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♦ Graziano Ferrero | |
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Le 241821 poesie pubblicate in esclusiva
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Non scende lieve: dilaga, conquista,
una marea lattiginosa e fitta
sulle campagne tende la sua pista,
fa della luce una moneta smarrita.
Tra i pioppi nudi serpeggia e sosta,
come un respiro antico e trattenuto
ogni sentiero si piega, si accosta
a
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 | Ero un randagio del destino,
un ragazzo stanco che bussava
alle soglie di un passato di ferro.
Ma tu hai scardinato
i chiavistelli del mondo perché
il mio amore per tua figlia
era la sola chiave che non sapevo
di avere.
In quel tuo
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| Ambiguo e ansimante è il cuore
di chi non nutre d’amore la vita,
color di pelle bianca o nera
fa per lui differenza,
perdendo in ogni istante
il caldo sentier di fratellanza.
In ogni gesto che d’amore
sembra aver sembianza,
cerca colui la
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| S’assale monotonia
si prova a cercare slargo,
anco se tal mal opprime
e conduce in malanno
E pone animo in danno,
quanto tal stato deprime,
ch’ohimé é sì largo,
che s’é mal in sintonia
Il giogo divien duro,
che ci si pone in spergiuro
e pur
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| Un saggio mi disse che il tempo è la cura
che d’ogni dolore trasforma l’essenza
mutandola in stille di forza e saggezza.
Il tempo non cura, lenisce soltanto
maschera i fatti mescendo l’oblio
ricuce dell’anima il falso sorriso
Forse un giorno mi
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La chiave nella toppa
compie mezzo giro,
lo scrocco si ritrae
e faccio un bel sospiro,
giungo a casa tardi
anche questa sera,
tiro i remi in barca
e ammaino la bandiera
Sfilo con piacere
scarpe poco adatte
presto rimpiazzate
da comode
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Discende l’aria in brividi di lana,
brulica il bianco sopra il mondo stanco;
ogni segreto sosta nella tana,
mentre si stende il velo al nostro fianco.
Cade la neve, lenta ed infinita,
come un sospiro stanco della mente;
ferma l’istante,
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Palpito le voci che penetrano cattive nella mia anima.
s addormentano i rivoli sanguinanti della mente.
Si susseguono le gocce che rendono stabile la mia anima.
canto un equilibrio precario che silenzia le mie fitte.
Scrivo i versi frangenti del mio
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Indosso un nome
come si indossa una stagione
mi faccio carne
per sentire il freddo dell’inverno
e il morso dolce dell’estate.
Mi chiamo “io”
per poter attraversare lo specchio
senza incrinarne il riflesso.
Sono luce che ha accettato di
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Terra di sabbia cosparsa di dune,
rosso deserto di tremule cime,
secchi arbusti rifugio di serpi
unici doni del sole cocente.
Chiudono ciglia a chieder riposo
e della mente segreti anfratti,
prima nascosti, accendono luci.
Lievi colline si calan’
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Potrei non so se posso e se conviene
tergiversare in barba al tuo mandato
che mette in bella mostra il tempo orbato
e scivola nel fango e lo sostiene.
Vorrei chi sa se poi pago le pene
di chi ha sottratto i fiori del sagrato
nel giorno che alla
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Una lunga fila
davanti a me ora cammina
apparentemente senza una meta,
nessuno sa dove porta
questa linea di uomini in fila,
e dove sia quella meta che li accomuna.
Uomini in fila, noi tutti siamo
ognuno con un pensiero
diverso da chi ci
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A piedi nudi ho camminato
calcando infiniti passi
sulla terra silente,
sul selciato e sulla sabbia rovente,
tra le rocce e tra le gelide acque
dei fiumi e dei torrenti
ho bagnato le mie membra.
Sotto lo scroscio di pioggia battente
e la
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Seminare discordia è un atto sottile
un aroma dolciastro
versato in un calice di vino sincero
una carezza con l’unghia nascosta.
È l’arte nera dei salotti sprangati
dove parole, vestite di seta
celano denti d’argento.
Entrano in punta di piedi,
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Palpita l’anima di Dio trasfigurata nella purezza di un bambino
silenzio di occhi turchesi come il cielo che rinnova una farfalla di foglie.
Tu padre dell’infinito che esci dal grembo di una donna.
emozione di un piccolo fiore del silenzio che disegni
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Quel desiderio che ogni volta spezza i rumori della vita
diviene ogni giorno più forte
come se dovesse essere l’ultimo
non resta che adeguarsi
per non fare torto a chi con fare deciso
chissà se vorrebbe veramente tutto questo
riuscire ad abitare
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 | La mia vita è una nave
ancorata ad un porto silenzioso,
dove il tempo scivola lento
e il vento non vuol soffiare
per gonfiare le sue vele.
Vorrei partire,
attraversare mari sconosciuti,
tuffarmi in aurore lontane,
assaporare il sale della
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Si spegne piano l’ultimo chiarore,
resta tra ciglia un tremito salato
è l’ombra dolce del finire amore,
un lume fioco appena consumato.
Non ha l’impeto aspro del dolore,
ma il passo lieve d’un congedo andato
discende muta lungo il mio
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[Nuvola bianca, sei entrato ne
la mia vita come tornado violento
oceano d’amore,
lampo rosso nel cielo nero.
Meraviglioso piccolo cucciolo
occhi dolci, boccuccia da bacio.
In te io mi perdo
morbido pelo accarezzo,
volo sulle nuvole
dove
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La neve scende piano e il mondo tace,
l’aria si veste di minuscoli gridi
bianchi, sospesi, lievi come i baci
che il silenzio scambia coi rami aridi.
Ogni fiocco è un sussurro che ritarda,
cade lentissimo, quasi per paura
di spezzare il
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Se siamo nel buio
e solo il bordo dell’ombra
ci guarda tremare
nello stesso cielo
se siamo soli
e ogni nostra carezza
vaga per ore
mentre le lucciole
respirano per noi.
Se siamo nella tenebra
e la tua pelle danza
come una goccia
di
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Gravito
nell’oscuro gheriglio secco
ingranaggio stridente
dove muoiono orazioni mistiche
tra scheletri
ghignanti di stelle.
Sorseggio
nel sonnambulismo sordo
il vuoto
attonito del mio sentire
che si è assopito
tra le macerie di
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Mentiamo come il petto il fiato muove
con naturale oscenità nel viso
l’anima spettinata si assolve e piove
su noi stessi un indulgente sorriso.
Cerchiamo in un ricamo forme nuove
per non perdere il rango o un bacio ucciso
ma è seta falsa che non
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Falsa musa, Illusione,
che lume di magia elargisci
e vendi variopinte chimere
a chi di abbracciar la luna spera,
sappi che non cingerò la mia testa
delle tue false auree corone.
Tu che conduci i cuori in te fidenti
in simulatori sentieri di
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Ancora una volta si è scelta la guerra
sporche bugie hanno sprofondato il cielo di bombe
Denuncio l’illegalità di uno stupro di guerra
ancora una volta si cerca di far passare per buoni paesi criminali
Si è troppo faticoso inondare la pace
alzo le
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Dalla cima accesa dell’occaso
Giung contemplava la Maiella;
la sera scendeva come una preghiera
e nel petto le batteva una tristezza
antica come un canto senza fine.
.
Non era un dolore recente: era musica,
intessuta di ombre, echi e
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Ti ricordi di quanto ti correvo appresso
cercando la tua mano
e ti ricordi quando sulle tue ginocchia
festante mi sedevo
e già mi apparivi così vecchio
così lontano...
Sì mi ricordo il tuo canto
ch’era vanto di genie
senza pensiero
in un
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Il tempo si è fatto nebbia densa e sorda,
un ladro che depreda ogni stanza del petto.
Lei siede al confine d’un mondo senza bordi,
mentre i nomi dei figli cadono a terra,
vetri infranti di una lingua che muore.
Voi cercate lo specchio d’uno
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Solo tu
qualche volta
dentro alla stanza
con lo sguardo
perso nel vuoto
e le mani congiunte
in una preghiera
disturbata dal sonno.
Solo tu sconfitta
ma mai domata
da un respiro
che si ribellava
al cielo grigio
e alle albe
tutte
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Ad essenzial visione
sovente nasce bellezza celestiale,
sol a calar ad ombre chiare e oscure,
incider loquacità e natural ampiezza,
salir in cielo e pregar il Signore.
A sguardo altero, aquilone ad innalzar nel cielo
ed incider attimi
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Scivolasti nell’ombra
in una notte oscura,
non vinta dalla paura
scegliesti di vivere libera
a costo della vita.
Altri ti nascosero
seppure di diverso credo
a dimostrare che
non tutto segue
la legge del più forte,
a volte è il senso di
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241821 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 481 al n° 510.
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