle luci
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 | Di paglia come un riccio,
ricordo il tetto e antenne fitte
e, nel cortil la lavatrice,
con lei che sempre pronta,
o affaccendata
alla pentola col riso.
Ma il fiore, e il vegetale
più affascinò in Giappone,
il suo profumo me lo porto in
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Inafferrabile resta l’idiozia
confinata tra assurde posizioni
corpo, mente s’offuscano per la via
relegando i respiri a semplici porzioni.
Colori di una esistenza spezzati,
silenzi marcianti in schiera son plasmati
tutto su vie nascondenti gli
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Ci prende il desiderio alla follia;
appassionata e languida mi scivoli
addosso; il seno madido di rivoli:
umide gocce, balsamo e magia.
M’immergo inebriato dal tuo odore
che mi travolge e suscita la voglia;
d’ogni difesa la mia carne è spoglia
e
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Nel fogliame del cielo
brilla una stella.
Con il profilo
della
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Il tuo sguardo impaurito,
le tue movenze da adulta,
facevi di tutto per essere grande e farti notare.
Ma il cuore era impazzito,
quando ti vedevo non sapevo mai come comportarmi
provavo un amore fortissimo
che mi faceva girare la testa
ogni volta
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Perdo le parole
Davanti la bellezza del tuo sorriso.
Gli amici ti salutano
Ti abbracciano
Mentre i miei occhi fan le curve e...
Si abbassano.
L’anima é ferita
Soffre.
Trasforma il desiderio
In angoscia.
T’avrei voluto baciare
Ma il coraggio di
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L’unica cosa che accarezza sono i tuoi occhi,
se mi stendo in attesa di un tuo bacio,
sei un sogno che porta alla vita che continua con te,
tutto è sempre proprio come deve essere.
C’è il sole dentro me mentre ti amo,
perché tu sei il cibo che
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Quando il sole splende
e le tue rose bacia
che meraviglia!
I petali si vestono di riflessi d’oro,
la rugiada brilla il sorriso della luna.
E il profumo
ah il profumo
che suadente brezza!
Con rosso velluto d’amore
tutta mi
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Non guardarmi così,
con quegli occhi lì,
come quando senza maschera
ti immergi a guardare il fondale,
come quando
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Silenti,
Dolci,
Materne...
Due conchiglie nel mare della gente .
Poche parole,
a volte ...
nemmeno quelle!
Le madri sono pratica pura,
Antiche mura circondano giardini di fertile familiarità .
Il cuore mio ho versato nel tuo,
Nei riflessi dei
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Brividi in sentimento
fantasticando momento
con Te e il mare
seguitando a sognare.
Muse emozionate
canteranno per noi
melodie oltretempo
col senno di poi.
Vorrò ascoltar più
cielo terso Tu
fra stelle comete
e poesie segrete.
Tue mani
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Luna,
anche tu temi la morte,
col tuo bagliore
illumini le notti buie,
ascolti il pianto
di un bimbo
privo di madre
in una casa
con muri di fango
dove uomini,
con tempie d’argento,
sentono ancora
il sapore di labbra
ricordando
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Tra queste mura
- nella mia casa -
la mia ombra si sposta
in punta di piedi
sulla mia pelle
tra le mie costole incrinate
vive e respira
il marchio dei suoi umori
in una quarantena
di cui conosco così bene la trama
non c’è giorno
non
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Non basta:
un stupendo tramonto,
né l’alba esplosiva
e nemmeno sorrisi
sbocciati come le rose
in un maggio nero,
se c’è la finestra del cuore
chiusa
con il paltano di una vita,
che amore da dare
non conosce, perché
la violenza ha vinto
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Frastuoni
Parole, sovrapposte intrecciate
in infinite incertezze
Lacerano spezzano il già pur lungo pianto
che scorre in rigagnoli al fiume
Niente più volti amati persi
al di là di bianchi camici che tutto han dato
ma che di carne fatti
anche
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 | Ho vissuto la quarantena prima che ci fosse
naturale vita di un misera donna
ogni cosa recintata
ogni pensiero triturato
parole senza suono
lui il carnefice, presente ed onnipotente.
Lo sguardo patetico di quello straccio
desolante e senta
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Nell’ acme di un fragore,
ogni cellula sfibra,
disperde i respiri del cuore,
umana si fa la mia ombra...
Grida il silenzio sento,
parole non comprese
nei distici del tempo,
disarma inutili difese...
Infittisce la mia ombra
sciorinando miei
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Cosa cercavano i nostri occhi
smarriti, nel buio di quel silenzio?
Mari smarriti tra le onde
e la risacca dei pensieri
questo franare delle ore
nel
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Quel graffio sulla pelle brucia
sotto il baglior d’una luna piccola
che scorgi dal lucernario a tetto
quel nero attorno all’iride è buio
che dentro mai s’accende e poi
fuggire non puoi da quella stanza
quel tremore delle labbra scure
è la paura
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E ti diverti a resettare il mondo
le anime al bel niente destinate
in fretta e furia con le tue ventate
in questo folle e nero girotondo.
E scavi come un tarlo nel profondo
con la dannata falce e le bravate
tra mille mani in alto inascoltate
a
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Gira il mondo in un collasso umano
i virus sterminano intere generazioni
a nulla piò l’intervento intellettuale
Che con preconcetti diversi
portano a rendere sempre di più
accattivante la quarantena d’una stanza.
Allontana famiglie, amici, e
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Quali che fossero le motivazioni
a noi sconosciute di convivenza
di donne dei compagni succube
come schiavizzate e di dignità
private di lor vittime un poco
nei passati tempi per qualche ora
il martirio si addolciva e profumo
di libertà si
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Ti stai gustando questi ultimi sprazzi
ognuno con il suo profumo
capace di farti apprezzare sempre più
quanto di bello respiri attorno
un pot- pourri una volta mai sazia
ed ora facendo indigestione
carpisci quelle particolarità
colme di
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 | Sarà sempre così!
Cestina tutto e ricomincia!
Sempre ci sarà qualcuno che ti parlerà d’amore.
Lo ascolterai.
L’ amore è suadente.
Ha gli zoccoli d’oro.
Splende in tutti i lati del tuo essere.
Illumina.
E poi racconta.
Immagini e immagini che si
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| Il giardino della vita
è ricolmo di colori.
Ci son gli alberi ed i fiori
che si atteggiano con boria
e tra questi c’è la rosa
rossa, bella e profumata,
c’è il gladiolo, c’è il giglio,
c’è il garofano e la viola.
Mentre ai lati del recinto
ci
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Sopra il crinale
Venere attende
ad ora tarda
Ammicca tra i diamanti
e spezza il fiato
ai pensieri torvi
carichi di parole
rimuginate
L’aria rugiadosa
scrolla il torpore
dei giorni tediosi
e la notte ospita
i silenzi di anime
immuni alla
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Le impronte ricevute da bambini
sono quelle che restano di più
nel corso della vita, più di quelle
da altri prodotte nell’età matura.
Togliere quelle impronte è cosa dura:
nonostante si facciano poi delle
operazioni per mandarle giù,
tornano a
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In verità preferirei
camminare solitaria,
tra le valli
che ancora ascoltano
parole sussurrate
e passi accennati.
In prospettiva di un ritorno
non contemplato
alla dimora che ci raccolse
brandelli sparsi,
in balia delle onde,
assaporo
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 | Soffri al chiuso
le parole sferzate.
Soffri al chiuso
le sue nocche serrate.
Taglia (ahia)...
il respiro in un pugno.
Piega il virus
la sua forza vigliacca.
Piange il vinto:
tu non chiami i soccorsi.
Prega adesso
che non sa più
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| E’ vibrazioni, il tramonto:
un sentire cromie quasi impudico. Muschio
azzurrofumo, incenso; gialla luce di roccia, ginestre.
In stand by d’incursioni
- pennellate all’anima - biancorosa di mandorlo
rosso e viola fin dentro la minuta erba,
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Lia |
15/05/2020 21:08 | 908 |
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338265 poesie trovate. In questa pagina dal n° 22411 al n° 22470.
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