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♦ Michele Serri | |
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Le 241818 poesie pubblicate in esclusiva
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Adesso ho questa paura che mi tiene
eretta e ferma, quasi fossi un busto,
la paura di chiudermi in una scatola
con tutto il fiato e il sangue e la memoria,
e farne un pacco chiuso, ben sigillato,
che non riceve visite né dà disturbo.
Mi spaventa
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Al centro del petto
c’era solo il cuore
i battiti perduti
e un soffio di vento
che la primavera
cercava di nascondere
fra i germogli morti
nei mattini pallidi
quando il sole esitava.
Al centro della stanza
c’era solo la cenere
e io
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Quando di nuovo
giungerà primavera,
ti scoppierà nel cuore
l’amore
e della sua passione
ti infiammerà.
Ed io,
non starò lì seduta
sulla riva del
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Cammina sul sentiero un passo
umido di pioggia
ombra tra i cipressi che urlano al vento
un’eco gentile vibra
tra pietre illuminate dal tempo.
Il suo passaggio è come il mare
accarezza le onde
lasciando gusci lucenti
sulla sabbia dei
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Albero vital e luce ad abbagliar mondo,
sublime fioritura, amor ad intesser vissuto,
nascere e morir girotondo ad unir unione,
ove ognuno se stesso ritrova.
Mondo disperso ed amareggiato,
sociale comportamentale e strani amori,
candide anime e
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Quando canti canto veleggiando lo spirito del silenzio
schiudere le stelle nude dei papaveri.
Affondo nel burrone colmo dei rovi scostati d’uno stelo
sospiro la profonda notte dei drammatici sogni.
Rinasco nel vento che accarezza il sole.
ho scritto
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Il bosco svela il suo segreto antico
tra i ricami di luce e di smeraldo,
ogni radice è un vecchio padre amico
che tiene il passo della terra saldo.
L’acqua del fiume è un musico d’argento
che scrive versi sopra la pietraia,
mentre la danza
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Arriverai sì fino là
non sarebbe la prima volta
ove un vagito ieri fece la sua comparsa
centoventisei sono gli anni
pochi per dimenticare
tanti da spulciare
quanto basta per riattivare la fiamma
ogni volta sguardo esplorando sale sino
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En el alféizar gris se inclina el día,
y el viento anuncia sombras en la piel;
la tarde se deshace en lejanía
mientras la lluvia aprende a florecer.
.
Los árboles se agitan sin consuelo,
desnudan su memoria en espiral,
y cae sobre la tierra, lento,
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Non ho polvere tra le dita,
perché dita non possiedo,
né impronte lascio sul sentiero
che al passo degli uomini invita.
Sono il brivido che scuote la vela
ma ignora il peso oscuro del porto,
un respiro che tra le nubi svela
l’azzurro vasto -
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Non è una stella
che ci ha traditi
non è una luna
che reggeva
il cielo oltremare
quando la notte
sembrava svanire
tra due ali di cera
bruciate dal vento.
Non è una nuvola
che ci ha dato
quelle poche carezze
non il sorriso
promesso al
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Ti ho ancor nel mio cuore stretto,
ma per te non mi struggo,
lungi da vagheggiar
l’appassionato tuo ritorno.
Mi vibra forte in petto
più alto glorioso Amor,
che l’animo mio di sereno alimenta
fin dal primo baleno di mia esistenza.
È a me
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Italia mia ragazza di maniera
ti vedo palpitare e... pronta all’uso
boccheggi sopra un mare illanguidito
dai raggi fluorescenti del passato
con la tua storia adatta a ricucire
un volto mesto e bleso all’imbrunire.
Italia mia eterna
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Riemergo da me stessa
nuoto in un cielo denso
senza mare
senza stelle.
Scendo
e il silenzio si fa marmo
duro, immobile
ogni pensiero
eco scolpita
delle mie cadute.
Nel fondo
non ci sono mostri:
solo il mio nome
che si specchia
in acque
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Che sia mistico o divino
è al mattino all’aprir degli occhi alla vita
che m’avvedo d’avere dentro me
tutto ciò in cui credo,
seppure a volte rimango un po’
a sognare un mondo che da sveglio
non riconosco, molti di chi fuori incontro
agiscono
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Morde il cielo nel sangue della notte.
parole morte sospirano nell’aurora fredda d’autunno.
Sogno il burrone dei pensieri che cadono dalle stelle
faro che palpita dei vecchi sentimenti di una rivoluzione gentile.
Frusta il silenzio di un sonetto d’un
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Credere che il motivo per il quale
il mondo faccia girare la testa
non sia condiviso dai più
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se ci soffermiamo a distinguere
ogni effetto che produce dentro di noi
come se fosse il vero artefice
di quanto intorno pullula
.
basterebbe mettere un
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Siamo rami che cercano il sereno
con le radici strette nel dolore,
portiamo il lampo e il brivido del baleno
dentro le vene, muscoli del fiore.
Il mio pensiero è un argine che cede
sotto la piena della tua bellezza,
l’anima nuda finalmente
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Alle soglie del borgo, un fiume antico
distendeva l’acqua nel suo respiro;
aveva il passo remoto della luce
e in ogni ansa del pallido suo corso
pareva trattenere il tempo intero.
Lo chiamavano fiume della memoria:
serbava l’ombra immersa dei
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Sotto i passi neri della notte
solo, cammino
alzo gli occhi e,
non vedo che:
buio, buio e buio,
se c’è un filo di luce,
quello lo dà lo spirito mio,
lui ha il suo Dio, che
al buio non lo lascia mai,
così, il cammino mi è leggero,
il domani sarà
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Non c’è pace
e spengo i tuoi occhi
il ricordo nero
di qualche parola
pronunciata piano
per non morire
di nostalgia
o di dolore sfumato
prima della sera.
Non c’è anima
in queste carezze
che ancora segnano
la pelle e le ferite
rimaste a
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Umile, paziente amica terra,
concedesti passaggio ai miei passi
da quando dimoravo la caverna:
secoli passati inosservati.
In antico protetta da foresta
opposta al cielo, vicino a Dio,
scegliesti amici lampo di sole
e la luna di stelle
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Intrinseca mirata spinta
sussiste nell’alienata mente
di chi vuol impassibile affrontare
la sfida di andare.
E tu impettito via sei andato.
Mille ragioni di fuoco
e nuclei di idee variopinte
sorgono nel solingo petto
di chi vuol decidere di
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Del desiderio io canto e non è pace,
ma un urlo bianco dentro la tempesta.
È la mancanza azzurra degli astri,
quella distanza che mi scava il petto
e mi costringe a mendicare il cielo.
Io sono un mare senza più la riva,
una ferita aperta sulla
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O poesia ultimo faro prima del burrone scosceso di tombe
nel silenzio della feritoia perdo un sogno morto di parole.
Bacio della terra che sveli il verso costretto di vento
luce dell’anima che respiri la miracolosa briciola della notte.
Ai confini del
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Se potessi donarti qualcosa
non sarebbe un gioiello
né una parola lucidata dal tempo.
Ti darei i miei occhi
solo per un istante
il breve spazio di un respiro.
Così vedresti
come il tuo nome
illumina le stanze dei miei pensieri
come la tua
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Di sicuro la cordialità ripaga sempre
anche se potremmo non essere creduti
l’importante che si sia pronti ad abbattere
ogni diceria che potrebbe contrapporsi
ad un sentire non veritiero
motivo per il quale non confondersi
con piccolezze che
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 | Cammino col passo di chi sa e non dice,
custodendo il fuoco in un palmo di mano,
mentre il mondo fuori, calmo e felice,
mi guarda passare e mi crede lontano.
Sono autentico di fronte al mio solo destino,
senza maschere, senza più finzione,
scelgo
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Siediti pure qui sul bordo del letto,
non serve nascondere il freddo falciato
ti guardo negli occhi senza alcun timore,
sei solo un ritorno che avevo aspettato.
Ti ho vista venire a bussare alla porta,
rubando il respiro a chi m’era pilastro
hai
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Anche da lontano
avverto la fragranza
della tua pelle e del tuo respiro,
e par che della tua voce suadente
l’eco mi giunga,
come in un sussurro leggero
nella carezza del vento.
Mi chiedo
dove posi la tua fronte,
quando mi cerchi
e il
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Il tempo si è interrotto,
avvolto in un sudario di immagini sbiadite.
Di quanto silenzio è capace la mia voce?
Ascolto il filo sottile della vita aggrapparsi
- vorace e testardo -
al giorno che mi culla.
Cammino scalza
e mentre affondo nel
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241818 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 331 al n° 360.
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