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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 364’912Autori attivi: 7’451
Gli ultimi 5 iscritti: Donato Caione - Benedetto - Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 |
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Sorridi
con la maestà
della Nike di Samotracia,
stupore di marmo
tra le fronde
di mirto e oleandro
e la pelle
della Venus di Milo.
Frammenti di un bacio
e fumo acre
di un discorso violento
disegnano
occhi e notturno
crollo di
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 | Lo sanno tutti i poeti
quando il nodo poi si stringe
quando, nella luce che cade
s’apre serena la ferita
lo sanno anche i poeti
che il silenzio della notte
altro non è che attesa
quando le voci parlano
nei riflessi delle onde
e dicono cose
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| Nonna, quando del sole
m’indicavi i raggi
e mi dicevi è potente,
stupendo ma stai attento
al calore che sparge
perché non sempre si accorge
di essere forte.
Osserva come sorge
e, come tramonta
perché mio caro
ad ogni stagione
lascia la sua
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| Quel biglietto senza ritorno ha preso l’ultimo aereo
il più lontano possibile onde non ravvivare la fiamma
quando il pensiero sembra voler tornare sui suoi passi
inutile rimuovere le zolle niente ormai sotto bolle
farsene una ragione è sempre più
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Cerco sempre l’antro
il punto focale di luce
l’stante mozzato di pianto
il ricordo lastricato di baci
il dimenticato in cui ricominciare
l’imberbe momento che richiama l’amore.
Cerco l’amore
in occhi vaghi, condensi, pregnanti,
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Restiamo intatti in questo urto di corpi
trafitti dalla gioia d’esistere
dopo l’intermittenza ancora dopo
aver posato i resti nel sonno
ma poi, vedi, io ho astute gallerie
e passo da me a te senza respiro
tenendomi nel buio come se andare
fosse
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Susanna, disse, alla sua cara amica:
“Ho visto tuo marito con Francesca,
la tua più nota, acerrima nemica!
Da quanto dura
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Pinocchio che sapeva il tempo sburgiardare
amava far le regole col vento insofferente
per cui il giorno dopo così come vi appare
girava in fretta l’elica del tutto inversamente.
Su questa terra putrida l’aratro può passare
ma il solco che vi lascia
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Figurandomi nell’immagine riflessa
chiesi alle mie gesta
di narrarmi del luogo da cui venni
e di chi fossi allora
Fu in quell’istante che mi resi conto
di essere dell’oggi e poi più nulla
in quanto ricusando la memoria di ieri
non sarei mai stato
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Tace il vento
e il respiro di chi
è nel silenzio del cielo.
Oltre la morte
mutazioni di stelle
e ombre di luce.
Gli
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All’ombra
di un grande albero
tra sassi e radici contorte
dolcemente
mormoravano.
Penetrando
tra le canne
come
il vento tra i capelli
senza sosta
rotolavano
sulle sponde del mio essere.
Della Forza
che
aveva dato loro
impulso
la
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Anima mia chiudi gli occhi
in questo tempo sospeso,
abbandona la voce roca
stendi le pieghe
del vento furioso.
C’è un tempo
insondabile e puro
dove ogni cuore
trova il suo porto,
dove ogni affanno
perde il suo battito,
dove labbra e dolore
si
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Italia |
08/07/2019 22:08 | 1427 |
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Quànnu ca se marita ‘o sancu mio,
vurria dunari a idda petre rari,
ma picciuli nun ave, accussì io...
fazzu lu meiu pe
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Sei così bella sotto l’ombrellone,
col costumino e quegli occhiali scuri.
Quel tizio che ti punta, un vero Adone,
non so se odiarlo o fargli i miei auguri.
Ed io invece, come un accattone,
che annego dentro i miei pensieri impuri,
e che di
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La morte è la fine della bellezza
per questo io spingo
le mie ossessioni al limite
sempre di notte
Quando nessuno può sentire
il pianto fra le ombre
o il lamento della pelle
tirata allo spasimo per il dolore
Il buio è la fine del giorno
e
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Rintocchi che annunciano l’epilogo
troppo sovente scendono dal colle
in quest’afa di luglio. Qualche rondine
stride nell’aria. Il contrasto d’un tratto
si fa amaro. Poi torna il silenzio.
La vita uguale. Le strade ancora sonnolente.
E mentre il
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Ed è notte mentre
mi incammino
tra sagome scure
di secolari alberi.
Un gufo stridente,
svolazza appena
tra i rami carichi di neve.
Le lacrime
non prestano ascolto
alla ferrea ragione,
mentre il cuore
esulta e piange,
unico vinto
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Per mia fortuna, spesso
la mia voglia di scrivere
prende il sopravvento
su quella di urlare.
-
Resta nei miei sogni
fatti un po cullare
muore
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Si aggrovigliano
nella rincorsa
alla banalità (molti)
privi d’ogni carisma
e accezione
che diano fulgore e estro
ad un
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dopo la strada non ha odore
non ha nome
ha solo il peso di un espianto
duro mi batte contro
e intanto viaggio
nelle
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Il ciel si colora d’amore,
il cuor illuminato a festa
segue sguardo veso l’alto
per ammirar spettacolo
di stelle.
Alloggerà la luna!
Magia
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I poeti sono soli
e da soli vagano nel deserto
al posto del sangue
hanno il soffio del vento
e nella gola il sole e scaglie di cemento
ingoiate di notte
quando la luna va a dormire
e l’amore è il lamento di un lupo
che non ha casa, strada,
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Fluisce l’onda ancora
Ricama sulla tela del cuore
delicate figure
Intesse paure e dolori
e trame di tinte pastello
S’intrecciano i fili
sul telaio dell’anima
Raccontano giorni che vanno
inesorabili vanno
e raccontano sogni e speranze
tra mani
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Sulla mia valle
sole e nuvole giocano,
ma io cerco te
lungo le ombre
dell’antico viale.
Freschi ricordi
lenti mi accompagno,
eri tu la bambina
che mi chiedevi:
dei compiti,
della storia,
e delle nozze festose
di mia sorella,
poi ridevi,
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Tornare indietro lasciare che la mente
possa ancor sognare, varcare porte
chiuse e con un tocco di magia riviver
ciò che ci è stato strappato via.
Tornare indietro come fanciulli con
il cuore pregno di letizia, serenità, sognare
di vivere il
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Riaffiorano parole di fanciullo
provocando uno tsunami
particolarità infiammano la leggenda
un vero ritorno al passato quando
inesperienza cercava rifugio
certa di un approdo sicuro
ciglio non battevi
solo brividi capaci di
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Le parole son anime a cercar anime,
mite e vagabonde nuotano nell’oceano ove
prolificano altre menti.
Le parole son sillabe ad incontri e
scontri a formar immagini e visioni.
Le parole son gocce di rugiada a
dissetar l’erba nei prati,
amanti ad
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Un’aurora che anela all’infinito
incontra l’universo delle donne.
Il mio mondo è nel cuore di sorelle
torturate, lapidate, angosciate
carne venduta che non ha ritorno,
che sa di notti nere e senza sogni.
Ricordi si fermano e fanno
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Dev’esserci un nome
per dire dove sono quando scrivo
scavando, un nome, che
porti con sè l’odore forse
di qualche campagna bruciata
un nome di donna o di città
che abbia ai fianchi una collera antica
e nella bocca un rudere coperto di
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Novanta volte ci godiam l’estate,
novanta volte sopportiam l’inverno,
novanta volte tolleriam l’autunno,
novanta volte amiam la primavera!
Il ciclo della vita si rinnova
di anno in anno dentro le stagioni
che si sostituiscono l‘un l’altra
in una
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Voci sui monti
il fischio di marmotte
spiccano ali maestose
Aspetta lassù
la
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| Julie |
07/07/2019 23:35| 887 |
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Benedetto sia
il pensiero libero
che profuma d’incenso e pula
s’invola tra le spire di fumo
e girovaga adagio
sui tornanti indifesi.
Benedetta sia
la speranza mite,
sottesa a sguardi appesi,
greve come un cielo abbassato,
pigra come una
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Italia |
07/07/2019 23:15 | 1423 |
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È stato meno d’un secondo
- un magico momento -
quell’attimo eterno di luce
tormentante la mia pace!
Mentre percorrevo il litorale
con spirito latino e liberale
provando a immaginare
il mio sogno - lì - farsi reale.
Forse la forza
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Come le rose
schiudi tenere mani
una brezza sul viso
A me
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E’ n’à telecronaca de li fatti der monno,
un sacco de notizie speciannènte de cronaca nera.
Che cancherèna c’è ne la soccita,
n’à sporta de infamità.
Matina e sèra intènne ste mal notizie,
fan dolè er core.
Nun se po’ fermà l’onda nera de la
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Non so perché
ci siamo lasciati a settembre
proprio mentre il cielo
esalava i suoi colori ambrati
E le ombre
più lunghe del tramonto
toccavano l’orizzonte
con i loro respiri d’autunno
Non so come mai
non ho più guardato il mare
senza sentire
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Ti ho guardato
le mani di mandorlo
ed il fieno dei fianchi
che s’intrecciavano di me.
Ti ho baciata
ed eri un mattino
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Jim27 |
07/07/2019 21:51| 1996 |
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 | Non so proprio dove stare,
senza aria e senza pace
è come essere all’inferno
manca solo della brace
Le gambe non mi reggono
sento che non ce la faccio
mi chiuderei dentro al frigo
mi sento proprio uno straccio
Chiudo tutte le finestre
accendo
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Gocce di pioggia scivolano
fitte sui vetri, insieme a quelle lacrime
copiose che mi rigano
il viso, spento ormai da tempo! Bruciano
le ferite dell’anima
ed ogni sforzo è diventato inutile,
perché la solitudine
mi colma di silenzio,
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Lasciati amare
ora che giunge la notte
sui miei pensieri dipinti di luna
Fra il candore delle lenzuola
profumo di te
che
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Dovrei redimere chi ha creduto
di poter rubare i miei pensieri
credendo la mia mente fosse un vaso
tenendo in mano un apriscatole?
Chi sventolando una bandiera predicava pace
come io non vedessi il suo colore
talvolta nero altre rosso?
Ho
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 | Vacillo e tremo
e sono foglia
e tu sei il vento.
Sia l’istante poesia, scritta con gli occhi.
Con lo
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| hai levato il braccio
e hai capovolto i cieli
dai recessi del sangue
rimonta la melopea selvaggia
hai sul collo il fiato
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Come il canto del mare
è l’amore che inebria il cuore,
un alito di vita che t’accompagna,
fino al calar del sole.
E’ un costante suono di
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Quando conobbi la verità
un gelido inverno scese sul cuore
lo ammantò di neve nefasta.
Accettare la realtà fu tormento
solcò un penoso tracciato nella mia esistenza.
.
Grovigli contorti di fili spinosi
si impossessarono della memoria.
La
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Dolce preludio
pomeriggio di sole
sensazione scottante
Sorsi di
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 | A braccia nude
a puntare le
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Piccole, piccolissime ferite
e un arcobaleno di lividi
ecco cosa mi rimane di te
che non conosci o non comprendi
l’altrui cuore, ma ti fermi sulla soglia
del tuo essere possessivo.
Non bruciano sai, non fanno male...
o almeno non quanto la
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L’alta e bianca vetta
al di là del vetro
al sonno ci prepara,
ma prima vuole
il bello più alto
da chi si ama davvero
e noi due
che incantati la ammiriamo,
lasciamo le luci della notte
e ci doniamo un l’altro
alle luci dell’amore.
Leggeri
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In qualche modo ci sono riuscito
nel tenere a galla quella nave
che con le tue mani hai costruito.
Padre non ti ho tradito
e anche se annaspo in questa caravella
con vele rammendate col sudore
tengo la rotta
tra lo scirocco ed il ibeccio
tra
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Nell’arcipelago della fantasia
ci sta una tartaruga
che si mangia la lattuga
che Rosanna ha seminato
ad aprile
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se piovesse il tuo nome
dal cielo scenderebbero parole
a bagnare arido il silenzio
se piovesse il tuo nome
oltrepassando l’orizzonte
innonderebbe il mare
se piovesse il tuo nome
in questo cielo che ha memoria di luce e di stelle
si dimenticherebbe
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È un’ombra il tramonto
un sipario che cala sul giorno vissuto.
Qui riposano le mie ore
mentre il sole cala all’orizzonte delle solitudini.
Un leggero vento soffia sulla pelle
ravviva i ricordi
sono foglie morte di un respiro
memorie sepolte
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congeniale ai flutti.
il mio mare si ritrae -nel plancton,
e tu giuntura delle branchie
dicevi, lo vedo anch’io il tuo
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 | Riscoprirti ora
quando una dolcissima inerzia
interferisca
sull’intento di sempre.
Circostanziale
ora
quel tuo aspetto
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| “Entrambi siamo timidi, Antonio,
è la notte di nozze, che facciamo?
Dobbiamo consumare il matrimonio,
però da quale
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Accanto al giardino
scorre un fiume
tra le piante
s’aggira un’ ombra
la osservi confusa,
stà in silenzio
non la puoi
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Nelle parole che non ho smarrito
prenditi cura del mio sorriso,
dove granellini di sabbia
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 | Fisso la luna
isola senza mare
grande la malinconia
Argentei
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Il cielo è sempre più scuro
anche a luglio
quando il tramonto
rimanda la notte di ore
E poi esplode
nel nero profondo del cuore
con qualche stella
spenta senza una ragione
Il silenzio è sempre più greve
anche di sera
quando attendo
le tue
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338065 poesie trovate. In questa pagina dal n° 28591 al n° 28650.
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