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Le 241811 poesie pubblicate in esclusiva
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Tu origli dietro i muri io ascolto i cuori duri
io canto la mattina tu stoni in copertina
io sono medicina tu l’erba fistolina
tu non conosci i puri io vivo coi spergiuri.
Io studio la mia essenza tu badi all’apparenza
ti reputi importante io solo
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Non farti ingannare dalla schiena dritta
che sfida il vento sulla scogliera,
né dalla mano che tiene il remo
mentre il gorgo si chiude nella sera.
C’è un’arte del silenzio che somiglia
alla calma del muro sotto il sole
pare non sentire il proprio
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Sognerò i tuoi fiori narcisi sparpagliati al vento
emozioni del tuo scontento
figura di un silenzio alla fine del filo.
Il cielo brucia di coraggio
tu sei troppo lontano dalla mia stanza
notte di respiri rubati dalle stelle.
Bruciano i sogni nel
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S’accende il buio in un riflesso d’oro,
mentre la neve brucia tra le dita;
custodisco un immenso e vano tesoro
nella ferita aperta della vita.
Sale un silenzio che rimbomba forte,
come un oceano chiuso in un granello;
danza la vita ai
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Dal muto petto un soffio si sprigiona
che d’immortale luce il mondo ammanta
non è soltanto suono che risuona
ma forza sacra che distrugge e incanta.
È il gran martello che la pietra spezza
o dardo d’oro che trafigge il core
è il canto arcano
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L’indifferenza antropica degli italiani
di fronte alle tragedie del mare
assomiglia molto allo sguardo torvo
dei trafficanti di esseri umani
che contano febbrilmente il denaro
che gli sfortunati migranti
gli hanno elargito per sbarcare
nel Paese
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 | C’è una storia che vive di strappi e respiro,
di attimi rubati al tempo e al destino,
di fughe improvvise, di porte socchiuse,
di mani che tremano, mai davvero deluse.
Si accende in litigi, graffia e poi cura,
si perde e ritorna, fragile e
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| Le radici del cielo
scorticano l’anima,
fanno abisso
di tremori e pietre
sull’angolo di scelte
senza ritorno.
Cercano crepe,
affondano,
marcano il confine
del ricordo
per farsi albero di frutti
da raccogliere
quando il palpito
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 | Sei rimasto per un anno intero
accanto al mio pensiero,
abbiamo fatto tanto insieme.
Oggi hai ripreso il tuo cammino
lasciandomi ancora una volta
nell’attesa di una prossima Alba.
Ma tu sei il tempo che non ha sonno,
che non sogna, ma che
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| Infatuo un mite pungolo dormiente
nascosto dietro un pavido pudore...
perlustro e provo e tento inutilmente
di dare un senso a un fine adulatore
ma non insorge e manco si rivela
e volge verso un’arrendevolezza
di sentimento che in cuor suo si
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Riposo nell’ombra
il respiro è l’attesa
nel nulla ricordo
la Venere in fiore
il cielo già acceso
di alba perenne
e le mille carezze
vendute all’oblio
dei giovani cuori.
Tremo nel buio
il dono è la bocca
le labbra di vento
macchiate di
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Trilli e garriti briosi
voli, gorgheggi e stridi,
vibrare giocondo di corse e svolazzi,
elevarsi in volo e planare dai nidi
e leggiadre virate
sui cangianti prati festosi
nell’aria graziosa d’Aprile.
Lieto vento giocoso e sottile
tra i
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 | Brillava così forte il sole
e il gentil vento
mi vestiva col profumo di fiori innamorati
e come sorridevano le ore
quando, il sapore dei tuoi baci
cullava il mio respiro...
Ora, che tu, più non ci sei,
mi siedo qui, nella panchina dei ricordi
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| L’aria profumata
della sera colorata
mi dona aprile,
come una buona notte.
Le parole mie
sono passi della vita,
sentieri deformi,
sorgenti da scoprire.
Guardo il cielo
si riempie di stelle,
mi accosta un raggio
che scende vicino a
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| La bellezza malinconica del crepuscolo
mi trasmette un’imperscrutabile
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| Non chiedo al cielo un sentiero di seta
né che l’onda si plachi prima del mio passaggio
non cerco il riparo di un’ombra segreta
ma il fuoco che arde nel nome del coraggio.
Se il vento percuote la roccia del giorno
non prego che il nembo si perda
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| Delicatezza del fiore lungimirante d’ un profumo
guardo il tramonto esploso tra le tue mani.
Piango la scia dolorosa delle stelle
bacio il silenzio di un vento rubato dal tuo boulevard.
Ho inventato le emozioni delicate dei quadri
carezze della tua
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| Ho bisogno di te
e delle tue carezze
ogni volta che vado a fondo
o delle tue parole
quando resto all’ombra
al riparo dell’incanto,
a niente c’è più posto
ora che il vento sbuffa polvere
sui miei ricordi impilati
a dovere in un sé.
Nulla
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S’apre la porta di un antico regno
quando la luce muore nel giardino
e il sonno incide, con sottile segno,
il volto del pensiero più vicino.
È uno specchio di nebbia e d’argento
dove l’immagine si fa memoria,
vola il ricordo come foglia al
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Entra pure, ti aspettavo
non ho paura
delle tue vesti
nere come la notte
cupe come il buio
che da sempre
io indosso come fossero
una seconda pelle.
Vieni pure, danza con me
la tenebra sarà
il nostro rifugio nero
e il dolore se ne
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andando avanti
tra le strade brulle
ho incontrato ostacoli
e nel ricordo ho colpito forte
bussando agli angoli nascosti
soffiando in vicoli chiusi
piangendo in notti buie e silenziose
ho plasmato il dolore,
ad ogni rifiuto ho piegato la
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Quand’un tratta del se e del ma
e mente divien insana
in tal questio che si frappone
fra ben o mal nel far,
allor pur ci s’indispone,
ché via retta non si trova
e si percorre in mal cagione
L’autorevole responso
si pensa nel Dio di
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Nel tempo si è perduto
quel senso dell’onore
che fin da piccoli
ci è stato insegnato
alla pari del rispetto
lo so, anche tu l’hai detto
e forse ti riconosci
in quell’antico credo
dove ogni cosa aveva un senso
e il senso era il dovere
di porre
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Francesco
Tra le vene azzurre del silenzio
il mare respira al posto tuo
e tu sei soltanto una conchiglia aperta
che dimentica il nome della riva.
Le onde non tornano
scrivono e cancellano nello stesso gesto
come dita d’acqua
sulla fronte fragile
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Bacio la natura terra del silenzio
vibrante passione nella spuma delle nuvole
chiodo di un pensiero pendolo dello squilibrio.
I poeti lavorano di notte nella pallida luna del silenzio
stilla l’amore che passa un mare di lacrime ai tuoi occhi
verso
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Tornavano e scacciavano la noia
sfrecciando in basso in alto in ogni dove
giulive nel portare sole e gioia
bandiere e testimoni delle prove
che prospettava lady primavera
intenta a far trionfare la sua era.
Tornavano al caldo sotto il tetto
a
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Che c’è nell’aria che rende
il cielo azzurro?
Atomi invisibili agli occhi
che ammassati creano per me
il colore che dà pace
e mai diverrà peso alla mia vista?
Che c’è nella distesa d’acqua
che ammiro verde, azzurra
e blu profondo?
E’ l’ossigeno
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I bei dì di Primavera
son da tempo già arrivati,
e fioriti sono i prati
di papaveri e violette.
Pur le rondini son giunte
da paesi assai lontani,
per pianure ed altipiani
della nostra bella Italia.
Volano anche le farfalle
dentrro ville e nei
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S’immerge il giorno in un bacino d’oro
mentre il silenzio stende il suo mantello
e ogni pensiero svela un suo tesoro
dentro il rintocco di un antico appello.
È una marea che sale piano piano
lungo le rive di una mente stanca,
ci prende dolcemente
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I sogni della morte
sono nel vento
lei non sa
lei non conosce
altro che il buio
e le notti infinite
la portano al mattino
quando recide
i respiri del mondo.
I colori della morte
sono nella terra
e lei toglie il dolore
quasi fosse un
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Vaghi castelli incantati
senza re né regine né fate,
son i discorsi di chi al vero è negato
e infondatezza e presunzione respira.
Come sterili piante dal cavo fusto
e riarso fogliame son le loro convinzioni,
carenti di linfa di sacro
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241811 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 31 al n° 60.
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